Formigoni: resto fino al 2015. Ma la Lega è tentata dal voto in aprile

FONTE ORIGINALE:  agenzia Ansa

Siglata la ‘tregua’ con la Lega Nord Roberto Formigoni prova a voltare pagina con l’obiettivo, attraverso una nuova giunta che sara’ resa nota entro poche settimane, di arrivare alla scadenza naturale del suo mandato nel 2015, anno in cui e’ previsto il voto per la regione Lombardia. Una convinzione, quella del governatore, che pero’ sembra avere poche chance di realizzarsi a sentire le dichiarazioni del Carroccio e sondando gli umori nel Pdl, dove la pattuglia di chi vorrebbe un passo indietro del presidente lombardo inizia ad essere numerosa.

I riflettori sono pero’ puntati sulla Lega Nord e sulle sue prossime mosse. La mediazione di Silvio Berlusconi ed Angelino Alfano ha avuto come primo risultato quello di strappare a Maroni un si’ condizionato, ma a meno di 24 ore di distanza, lo scenario inizia a prendere una forma diversa. Al di la’ delle dichiarazioni ufficiali del segretario del Carroccio ieri in conferenza stampa al termine del lungo vertice con Alfano e Formigoni, la convinzione dei maroniani e’ che si debba mettere fine alla giunta del Pirellone. Convinzione anche di Umberto Bossi. Ieri, prima ancora che fosse chiuso l’accordo Lega-Pdl, il Senatur aveva detto che il presidente lombardo non doveva dimettersi, posizione minoritaria dentro il partito, e che oggi il Senatur corregge: ”Penso che il voto ci sara’ in contemporanea con le politiche”, e’ il verdetto dell’ex leader dei lumbard. A fargli eco e’ Matteo Salvini, fedelissimo di Maroni e segretario del partito in Lombardia: ”Siamo alla fine di un ciclo virtuoso” mette in chiaro l’esponente del Carroccio che fa capire come il suo partito stia studiando il modo per ”andare a votare ad aprile”.

L’argomento sara’ oggetto di discussione domani quando il segretario del Carroccio riunira’ il consiglio federale leghista. Conclave dove i lumbard ribadiranno il sostegno a tempo a Formigoni. Il tutto al netto di eventuali nuovi scandali giudiziari. Quello che appare evidente e’ che per siglare la tregua con il Pdl la Lega abbia chiesto delle contropartite, prima fra tutte la richiesta che il prossimo candidato alla guida del Pirellone sia un leghista, poltrona a cui ambirebbe lo stesso Roberto Maroni. Al momento il presidente lombardo puo’ godere del sostegno di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, entrambi consapevoli dell’importanza di una Regione come la Lombardia. E’ pur vero – nonostante la smentita ufficiale – che l’ex capo del governo cosi’ come per il caso Lazio anche per la Lombardia preferisce tenere un ruolo defilato. Nel Pdl pero’ non tutti la pensano come il Cavaliere ed il segretario. Anzi. I malumori sono sempre piu’ evidenti soprattutto tra i vertici lombardi del partito. Tra i piu’ critici c’e’ ad esempio Maria Stella Gelmini tra le prime a chiedere di ”verificare” se ci siano le condizioni per andare avanti. Piu’ tranchant Daniela Santanche’: ”Se fossi stata in Formigoni mi sarei dimessa”. Le cose non vanno meglio in ‘casa’ degli ex An. Viviana Beccalossi, lombarda doc, non solo annuncia ”possibili sorprese” dalla Lega ma, mette in chiaro che se fosse stata in Formigoni avrebbe fatto un passo indietro. Il centrosinistra assiste alle convulsioni della maggioranza e si prepara a dare una spallata in pizza: I consiglieri regionali di Pd, Idv e Sel stanno organizzando una manifestazione, che probabilmente si terra’ lunedi’ di fronte al Pirellone, per chiedere le dimissioni di Formigoni.

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One Comment

  1. Ferruccio says:

    Voi forse non ci crederete ……

    Ma il Boby Maroni accanto all’Angelinu al Forminchioni ed al simbolo del TROGOLO DELLA LIBERTA’ ci stà molto bene…..quasi quasi gli dona …… si vede lontano un miglio che il Boby si sente a suo agio sembra che sia a casa sua…..

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