FORMIGONI, OH PIRLA, E’ ORA DI FINIRLA!

di TONTOLO

Duro scambio polemico al Consiglio regionale lombardo fra il presidente della Giunta, Roberto Formigoni, e il capogruppo Idv, Stefano Zamponi. Durante il dibattito sulla cosiddetta ‘mozione Boni’, Formigoni ha urlato «pirla, informati tu, pirla» all’indirizzo di Zamponi che lo aveva accusato di non aver mai lavorato. Poi, richiesto di scusarsi dal presidente di turno Carlo Saffioti, Formigoni ha preso la parola: «Mi correggo, lei è un bugiardo». «Dare del pirla a Zamponi non è reato»: con queste parole il presidente  ha chiuso il suo intervento in Aula dopo aver citato alcune sentenze del Tribunale di Milano. Un intervento ‘per fatto personale’, che ha spinto tutte le opposizioni ad abbandonare i lavori del Consiglio regionale. «Io ho lavorato in vita mia», ha quindi replicato Formigoni alle insinuazioni di Zamponi.

Fin qui la cronaca di quanto è avvenuto ieri durante il Consiglio regionale della Lombardia, in cui Davide Boni ha confermato che non si dimette perché estraneo ai fatti che gli vengono contestati. Ormai me pare che ‘sta Regione Lombardia se stia trasformando in un bordello. Le inchieste della magistratura non si contano più, il discredito è generale, il formigonismo è giusto al termine così come il berlusconismo, ma il Celeste Governatore resiste, resiste, resiste. Vuole continuare a provare l’ebrezza di salire tutti i giorni in cielo, pardon in cima al nuovo grattacielo che si è voluto dedicare (si chiama formalmente Palazzo Lombardia, a a Milano molti lo chiamano il Formigone), spendendo oltre 500 milioni di euro dei cittadini lombardi. A chi lo accusa di manie di grandezza, lui risponde che così la Regione risparmia 5 milioni all’anno di affitti per gli uffici sparsi qua e là. Ma 500 milioni sono 100 anni di affitti, zio cane. Li sa fare i conti questo signore? Vabbè, intanto i quattrini sono mica suoi. Ma sai quante cose la Regione poteva fare con 500 milioni di euro, anziché costruire quel coso che rischia di trasformarsi nel mausoleo del formigonismo.

Mi che son Tontolo ma non tontolon me permetto di dir al Celeste Governatore (tanto non è reato, come lui ci ha spiegato in Aula): Formigoni, oh pirla, è ora di finirla! Quando frequentavo i palazzetti lombardi del basket, e non tifavo Olimpia, il Principe Cesare Rubini e il pivot Massimo Masini quante volte si son presi questo sfottò e non hanno mai querelato né Varese né Cantù. Amen.

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2 Comments

  1. Lucafly says:

    Questo era il Padre di Formigoni……
    Emilio Formigoni era comandante delle Brigate nere fasciste di Missaglia, a cui viene assegnata la responsabilità dell’eccidio di Valaperta. Si veda ad esempio il Corriere della Sera del 6 aprile 1995: “Veleni contro Formigoni”. La Corte d’Assise straordinaria di Como, nel 1947, con la sentenza n. 12/47 ha ascritto le azioni di Emilio Formigoni ad una forma di collaborazionismo con l’occupante tedesco, anche se come tutti gli altri imputati egli ha beneficiato dell’amnistia. Cfr.: Merate online. Roberto Formigoni ha sempre negato l’implicazione del padre nelle vicende dell’eccidio di Valaperta, citandone anzi positivamente l’esempio[senza fonte]. Emilio Formigoni è deceduto nel febbraio 2000 a 96 anni

    formigoni se si fa vedere in giro a Missaglia e a Casatenovo lo sistemano per benino…comunque è uno che non ha mai fatto un giorno di lavoro in vita sua….

  2. Mauro Cella says:

    Per tanti, tanti anni l’unica opposizione organizzata al Faraone Cristiano è venuta dai Radicali ed aveva come oggetto il fatto che il Governatore sia oramai al quarto mandato consecutivo in barba alle leggi vigenti che gli avrebbero imposto di “prendersi una pausa” dopo il secondo.
    Per il resto Formigoni in Lombardia ha avuto praticamente mano libera per anni ed anni.
    Come un’attrice che calca le scene da troppo tempo anche lui inizia a dare segni di cedimento. Se le inchieste giudiziarie non stanno toccando (e probabilmente non arriveranno neppure a scalfirlo), è oramai chiaro che il “sistema Formigoni è arrivato al tramonto.
    Per esperienza accumulata in decenni di italica politica possiamo dire che quando iniziano a fioccare le inchieste significa due cose: o che il “capitale politico” è esaurito o che la “cricca” si sente troppo potente e sicura di sè ed ha gettato al vento la prudenza.
    Senza nulla togliere al difficile lavoro dei magistrati, è indubbio che colla discreta uscita di scena di Berlusconi (per il quale il governo Monti è stato la proverbiale manna dal cielo) i suoi alleati saranno costretti a sparire a loro volta o a cercare nuovi equilibri politici.
    Tra questi alleati i più fidati sono stati senz’altro i membri dell’eterogenea alleanza lombarda di cui Formigoni è l’esponente più visibile, alleanza che comprende superstiti della vecchia DC, membri di associazioni cattoliche come Comunione e Liberazione, grandi industriali e, perché no, anche i “palazzinari” che nella Lombardia di Formigoni hanno potuto fare il bello ed il brutto tempo.
    Ed è proprio dalla realizzazione dell’ennesimo centro commerciale che è partita l’inchiesta che coinvolge Boni e che sta facendo scricchiolare tutto l’apparato.
    La junta Formigoni ha contribuito ad “annegare” la Lombardia sotto un vero e proprio mare di cemento: se magari la cosa non è così evidente a Milano, basta spostarsi nei “feudi” bergamaschi e bresciani. Schiere di villette a ridosso dei centri storici, case postmoderne a fianco di chiesette del XVII secolo e una marea di centri commerciali. Abusivismo edilizio? No. Tutto in regola, tutto autorizzato.
    Speriamo che col declino del Faraone Cristiano almeno la nostra terra trovi un pò di pace.

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