SOLDI AI PARTITI: LA LEGA RINUNCIA ALL’ULTIMA TRANCHE

di GIANMARCO LUCCHI

 

«La Lega Nord rinuncia all’ultima tranche dei rimborsi elettorali e chiede a tutti i partiti di fare lo stesso devolvendo tali somme in beneficenza o alle ONG». Così il presidente dei deputati della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo. «È una decisione – aggiunge Dozzo – che abbiamo già preso ieri e che rendiamo nota al fine di evitare eventuali strumentalizzazioni nei nostri confronti, nel momento in cui in Parlamento si discute della proposta di legge sulla trasparenza dei partiti».

 

FORMENTINI: BOSSI VEDE LA RAMAZZA COME IL GATTO LA SCOPA

Nell’operazione ‘pulizia’ che la Lega Nord sta cercando di attuare dopo gli ultimi scandali che l’hanno colpita «la ramazza viene vista da Bossi come la scopa per il gatto, non certo con grande favore». È quanto sostiene Marco Formentini, sindaco leghista di Milano dal 1993 al 1997, che vide in Umberto Bossi il suo più grande sostenitore ma che ora si schiera tra i sostenitori di Roberto Maroni. «Sono sempre vicino a Bossi -spiega Formentini all’Adnkronos- e l’ho sentito, l’ultima volta, per gli auguri di Natale. Certo è che, ora come ora, Bossi rappresenta un fattore di difficoltà perchè, sotto sotto, cerca di evitare che si vada fino in fondo nell’operazione ramazza. Tuttavia -osserva- l’operazione pulizia per la Lega è vitale perchè ha dimostrato di averne bisogno. Il partito, negli ultimi tempi, si è molto rilassato rispetto ad alcuni elementi che ricoprono cariche importanti e questo ha portato a una situazione insostenibile». «La portata del fenomeno è però superiore a quello che vedevo e per questo -prosegue Formentini- ritengo che il pugno duro sia necessario e mi auguro che Maroni lo possa dimostrare. Maroni si trova ora in una situazione in cui non può fare concessioni a nessuno. È stato designato dai leghisti e dai militanti come l’uomo della pulizia, deve perciò farla. Lui stesso si rende conto che se dovesse chiudere gli occhi su degli episodi che sono di discredito per la Lega non porterebbe a compimento la sua missione».

Tornando a Bossi «è stato isolato e forse anche ingannato da chi gli era più vicino. Ora -sottolinea Formentini- è visibilmente provato da tutta questa faccenda anche perchè, non va dimenticato, è stato colpito nella famiglia. Si è reso conto che negli ultimi anni non ha più guidato gli eventi come ha sempre fatto, ma è stato prigioniero, circondato, ingabbiato e ingannato da una cricca che ha fatto il suo danno». In ogni caso, sottolinea Formentini «Bossi resta sempre il simbolo della Lega. Ne è il fondatore, colui che ne ha sempre espresso il pensiero e che ha guidato attraverso mille difficoltà tenendo fermo l’obiettivo che è quello del federalismo. Un federalismo -osserva l’ex sindaco di Milano- che ancora oggi è l’unico mezzo che potrebbe salvare l’Italia». «Senza federalismo, infatti -sostiene- l’Italia sta andando in malora. Ecco quindi che Bossi ha una sua funzione e un suo valore come guida carismatica del partito. Maroni però rappresenta ora qualcosa di diverso, di più giovane, di più fresco, di più valido e di più vitale ed è quindi naturale che prenda in mano le redini del movimento».

Formentini commenta quindi le dimissioni del giovane Bossi «che non poteva fare altro e ha accettato le indicazioni del partito» e l’espulsione di Rosi Mauro avvenuta ieri al termine di un infuocato Consiglio federale. «La Rosi, con protervia -osserva- ha voluto tenere il punto e ne è conseguita l’espulsione. Lei insiste sulla sua presunta innocenza ma il fatto stesso di ammettere che il sindacato è finanziato dal partito con soldi pubblici è una colpa». «I sindacati -spiega Formentini- vivono con i contribuiti degli iscritti. L’orgoglio del sindacato è l’indipendenza ma se prendi i soldi da un partito l’indipendenza è finita. Questo è il punto debole, a parte le spesucce di cui non so. L’ ammissione che il sindacato fosse pesantemente foraggiato dal partito -conclude- è una ammissione di una gravità incredibile».

LA PADANIA: IL FEDERALE “COSTRETTO” A DIMETTERE ROSI MAURO NON PIACE AI BARBARI

Stamattina molti maroniani hanno letto con un certo sconcerto la prima pagina de la Padania, non tanto pe ril titolo a caratteri cubitali “Congresso federale a giugno”, quanto per il grosso occhiello in grigio che lo sovrastava: “Consiglio federale costretto a espellere Rosi Mauro”. E’ quel “costretto” che ha lasciato l’amaro in bocca: il Consiglio federale è stato costretto a espellere la Mauro per il netto rifiuto di quest’ultima a dimettersi da vicepresidente del Senato oppure dalla ferrea volontà di qualcun altro che nella riunione di ieri è arrivato a minacciare di dimettersi da triumviro se non fosse astato assunto l’estremo provvedimento? Chiaro il riferimento a Roberto Maroni, e di conseguenza i più hanno interpretato quel titolo come la volontà di far intendere che il Consiglio federale era stato sostanzialmente ricattato dall’ex ministro dell’Interno. E quindi giù a ricordare che l’attuale direttore del quotidiano leghista, Stefania Piazzo, è stata scelta solo qualche mese fa dal “cerchio magico”, i cui esponenti ancora oggi reggono le sorti dell’Editoriale Nord, la società editrice, con Federico Bricolo presidente, Roberto Cota vicepresidente e la stessa Rosi Mauro a tutt’oggi consigliere. Tre posizioni su cinque che sono dunque maggioranza. Ecco allora che si potrebbe profilare anche una resa dei conti anche nella palazzina di via Bellerio che ospita il giornale.

 

SI VA VERSO LA SOSTITUZIONE DI MONICA RIZZI COME ASSESSORE

I vertici della Lega Nord sono intenzionati a sostituire l’assessore lombardo allo Sport, Monica Rizzi. Lo si apprende da fonti del Movimento. Alla Rizzi, vicina alla famiglia Bossi e indagata per un presunto dossieraggio a favore della candidatura di Renzo, verranno chieste le dimissioni altrimenti le potrebbero essere revocate le deleghe. La decisione, secondo le stessi fonti, sarà formalizzata lunedì alla riunione del gruppo. Una sostituzione all’assessorato allo Sport sarebbe nel segno del cambio di passo che la Lega, dopo l’avvio delle inchieste giudiziarie sull’utilizzo dei rimborsi elettorali del partito, sembra intenzionata a imprimere anche in Regione Lombardia, dove è in maggioranza con il Pdl. Le indiscrezioni sul futuro di Monica Rizzi si sono consolidate dopo l’incontro di stamani fra il presidente della Giunta, Roberto Formigoni, e Roberto Maroni, uno dei triunviri alla guida del Carroccio. Rizzi, sempre secondo quanto si è appreso, sarebbe l’unico esponente leghista della Giunta della Lombardia a cui verrà chiesto un passo indietro. Quasi sicuramente al suo posto entrerà una donna, collega di partito. Blindata appare invece la posizione dell’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, il medico di Umberto Bossi, che le indiscrezioni dell’ultima settimana davano invece come sotto osservazione.

 

 

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14 Comments

  1. Rodolfo Piva says:

    L’ex sindaco di Milano ha affermato: «Bossi resta sempre il simbolo della Lega. Ne è il fondatore, colui che ne ha sempre espresso il pensiero e che ha guidato attraverso mille difficoltà tenendo fermo l’obiettivo che è quello del federalismo. Un federalismo -osserva l’ex sindaco di Milano- che ancora oggi è l’unico mezzo che potrebbe salvare l’Italia».
    Che affermazione idiota quella del Formentini. Il sig. Bossi, che di federalismo ne sa piuttosto pochino,se avesse avuto l’umiltà di tenersi vicino il prof. Miglio forse avrebbe potuto imparare qualcosa. Ma la stirpe dei Bossi sembra poco incline alle fatiche dello studio mentre è sicuramente scafata nell’espellere figure che potevano e possono dare ombra al leader maximo o ai sui lacchè.
    Ma il Formentini ha studiato il Prof. Miglio ? Credo di no perchè eviterebbe di dire scemenze.

  2. Rinaldo C. says:

    Bisogna chiudere tutto, tutte le sezioni, comunali, provinciali, regionali e nazionale. Poi si riparte da zero
    con personaggi nuovi che credono nella indipendenza della Padania, che credono nei valori, dell’ onestà, della credibilità, del non arrivismo, del non family movimento,
    dei non lacchè, Bisogna mandare via tutti e ricominciare con un nuovo congresso dove tutti i votanti, sostenitori, militanti possono dire la sua e votare per una nuova dirigenza altrimenti rimaniamo come prima, poi ripossono essere letti ancora maroni, salvini, garavaglia, fava, tosi, zaia, lamagna. alberghini, pagliarini, oneto, facco, Marchi e tanti altri possibilmente onesti e non ricercatori della poltrona. Se non litighiamo fra di noi lehisti ed ex leghisti, forse e dico certamente possiamo diventare il più grande movimento del nord, il 26 – 27 maggio è una data importante per riunire tutte queste forze indipendenti, avremo così la possibilità di fare vera mente un referendum senza quorum , una ribellione fiscale e creare una vera democrazia diretta che il popolo leghista ed ex leghista vuole, chi non è d’accordo stia fuori non serve a niente.

    Rinaldo

  3. Camuno2 says:

    Espulsi 3/4 pensano tutto sistemato, la R izzi l’hanno messa loro a tutore del trota, ovvio salvi il pesce x il suo futuro politico e al posto suo fanno fuori il tutore. La Rizzi nelle ultime settimane si è messa contro un personaggio alquanto oscuro un certo Rolfi v.sindaco di Bs maroniano e ovvio la faranno fuori

    • Pao says:

      Alla Rizzi – da quello che ho capito – verrebbe chiesto di lasciare la carica assessorile. Non mi pare che si sia parlato di espulsione dalla Lega. Quindi, stesso destino tanto per il Renzo Bossi, quanto per la Rizzi. Dov’é la differenza?

    • elisa says:

      rolfi non è oscuro, è semplice persino banale, come la maggior parte delle persone di cui si circonda: non gliene frega un ca…volo di lega e padania….. per lui gli affari sono affari…. punto.

  4. silvia garbelli says:

    E a che ‘atto’ di quale ‘scena’ saremmo già arrivati ? A quello del ‘gran rifiuto’?
    Ma non sarebbe il caso di lasciare al suo decadente destino la LN, che resta sempre e comunque partito italiano a tutti gli effetti anche dopo le sbandierate ‘pulizie di Pasqua’ ?

    Il problema vero potrebbe essere sintetizzato in ‘Chi controlla il controllore ?’ Le risposte saranno suggerite dall’esasperazione dei Cittadini…

  5. Paolo says:

    Si si restituite tutti gli altri di rimborsi elettorali! BUFFONI!

  6. Dan says:

    Voglio vedere quanto durano ste pulizie. Per adesso ripongo più fiducia nella guardia di finanza e nelle procure.

  7. Leghisti di Novi says:

    ma il Formentini non era contrario alla secessione?? come fa ad essere maroniano adesso che la Lega è tornata ad essere (almeno negli slogan) secessionista ???

    • Daniele Roscia says:

      La Lega non e’ tornata secessionista: e’ solo un’operazione di facciata per recuperare l’elettorato indipendentista. Governa in tre importanti Regioni del nord, perché non presenta una mozione per il referendum indipendentista. Marco Formentini e’ un verme padano che cerca di riciclarsi.

  8. gianmario says:

    La rizzi rimane la grande portatrice di voti…circa 14.000 se la faranno guori…una parte non piccola potrebbe mollare la lega…ne vale la pena?

    • FL says:

      caspita ragioni come Mastella, sono le idee che devono correre con gambe proprie, sono stufo dei portatori di voti.

    • Rodolfo Piva says:

      La Rizzi non è anche quella che ha spacciato di avere una laurea che non ha ? Questo la pone sicuramente in linea con la stirpe dei Bossi che in quanto a studiare e ad acquisire titoli di studio veri e non fasulli sono maestri.
      Forse vale la pena per un movimento (serio) non avere imbroglioni.

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