Forestali siciliani, imboscati al lavoro mafiosi e piromani. Chi li paga?

 

sicilia
di ROBERTO BERNARDELLI * – La Regione è la Sicilia. La professione è quella dei forestali. In 22 sono esperti di mafia. Altri 1.000 sono esperti di reati contro il patrimonio. Altri, ancora, in 200 sono espertissimi in incendio doloso, altri 2.000 di reati contro la pubblica amministrazione. Per non perdere il giro, altri 600 sono esperti di reati contro la persona, un centinaio di reati contro l’amministrazione giustizia.
Questo è il quadro dei santi: 3.200 forestali condannati, per reati di una gravità sconvolgente.
L’elenco del tutto tipico del sistema italiano che tutto crea e nulla distrugge, e anzi peggiora, è finito sul tavolo del presidente Crocetta che, nel 2014, aveva chiesto che gli venissero rendicontati i carichi pendenti e il casellario giudiziario dei forestali: su 25mila dipendenti (in Canada i rangers sono 4.200, giusto per non dimenticare), 3.200 lavoratori non indefessi hanno subito condanne penali. Non sappiamo se sorprenda di più che chi deve difendere il patrimonio, sia processato per averne abusato. Chi è pagato dai cittadini, ben 22 dipendenti, venga processato per il 416bis, cioè per mafia, e poi reintegrato!
Che chi deve debellare e prevenire gli incendi, sia condannato come incendiario!
Ma non facciamo prima a mandare l’esercito? Già peraltro pagato da tutti. O dobbiamo spalmare i costi di questa oscenità su tutti i cittadini onesti? Questa Italia, non ci interessa.

 Se leggiamo le cronache siciliane, apprendiamo che  Sicilia 3200 addetti inseriti negli elenchi della forestale risulterebbero «incompatibili con incarichi nella pubblica amministrazione». La fuoriuscita di questo personale dal comparto, secondo prime proiezioni, comporterebbe un risparmio per la Regione di circa 25 milioni di euro, che il governo Crocetta intende destinare a un fondo per finanziare misure a sostegno del reddito di cittadinanza. Giusto per intenderci: per i forestali disoccupati?

“Sono rammaricato per il fatto che non siano mai stati fatti questi controlli” ha fatto sapere il governatore in conferenza stampa a Palermo. Al momento, la Regione   ha già deciso di escluderne 66. E tutti gli altri?

 «In 42 hanno riportato condanne per reati gravi; mentre 22 sono stati condannati per associazione mafiosa (416 bis)». «Un caso, che mi ha fatto rabbrividire – ha detto Crocetta – riguarda un soggetto che aveva riportato condanne per spaccio di stupefacenti, tratta di schiavi, riduzione in schiavitù, violenza e stupro nei confronti di soggetti minori di 14 anni».

E chi sapeva e ha taciuto, non forse meno colpevole, signor governatore?

“Serve una bonifica storica”, dice Crocetta.  Altro che bonifica.  Una simile impalcatura deve finire nelle mani dell’authority dell’anticorruzione. Il resto sono blandizie, caro governatore.

Cosa ci facevano in tutti questi anni dentro la pubblica amministrazione, ” alcuni nomi eclatanti – come ricorda lo stesso Crocetta ovvero – alcuni si chiamano, Brusca, Campanella, Bagarella. Manca Siracusa perché stiamo analizzando alcuni casi”. Ecco, controllate, controllate bene. Licenziateli, ma soprattutto licenziatevi tutti, se non siete stati capaci di generare anticorpi sani!

Perché oltre alla Sicilia, c’è anche la Calabria. D’altra parte, quando parli di forestali, è sempre lì che finisci.

 Il Canada 400.000 km quadrati ed ha un corpo forestale che conta, circa, 4.200 Rangers.

calabria

La Calabria con 6.500 km quadrati di foreste  ha un numero di forestali addetti a “interventi straordinari di competenza regionale nei settori della silvicoltura, della tutela del patrimonio forestale, etc, etc (*)”, pari a, circa 10.500 addetti.

Calcolatrice alla mano i forestali calabresi ci costano 240 milioni di euro (160 milioni dal Governo della Repubblica e 80 dalla Regione Calabria) oltre 2,5 volte l’intero bilancio che il Canada destina alle gestione del proprio patrimonio forestale (il più vasto al mondo).

Tradotto in pollo di Trilussa, in Calabria c’è 1 forestale ogni 191 abitanti. In   Canada 1 Ranger ogni 7790 abitanti. Insomma in proporzione all’estensione, dove i Canadesi impiegano un addetto, noi ne paghiamo 120! Per non debellare gli incendi. Come in Sicilia con mafiosi e piromani assunti dallo Stato. Italiano.forestali

Mesi fa l’ennesima scoperta fatta da  “l’Espresso” nella bozza della legge: 140 milioni di euro per i forestali della Calabria a decorrere dal 2017. È solo una bozza, ma “l’esercito di oltre diecimila tute verdi possono festeggiare. Puntuale, ogni anno, ecco che dal bilancio dello Stato spuntano finanziamenti cuciti su misura”.

“Una corsia preferenziale, che ha divorato una montagna di denaro pubblico, iniziata nel lontanissimo 1984. Solo nel triennio 1993-95 è arrivato «un contributo speciale di 1.340 miliardi di lire», quasi 700 milioni di euro. Una lobby che riesce, ad ogni manovra, a portare a casa il finanziamento sperato. Erano 160 milioni nel 2012 – leggiamo – come «contributo speciale alla regione Calabria per l’attuazione degli interventi straordinari di competenza regionale nei settori della silvicoltura, della tutela del patrimonio forestale».

Così il capo della protezione civile Franco Gabrielli: «La politica ha trovato consenso, collocando persone in contenitori che, lungi dal servire a qualcosa, sono un peso per la finanza pubblica e non svolgono la funzione a cui sono preposti».

 

*Presidente Indipendenza Lombarda

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3 Commenti

  1. Fil de fer says:

    Ecco un altro motivo del perché chiamo questo paese un paese mafioso.
    Qualcuno mi può dire perché noi Veneti dobbiamo mantenere tutta questa pletora di gente ?
    Perché lo stato non crea le premesse affinché queste regioni del Sud diventino autosufficienti ?
    L’Europa ci massacra l’agricoltura e roma sta a guardare…..insomma sono cose che si sapevano da decenni come la Cassa per il Mezzogiorno….ma adesso non c’è né più per nessuno.
    E’ finita la festa, anche se il governo/i continuano a sovvenzionare nulla facenti.
    Noi Veneti non ne vogliamo più sapere di questo tipo di “solidarietà” caprina e mafiosa.
    Serve un cambiamento che a roma nessuno vuole perché i voti di scambio contano ancora molto.
    E noi settentrionali andiamo a votare per cambiare le cose ? Quando centinaia di migliaia di persone al Sud vanno a votare per il mantenimento del loro posto di “lavoro” inutile o inefficiente !??!?!
    Ma capite bene che è inevitabile che l’italia subisca prima o poi il DEFAULT !!!
    E noi dovremmo stare a guardare ?
    Il ricorso fatto a Strasburgo con oltre 420 pagine.. alla fine non potrà essere né ignorato né sepolto, ma i giudici dovranno pensarci molte volte prima di emettere una sentenza di assoluzione verso l’italia.
    L’italia l’hanno fatta diventare marcia, putrida, un vero verminaio di inefficienze, scandali e via dicendo e
    noi Veneti vogliamo abbandonarla al suo destino perché ormai i partiti politici sono i veri padroni della nostra vita e noi invece vogliamo essere liberi!!
    WSM

  2. Paolo says:

    Ma i nostri politici poi alla fine non sapendo che pesci pigliare si lamentano con l’ Europa che non ci dà la flessibilità!

  3. renato says:

    La cronaca degli scorsi decenni, su carta e video, ci ha edotti su questi aspetti del Sud, sappiamo come stanno le cose. Gli ultimi dettagli ci incuriosiscono ma non stupiscono. Stiamo aspettando che nel panorama dell’informazione faccia capolino un foglio, una stazioncella TV o radiofonica che si dedichi in modo particolare al costume italico ed abbia la fermezza ed il coraggio di denunciare a chiare lettere i misfatti, documentati, più significativi sul piano principalmente morale. Gli altri organi mediatici già lo fanno ma con una faziosità riconducibile agli interessi privati e con una scelta di tempi e metodi assai discutibili sul piano etico. Sappiamo che un’impresa nel campo editoriale/mediatico ha dei costi elevati. Forse si potrebbe tentare di ottenere dei contributi pubblici come hanno fatto gli altri. Se no, forse una sottoscrizione potrebbe tentare la fortuna. Quel foglio, per essere credibile non dovrebbe avere uno stampo dichiaratamente politico e tuttavia potrebbe aiutare quelle forze che agiscono in favore del vero Bene Comune. E’ solo un’idea.

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