Forconi si, forconi no: quel che manca è un vero partito indipendentista

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Forconi si? Forconi no? Anche tra noi è andato in onda il dilemma che attanaglia un po’ tutti e mentre Facco già da giorni è barricadero lungo le strade del Veneto, Oneto è perplesso e così tocca al nostro direttore rispondere ai dubbi onetiani.

Caro direttore, io non sono contro i Forconi, che sarebbe più corretto chiamare Coordinamento 9 dicembre, non sono contro la protesta, che è sacrosanta, perché chi in italia in questo momento non ha motivo per protestare è parte del problema, però francamente neppure le risposte che hai dato ad Oneto mi hanno convinto.

Non ho ancora capito quale sia l’obiettivo del Coordinamento 9 Dicembre: far percepire il disagio diffuso? Ottenere una riduzione delle tasse? Far cadere questo governo? Ridurre lo stipendio dei politici? Sfogarsi perché è salutare? Più genericamente un’italia migliore, ammesso sia possibile?

Se riusciranno a migliorar la nostra situazione anche solo di un micron, sarò contento e mi assumerò pubblicamente la colpa di non aver partecipato, quindi un sincero in bocca al lupo a chi protesta: ciò non toglie che resti perplesso.

Perplesso non solo per i tricolori che sventolano, per l’italienish zum pappà (così lo chiamano i tedeschi) che intonano o perché è assurdo protestare davanti ad equitalia con la bandiera d’italia, come ha giustamente sottolineato un nostro lettore, perplesso soprattutto per come una parte degli editorialisti e dei nostri lettori ha reagito di fronte a questi comportamenti: non è il caso di fare dei distinguo, è il momento di stare tutti unitifacciamo finta di non vedere i tricolori, immagino sia solo la bandiera cisalpina come era in origine, è una questione di tattica e di strategia, piuttosto di una Padania che non arriva mi accontento di un italia migliore e via di questo passo. Ohibò, ho letto di tutto un po’, più precisamente ho letto tutto il repertorio di balle con cui la dirigenza leghista ha anestetizzato negli anni le migliori istanze indipendentiste.

Non voglio condannare chi ha proposto queste giustificazioni, però mi intristiscono, sono la prova del fallimento totale della nostra causa. Riconosco la buona fede a tutti quanti le hanno proposte ora, ma riconosco in loro anche la disperazione che li spinge ad abbracciare qualsiasi rivolta, qualsiasi protesta, anche a costo di turarsi il naso, chiudere occhi e orecchie. Ciò è dovuto al vuoto assoluto in fatto di leadership e alla carenza di una seria rappresentanza politica per le istanze indipendentiste e così siamo tornati al vero punto dolente. Tutti noi siamo orfani di un partito veramente indipendentista, così per molti la prima occasione per protestare va bene, ci sono i tricolori, va bene uguale! Si stona Mameli? Fa niente, ero momentaneamente sordo e non l’ho sentito… la forza della psiche può questo ed altro.

Io vi capisco se non ne potete più e volete protestare, veramente vi capisco e avete tutta la mia simpatia, però aprite gli occhi e non rifate gli stessi identici errori che abbiamo fatto per 20 anni. Questa è la mia vera perplessità, perché nel Coordinamento 9 Dicembre, rivedo molti degli errori del passato, errori che a lungo abbiamo giustificato, io compreso, ma che alla fine ci hanno portato alla situazione attuale.

Così mi chiedo come passono i lettori che anche solo una settimana fa insultavano, giustamente, ribadisco giustamente, ogni singolo esponente leghista intricolorato far finta di niente davanti ai tricolori sotto cui protestano oggi? Un tricolore è un tricolore e se giustifico chi protesta oggi, devo allora giustificare anche il sindaco leghista di ieri, ma francamente non lo voglio fare!

Come si può ancora pensare di ottenere un’italia un po’ migliore? Fino a ieri leggevo di gente pronta a far fallire l’italia, oggi la vogliamo migliorare? Mi sembra uno dei vorticosi voltafaccia che hanno contraddistinto la politica leghista degli ultimi decenni. In ogni caso come si può credere che la soluzione dei nostri mali passi attraverso la causa stessa del male? Cos’è? Avete inventato la protesta omeopatica? In Grecia è successo ben di peggio in fatto di proteste e cosa è cambiato? Pensate veramente di spaventare l’italia e l’esercito di 3 milioni di statali che mantiene? Non vi è chiaro che metà italia vive a spese dell’altra metà, che le cose non potranno mai migliorare, ma che l’unica soluzione è andarcene?

Anche la Lega dopo aver abbandonato l’indipendentismo se ne è andata a Roma per migliorare la nostra situazione, cambiare il sistema dall’interno, aggiustare la macchina: abbiamo visto i risultati, per la cronaca la mia aliquota IMU è sempre al massimo e non potrà che continuare ad essere così finchè ci sarà italia.

Non averne a male caro direttore, ma anche la tua giustificazione del colpire uniti e poi marciare divisi francamente non mi convince. Hai spiegato che è una rivisitazione di una frase di Mao, complice la mia relativa giovane età e soprattutto la mia grande ignoranza non sapevo fosse di Mao, perché ho sentito dir qualcosa di simile solo da Bossi. Sarà forse per questo che tale frase mi ricorda terribilmente una delle tante giustificazioni utilizzate dalla dirigenza leghista per far digerire ai militanti le brutte frequentazioni che per anni e che tutt’ora accompagnano la Lega. Anche loro dicevano, facciamo finta di niente, facciamo buon viso a cattivo gioco, rinunciamo ora a qualcosina per ottenere un bene superiore in futuro…

Scrivi che qualora dovesse essere raggiunto l’obiettivo di mettere in ginocchio il sistema e lo Stato, ognuna delle parti oggi sedute nel Coordinamento andrà per conto proprio… veramente sarà così facile? Credi veramente che le varie componenti del movimento non avranno nulla da obiettare nel caso in cui il Veneto, anche solo il Veneto non dico tutta la Padania, se ne volesse andare? Credi che li lasceranno andare così? Credi che per tutti i gruppi del Coordinamento 9 dicembre mettere in ginocchio il sistema abbia lo stesso significato e significhi quello che credi tu? La Life è solo una organizzazione su una decina di sigle… e qualche nostro onesto lettore ci dice che neppure in Veneto sono così tanti i leoni di San Marco…

Ma soprattutto non ti sembra che queste visioni ricordino paurosamente le immaginifiche visioni della dirigenza leghista che speravano di ottenere facili risultati una volta preso il potere? Cambiano le parole, cambiano gli attori, ma il senso è quello, perchè non c’è molta differenza tra mettere in ginocchio il sistema e prendere il controllo del sistema. Mi dirai che questi sono uomini migliori, moralmente e intellettualmente migliori, lo spero, me lo auguro, li vedremo alla prova dei fatti, ma a priori non mi fido più.

In sintesi mi chiedo cosa distingua questa protesta dalla linea politica di Flavio Tosi, anche lui si infiocchetta di tricolori, anche lui vuole un’italia migliore, anche lui è contro gli sprechi, contro il finanziamento pubblico dei partiti, anche lui vuole meno tasse, se volgiamo possiamo dire che è persino indipendentista visto che è a favore del referendum per l’indipendenza del Veneto, giusto per far arrivare un segnale a Roma. Perché no? Tosi potrebbe essere il leader ideale per la protesta in corso, io però preferisco Eva Klotz, la differenza sta tutta qui.

In ogni caso protestate finchè volete e con chi volete, ma per favore aprite gli occhi e non rifate gli stessi errori che abbiamo già fatto per 20 anni, non giustificate più l’ingiustificabile.

 

Caro Ruggeri,

non voglio farla lunga: personalmente non devo convincere nessuno, ho solo detto come la vedo io, così come tu stai dicendo come la vedi dal tuo punto di vista. Dico solo, se mi permetti una critica, che devi avere l’occhio lungo nell’individuare, in un Coordinamento nato cinque giorni fa, già tutti gli errori commessi dalla Lega in oltre vent’anni. Io resto convinto che la parte profondamente nordista e indipendentista del Coordinamento, quando mai il sistema dovesse collassare (me lo auguro, non sono certo che avverrà, ma di sicuro non crollerà finché ci limitiamo tutti a filosofeggiare), non si farà mettere i piedi in testa dalle altre anime oggi forzatamente alleate. Avrà più maroni di tutti quelli che abbiamo conosciuto in questi decenni… Riflettiamo se è meglio provare a dare una mano o se è preferibile stare alla finestra a guardare.

Gianluca Marchi

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

30 Comments

  1. Giuseppe d'Aritmaticea says:

    Ammiro la vena scettica ma fresca di Gianfrancesco. Però, dopo aver frequentato di persona i presìdi e ascoltato la gente disperata lì presente, a quasi un mese di distanza dalla data di pubblicazione dell’articolo, a maggior ragione do ragione a Gianluca Marchi.

  2. giorad says:

    Io credo che l’obiettivo forconaro sia made in sud.

    Faranno abbastanza casino, e pubblicizzato (notasi che le TV parlano solo di centro e sud e di movimento siciliano – Torino non conta…), tale che prima o poi arrivera’ il solito refolo di denaro (al sud), magari direttamente nelle tasche dei capataz del movimento, magari tramite qualche testa di legno dei secret services italioti…

    Intascati i dobloni, ovviamente finanziati al Nord, i protestatari ripareranno verso lidi più confortevoli.

    Vedo la logica di GLM, ma francamente non credo che sia questa la strada per arrivare all’indipendenza.

    La strada è attendere fino a che (forse mai, lo ammetto) un movimento serio e capace, con un capo carismatico (per me necessario), ne porterà avanti l’istanza: con referendum, e/o scioperi fiscali, marce, dimostrazioni e quant’altro.

    Io odio i forconari che mi aggiungono un’ora di auto al giorno, ma se ci fosse una manifestazione a Milano per l’Indipendenza, non mi nasconderei dietro la tastiera.

  3. Albert Nextein says:

    Te lo dico io l’obbiettivo, probabilmente inconscio ,del movimento 9dicembre.
    Risvegliare il senso critico di sudditi anestetizzati ad ogni angheria pubblica.
    L’obbiettivo è informare una massa enorme di scontenti ed infelici per tante e diverse ragioni.
    Informarli sulle porcherie che hanno subito per decenni, e perpetrate da una classe di potere sfatta e abominevole.

    Informarli delle ragioni dell’attuale caos, della miseria in arrivo e di tutti i guai che si sperimentano oggigiorno ,non solo da noi.

    Quando i sudditi si accorgeranno delle loro buone ragioni e capiranno le reali responsabilità, si comporteranno necessariamente da cittadini, e non guarderanno più in faccia ad alcuno.
    Chiameranno alla cassa la casta di potere.

    E’ chiaro a tutti noi che il popolo incazzato ha anch’esso alcune responsabilità.
    L’ignoranza, la pigrizia, l’opportunismo, la furbizia e anche la malafede del popolo sono stati sfruttati a man bassa dal potere.
    Ma il potere è il vero attivo responsabile, il primum movens.

    Quindi, informazione, senso critico, responsabilità, azione.

    Azione può essere tutto.
    Dalle spranghe alle bombe.
    Dal partito unico nazionale, ai 30 partitelli indipendentisti.
    Dalla nuova costituzione al sangue per le strade.

    Vedremo.

  4. peteralm39 says:

    Andare a traino dei forconi di origine siciliana non può essere di aiuto ad un movimento indipendentista del nord.
    Inutile manifestare contro Roma, origine di tutti i mali, con la bandiera di Roma.

  5. Giorgio da Casteo says:

    Le bandiere triculorite sovrastano quelle venete nei presidi perche’ i cosi detti venetisti-indipendentisti son degli emeriti cialtroni che invece di “mirare alla luna (l’indipendenza) criticano il dito (il Popolo in rivolta) di chi la indica”.
    Le bandiere venete,dove mancano, è perche’ non vengono portate volontariamente neanche da chi le distribuisce (Raixe -Venete).Vale anche per la LIFE !
    Sotterattevi tutti prima che ritorni l’INFAME !
    W il Popolo W S. Marco

  6. Claudio Romiti says:

    Sono fondamentalmente d’accordo con l’autore dell’articolo. Ritengo a dir poco imbarazzante l’unione, per quanto provvisoria si sostenga essere, tra rappresentanze di regioni che tirano la carretta ed altre di terre che vivono di Stato ladro. E non basta, a mio avviso, il delirante collante anti-euro e anti-banche per tenere insieme cose che insieme non possono stare. Prendo comunque atto che il fallimento indipendentista della Lega Nord ha lasciato un vuoto di rappresentanza che sembra dare adito alle proteste più improbabili. Cordialità.

  7. fabio ghidotti says:

    il “coordinamento” dei forconi non è “nato cinque giorni fa”! Proprio su questo giornale la serie di manifestazioni era già stata annunciata con largo anticipo…
    Come biologo definirei il movimento forconista una malattia autoimmune, visto che usano il tricolore per contestare il tricolore, Mameli per contestare Mameli, ecc…
    Più semplicemente, siamo di fronte all’ennesima manifestazione del delirio di onnipotenza italiota, che non concepisce nulla al di fuori dell’italia e non si accorge che la causa dei suoi mali è l’italia stessa (quando non si tratta di fascisti infiltrati e neanche tanto nascosti…).
    Quelli che i “forconi” vorrebbero “mandare a casa” sono come loro: sono solo riusciti ad arrivare più in alto, e dal basso si esprime l’invidia. Manca qualsiasi proposta specifica; il “movimento NO TAS” è incompatibile con qualunque tipo di società (anche padana, ovviamente). Non stupisce che qualcuno ci sia saltato sopra: adesso le differenze saranno più chiare.
    Grazie a Ruggeri e a Oneto (articolo del 12 u.s.) per non aver perso la bussola.

  8. Gianfrancesco says:

    Caro direttore

    mi scrivi “se mi permetti una critica, devi avere l’occhio lungo nell’individuare, in un Coordinamento nato cinque giorni fa, già tutti gli errori commessi dalla Lega in oltre vent’anni”.

    la critica è sacrosanta ed è il bello di questo giornale dove si ha vera libertà di parola. Quanto all’occhio non è così lungo, fidati che mi mancano 2 diottrie, però scherzi a parte, sono errori evidenti e dopo 20 anni forse l’occhio più che lungo è solo allenato; la speranza è che in questo caso non siano errori determinanti.

    Ieri sera ho sentito Alemanno dire che l’elemento importante di questa protesta sono i tanti tricolori, perchè se tutti torniamo ad essere orgogliosi di essere italiani possiamo risolvere i nostri problemi… scusami direttore, ma non ce la faccio, proprio non ce la faccio!

    Sostieni che la parte indipendentista “non si farà mettere i piedi in testa dalle altre anime oggi forzatamente alleate. Avrà più maroni di tutti quelli che abbiamo conosciuto in questi decenni…” è esattamente quello che mi aspettavo, mi stai dicendo che questi sono uomini moralmente e intellettualmente migliori: francamente non ho problemi a credere nelle idee, ma faccio molta più fatica a credere negli uomini.

    Ripeto se mi sarò sbagliato, sarò il primo ad esserne contento e ha scusarsi pubblicamente per la poca fiducia.
    Inoltre non è escluso che prima o poi mi presenti anch’io ad una manifestazione del Coordinamento 9 dicembre, ma se lo faccio mi porterò una bandiera di Lombardia e se mi dovessero impedire di sventolarla, avrò la conferma dei miei timori e li manderò a dà vià ‘l ….

  9. Veritas says:

    Grande Marchi!

  10. arcadico says:

    La gente non ce la fà più!

    Quelli che oggi sono in piazza sono un tantino più disperati di chi non ci è ancora andato!!!

    Vent’anni fa ci si vestiva di verde per far breccia!!!

    E pochi hanno capito!

    Oggi che invece il verde lo abbiamo nel portafoglio le piazze finalmente si animano!!!

    Dove non potè la testa oggi può la pancia vuota!!!

    Concordo oggi è ‘solo’ una scintilla!!!

    Fra sei mesi sarà un falò!!!

    Fra un anno un incendio!!!

    La riprova?

    Anche nella Terra di Don Abbondio (LECCO) oggi c’è il blocco del traffico del comitato 9 dicembre!!!

    Per chi non è della zona il lecchese è allergico a qualsiasi intemperanza\protesta e se oggi finalmente (l’era ùra) va in piazza significa solo una e una cosa … il baratro è vicino!!!

    E quando uno è là prima di caderci le prova tutte compreso … il RE-AGIRE!!!

    Mèi tarde che mai!!!

  11. xyzxyz44 says:

    Un partito indipendentista che voglia ottenere dei risultati tangibili non dovrebbe battersi solo per la sua regione o parte di essa. Dovrebbe proporsi come partito di riferimento per il nord tutto e parte del centro-nord affinchè si raggiunga massa critica.

    Una sorta di lega 2.0?
    e se anche fosse? non dimentichiamoci che prima della deriva romano-centrica, la lega è stata la forza più dirompente che per la prima volta dall’unità d’Italia ha messo in agitazioni le istituzioni romane.

    Riprendere quindi dalla lega primordiale, da Miglio, dalla repubblica cisalpina, ma lasciando perdere la questione etnocentrica , anacronistica e suicida in termini di consensi.

    Anacronistica perchè in un nord a forte presenza meridionale non è molto intelligente fare una battaglia contro il ‘terrone’ oltre ad essere palesemente razzista.
    Non è più questione di bianco, nero, veneto o sicilian;, l’importante che nella mia terra ci si comporti in modo civile ed onesto e si rispettino leggi e tradizioni autoctone.

    Quelli in piazza in queste ore sono senza un punto di riferimento, confusi con dei masanielli fascisti antisemiti, centri sociali e movimenti meridionalisti che non vogliono affrancarsi dallo stato italiano ma sono lì bensì per chiedere maggiore assistenzialismo.

    Comprensibile la confusione iniziale, ma una protesta così rischia di essere totalmente inutile per il nord.

    Una delle prime istanze simboliche (ma neanche troppo simboliche) che un futuro partito indipendentista dovrebbe farsi carico è l’abolizione delle prefetture, ripercorrendo le parole del secondo presidente della repubblica italiana, Luigi Einaudi, che nel 1944 scrisse questo lungo e lungimirante articolo:

    Via il Prefetto !
    http://www.polyarchy.org/basta/documenti/einaudi.1944.html

    qui alcuni estratti:

    “….In verità, il prefetto è una lue che fu inoculata nel corpo politico italiano da Napoleone. …

    … L’Italia nuova, preoccupata di rinsaldare le membra disiecta degli antichi ex-stati in un corpo unico, immaginò che il federalismo fosse il nemico ed estese il sistema prefettizio anche a quelle parti d’ltalia, come le province ex-austriache, nelle quali la lue erasi infiltrata con manifestazioni attenuate. Si credette di instaurare libertà e democrazia e si foggiò lo strumento della dittatura….

    …Democrazia e prefetto repugnano profondamente l’una all’altro. …Coloro i quali parlano di democrazia e di costituente e di volontà popolare e di autodecisione e non si accorgono del prefetto, non sanno quel che si dicono. Elezioni, libertà di scelta dei rappresentanti, camere, parlamenti, costituenti, ministri responsabili sono una lugubre farsa nei paesi a governo accentrato del tipo napoleonico….
    …Finché esisterà in Italia il prefetto, la deliberazione e l’attuazione non spetteranno al consiglio municipale ed al sindaco, al consiglio provinciale ed al presidente; ma sempre e soltanto al governo centrale, a Roma; o, per parlar più concretamente, al ministro dell’interno. Costui è il vero padrone della vita amministrativa e politica dell’intero stato. Attraverso i suoi organi distaccati, le prefetture, il governo centrale approva o non approva i bilanci comunali e provinciali, ordina l’iscrizione di spese di cui i cittadini farebbero a meno, cancella altre spese, ritarda l’approvazione ed intralcia il funzionamento dei corpi locali. Chi governa localmente di fatto non è né il sindaco né il consiglio comunale o provinciale; ma il segretario municipale o provinciale. Non a caso egli è stato oramai attruppato tra i funzionari statali. Parve un sopruso della dittatura ed era la logica necessaria deduzione del sistema centralistico…

    …Il malvezzo di non muovere la « pratica » senza una spinta, una raccomandazione non è recente né ha origine dal fascismo. È antico ed è proprio del sistema. Come quel ministro francese, guardando l’orologio, diceva: a quest’ora, nella terza classe di tutti i licei di Francia, i professori spiegano la tal pagina di Cicerone; così si può dire di tutti gli ordini di scuole italiane. Pubbliche o private, elementari o medie od universitarie, tutto dipende da Roma: ordinamento, orari, tasse, nomine degli insegnanti, degli impiegati di segreteria, dei portieri e dei bidelli, ammissioni degli studenti, libri di testo, ordine degli esami, materie insegnate…

    • xyzxyz44 says:

      p.s.: quando mi riferisco a una lega, intendo una federazione di movimenti che parli con una sola voce per tutto il nord come la lega di un tempo.
      Non intendo invece di dar fiducia all’attuale lega o di quella che ne rimane.

      • Giulio Mattu says:

        E smettiamola di parlare di Nord italia.E’ solo un punto cardinale, basta italia!

        • xyzxyz44 says:

          L’Italia l’han fatta i settentrionali. La bandiera italiana è settentrionale.
          A me sta bene che si chiami Italia e conservare guardi anche il tricolore, purchè questa identifichi solo la parte settentrionale , nazione indipendente costituita in cantoni confederati tra loro.

  12. Giulio Mattu says:

    Senza presunzione,ma è un dato di fatto da più parti riconosciuto, un vero movimento indipendentista in Lombardia esiste ufficialmente dal settembre 2011, e si farà sempre più sentire, sempre in crescita nonostante le difficoltà che si trovano tra i lombardi, dovute a vent’anni di leghismo senza risultati e inesistente credibilità.
    Questo movimento si chiama:
    PRO LOMBARDIA INDIPENDENZA

  13. FRANCO says:

    Non ha senso distinguere da dove viene la scintilla.

  14. Libertà per tutti says:

    ” Non ho ancora capito quale sia l’obiettivo del Coordinamento 9 Dicembre: far percepire il disagio diffuso? Ottenere una riduzione delle tasse? Far cadere questo governo? Ridurre lo stipendio dei politici? Sfogarsi perché è salutare? Più genericamente un’italia migliore, ammesso sia possibile? “.
    ———————————————————————–

    La risposta è semplice Ruggeri e si ricava andando in uno di questi presidi, oppure raccogliendo uno dei milioni di volantini, che vengono consegnati ai blocchi.

    Prima richiesta tra tutte, lo scioglimento del Parlamento italiano, l’azzeramento di un governo di nominati e le dimissioni del presidente al colle, quello che costa alla collettività, più dell’intera famiglia della corona britannica, tanto per capirci.

    Comunque, anch’io non sono d’accordo per lo sventolio tricolore universale, oppure, vista l’importanza nazionale della manifestazione, con blocchi in ogni provincia italiana, il tricolore avrebbe dovuto significare il sentimento di un popolo vilipeso e tradito, con una bardatura nera trasversale ” a lutto “, sopra il tricolore.
    Questo sarebbe stato un simbolo condiviso, coinvolgente e toccante, persino per i membri privilegiati dei palazzacci romani.

    Comunque nei presidi Veneti, ho visto anche parecchi gonfaloni e questo è positivo.

    • Libertà per tutti, si firmi con nome e cognome.
      Quanto a
      Prima richiesta tra tutte, lo scioglimento del Parlamento italiano, l’azzeramento di un governo di nominati e le dimissioni del presidente al colle, quello che costa alla collettività, più dell’intera famiglia della corona britannica
      la informo che per queste sue richieste c’è già un partito italiano che fa al caso suo, si chiama “movimento 5 stelle”.
      L’indipendenza è altrove.

  15. BdG says:

    Siamo stati convinti e forse indottrinati dal politico che più riusciva starnazzare in piazza, che il cambiamento si potesse raggiungere delegando a questo o quell’altro, perché in fondo diceva le stesse cose che noi pensavamo e che gradivamo, impegnati com’eravamo a lavorare e a occuparci della nostra famiglia.
    Col tempo ci siamo accorti che quel politico era solamente un lestofante che predicava bene, ma razzolava male, agli interessi del popolo anteponeva il proprio interesse e profitto. Nel frattempo abbiamo perso anche il nostro lavoro e non siamo più in grado di badare alla nostra famiglia.
    Caro Ruggeri, crede ancora che la politica sia l’unica strada o strategia possibile per ottenere quella svolta che tutti attendiamo?
    Non ritiene sia il momento di provare a percorrere altre strade, magari diventando noi stessi protagonisti del cambiamento e assumendoci nelle nostre mani sia la volontà che la esecutività della volontà popolare,ovvero riappropriandoci della sovranità perduta?
    Concordo sul fatto che non tutti i manifestanti sposino la ricetta dell’indipendenza, ma propongono una nuova politica e dei nuovi politici, questo però, sottintende anche uno nuovo stato. Ritiene forse che sia possibile unire lo stato produttivo e indipendentista sotto un unico vessillo e contrapporlo mediante una rivolta a questo stato parassita e a quell’altra parte del paese, senza usare la violenza?
    Non è forse utile e intelligente approfittarne del consenso nazionale a questa rivolta, infilandoci il contributo indipendentista ?
    Ancorché non sia possibile SPAZZARE VIA QUESTO STATO, sicuramente lo indeboliremo, cosi che le nostre istanze potranno assume più forza.
    Lei sostiene che nessuno ci garantirà che domani ci potremo sedere al tavolo della ricostruzione, è probabile, ma stia certo che nessuno la inviterà, se come dice Marchi, in questo momento prediligerà stare a guardare dalla finestra.
    È vero, la Grecia nonostante le manifestazioni più imponenti lo stato non si è piegato, è di queste ore però la notizia che il governo thailandese si è dimesso mentre il popolo stava marciando verso la capitale. E allora perché non provarci?

    • Gianfrancesco says:

      “Caro Ruggeri, crede ancora che la politica sia l’unica strada o strategia possibile per ottenere quella svolta che tutti attendiamo?”

      evidentemente no, dato che non sono contrario alla protesta.

      “Non è forse utile e intelligente approfittarne del consenso nazionale a questa rivolta, infilandoci il contributo indipendentista?”

      trasferita dalla politica alla piazza è esattamente la linea politica di chi per 20 anni ci ha fatto perdere occasioni su occasioni, se questa volta ci riuscite avrete tutta la mia ammirazione.

      “Lei sostiene che nessuno ci garantirà che domani ci potremo sedere al tavolo della ricostruzione, è probabile, ma stia certo che nessuno la inviterà, se come dice Marchi, in questo momento prediligerà stare a guardare
      dalla finestra”.

      Non ho alcuna ambizione personale, ho già detto in un altro articolo che sono un signor nessuno che avrebbe preferito restare tale, se altri avessero fatto il loro dovere per me persino scrivere qui è diventato un obbligo, non una passione o un divertimento. Lo ripeto ora, non voglio sedermi a nessun tavolo, se ci riuscite voi e se porterete avanti le istanze indipendentiste avrete tutto il mio appoggio e vi sosterrò, oltre a fare pubblica ammenda per la mia diffidenza.

  16. luigi bandiera says:

    Allora W l’IMMACOLATA E LA VITTORIA SULL’ISLAM?

    E NO W L’INDIPENDENZA PREGANDO L’MMACOLATA E SPERANDO LA VITTORIA SUL TRIKOLOR..??

    Se vinciamo saremo capaci di costruire una chiesa dedicata all’IMMACOLATA E ALLA VITTORIA SUL TRIKOLOR..?

    Io sono il solito scettico fino a quando non tocchero’ con mano. Il FONDO LO STO GIA’ TOCCANDO.

    Vedete, con questi INGREDIENTI (tutti attorno al trikolor e non solo, come si e’ visto in TV) volete che in primis si cerchi l’INDIPENDENZA..?

    Adesso poi, visto che il VIA TUTTI SPAVENTA chi non vuole andar via, mettono in prima fila il sindacato, la stampella dei partiti, per vedere se viene accettato dato che e’ il paladino dei lavoratori e quando si parla di lavoratori si parla di TUTTI i cittadini italiani.

    Una volta accettato quel paladino si fara’ avanti il governo usurpatore che dirigerà l’orchestra come vuole lui. REGOLA DELLE TRE CARTE.

    La prassi la conosco bene… dovremo conoscerla tutti visto che sono secoli che la adoperano, sta regola.

    Ma dipende da come si e’ collocati in società. Se il culo e’ situato in un bel posto magari comodo e soffice e chi si muove..?

    Mi penso ai super strapagati…

    Quelli faranno di tutto perche’ NON CAMBI NULLA. E, il brutto e’ che, quelli, sono quelli che COMANDANO, che fanno parte dell’intellighenzia, MALATA..!
    Sono quelli che ci fanno le nostre paghe… che ci hanno rovinato col loro magna magna… con la loro di CORTE. Ma la Bastiglia non fu’ presa per eliminare la corte di re Luigi XVI… e fare giustizia sociale..? Mi sa che oggi e’ molto peggio a proposito di CORTE… e’ DEMOKRATIKA di cui il grande SONNO.

    Basta un super stipendio per svuotare la cassa che a stento si riesce a mantenere a un certo livello contributivo, dato che a riempirla e’ una chimera: la produzione cala e anzi si aggiunge ai magnatori sebben, dato che sono VERSANTI quei lavoratori, lo fanno legittimamente al milion par milion.
    E qua si comprende che bisognerebbe regolare meglio il prelievo da parte dei FIGURANTI IL VERSAMENTO.

    Se non si toccano certi stipendi e numeri di dipendenti nei posti dove si figura il versamento, hai voglia di risanare i conti.

    E qua gli intellettuali, gli intellighentis, sono piuttosto sordomuti: la maggioranza rientra tra i FIGURANTI per caso..?

    Ecco perche’ RIFORMARE LO STATO ITALIA E’ UNA CHIMERA. IN TROPPI COSI’ COME E’ VA PIU’ CHE BENE..!

    GLI INGREDIENTI CHE CI SONO IN QUESTO STATO E STATUS NON LO PERMETTONO E NON LO PERMETTERANNO MAI..!

    CERTO, FORSE MI SBAGLIO.

    continua

  17. braveheart says:

    BISOGNA PRIMA DEMOLIRE CON TUTTI I PICCONI IL SISTEMA,….POI QUANDO SI RICOSTRUISCE UN NUOVO SISTEMA SI MARCANO LE DIFFERENZE USANDO CAZZUOLA, MATTONI E CEMENTO DIVERSI…IN NOSTRI SARANNO L’AUTONOMIA INDIPENDENTISMO….QUESTO NON E’ UN ERRORE.
    L’ERRORE FATTO DAI VERTICI LEGA NORD 20 ANNI FA DOPO AVER DEMOLITO TANGENTOPOLI (OLTRE ALLA LEGA IN POLITICA I SONO STATI I GIUDICI), FU QUELLO DI VOLER SEDERSI AL BANCHETTO DELLE POLTRONE CON AN E FORZA ITALIA, ANDARE AL GOVERNO A ROMA, SEDERSI SU PAGATISSIME POLTRONE CON L’ALIBI DI METTERSI CON CHIUNQUE PUR DI OTTENERE LA DEVOLUTION ED ALTRE BALLE, INVECE RISULTATI ZERO! ERA UN INGANNO NEI CONFRONTI DEI PADANI E DEI MILITONTI…

    • Gianfrancesco says:

      e chi ti dice che questi uomini siano migliori, che anche loro non preferiranno sedersi al banchetto, chi ti dice che resisteranno alla tentazione? Provaci pure, protesta, fai bene, credici pure è giusto, io sono solo un po’ perplesso, tutto qua.

  18. Maurizio says:

    Io non partecipo essenzialmente proprio perchè ci sono i tricolori…sostengo la protesta ma quello che deve venire dopo è l’art.1 dello statuto della Lega, non il “vedremo”.In macchina ho la BANDIERA VENETA, anche se sono di Bergamo (che comunque era territorio della Serenissima).

  19. carla 40 says:

    Tricolore si, tricolore no… Chi giustifica la presenza dei tricolori in una legittima manifestazione di PROTESTA contro lo Stato italiano, mi ricorda la moglie cornuta, consapevole di esserlo, che lava e stira per benino la camicia del marito fedifrago cosi’ che l’amante dello stesso non abbia a criticarla. L’ITALIA NON SI MIGLIORA, SI RIBALTA. P.s. Mi piace la definizione di “protesta omeopatica”.

  20. Giorgio da Casteo says:

    RESISTERE , anche sotto zero, e prepararsi a LIBERARE il VENETO
    W l’Immacolata (08 dicembre) W San Marco

Leave a Comment