Fonti rinnovanili? In Spagna la festa è finita!

di REDAZIONE

Ragionevole profittabilità. Questa la sfumata formula a cui si avvarrà il governo spagnolo per rivalutare l’incentivo da assegnare agli impianti fotovoltaici ed eolici. Si tratta quindi di una stima ad hoc per ciascun progetto che dipende da diversi fattori tra cui vetustà, costo, ammontare di sussidi già incamerati.

Non è il primo intervento di rimodulazione degli incentivi intrapreso dal governo di Mariano Rajoy che già lo scorso anno a gennaio introdusse delle graduali riduzioni e l’imposizione di tetti. L’attuale manovra che influenza ulteriormente la fiducia ad investire nella penisola iberica,  è resa possibile perché il sistema di feed-in-tariff (con il quale lo Stato stabilisce un prezzo fisso superiore a quello di mercato) non prevede il vincolo dei 20 anni (come in Italia) ma ipotizza una possibile reversibilità. Tant’è che, per circa un anno, tra il 2009 e 2010, l’esecutivo ,ritenendo che non fosse chiara l’evoluzione del mercato delle nuove tecnologie, ha sospeso la FIT ripristinandola in seguito. Oggi è la determinazione dell’esecutivo a ridurre il cosiddetto “deficit da tariffe” lievitato costantemente nell’ultimo decennio tanto da raggiungere lo scorso maggio la soglia allarmante di 26 miliardi di euro.

La manovra anticipata ai grandi gestori e che probabilmente sarà ufficialmente annunciata oggi, rientra nell’ambito delle manovre per contenere il rapporto tra deficit pubblico e Pil sotto il 6,3% come da obiettivo di stabilità fissato da Bruxelles. (In realtà a febbraio Rajoy aveva comunicato che nel 2012 il rapporto si è attestato al 6,7%, facendo peggio di quanto aveva programmato il governo). Con la revisione degli incentivi il governo intende anche dare seguito alla sua promessa di calmierare gli aumenti della bolletta elettrica.

Forte la reazione del settore che ha già ricevuto una sostanziale battuta d’arresto con i primi tagli dei programmi di incentivazione, tanto da scivolare fuori dalla classifica mondiale dei primi paesi per capacità solare e eolica installata (fonte rapporto 2013 REN21). C’è chi allude seriamente al rischio di default per molti dei circa 60mila campi fotovoltaici operativi in Spagna. Tutto dipende da come il governo intende calcolare la ragionevole profittabilità,  ma è difficile che il parametro di equità sarà condiviso da chi per anni ha goduto di generosi sussidi.

FONTE ORIGINALE: http://www.assoelettrica.it

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8 Comments

  1. gian luigi lombardi-cerri says:

    Da ” Corriere del Ticino ” dell’11/09/2013.
    Senza commenti !
    Energia Rinnovabili fallimentari
    Nove produttori chiedono all’UE di voltare pagina: basta coi sussidi

    ■ STRASBURGO Tutta sbagliata, tutta da rifa¬re, un vero «fallimento» la politica energetica dell’Europa. Bisogna dire basta ai sussidi alle rinnovabili, che «costano oltre 30 miliardi di euro l’anno» ai cittadini europei. È il messag¬gio che nove big dell’energia europea hanno consegnato all’UE per bocca dell’italiano Pa¬olo Scaroni (Eni) e del francese Gerard Me¬strellet (GdF Suez).
    Nessuno degli obiettivi fissati con la strategia 20-20-20 è stato raggiunto, hanno sostanzial¬mente detto gli esperti. Si voleva garantire tutta l’energia necessaria, ad un prezzo com¬petitivo e con un impatto ambientale soste¬nibile, invece «il costo del gas è il triplo che in America e quello dell’energia il doppio», ha specificato Scaroni. Non solo: « La sicurezza dell’approvvigionamento è più a rischio di prima ed anche dal punto di vista ambientale i progressi sono stati pochi». Quindi «dobbia¬mo ripulire la nostra bolletta energetica da aggravi impropri come i sussidi alle rinnova¬bili».
    Parlando a nome di Enel, E-On, GasNatural Fenosa, GasTerra, Iberdrola, Rwe e Vattenfall oltre che di Eni e GdF-Suez, Scaroni e Mestal¬let hanno descritto una «emergenza energia» che se non sbloccata «fa diventare la ripresa industriale una chimera».
    La ricetta dei big dell’energia punta su tre di¬rettrici: a) limitare la crescita dei costi energe¬tici facendo sì che le bollette elettriche non siano un finanziamento di altre politiche e rafforzando le politiche di ricerca e sviluppo delle rinnovabili meno mature, ma non il fi¬nanziamento dell’installazione di pannelli solari; b) garantire l’approvvigionamento at¬tuando tra l’altro il programma di finanzia¬mento per le infrastrutture energetiche; c) rafforzare l’ambizione ambientale europea rivitalizzando anche il mercato europeo delle quote di anidride carbonica.
    La strategia, che imprimerebbe una svolta sostanziale alle politiche fin qui seguite, è supportata da un pacchetto di proposte con¬crete che saranno presentate anche ai princi¬pali leader europei in vista dei vertici del 2014 dedicati all’energia.

  2. Riccardo Pozzi says:

    In Italia si continua a far credere che l’attuale fotovoltaico sia il nostro futuro, mentre tutta la comunità scientifica sa benissimo che non supera qualche punto sul consumo totale, poi la rete non sopporta carichi importanti così discontinui e dislocati nelle ore di minor consumo. Le uniche centrali interrompibili, per far posto al solare nelle ore centrali della giornata, sono le idroelettriche che rappresentano circa l’8% del fabbisogno elettrico. Ma la gente è ancora convinta di asciugarsi col phon che funziona con i pannelli sul tetto.
    Non conosce la differenza tra energia e potenza ma ha deciso in un referendum il futuro energetico della nazione.
    Avanti così.

    • Gianni says:

      “a rete non sopporta carichi importanti così discontinui e dislocati nelle ore di minor consumo”
      e come fa il fotovoltaico a produrre di notte?
      le fabbriche lavorano di giorno quando cè quasi sempre il sole…

      • Roberto says:

        il fotovoltaico NON è in grado di sostenere il fabbisogno di una nazione industrializzata, chiunque lo dica è in malafede o ignorante (nel senso che ignora la questione, e probabilmente anche la fisica di base).
        Inoltre le variazioni della rete creano comunque il problema di cui parla l’utente sopra, anche questo lo sa chi sa di cosa parla.

      • Riccardo Pozzi says:

        Suggerisco la visione del diagramma di carico in rete, pubblicato sul sito di Assoelettrica. Anche una distratta analisi evidenzia il problema del fotovoltaico, che genera il picco di offerta proprio a cavallo di mezzogiorno, quando c’è il ribasso della richiesta diurna. Ma il concetto che ancora non arriva alla maggioranza è il seguente: i sistemi di accumulazione di energia sono costosissimi e non dimensionalmente in grado di reggere il differimento di qualche ora di decine di Gigawatt. Se non si afferra questo la discussione e il dibattito diventano sterili.

        • Gianni says:

          perche ti sei spostato su i sistemi d accumulo ?
          qualsiasi dibattito sull energia è sterile se non si comincia con il discutere su come RIDURRE a tutti i livelli il consumo d energia stessa, piuttosto che si SOVRA-produrne.

          e comunque l ENEL (o chi per essa) fà pagare maggior costi di ditribuzione a tutti con questa scusa, i picchi intendo.
          l immesso lo paga una miseria (il gse) e lei porella ne accusa il colpo, quindi pagare tutti i costi di distribuzione. non ti suona un campanellino in testa?

          mentre basta solo dimensionare correttamente all autoconsumo gli impianti e tutto sto falso-casino si soglie come un gelato al sole.

          ps senza contare i pagamenti in differita di mesi (se non anni come il novembre 2011) e che se manda fuori sincro i 50 hz di rete di 1 hz per l utilizzatore cambia nulla, ma i vari inverter sul tetto SI BLOCCANO e si consuma SOLO energia enel…

          (deve esser cosi per non aver tensione in rete quando staccano tutto per lavori… ma tantè che quando vogliono loro ti fan pagare la sua, staccandoti la tua produzione da remoto)

          • Riccardo Pozzi says:

            Parlo di accumulo perché è il padre di tutti i problemi sull’energia (utile la lezione del prof Rota del politecnico di Milano su you tube) e, sembra strano, non è il risparmio energetico. Il problema n°1 e che, proprio a causa dei problemi di accumulo, l’energia va prodotta nel momento in cui si usa. Perciò il risparmio ha un senso se coniugato con l’equazione di equilibrio produzione /consumo che la rete deve rispettare. Il fotovoltaico nei giorni di sole, produce energia nelle ore centrali con picco a mezzogiorno, proprio mentre la rete chiede meno.
            A quel punto le centrali termoelettriche e a gas si possono solo rallentare e non spegnere, a causa dei problemi di inerzia termica delle caldaie, le uniche rapidamente interrompibili sono quelle idroelettriche in montagna.
            Possiamo anche riempirci di pannelli cinesi per 2000 Km quadrati, ovvero coprendo il teorico fabbisogno totale nazionale, ma quell’energia è concentrata nelle solite ore e non quando serve. Siamo daccapo. Ti dico di più, le famose batterie avanzate sono legate alla leggerezza dell’elemento di base; siamo partiti con le batterie al piombo, ora siamo al litio, penultimo per leggerezza nella tabella degli elementi, dopo c’è solo l’elio. Ormai anche la ricerca nelle batterie avanzate è arrivata al capolinea. Occorre cambiare strada, ad esempio le “foglie chimiche” o il differimento fototermico a sali. Insomma, con questo fotovoltaico non andiamo da nessuna parte e tutti gli scienziati lo sanno.

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