Chi sono gli scienziati di Maroni

di STEFANIA PIAZZOlombardia1

Quando si dice: guarda le coincidenze. Oppure, i destini incrociati di un pugno di scienziati tra i migliori al mondo. Che cos’hanno in comune l’inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta truffa del polo oncologico di Cefalù da 12 milioni di euro e la Regione Lombardia? Ma nulla! E cos’ha in comune la Regione Lombardia con un antivirale creato nei laboratori svizzeri dell’IRB, l’Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona, diretti da un brillante italiano e ceduto, per un milione di dollari, ad una società, l’Humabs – di cui il medesimo direttore dell’IRB è socio – e che a sua volta cede il brevetto per dieci milioni di dollari a Novartis? Ma nulla ancora! Tutto regolare. Che c’entra con la Regione Lombardia la multinazionale Novartis che acquista l’antivirale facendo guadagnare dieci volte tanto (è il libero mercato, baby) alla società che gliel’ha ceduta? Nulla, nulla di nulla!  Ancora. C’è qualche cosa in comune tra un finanziamento alla Bicocca  e la Fondazione regionale per la ricerca biomedica – che dipende dalla Regione Lombardia e di cui il rettore della Bicocca fa casualmente parte? La risposta è, ancora: nulla. Che c’è di spregiudicato? Niente. Tutto lecito. Opportuno? Beh, la Fondazione chi deve finanziare se non le università e chi deve avere nei propri cda se non il meglio della scienza in circolazione?lombardia8

E allora vediamo chi sono quelli presi di mira dal destino delle coincidenze, ovvero scienziati che il mondo ci invidia, ma proprio tanto. E che abbiamo la fortuna di avere ancora a casa nostra! Chi è stato chiamato dal governatore a far parte della Fondazione? Antonio Lanzavecchia, Cristina Messa e il prof. Emilio Bajetta. Oltre che Aldo Tagliabue in altra veste. Ma andiamo con ordine e con qualche precisazione. Questa non è un’inchiesta, non sia mai!  E’ solo una carrellata giornalistica sulle coincidenze, basate su mere rassegne stampa su fatti raccontati ampiamente dalla stampa svizzera ma che mai – non sappiamo perché – sono riusciti a varcare il confine delle alpi. E su altre rassegne stampa su fatti raccontati dai giornali siciliani. E che mai sono riusciti a varcare il confine del Po. Sicché, in Lombardia non ne sapeva ancora nulla nessuno.lombardia2

Una volta tanto, è la stampa degli altri a sollevare inutili polveroni. Perché il caso vuole, questo è il fatto, che i nomi degli scienziati di fama mondiale, chiamati di recente dal governatore Maroni a sovrintendere l’eccellenza della ricerca lombarda nella prestigiosa Fondazione per la ricerca biomedica (gestisce 25 milioni di euro per la ricerca) siano stati chiamati in causa nelle vicende che prima abbiamo citato, oggetto di una campagna di stampa davvero impertinente. Tirati per la giacca, per carità, niente di più. Tutti innocenti. Il resto sono malelingue e teoremi. Il potere logora chi non ce l’ha. Quando si è bravi, diciamolo pure, si dà fastidio.

IL BREVETTO DELLA IRB IN SVIZZERA – Tutto esplode quando una ricercatrice se ne va sbattendo la porta della IRB: rivendica un ruolo attivo nella scoperta dell’antivirale e chiede 833mila dollari anziché i 33mila che sarebbero stati invece pattuiti. La causa di lavoro finisce in tribunale a Bellinzona ma i più maliziosi guardano dove il dito indica la luna: l’accusa di conflitto di interessi per lo scienziato Lanzavecchia. lombardia7

Il teorema dei detrattori è questo: direttore dell’IRB, che cede all’Humabs per 1 milioni di dollari la molecola, è quello stesso Antonio Lanzavecchia consulente e azionista di minoranza della stessa Humabs che poi la rivende a 10 milioni a Novartis? Non si chiama forse sospetto conflitto d’interessi? Per altri neanche per idea. “Contrariamente -scrive la Fondazione di Bellinzona – a quanto potrebbero lasciar intendere alcune pubblicazioni nella stampa, non si tratta assolutamente di contratti sottoscritti o negoziati dal direttore quale rappresentante di entrambe le parti”. Vuol dire saper fare bene il proprio lavoro, come sancirà il consiglio della Fondazione IRB. Certo. Il caso esplode sulla stampa, siamo nel febbraio 2012.lombardia5

Ed è vero o falso che a Novartis in quel periodo c’era lo stesso Aldo Tagliabue, fresco ora di nomina come direttore generale della stessa Fondazione biomedica della Regione Lombardia? Omonimia? O è lo stesso scienziato di fama internazionale, immunologo, nominato con proprio decreto dal presidente della Regione Lombardia in questi giorni a dirigere la Fondazione presieduta dal già noto Lanzavecchia? Indiscutibili le competenze, indiscutibili le coincidenze, vero? Quando si dice: guarda il destino o… com’è piccolo il mondo. Proprio così. Ma andiamo avanti a leggere i giornali elvetici. Anzi, le note ufficiali della Fondazione dell’IRB. La vertenza con la ricercatrice si chiude a 160mila franchi, ma alla parte più attesa dalla stampa, la nota del 15 febbraio 2012 dedica un intero capitolo: “Osservazioni sulla situazione di potenziale conflitto d’interesse”. La prudenza elvetica si muove, anche perché deve rispondere alla città che, assieme a Cantone e Confederazione garantisce un quarto del budget dell’IRB. “Gli organi di stampa hanno dato particolare risalto alla posizione del direttore Lanzavecchia, ravvisando nella stessa un conflitto d’interessi per il fatto di essere anche azionista e consulente scientifico di Humabs (…). Il Consiglio di fondazione assicura che, come in passato, si adopererà per garantire la massima trasparenza e continuare così a meritarsi la fiducia e il rispetto dei suoi numerosi sostenitori”. Caso archiviato. E Lanzavecchia promosso a Presidente della Fondazione per la ricerca biomedica da Maroni. En plein. Prima di tutto la scienza. lombardia9

LA PROCURA DI PALERMO E L’ONCOLOGIA DI CEFALU’

La notizia è di fine luglio, del 26 luglio 2014. Il tam tam sulla stampa siciliana è immediato, anche perché nel mirino c’è l’oncologia di Cefalù, luogo dove la contemplazione del mare deve essere qualcosa di soprannaturale, tanto che il fatto lascia non poco sorpresa l’opinione pubblica per l’indagine della procura di Palermo. Così tanti soldi, a quanto pare, 21 milioni di euro, non li vedono a Milano neanche all’Istituto tumori o al Centro di Veronesi.

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Ma a Cefalù invece sì. E questo già vuol dire che sono più bravi. Eh sì. I titoli dei giornali vanno giù diretti: “Costi gonfiati per la ricerca, indagato l’ex ministro Fazio”, scrive . Oh caspitina! L’ex ministro appassionato di sub? Sarà sicuramente innocente, ma senza dubbio. E’ chiamato in causa come legale rappresentante del Laboratorio.lombardia11

E su cosa indaga la Procura? Su una presunta mega truffa che fa scattare il sequestro, per l’equivalente importo di 12 milioni, della società consortile Lato, ovvero il Laboratorio di tecnologie oncologiche HSR Giglio di Cefalù, partner nel Polo oncologico della Fondazione San Raffaele Giglio di Cefalù. Così il quotidiano Repubblica: “Nell’inchiesta della Procura Lato è chiamata a rispondere, in quanto beneficiaria dei contributi, dell’illecito amministrativo previsto quando la truffa viene commessa ai danni dello Stato o di un ente pubblico. I finanziamenti previsti – scrive LiveSicilia (cita Repubblica, ndr) – ammontavano a 21 milioni di euro, di cui più di 12 già erogati. La Lato ha un rapporto di convenzione per alcuni servizi di diagnostica con la fondazione San Raffaele Giglio che gestisce l’ospedale di Cefalù”. “Indagati – si legge ancora – pure il successore di Fazio, Antonio Emilio Scala, e Maria Cristina Messa, responsabile dei progetti di ricerca e formazione”. E’ un caso di omonimia o si tratta del rettore dell’Università Bicocca a Milano, quella stessa Maria Cristina Messa chiamata da Maroni nel novero degli scienziati di punta della Lombardia? La stessa nominata anche vicepresidente del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche?lombardia12

CEFALU’ E IL CNR

Il progetto “Polo Oncologico di Cefalù” – è scritto sul sito della Fondazione – nasce su progetto dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare Cnr, socio di maggioranza della costituita società consortile a responsabilità limitata denominata “Laboratorio di tecnologie oncologiche HSRGiglio” (Lato), con sede a Cefalù. Della stessa fanno parte la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, la Comecer Spa e la Tecnodim srl. La società Lato è presieduta da Antonio Emilio Scala, e il direttore generale è Fabio Lunghi. Il progetto, finanziato dal Ministero per l’Università e la Ricerca e dal Cipe, prevede oltre al Centro di bioimmagini e radioterapia la costruzione di un nuovo edificio adiacente l’ospedale di Cefalù che ospiterà ulteriori e sofisticate tecnologie oncologiche e un reparto di “Oncologia Medica Sperimentale”.sicilia

Nel polo oncologico di Cefalù operano 35 ricercatori. “Tra la Fondazione istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù e la società consortile Lato HsrGiglio non ci sono in essere rapporti societari”. E’ quanto afferma il commissario straordinario del San Raffaele Giglio di Cefalù, Giuseppe Ferrara”. “Con Lato HsrGiglio – sottolinea Ferrara – la Fondazione intrattiene rapporti di convenzione per l’erogazione di determinati servizi come avviene con altre aziende sanitarie. La Fondazione, pertanto, è totalmente estranea a questa vicenda”. (fonte BlogSicilia, giornale online dei siciliani).    

ALLA BICOCCA I CONTRIBUTI DELLA FONDAZIONE bicocca2

La Fondazione finanzia la ricerca. E’ nata per questo. La Regione lo ribadisce proprio nella delibera X/1994 del 23 giugno scorso. Si legge che “RICHIAMATA la d.g.r. n. X/1185 del 20.12.2013 “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l’esercizio 2014” che stanzia, per l’anno 2014, risorse finanziarie fino a 25 milioni di euro destinate alla Fondazione per promuovere, coordinare e sostenere progetti di studio, ricerca, conoscenza e innovazione nel settore scientifico, con particolare riguardo alle progettualità nell’area clinica e pre-clinica, sulla base del piano di attività annuale della Fondazione, previsto all’art. 4 della convenzione di cui alla sopra citata d.g.r. n. X/335/2013 e alla copertura finanziaria per la pubblicazione di un Bando di ricerca indirizzato agli IRCCS regionali di diritto pubblico e privato, per il cofinanziamento di progetti di ricerca ministeriale finalizzata di area clinico-assistenziale”. Eccetera eccetera… Delibera, infine: “1) di approvare il Piano di Azione 2014 presentato dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica quale allegato 1) parte integrante e sostanziale del presente provvedimento con le seguenti prescrizioni che saranno oggetto del primo CDA utile della FRRB: eliminare a pagina 13 del Piano Economico anno 2014 la riga di contributo di Regione Lombardia al cluster nazionale Alisei pari ad euro 100.000,00; allineare la cifra di 85.000 euro (pagina 11) con quella di 80.000 euro (pagina 13)”. bicocca1 E delibera anche di “2) di assegnare, ai sensi della della d.g.r. n. X/1185/2013 sopra richiamata, l’importo di € 25.000.000,00 a favore della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, per l’attuazione delle seguenti linee strategiche previste dal Piano di Azione 2014: – ricerca clinica pari a € 3.600.000,00; – ricerca preclinica pari a € 8.700.000,00; – progetti in avanzamento ivi comprese le piattaforme nonché l’utilizzo delle medesime risorse, anche attraverso procedure di selezione, ecofinanziamenti di ricerche finalizzate per gli IRCCS, pari a € 12.700.00,00”. Bene, finalmente un ente pubblico sostiene al ricerca. Poi, a seguire, arriva il “Piano d’azione annuale 2014” della Fondazione che, al punto C dei suoi programmi di ricerca, inserisce questo: “Progetto Nanofarmaci La Fondazione intende proseguire per il primo semestre 2014 l’erogazione del finanziamento a favore dell’Università di Milano-Bicocca (Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze), l’Università Statale di Milano (Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Luigi Sacco) e Nerviano Medical Sciences Srl nell’ambito di tre progetti specifici di ricerca e sviluppo di nanofarmaci in oncologia e in ambito di patologie infiammatorie e del Sistema Nervoso Centrale. bicocca3 La CTS della Fondazione ha valutato positivamente le relazioni scientifiche sullo stato di avanzamento dei progetti e sulle attività previste per il 2014. Per l’esercizio 2014, sarebbe previsto un contributo a sostegno delle attività di cui ai paragrafi precedenti pari a 5,9 milioni di euro”. Dunque, tutto nei canoni della missione di finanziare chi fa ricerca nelle università. Che poi la Fondazione abbia nel proprio consiglio di amministrazione il rettore della Bicocca cosa c’entra? Ma proprio nulla. Tanto che le regole anche non scritte dell’etica sanno che basta astenersi o non votare quel provvedimento per evitare inutili polemiche, fraintendimenti, quelli di chi ci vede sempre chissà quale conflitto d’interesse in ogni atto della pubblica amministrazione. Insomma, qui si premia il merito! Quando la pubblica amministrazione non spende una lira per la ricerca giù critiche… quando la pubblica amministrazione investe milioni per le nostre università… giù critiche. Non si accontenta mai nessuno, questa è la morale. Buon lavoro, professori!

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4 Comments

  1. Sempre di fioretto carissima Stefania;-)

  2. S says:

    L’ articolo è molto articolato e documentato; l’ Indipendenza non potrebbe recapitarlo al Gov. della Lombardia Maroni , che dovrebbe dare delle risposte in merito come le dovrebbe far dare ai prof. che ha nominato.

  3. Orini Giancarlo says:

    Stefania sei grande, complimenti !!

  4. luigi bandiera says:

    scienziati…
    ma di che..?
    Del fallimento..?

    Per favore…

    Ho gia’ voglia di vomito perche’ sto male per conto mio, ma se penso all’italia e ai suoi ingabbiati vomito a dirotto.

    A ramengo trikoloriti…

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