Lo Stato continua a importare stranieri che generano povertà. Periferie esplosive

di REDAZIONEroma9dicembre

A partire dalle periferie di Roma si accendono i conflitti tra famiglie italiane e straniere, spesso dovuti ad una condizione di povertà diffusa. Da uno studio della Fondazione Leone Moressa su dati della Banca d’Italia[1], emerge che un terzo delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà e che, mediamente, i redditi degli stranieri sono la metà di quelli degli italiani.

 

Condizione abitativa precaria. Le famiglie straniere si concentrano prevalentemente nelle aree periferiche delle città e vivono in abitazioni più piccole (68 mq in media contro i 103 mq degli italiani). Mentre tra gli italiani la casa di proprietà è un ancora bene diffuso (per oltre il 70% delle famiglie), il 75% delle famiglie straniere vive in affitto, e appena il 13,7% è il proprietario dell’abitazione di residenza.

 

Sotto la soglia di povertà. Le famiglie straniere in Italia che vivono al di sotto della soglia di povertà[2] sono il 33,9%, contro il 12,4% delle famiglie italiane.

Il reddito medio annuo di una famiglia straniera è quasi la metà di quello di una famiglia italiana (16.629 € contro 31.400 €). Ancora più forte il divario nella propensione al consumo: mentre una famiglia straniera spende mediamente 17.593 € (più di quanto guadagna) dovendo ricorrere a prestiti e indebitamenti, una famiglia italiana riesce a risparmiare circa il 20% del proprio reddito, mettendo da parte circa 6.000 euro all’anno.

 

Soprattutto lavoro dipendente. Un’altra differenza tra le famiglie straniere e quelle italiane sono le fonti di reddito. Tra le famiglie straniere, l’84,4% dei redditi deriva da lavoro dipendente, mentre le altre tipologie rappresentano quote marginali. Tra le famiglie italiane, invece, la situazione è molto più frammentata. Il lavoro dipendente rappresenta la prima voce, ma con solo il 38,1%. Seguono le pensioni e i trasferimenti netti con il 28,5%. Il reddito da capitale che per gli stranieri raggiunge appena il 7,1%, fra gli italiani costituisce oltre un quinto delle entrate (22,2%).

 

Forte utilizzo del contante. Le famiglie straniere continuano ad utilizzare poco gli strumenti finanziari diversi dal contante, che rappresenta il 48,5% dei loro consumi mensili (mentre per gli italiani rappresenta il 40,5%). Le carte di credito, utilizzate da un terzo delle famiglie italiane (30,7%), sono ancora poco conosciute dalle famiglie straniere: quelle che le utilizzano sono appena il 7,8%.

Tra le forme di risparmio, l’86,0% delle famiglie straniere possiede un deposito bancario, contro il 93,3% delle famiglie italiane. Ma ancor più significativo è l’utilizzo delle altre forme di risparmio (obbligazioni, titoli, azioni ecc.), praticamente sconosciute alle famiglie straniere.MORESSA

 

 

Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, “le famiglie straniere in Italia vivono in una condizione di diffusa povertà. I redditi medi sono la metà di quelli degli italiani, e non sono sufficienti a generare risparmio. A questa situazione si aggiungono una condizione abitativa precaria (generalmente in affitto) e la mancanza dell’aiuto della rete familiare (invece molto frequente tra gli italiani). La situazione delle famiglie straniere in Italia rischia dunque di diventare drammatica, e questo non fa che alimentare la marginalità e l’esclusione sociale.”

 

[1] Indagine sui “Bilanci delle famiglie nell’anno 2012”, condotta dalla Banca d’Italia nel 2013 su un campione di 8.000 famiglie. Sono considerate famiglie straniere quelle con capofamiglia con cittadinanza non italiana.
[2] Nel 2012 la soglia di povertà ammonta a 7.678 €

MORESSA2

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Prima di andare a dormire…
    Ma lo stato italiano (ancora per poco dato che sara’ ISLAFRITALIANO) governa gli italiani o gli stranieri detti islafritaliani..?

    Pare, pare e non mare, che si interessi di piu’ degli invasori che dei residenti da GENERAZIONI..!

    Anche in America hanno rispetto dei nativi. qua invece no..??

    Da questo va detto che lo stato taliano e’ il NOSTRO NATURAL NEMICO..!!

    SIM SALA BIM

  2. Amedeo says:

    Noi siamo messi male, ma gli stranieri stanno ancora peggio, non hanno la famiglia che gli regala la classe di merito, sono rapinati anche dalle assicurazioni.

  3. luigi bandiera says:

    Lo stato, le istituzioni, ragionano e governano per conto e per il pro di altri, degli altri, e non per il cosiddetto popolo italiano, che NON esiste..!

    Parla di diritti inalienabili quali quelli dell’UOMO. Probabilmente non sono uomini i veneti, i sardi, i tirolesi, i toscani, i catalani, gli scozzesi e i tanti popoli che vivono nel PIANETA TERRA… e che sono SOTTO DOMINIO..!
    Parla anche di OLOCAUSTI… e non si accorge che ne sta consumando diversi quali l’annientamento del popolo veneto, sardo, e ecc… per non farla troppo lunga.
    Altro che italiani quelli la’ sono FARISEI… e dei peggiori dato che loro formano la banda dei quattro..!

    Il bello o il brutto di queste istituzioni taliane e’ che pensano di stare meglio quando ci avranno SPAZZATO VIA. SCOPATO VIA.

    “Quando ero in fabbrica dicevo spesso e rivolto ai lavoratori: dicono che a scopare sia un piacere, ma come mai che qua nessuno vuole farlo..? Eh, la scopa in mano porta sfiga probabilmente..?”
    Gia’, lavori che nessuno vuol piu’ fare…. quindi?
    La societa’ di oggi e’ nata male e vive peggio..! Altro che progresso..!

    Insistendo dico che cosi’ e’ e vive questa societa’ post contadina in mano ai quattro: briganti, rapinatori, sassini e mantenuti… che si sono istituzionalizzati..!

    Mi posso sbagliare ne’..?
    Potete anche smentirmi… non sono mica un mago io…

    Sim sala bim (diceva il mago Silvan)

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