Stranieri, a noi tutti i costi. All’Erario le tasse

di GIOVANNI D’ACQUINOmoressa

I nuovi dati della Fondazione Moressa, rappresentano quello che percepisce la gente: un’invasione, una sottovalutazione del fenomeno migratorio da parte della politica governativa. E un’incognita che pesa sul piano sociale, economico per l’insostenibilità di una integrazione quasi impossibile oltre che per l’impatto sui bilanci dei Comuni.

Infatti l’ultimo report, ci dice che dall’inizio dell’anno, il numero di migranti sbarcati sulle coste italiane ha raggiunto quota 118 mila, quasi il triplo del 2013 e il doppio rispetto al 2011, anno dell’emergenza Nord Africa.

Nei primi sei mesi dell’anno, l’Italia è il paese UE con il più forte aumento di richiedenti asilo rispetto allo stesso periodo del 2013 (+144,4%), mentre la media UE si attesta ad un +19,6%.

E sotto il profilo invece di chi è già residente e lavora? Si apre un altro fronte, diverso. L’Irpef versata dai contribuenti nati all’estero nel 2013 ha apportato alle casse dello Stato un gettito complessivo di 6,7 miliardi di €, pari al 4,4% del totale del gettito. Sono oltre 2 milioni i contribuenti stranieri ed il dato è in crescita dal 2008. Aumentano gli stranieri che pagano le tasse e diminuiscono quelli che mandano risorse in patria: nel 2013 le rimesse inviate ai paesi di origine sono state pari a 5,5 miliardi di euro, rispetto al 2011 gli immigrati hanno inviato in patria quasi 2 miliardi di euro in meno.

Per l’Erario, è un affare. Il saldo è di   500 mila imprese condotte da stranieri l’8,2% del totale), oltre 2 milioni di lavoratori e 6,7 miliardi di euro di imposte versate.  Il 4° Rapporto sull’Economia dell’Immigrazione a cura della Fondazione Leone Moressa ci dice anche che rispetto al 2012 le imprese italiane sono diminuite di quasi 50 mila unità, mentre quelle straniere sono aumentate di 18 mila. La crisi economica viene avvertita maggiormente dai 2 milioni di occupati stranieri: rispetto al 2007 gli stranieri perdono 9 punti di tasso di occupazione, contro i 3 punti degli italiani.

Dunque, più disoccupati tra i lavoratori, sorpasso di imprese invece stranieri su quelle italiane.

 

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One Comment

  1. Dan says:

    La gente le paga ancora le tasse ? Allora non ha subito abbastanza.

    Non sono ancora sbarcati troppi clandestini, questi non hanno succhiato troppe risorse e non si sono comportati da delinquenti a sufficienza.
    Le alluvioni evidentemente non fanno abbastanza male (dovrebbero capitare una al mese) e la politica non si è ancora rubata abbastanza soldi di quelli che sarebbero stati destinati alla prevenzione del fenomeno.
    Poche storie, evitate pure di perdere tempo dicendo cose come “La gente percepisce l’invasione” perchè date le attuali reazioni la cosa evidentemente non è percepita abbastanza

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