Fondazione Moressa: aiutiamoli a casa loro? Sondaggio: prima aiutiamoci a casa nostra

Feed the Worlddi BRUNO DETASSIS – Abbiamo di recente dato spazio alle anticipazioni del dossier della Fondazione Moressa sullo stato dell’immigrazione in Italia, con particolare riguardo alle cifre delle rimesse. Sono in flessione, ma sono di sicuro un volume di denaro che supera quanto l’Italia investa per aiutare a casa loro le popolazioni dei migranti. C’è però di peggio. E’ tutta Europa infatti a zoppicare…

«I dati Ocse confermano la limitatezza degli aiuti allo sviluppo da parte dei Paesi industrializzati – osservano i ricercatori della Fondazione Moressa – e l’Italia, tra i Paesi Ocse si ferma in 23ª posizione. Si tratta di risorse insufficienti, evidentemente, per pensare a misure di sviluppo efficaci e sostenibili, a maggior ragione se l’obiettivo è quello di stabilizzare le aree che maggiormente originano flussi di emigrazione. Confrontando gli aiuti pubblici con le rimesse degli immigrati, appare chiaro il paradosso: i primi a contribuire allo sviluppo dei Paesi d’origine sono proprio gli stranieri che hanno cercato fortuna altrove».

E il Sole24Ore aggiungeva l’altro giorno: “Disponibilità, da parte della società italiana, ad ampliare le risorse alla collaborazione non sembra ce ne sia molta, se è vero quanto risulta da una recente indagine Eurobarometro: l’80% degli italiani ritiene importante sostenere le popolazioni dei Pvs, ma appena il 55% (nonostante il mantra «aiutiamoli a casa loro») è favorevole a un incremento degli aiuti. Per ora al primo posto come volumi di fondi destinati ai Pvs ci sono gli Usa (29 miliardi), seguiti da Regno Unito e Germania (rispettivamente con 16 e 14 miliardi). E se questi due Paesi nell’ultimo quinquennio hanno aumentato significativamente il loro contributo, la Francia e i Paesi Bassi lo hanno ridotto e l’Italia lo ha accresciuto di poco (l’1% a 2,9 miliardi) c’è anche chi lo ha quasi quintuplicato: sono due emergenti, gli Emirati Arabi (a 4,3 miliardi) e la Turchia (a 3,2)”.

Chiaro il discorso? Aiutiamoli sì ma prima, in uno stato di crisi permanente, dirottiamo gli aiuti su chi non ce la fa ad arrivare a fine mese. Vale in tutta Europa.

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