Foibe, una tragedia che non si cancella

di REDAZIONE

Oggi 10 febbraio 2013, si festeggia una giornata del ricordo in onore di tutte le vittime delle Foibe, un termine poco conosciuto dagli Italiani, ma sul quale è giusto riflettere. Gli infoibati erano prevalentemente istriani (veneti) che si opponevano al regime comunista titino ma anche persone che non c’entravano nulla e che per caso erano cadute nelle maglie di una vendetta etnica che non guardava in faccia nessuno.

Così 10, 12 mila persone sono state fatte sparire dentro le foibe, cavità naturali presenti sul Carso, altipiani alle spalle di Trieste e dell’Istria. Dopo sevizie atroci, legati con il fil di ferro in una tragica catena umana, le vittime venivano spinte nelle cavità profonde anche 200 metri. Agonie impensabili, i più fortunati erano coloro i quali venivano fucilati prima.

Le Foibe sono state una tragedia negata per decenni, dimenticata dalle nazioni del blocco comunista e dai Paesi occidentali. Si può parlare di una pulizia etnica avvenuta in due fasi: nel ’43 dopo l’8 settembre e nel ’45 dopo la firma del trattato di pace di Parigi.

FONTE ORIGINALE: blogeton.org

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7 Comments

  1. Da parte slovena e croata si possono raccontare storie altrettanto raccapriccianti di cosa ha fatto il fascismo nelle loro terre dopo la prima guerra mondiale. La morale della storia è che tutte le vittime delle stupido nazionalismo vanno ricordate. C’è tanta retorica in chi vuole ricordare solo le vittime fasci-naziste e altrettanta retorica in chi ricorda con grande enfasi la tragedia delle foibe. In entrambi i casi ci si dimentica di condannare il vero male che sta alla base di queste tragedie e che è stato il nazionalismo-statalismo che nel giro degli ultimi 150-180 anni ha fatto cataste di morti. Qui di dovrebbe ricordare questa tragedia: il nazionalismo-statalismo che ha ammorbato ( e purtroppo ancora ammorba) le menti delle persone!!!

  2. Tra gli infoibati vi fu un maestro italiano fascista e tubercoloso che aveva il “vezzo educativo” di sputare in bocca ai bambini croati a cui scappava una parola nella loro lingua slava.

    Co xe vegnesta lora, li lo gà ciapà e li lo ga enfoibà e li ga fato benon!

  3. E’ proprio vero che la verità e ll rispetto per le tragedie della storia viaggia a velocità diverse.
    Alcune tragedie vengono ingigantite è ricordate con grande enfasi ed ipocrisia, altre, altrettanto tragiche e forse più vere, si ricordano a fatica. Evidentemente, per i più, la tragedia delle Foibe, il genocidio degli Armeni, le persecuzioni dei Curdi, la cancellazione del popolo tibetano, non sono fatti importanti. Certo, questi popoli non controllano le banche e la finanza mondiale, quindi non contano nulla.
    Per me non è così.

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