Fns ricorda la rivoluzione di Palermo del 1848

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Nella ricorrenza del 165° anniversario, gli Indipendentisti FNS ricordano che, il 12 gennaio del 1848, scoppiò a Palermo, e subito dopo in tutta la Sicilia, la grande Rivoluzione, peraltro preannunciata, con la quale il Popolo Siciliano, seppure a prezzo di tanti eroici sacrifici, riuscì a riconquistare la propria Indipendenza e ad adottare, opportunamente rimodernata, la propria Costituzione. Che fu la più moderna e democratica dell’Europa dell’epoca. L’Art. 2 della Costituzione Siciliana ribadiva il principio che la Sicilia sarebbe restata sempre uno Stato Indipendente. Inoltre, il Re di Sicilia, sempre in forza del dettato costituzionale siciliano, non avrebbe potuto neppure ricevere o lasciare  eredità di alcun genere (e tanto meno diritti ereditari) al di fuori della Sicilia e senza l’autorizzazione specifica del Parlamento Siciliano.

In Sicilia, la volontà del Parlamento si sovrapponeva, infatti, a quella del Re, che aveva comunque un ruolo costituzionale importantissimo, anche di “RAPPRESENTANZA” dello STATO SICILIANO (REGNUM SICILIAE). Per semplificare, diciamo che, nella Costituzione Siciliana, il Re aveva il ruolo ed i poteri che oggi hanno i Sovrani regnati negli Stati Europei, facenti o non parte dell’Unione Europea.

Per quanto riguarda la sovranità specifica dello Stato Siciliano, – il cui REGGENTE era Ruggero SETTIMO, ricordiamo che questa fu “RICONOSCIUTA” da diversi Stati e dalla stessa GRAN BRETAGNA. Quest’ultima riservò al Settimo, esule a Malta, gli onori di un Capo di Stato.

Un apposito “Attivo FNS”, programmato per il mese di Aprile p.v., approfondirà le tematiche affrontate nella “COSTITUZIONE SICILIANA”, di volta in volta. Soprattutto nel suo movimentato “divenire”, dal 1812, al 1820, al 1837, al 1848…fino ai giorni nostri. In particolare saranno presi in esame – e con la massima attenzione – i valori ed i contenuti della Costituzione stessa e della Dichiarazione d’Indipendenza della Sicilia, che caratterizzarono le lotte del biennio 1848-1849.

Ciò, soprattutto al fine di una più completa disamina delle conseguenze derivanti dalla violazione del “PACTUM” dal quale, com’è noto, è scaturito lo Statuto Speciale di Autonomia del 15 maggio 1946, mai applicato integralmente. Analoghe valutazioni verranno messe a punto per la mancata soluzione della QUESTIONE SICILIANA, ancora oggi di scottante attualità e rimasta insoluta. E che, anzi, è diventata, in modo preoccupante, più grave. Ovviamente, non saranno trascurate le colpe, le omissioni, le complicità e l’ASCARISMO delle classi, delle “caste”, dei Partiti e dei “Movimenti” politici, dominanti in Sicilia dal 1860.

A N T U D U!

‘U PRISIDENTI FNS (Kurrahu MIRTO) – ‘U SIKRITARIU PULITIKU (Pippu SCIANÒ) 

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