Frunti Siciliano: “No al ponte sullo stretto di messina”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

«Perché la consideriamo un’opera faraonica, dannosa e finalizzata ad “assassinare” la gloriosa città di Messina e la Sicilia tutta. Sì, piuttosto, alla rinascita di Messina come regina dei due mari e come punta avanzata della Nazione Siciliana nei rapporti con il vicino, con il medio e con il lontano oriente». Lo ha dichiarato il Prof. Corrado Mirto, tagliando corto su molti dei tentativi in corso, che ha definito “ferocemente antisiciliani”, oltre che antimessinesi, di dare per scontata la decisione di realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, peraltro come opera prioritaria …

«Ed “antisiciliane” oltre che antimessinesi, sono quasi tutte le grandi manovre per accorpare la gloriosa ed antica Città di Messina alla istituenda regionicchia calabro-sicula dello Stretto

«Il 28 ottobre prossimo i Siciliani tutti ed i Messinesi in particolare dovranno dire “no” alle manovre antisiciliane suddette anche quando tali “manovre” siano promosse da forze politiche e da personaggi che si autodefiniscono “sicilianisti”, Attenzione!!! Si tratta infatti della tattica che si richiama al “Cavallo di Troia”. Non cadremo nella trappola!.

Il Prof. Corrado Mirto, com’è noto, è Presidente del Fronte Nazionale Siciliano “Sicilia Indipendente” ed è candidato, sia a Palermo che a Messina, della lista: «Il Popolo de i Forconi – Mariano Ferro Presidente – Fns». «La mia – ha puntualizzato – non è una candidatura con finalità elettoralistiche. È piuttosto una candidatura di “servizio”. Al servizio cioè del Popolo Siciliano e della sua speranza di rinascita e di riscossa»

Il Vice Segretario Politico FNS – Giuseppe Sorrentino

 

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9 Comments

  1. SuperHornet says:

    Da Siciliano dico Viva L’Italia, Viva la Sicilia Italiana. Magari un giorno la gente acculturata e moderna in Sicilia sarà la maggioranza. Non permetteremo mai di allontanarci dalla nostra patria. Una sola Nazione, quella Italiana.

  2. mauro says:

    Da piemontese, appoggio con forza il FNS perchè spero, ma non ci credo, che la Sicilia diventi una nazione indipendente al più presto,così smetterò di pagare i vostri debiti che avete fatto e continuate a fare sulla pelle delle gente onesta come me, derubato da uno Stato complice del malaffare.

    • Culitto Salvatore says:

      da piemontese mi vergogno ad avere cittadinanza con persone come te, il piemonte (e lo dico da piemontese) è la principale causa dei mali sulla penisola italica, il piemonte e nello specifico i savoia (che tanto ancora rimpiangete…poverini) non hanno unito l’italia, l’hanno conquistata ed usata per i loro porci comodi

  3. Roberto Porcù says:

    Quando qualcuno si impegna per una certa opera, ci mette la faccia. Dai risultati si valuta l’utilità.
    Nell’Italia dove la faccia non vuole metterla nessuno, si chiacchiera, si nominano commissioni, supervisori, … e non si fa nulla.
    Con le attuali conoscenze tecnologiche si va nello spazio e ponti o grandi opere sono fattibili se per esse si spende quel che c’è da spendere e non si usa sabbia al posto di cemento.
    I politici italiani, che hanno rubato su tutto quel che c’è da rubare, non sono attendibili.
    Mussolini fece il Ponte del Littorio per collegare Venezia a Mestre, ora nessuno lo contesta ed esso si chiama Ponte della Libertà, ma al tempo … La costruzione della torre Eiffel fu aspramente contestata, ma provate ora a fargliela smantellare ai parigini!
    Ponti ne hanno fatti i turchi sul Bosforo, e gli americani a New York e, oh bella, a San Francisco che come zona sismica mi pare sia niente male.
    Anche la stazione di Milano con la copertura a volta fu fatta durante il fascismo e ci volle Berlusconi per il passante di Mestre e portare i lavori del Mose contro l’acqua alta a Venezia, ad uno stadio non più interrompibile.
    Per il ponte di Messina continuiamo a stipendiare consulenti e commissioni. Cari siciliani, contenti voi a me va bene, sempre se le commissioni e gli esperti ve li pagate voi.

    • Culitto Salvatore says:

      il problema è che le varie commissioni, i vari progetti li pagano proprio i siciliani, solo che tali commissioni, tali progettazioni, non vengono effettuate in sicilia ma nel profondo nord e la cosa più bella è che si prendono molti molti soldi perchè l’opera non viene fatta, si chiamano penali…

  4. giovanni salemi says:

    Commenti ,scusatemi,con tutto il rispetto per i ragionieri e i contabili ,che sembrano fatti per l’appunto da contabili e ragionieri . Non si avverte la presenza di sentimento,di cuore,di passione : l’isola di Sicilia è una “”isola”” e tale deve rimanere,collegata con il mondo, e lo è già e lo è sempre stata perché è al centro del mondo . Pertanto tale deve rimanere e deve rendersi vera e totale padrona di se stessa,cosa che può ottenere solo conquistando la completa indipendenza che,altro che ponte,deve essere il vero obiettivo primario di ogni siciliano .

    • Culitto Salvatore says:

      al tempo dei romani un ponte sullo stretto di messina fu realizzato, certo chiamarlo ponte è un po “ridicolo” ma gli elefanti conquistati dalla campagne cartaginesi erano difficili da trasportare sulle navi, realizzarono un ponte galleggiante composto da botti e da navi…una passerella (simile a quella fatta da alessandro magno sui dardanelli) carlo magno pensò a tale ipotesi, i borboni stessi (che non avevano problemi economici nel farlo) la neonata italia che nel corso dei suoi 150 anni ha proposto (e finanziato) più volte studi per eventuali progetti
      insomma l’idea di collegare la sicilia all’italia è vecchia di un paio di millenni….

      ps i piloni per il ponte sul bosforo sono stati realizzati in sicilia, quindi volendo avremmo sia le qualità che le attrezzature per fare opere di tale importanza e poi PERBACCO siamo nel nuovo millennio!!

  5. Culitto Salvatore says:

    il ponte sullo stretto oltre che come opera la vedo come creazione di posti di lavoro, dire che il ponte è una manovra antisiciliana la reputo una fesseria, dire che il ponte non ha utilità non è affatto vero, purtroppo esistono due schieramenti quelli che ci mangiano e quelli che non ci mangiano, nessuno si è preso la briga di effettuare una valutazione degli svantaggi e dei vantaggi, cercare di capire se da un confronto l’opera risulterà utile oppure no, semplicemente si sono schierati nel classico sistema italiano “quello che fate voi non è buono perchè non lo abbiamo proposto noi” io sono convinto che con il ponte di vantaggi ce ne sarebbero parecchi, come me sono pure in tanti a pensarla così, coloro che non vogliono il ponte che si mettano d’impegno e illustrino i motivi “reali” per cui non si dovrebbe fare tale opera, perchè sarebbe inutile o dannosa, propongano insomma motivi validi che rapportati a quelli favorevoli possano far pendere l’ago della bilancia a loro favore, io (e molti altri) a tal punto sarei anche con loro, fin’ora ho sentito solo corbellerie:

    1 – il ponte non si può fare perchè in zona altamente sismica, vi sono problemi in merito alla campata e problemi relativi al vento.

    alcuni illustri professori dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università IUAV di Venezia e dell’Università la Sapienza di Roma hanno espresso numerosi dubbi sulla realizzazione del ponte, sopratutto dopo che il LORO PROGETTI erano stati rigettato (Complimenti)

    2 – Il ponte avrebbe gravi impatti ambientali,in particolare sulle correnti “aeree” (quelle marine avranno scarso impatto per via della grande campata)

    concordo, quindi continuiamo ad utilizzare i traghetti a gasolio che di impatti non ne fanno, opinioni…

    3 – problema sui trasporti…si ritiene inutile perchè si asserisce che allivello di trasporti non cambierebbe nulla visto che si utilizzano le navi per il trasporto merci…

    ah va bene non cambierebbe nulla..ma tali persone hanno mai traghettato? sanno perchè le merci si preferisce inviarle via mare e non via terra e ferrovia? 2-3 ore per traghettare, complimenti

    4 – il ponte sullo stretto ridurrà l’occupazione, in particolar modo del personale dei traghetti

    se fossi un dipendente dei traghetti o aliscafi sosterrei questa tesi, ma non lo sono.. tra personale di terra e di mare non vi sono più di 100 persone, la sola manutenzione del ponte ne occuperebbe stabilmente un migliaio 10 a 1 per i posti di lavoro…

    quindi che si trovino argomenti realmente importanti, non dubito che ce ne siano, ma fin’ora ciò che è stato presentato aveva interessi di pochi ai danni di molti, a mio avviso il problema grave quello che potrebbe realmente far saltare la realizzazione dell’opera è l’interessamento di organizzazione mafiose, speculazione sui terreni, imprese “prestanome” per la costruzione, gestione mafiosa dell’opera, ecco secondo me questi sarebbero problemi seri e che allo stato attuale ci indicano come non siamo pronti per realizzare il ponte, perchè non siamo pronti? perchè lo stato dovrebbe occuparsi del problema, dovrebbe garantire la legalità ma visto come stanno andando le cose sono argomenti ai quali difficilmente si potrà dar credito, oggi non si parla più di infiltrazioni mafiose nel governo ma di infiltrazioni governative nella mafia…

  6. Fabrizio Dalla Villa says:

    Ho letto l’articolo ma non ho trovato motivazioni a supporto della tesi secondo cui il ponte sullo stretto sarebbe un’inutile opera faraonica. Sarebbe stata interessante un’analisi puntuale e precisa. Non l’ho trovata e mi dispiace. Anch’io ritengo inutile quest’opera, però non vivo in Sicilia e quindi mi limito a giudicare da oltre 1000 km di distanza. Sarebbe interessante, invece, un confronto tra pro e contro, supportato da numeri e quant’altro su cui poter ragionare.

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