Fmi minaccia la Grecia: pronto blocco piano di aiuti ad Atene

di ALTRE FONTI

Fine dei giochi e stop agli aiuti entro la fine di luglio: la minaccia trapelata dal Fondo monetario internazionale, indirizzata tanto ad Atene quanto a Bruxelles, non è di certo una cosa di poco conto. A metà tra il bluff e la minaccia seria, la mossa del Fmi mette tutti sul chi vive. Le motivazioni? Nel programma di salvataggio si è creato un ‘buco’ da circa 4 miliardi di euro (sul totale di €172 miliardi) figlio, in larga parte, di quel rifiuto nel rinnovare le scadenze dei bond greci detenuti in portafoglio da alcune banche centrali dell’Eurozona (chi ha nominato la Bundesbank?).

Anche Atene ha la sua buona fetta di responsabilità: parte dell’ammanco giunge proprio dal ritardo accumulato nel piano di privatizzazioni. L’ultimo esempio, in puro ordine cronologico, è stato quella desolante asta per la vendita della Depa, la monopolista del gas in Grecia. Asta deserta, nessuna offerta (alta o bassa che fosse) e Gazprom, unica plausibile pretendente, fatta fuggire tra schermaglie burocratiche, accuse di monopolizzazione e prezzo d’asta decisamente pompato. Il fallimento di questa privatizzazione ha creato, da solo, un mancato incasso da circa 900 milioni di euro. A conti fatti, dunque, il ‘buco’ palesato dal Fmi nel piano di salvataggio è nato senza grandi ‘problemi’.

Cosa vuole, allora, il Fondo monetario internazionale? A sentire le indiscrezioni giunte al Ft, il Fmi pretende – prima di procedere con gli aiuti – che il ‘buco’ venga ora coperto dai governi europei. Nuovi fondi da racimolare, dunque. C’è da starne certi, però, che seppur la cifra sia decisamente contenuta (in un range tra i 3,7 ed i 4 miliardi di euro), rappresenterà un vero e proprio macigno per ‘alcuni’. La mente corre subito alla Cancelliera tedesca che, ormai in deciso odore di elezioni, dovrebbe presentarsi al cospetto del Bundestag (e del popolo tedesco) e chiedere un nuovo provvedimento di aiuti per la martoriata Atene: decisamente un pessimo biglietto da visita in vista delle elezioni del 22 settembre prossimo.

Il tutto, a conti fatti, potrebbe trasformarsi nell’ennesimo braccio di ferro figlio della crisi dell’Eurozona. Questa volta, però, non si tratta della ‘Troika contro il Paese periferico di turno’, questa è la volta dei pesi massimi: lo scontro diretto tra il Fondo monetario internazionale e l’Europa unita.

da: www.ibtimes.com

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

One Comment

  1. Albert Nextein says:

    Io ci conto.
    La grecia non è in grado di riprendersi.
    E’ troppo morta.
    La tv pubblica è ancora da vendere.
    I partiti sono morti e non resuscitano controllando la tv.
    Default e rivolta greca.
    Avanti tutta.

Leave a Comment