Fiumi di carta sulla Catalogna. E sul crac delle banche venete? Una cosa va detta: Doddore Meloni non si è rifugiato in Belgio

doddoredi STEFANIA PIAZZO –  La vicenda catalana è il capolinea della democrazia. Su questo non ci piove. Leggiamo appassionate cronache e prese di posizione in solidarietà agli ex membri di governo finiti persino in carcere, facciamo i conti con mandati di arresto universali. Però siamo già e più assueffatti alla vicenda del fallimento delle banche venete, catastrofe che è tornata a far parlar di sè in questi giorni con lo scontro tra Consob e Banca d’Italia. La dimensione del dramma è impressionante, in Veneto. Decine di migliaia di aziende chiuse. Famiglie sul lastrico. Suicidi. Mentre la politica si interroga su altro: sulla legge elettorale, per cambiare. Per i risparmiatori fottuti dal sistema delle banche, sistema che i vertici di due banche territoriali hanno imparato bene ad essere uguale rispetto a tutto il resto d’Italia, solo pochi commenti. Siamo abituati alla fregatura. Un crac non è più una notizia. E poi sul fronte di Barcellona, pasticcio incredibile, si alzano tante voci di solidarietà. Ed è il minimo che si possa fare.

So che dirò qualcosa di antipatico, ma l’altro giorno un amico mi ha detto: “Doddore Meloni non si è rifugiato in Belgio”. C’è chi ha argomenti per rispondere?

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One Comment

  1. FIL DE FER says:

    Su Doddore MELONI solo gran rispetto e commozione.
    Uomo tutto d’un pezzo come si diceva una volta a cui non faceva difetto l’onore e la caparbietà.
    D’altronde dobbiamo anche riconoscere che con stati come questi che ci ritroviamo a dover combattere, non resta che la clandestinità o l’esilio per poter meglio giostrarsi e poter controbattere come sta facendo Puigdemont verso la Spagna dove la famiglia ” reale” evade pure le tasse………
    Sulle banche in generale si può solo dire che è una nefandezza infinita ed incontrollata.
    D’altronde avendo io fatto anche il dirigente e l’imprenditore conosco benissimo le politiche bancarie.
    Ai piccoli e medi imprenditori ed ai privati , le banche, imponevano tassi, balzelli, anatocismi di vario genere, da veri e propri delinquenti seriali e sia le autorità di controllo che la politica stavano a guardare.
    Per contro ai “grandi” imprenditori, alle aziende di stato, alle multinazionali sia italiane che estere si elargivano a piene mani capitali a tassi di interesse di favore e costi bancari irrisori rispetto a tutti gli altri.
    Siamo andati avanti così per decenni ed ora si vedono i risultati.
    E non è ancora finita. La Carige di Genova è solo un altro segnale di cosa ci aspetta…….
    Il DEFAULT è sempre lì che aspetta ma alla politica interessa più lo stipendio da parlamentare e le beghe tra partiti diventati i veri parassiti della società, anziché essere coloro che programmano il futuro del paese con politiche adeguate e coerenti.
    Non vedo niente di buono per i prossimi anni ed ecco perché vale la pena lottare contro questo sistema corrotto e mafioso che tutto fagocita e nulla risolve.
    WSM

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