Fisco, un casino solo romano: 11 nuove leggi, 36 decreti, 72 provvedimenti, 50 circolari, 122 risoluzioni

FISCO CGIAdi ROBERTO BERNARDELLI – L’ultimo dossier della Cgia di Mestre conferma che siamo un Paese governato da pazzi. Il fisco è ferale. Ecco cosa abbiamo appreso dalll’ultimo lavoro dell’ufficio studi. Se lo capiscono gli artigiani veneti, come mai Roma così potente nell’organizzare la macchina fiscale, non è in grado di semplificare? O non è piuttosto il segno dell’assoluta mancanza di volontà di semplificare per farci morire tutti sotto il peso del sistema romano? 

 

L’anno scorso tra leggi e decreti legge in materia fiscale ne sono stati approvati 11, queste novità legislative hanno modificato 110 normative esistenti; inoltre, sono stati emanati 36 decreti ministeriali composti da ben 138 articoli; il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha firmato 72 provvedimenti, infine gli uffici del ministero delle Finanze e dell’Agenzia delle entrate hanno pubblicato 50 circolari e 122 risoluzioni costituite, complessivamente, da quasi 2.000 pagine. La denuncia, sollevata dalla CGIA, mette in luce in maniera inequivocabile un aspetto: nonostante le promesse politiche, l’oppressione fiscale sta debordando sempre più, disorientando non solo i contribuenti, ma anche gli addetti ai lavori; come i Caf, i commercialisti e gli esperti delle associazioni di categoria. “Con un sistema fiscale così complesso, estremamente farraginoso, spesso contradittorio e poco trasparente – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – non dobbiamo sorprenderci se l’anno scorso 21 milioni di contribuenti, pari al 54 per cento circa del totale, avevano una pendenza economica con Equitalia inferiore a 1.000 euro. Sicuramente tra questi debitori ci sono anche coloro che, probabilmente, non hanno pagato il bollo dell’auto o il canone Rai, ma la grande maggioranza è costituita da soggetti vittime di un fisc  arcaico e spesso indecifrabile, che in questi ultimi anni ha fatto aumentare in misura esponenziale il rischio di commettere errori formali a seguito di un ingorgo normativo che non ha eguali nel resto del mondo”. Oltre ad avere un peso fiscale in Italia che rimane tra i più elevati tra i paesi più industrializzati, rimane altrettanto inaccettabile che il grado di complessità raggiunto dal fisco scoraggi la libera iniziativa e la voglia di fare impresa.

Oltre a ciò, la CGIA tiene a precisare che non è nemmeno più rinviabile una riflessione sull’ “assetto” della Magistratura giudiziaria che coinvolga non solo gli addetti ai lavori. “Il nostro sistema fiscale – conclude Zabeo – è costituito da 3 attori: il legislatore, l’Amministrazione finanziaria e la giustizia tributaria. Ad ognuno di questi soggetti la Costituzione conferisce una funzione e non è ammessa alcuna sovrapposizione di ruoli. Le Commissioni tributarie, però, si avvalgono della struttura organizzativa ed economica del Ministero dell’Economia e delle Finanze a cui appartiene anche l’Agenzia delle Entrate che è la controparte del contribuente. Ora, nessuno mette in discussione l’indipendenza e l’imparzialità dei giudici tributari, ci mancherebbe, sta di fatto che il problema esiste e nel contenzioso giuridico tra fisco e contribuente lo squilibrio c’è e, purtroppo, è a svantaggio di quest’ultimo”. Più in generale, concludono dalla CGIA, i tempi e i costi della burocrazia sono diventati una patologia che caratterizza negativamente tutto il nostro Paese. “Non è un caso – dichiara il Segretario della CGIA Renato Mason – che molti operatori stranieri non investano da noi proprio per l’eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico. Incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza giuridica e adempimenti troppo onerosi hanno generato un velo di sfiducia tra imprese e Pubblica amministrazione che non sarà facile rimuovere in tempi ragionevolmente brevi. Ricordo che, secondo un’ indagine realizzata da PROMO PA Fondazione, l’81 per cento delle imprese con meno di 50 addetti, vale a dire le piccole, è costretto a ricorrere a consulenti esterni per fronteggiare questo nemico invisibile: di cui il 70 per cento ad integrazione o a supporto del lavoro svolto dagli uffici amministrativi che operano all’interno dell’azienda, mentre l’altro 11 per cento si affida a terzi per tutte le incombenze”.

 

(*) I provvedimenti direttoriali a cui si fa riferimento sono emanati dal direttore dell’Agenzia delle entrate e contengono principalmente norme attuative di disposizioni legislative, indicando tempi e modi per la loro concreta realizzazione. Nella nostra rilevazione abbiamo considerato solo quelli principali.

(**) Le circolari sono disposizioni interne all’Amministrazione (Agenzia delle entrate e Dipartimento delle finanze) con le quali si rivolge ai propri uffici, stabilendo delle direttive, semplici comunicazioni, ma anche chiarimenti di disposizioni legislative. Le interpretazioni di norme legislative, contenute nelle circolari orientano il comportamento degli uffici su tutto il territorio nazionale; proprio per questo motivo, anche se non innovano la legge e i contribuenti non sono tenuti ad adeguarsi, rappresentano però un prezioso contributo per orientare e applicare la normativa.

(***) Le risoluzioni sono pronunce dell’Amministrazione finanziaria in risposta a singoli casi concreti e personali in condizioni di obiettiva incertezza; queste vincolano la sola amministrazione nei confronti del singolo contribuente interpellante, tuttavia è evidente che anche le risoluzioni aiutano a meglio comprendere ed applicare la normativa fiscale.

 

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Sono sempre più convinto che la macchina statale è diventata non solo infernale ma il cui costo è ormai insopportabile per l’intera economia del paese.
    Se avessimo uno stato federale in cui ogni regione deve amministrarsi e bene e dun apparato centrale snellissimo ed efficiente, allora potremmo parlare di uno stato moderno.
    Decentrare è essenziale, responsabilizzare è doveroso e se qualcuno sbaglia o ruba va in galera per decenni.
    Invece siamo in uno stato arcaico, senza moralità né etica dove ognuno pensa a sé e se può ruba quello che può. Questo è la mentalità all’interno dello stato ed amministrazioni e istituzioni varie…..
    Per carità tengo fuori le persone oneste che sicuramente ci sono perché altrimenti a quest’ora saremmo tutti per la strada alla carità, ma tant’è poiché sono testimone oculare e uditivo di come funzionano le cose dentro lo stato. Quindi o si cambia.. .. con una rivoluzione pacifica ma inesorabilmente determinata o si va a sbattere, piaccia o non piaccia ai vari Berlusconi, Grasso, Mattarella, Pisapia, Renzi, Salvini, etc…etc..
    Gli irresponsabili, arroganti, presuntuosi e soprattutto “nullafacenti” sono proprio coloro che se la pretendono di voler governare questo paese. Parlano…parlano…bravi , bene, ma alla fine il paese sta andando a sbattere……e noi dovremmo stare ad assistere come spettatori ??……….
    C’è un proverbio che dice chi la dura la vince…. ebbene per loro non potrà durare ancora per molto perché gli italiani finalmente, ne sono convinto, si sono svegliati e cercare di addormentarli nuovamente con le belle parole, le promesse e soprattutto con i bonus…..non li farà recedere dallo sconfiggere questa classe dirigente politica inutile, parassitaria e per molti di loro ladra. Serve pulizia e speriamo che finalmente arrivi.
    WSM

  2. FIL DE FER says:

    E’ chiaro ormai che ci troviamo difronte ad una burocrazia malata nello strafare.
    Forse ci sono troppi statali che pur di giustificare il loro stipendio, hanno poco o nulla da fare, si inventano mille lacci e lacciuoli comprensibili solo a loro medesimi.
    C’è inoltre da chiedersi di quali dirigenti si avvalga l’amministrazione pubblica visto che non sono capaci non solo di semplificare il fisco, ma anzi sono corresponsabili nel complicarlo e renderlo difficile a chiunque.
    Parlavo ieri con un commercialista il quale mi ha detto che è stanco del proprio lavoro perché sempre più complicato e difficile ed inoltre fatica molto per incassare le proprie fatture.
    Di questo passo mi diceva che forse lascerà tutto e se ne andrà all’estero visto che vivere male non gli piace più e con quello che ha guadagnato in passato, adesso il guadagno è più che dimezzato, si potrà godere la vita vivendo di rendita. Come dargli torto !!
    Ritornando a noi ricordo benissimo quando facevo l’imprenditore di quali mostruosi adempimenti ero costretto ad assolvere per conto dello stato. Infatti, come accade anche agli spedizionieri i quali in pratica lavorano per lo stato e semplificano il lavoro ai funzionari doganali, anche i commercialisti e anche gli avvocati e via dicendo in pratica lavorano più per lo stato che per loro stessi.
    Siamo un paese dove il privato deve sopperire al pubblico non perché manchi il personale, anzi…, ma perché il lavoro vero e proprio lo svolge il professionista e non il funzionario o dirigente. Di casi ne conosco diversi e mi sorprende questo continuo legiferare o emettere circolari o altro da parte dell’amministrazione pubblica, Forse non è un caso. Devono complicare le cose per indurre ad errori o errate interpretazioni o peggio costringere a pagare per non fare ricorsi costosi e talvolta lunghi anni.
    Beh, cosa devo dire di più. Siamo alla barbarie fiscale che assomiglia a quella del feudalesimo medioevale
    che anche se non lo sapevi dovevi pagare…le tasse che il conte di turno pretendeva senza tante leggi o regolamenti. Li voleva e basta. Qui è lo stesso, non importa se hai dei problemi, se il lavoro scarseggia e non guadagni più come una volta, lo stato ha fame e vuole mangiare…nel vero senso della parola.
    NON PUO’ DURARE ANCORA A LUNGO UNA MENATA DEL GENERE.
    Per i politici si tratta di tirare a campare finché dura…… capitoooo la strategia?????
    WSM

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