Fisco sul costo del lavoro: Italia in testa a tutte le classifiche negative

di GIORGIO CALABRESI

Italia al top delle classifiche (Ue, Ocse e G7) sul peso di fisco e contributi sul costo del lavoro. Per un dipendente con coniuge e due figli a carico è pari al 38,3%, mentre la media dei colleghi Ocse arriva al 26,1% (12,2 punti in meno). Confrontando la situazione dei lavoratori italiani con quelli dell’area euro la differenza si riduce a 6,9 punti, mentre escludendo l’Italia dalla media Ue la differenza cresce di quasi un punto arrivando a 7,4 . È quanto emerge dalle tabelle di Bankitalia, che ha elaborato i dati forniti dall’Ocse aggiornati al 2012, sul peso del cuneo fiscale in percentuale del costo del lavoro (escludendo dal caolcolo l’Irap gravante sul datore di lavoro). La situazione per i lavoratori dipendenti senza carichi familiari peggiora di quasi dieci punti percentuali, facendo salire il peso delle tasse e dei contributi al 47,6% del costo del lavoro. Rispetto a una media Ocse che non varia tra cuneo fiscale per lavoratori con carichi familiari e senza carichi familiari, la situazione dei single risulta essere molto più svantaggiata per gli italiani, che hanno sulle spalle un cuneo fiscale 21,6 punti più pesante rispetto al resto del mondo. Mentre all’interno dell’Ue è evidente un orientamento dei paesi volto a favorire i lavoratori con famiglia, il peso del cuneo fiscali sui single arriva infatti al 42,5% (+11,1 punti).

Tornando ai dati sui lavoratori con carichi familiari, durante la crisi l’Italia è il paese, tra i membri del G7, dove il peso fiscale a carico dei lavoratori è aumentato di più, registrando un incremento di 2,6 punti (si è passati dal 35,7% del 2007 al 38,3% del 2012); al secondo posto per incremento delle tasse sui lavoratori c’è il Giappone, dove però si parte da numeri ben diversi (era il 23,8% nel 2002 ed è arrivato al 25,5% con un incremento di 1,7 punti. In Francia si registra un incremento inferiore, ma i colleghi d’oltralpe partono dal punteggio più alto tra i paesi del G7 e continuano a mantenere il primo posto: si partiva dal 42,4% per arrivare pre-crisi al 43,1% (+0,7 punti). In tutti gli altri componenti del gruppo si è registrato in trend inverso, che ha portato alla riduzione del peso fiscale gravante sui lavoratori: negli Stati Uniti si è passati dal 18,5% al 18,4% (-0,1 punti); nel Regno Unito dal 28,4% si è scesi al 27,9% (-0,5 punti); in Canada dal 19,4% si è passati al 18,2% (-1,2); infine in Germania, dove si partiva da numeri vicini a quelli dell’Italia, il peso del fisco è passato dal 35,6% al 34,2%, registrando il calo più consistente (-1,4 punti).

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3 Comments

  1. pippogigi says:

    Tutto questo è accaduto perché i cittadini vengono considerati come dei bancomat. Negli anni settanta uscì un libro “la crisi fiscale dello Stato” in cui in poche parole si diceva chiaro e tondo che tutti gli Stati occidentali non potevano reggere quei ritmi di spesa pubblica, prima o poi avrebbero dovuto tagliare le spesa oppure aumentare le tasse. In italia, dal governo Amato-Ciampi, si è fatta la cosa peggiore: aumentare le spesa e le tasse. Questo per seguire dottrine fallite, come quelle keynesiane, ma care alla sinistra. Mi ricordo che agli inizi degli anni novanta era già aperta la discussione sul sistema previdenziale, se uno guardava le tesi degli economisti di sinistra il sistema retributivo andava benissimo, poi leggeva le tesi dei liberisti, stessi numeri, ma quelli mettevano in guardia sul fatto che i conti dei sinistrosi erano tutti sballati, in quanto prevedevano tassi di sviluppo dell’economia, demografici e dei tassi d’interesse che già allora erano semplicemente irraggiungibili.
    Lo Stato italiano si comporta come una famiglia, padre emadre semplici impiegati, che si riunisce, il capofamiglia dice che vuole la villa con piscina, la moglie il Suv, il figlio l’auto sportiva e l’università in America, la figlia le vacanze ai caraibi ed il corso di danza, Fa i conti, va dal suo datore di lavoro e gli dice “in base al mio tenore di vita mi devi pagare netti 8.000 euro al mese”. Il datore di lavoro gli fa presente che nessun impiegato guadagna quella cifra, che nemmeno lui la guadagna. L’impiegato ottiene ugualmente quello stipendio ed in breve tempo, dopo essersi indebitata, l’azienda va a ramengo.
    Tutti sappiamo invece che nel mondo normale quella famiglia farebbe i conti con due stipendi di 1.200 euro netti al mese, avrebbe una utilitaria, un appartamento in periferia ed i figli lavorerebbero per aiutare in famiglia e mantenersi agli studi.
    L’italia deve fare così, non può spendere e spandere, regalare stipendi e pensioni e poi semplicemente presentare il conto ai cittadini.
    Si deve calcolare quanto siamo ricchi, una persona (redditi medio/bassi), un azienda (piccole e medie aziende devono essete tassate “complessivamente” (imposte dirette, indirette, previdenziali, locali ed altre come marche bollo, ecc) al massimo del 33% del reddito prodotto.
    Quella è la ricchezza del paese e quanto lo Stato può spendere. Vuole spendere di più? allora tasserà maggiormente i ricchi, le grandi aziende (banche assicurazioni) oppure investirà per far arricchire la gente che così pagheranno proporzionalmente più tasse (il 335 di 20 è maggiore del 33% di 15).
    Può l’italia fare questo? direi di no, quindi rimane solo l’indipendenza.

    • luigi bandiera says:

      pippogigi,

      hanno fatto kosi’ per farci vedere che il sistema demokratiko in itaglia e non solo era ed e’ il migliore.
      Tutta roba SUBLIMINALE..!!

      Ci siamo cascati come peri…

      At salüt

  2. luigi bandiera says:

    Gia’, non ci siamo mica posti la domanda del PERCHE’ tutte queste tasse tanto da definirle PIZZO..??

    Basterebbe leggere le spese (l’uscita) che lo stato deve sostenere per tirare avanti e lo si comprende da subito.

    Ma anche facendo un piccolo ragionamento: la disoccupazione e’ marcata al sud mentre al nord (oggi purtroppo sta galoppando data la chiusura delle fabbriche) molto meno. Pero’ i tenori di vita si eguagliano, circa ne’.

    I costi della burocrazia sono i piu’ alti.

    I dipendenti, infatti, pubblici e o para sono pagati molto di piu’ dei privati e il rendimento e’ molto scarso.

    Non cerco di offendere nessuno ma e’ semplicemente una constatazione.

    Abbiamo i FIGURANTI il VERSAMENTO (statali e para) e i VERSANTI (i privati) con livelli di paghe che dovrebbero essere invertiti: i figuranti percepire meno o uguale dei privati.

    Cosi’ i servizi ci mangiano tutto il nostro versare. Anzi. Mangiano molto di piu’ di quello che si e’ messo in CASSA. Poi le casse vuote anche oltre misura sono state messe dentro alle casse che i soliti hanno riempito e che quando sara’ ora se le troveranno VUOTE.

    Gli esempi di spreco perche’ tanto paga lo stato e quindi non si va contro il cittadino che versa, sono sotto gli occhi di tutti e in tutti i santi giorni per cui avanti con lo sprecare denaro altrui. Ma essendo versato nelle casse statali diventa di tutti e tutti cosi’ soino felici e contenti..!!

    I manager e certe KASTE in toghe e o in ordini sono un classico di come certi dipendenti statali MAGNANO e di gran bocca. Buon appetito signori. Bravi, voi si siete per l’una e indivisibile. Eh, te credo mi che i difende el so bel LEBO. Forse lo farei anch’io se fossi al loro posto. Eh, che kax.

    Lo stato itaglia vive nel lusso anche se non puo’ per via delle sue misere entrate che appunto per tenere il tenore devono aumentare sempre e sempre di piu’.

    Possono vendere le caserme e non o cosa, l’oro anche, ma dopo, rimanendo tutto come prima ci sara’ bisogno di aumentare le tasse (il PIZZO) e di vendere dell’altro.

    Mentre basterebbe: diminuire le super paghe di cui liquidazioni e pensioni, e spianare gli stipendi almeno uguali a quelli dei privati, a parita’ di categoria.

    La legge, dicono, e’ uguale per tutti… CAMPA CAVALLO…

    Lo sanno che e’ cosi’ ma ovviamente fanno come quel dirigente che va via dall’itaglia se gli tagliano la busta paga.

    Ma che vada pure (a parte che come TFR avra’ di che sfamarersi e di fare tanti BUNGA BUNGA… altro che seghe mentali).

    E’ tutto li’ il problema: lo STATO COSTA TROPPO ED HA TROPPI PARASSITI.

    Ripeto: due sono le categorie, i VERSANTI (gli ILOTI del terzo millennio) e i FIGURANTI (i briganti, i rapinatori e i mantenuti che si sono istituzionalizzati). Questi ultimi sono di gran lunga superiori ai primi e quindi..??

    SOCCOMBEREMO senza se e senza ma.

    At salüt

    PS:
    ma i super economisti ndo kax sono??
    Sono anche loro a contar i sschei o sono parte del sistema dei magna magna??
    Kax se soccomberemo.

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