Fisco italico: per le detrazioni vale di più un cane che un disabile

di REDAZIONE

Per il fisco italiano possedere un animale e’ piu’ ”conveniente” che assitere un familiare disabile. E’ la denuncia del Coordinamento Famiglie disabili gravi e gravissimi che con la presentazione del 730 ha ”scoperto” alcune incongruenze nelle deducibilita’ consentite. In base alle ”Istruzioni” per la compilazione del modello 730 dell’Agenzia delle entrate, infatti, e’ prevista la deducibilita’ per ”le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti per compagnia o per pratica sportiva” e, sottolinea il Coordinamento, fin qui nulla da eccepire, ”molti di noi hanno anche un animale”. Ma, quando si arriva alla voce ”spese mediche e di assistenza specifica per i disabili” si scopre che, nell’elenco delle spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifica” non compaiono assolutamente i parafarmaci. Prodotti come la melatonina, o gli integratori alimentari come le vitamine, i prodotti curativi naturali e i prodotti da erboristeria anche se il loro acquisto e’ avvenuto in farmacia e/o se prescritti dal medico, non sono quindi deducibili. ”Puo’ sembrare una sciocchezza – spiega all’Adnkronos Simona Bellini, presidente del Coordinamento – ma cosi’ non e’. Per molte famiglie, anzi, per quasi tutte, e ‘ un grosso problema e rappresenza una voce importante del bilancio familiare. Per i nostri ragazzi, e comunque per le persone con determinate disabilita’ i parafarmaci non sono ‘un di piu” ma rappresentano dei sussidi necessari alla vita quotidiana. Spesso, infatti, utilizzano parafarmaci a base vegetale per evitare di ‘appesantire’ il loro organismo gia’ sottoposto al ‘bombardamento’ dei farmaci salva vita come gli antiepilettici, gli antidepressivi o i tranquillanti che prenderanno per tutta la loro vita”.

 E’ vero che siamo in un momento di crisi economica, dice il presidente della Fimp “ma non possiamo pensare che chi assiste persone con una grave disabilita’ non possa avere una detrazione per delle spese che non sono uno sfizio. Conosco bene il problema: noi medici prescriviamo i parafarmaci, come vitamine o integratori, ma anche prodotti da banco, per dare un aiuto a persone per le quali si tratta di prodotti essenziali”. Non si intende quindi dare il via all’uso indiscriminato di prodotti velleitari. “Quando l’integratore o l’ausilio prescritto per il disabile”, dai cerotti anallergici ai detergenti specifici, “risponde alle linee guida ad hoc e a precise esigenze sanitarie, testimoniate anche dalla prescrizione del medico o del pediatra, allora occorrerebbe garantire a questa popolazione fragile almeno la deducibilita’ dall’Irpef”. Alla pari con quanto accade per i farmaci veterinari destinati alla cura del cucciolo di casa.

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2 Comments

  1. Giulio Riggio says:

    il paragone tra cani e disabile non mi piace, intanto per avere la detrazione è necessario spendere almeno 129 euro e cmq il massimo dei soldi che ti tornano indietro è 49 euro …….

    mi sembra che per i disabili si parla di altre cifre , non credo che gli manchino quei 49 euro che tra l’altro non ho mai avuto indietro perchè non ne ho fatto richiesta…..

  2. CARLO BUTTI says:

    On governo di somari, evidentemente, non può altro che sentirsi più fraterno agli animali che agli esseri umani…

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