Fiscal Compact: per l’Italia ritorno al passato, ma vige il silenzio

di SIRIO TURATI

Nel disinteresse generale il Parlamento ha approvato il Fiscal Compact; e questo disinteresse é costruito sulla disinformazione in pratica, a mio parere, gli ultimi segnali del disfacimento della nostra democrazia. In tutto il continente Europeo, di Europa si discute e sull’Europa ci si divide. In Irlanda si è fatto un referendum, mentre da noi una Camera quasi vuota e con l’assenza dei principali leaders, approva la più brutale e vasta “sudditanza” economica della storia repubblicana.

Secondo quel patto, che i cittadini non per colpa loro ignorano, l’Italia si impegna a dimezzare in venti anni lo stock del debito pubblico; cioè dobbiamo pagare 1000 miliardi, 50 all’anno. In aggiunta, com’ era ovvio, agli interessi che ora ci costano 80 miliardi all’anno. Insomma un costo paragonabile alle riparazioni di una guerra perduta. E di guerra infatti, tra l’ altro, ha parlato Monti, guerra al popolo italiano.

Il Fiscal Compact non può minimamente essere rispettato senza portare il reddito e le condizioni sociali del paese indietro di un secolo, esattamente come si sta facendo in Grecia, Spagna e Portogallo. Ma purtroppo di tutto questo la politica italiana non discute e quella di centro sinistra meno di tutte. In una recente intervista Bersani ha parlato di alleanza di progressisti e moderati, ma sinceramente, quando mai ? Se si rispetta il Fiscal Compact si dovrà continuare ed estendere il massacro sociale. Se lo si mette in discussione, si dovrà rompere con Monti, Draghi, Merkel e Napolitano. Tutto il resto mi pare siano solo chiacchiere, esattamente quelle che fanno, per non pagare dazio, Bersani e gli altri tifosi del vecchio centrosinistra, come Vendola.

Tutti costoro fanno finta di non essere in questa Europa delle banche, che detta le decisioni alla politica. Di colpo pare essere ritornati alla vigilia delle elezioni del 2006; allora il centrosinistra ci imbrogliò con un programma di 200 pagine e altrettante versioni. Ma che dicano una volta per tutte, e con onestà si vuole continuare con la politica di Monti o rompere con essa. Insomma, dateci con onestà la ragione di fondo per non continuare a votarvi.

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15 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    @ Mercanzin Marco – Io condivido quanto affermato da Carlo Butti. Tu dici invece che “La favola di un paese come una famiglia o una azienda e una baggianata sesquipedale”, già, ma prima hai dovuto premettere che “lo stato dovrebbe essere onesto” e qui casca l’asino.
    Noi due possiamo arrivare ad un accordo, tu mi trovi lo stato onesto, nel senso che lo sono gli statisti e tutti coloro “che fanno lo stato” ed io accetterò di buon grado ciò che affermi.

    • Mercanzin Marco says:

      Mah! L’accettazione o meno di quanto asserisco non passa certo per quello che dici tu, ma solo per la comprensione di un Percorso logico.
      Del resto un governo sano ed onesto controllato dai cittadini, con una moneta sovrana ha la possibilità di fare progredire la propria comunità,mentre un governo sano ed onesto controllato dai cittadini, ma senza sovranità monetaria, e destinato alla recessione, come dimostrano tutti i caso storici di moneta con vincolo esterno rigido.
      Questa e’ la realtà dei fatti, se hai altri dati, ben lieto di confrontarmi.

  2. Mercanzin Marco says:

    Ha un po’ di confusione in testa.
    A parte il gustoso amarcord politico sociale ( complimenti), le voglio rendere noto che di fatto in quegli anni la divisione fra banca centrale era già fatta, inoltre le ricordo che non avevamo sovranità monetaria totale, in quanto vincolati allo SME , quindi con una minima banda di oscillazione del cambio, fino al 93 in cui l’aggancio alla rigidità di cambio esplose, con conseguente uscita dallo SME e svalutazione della lira. L’inflazione passo dal 5 al 4 %.
    Inoltre se guardiamo ai grafici sull’andamento del debito, esso e’ esploso proprio dal divorzio fra il tesoro e la banca d’Italia. Controllare o dati per favore e smettere di citare Keynes a vanvera, visto che di politiche keynesiane in Italia non si sono mai viste. A meno che non si voglia far passare che basta stampare moneta per essere keynesiani.
    Inoltre riguardo alla baggianata del debito pubblico, se lei non conosce le ripartizioni di bilancio fra pubblico e privato non e’ colpa mia.
    Se in un paese con una circolazione monetaria di x moneta,
    se lo stato e’ in pareggio, cioè spende quanto incassa, la quantità di moneta circolante resta la stessa. Se l’economia invece chiede di crescere, insieme alla sua economia deve crescere la moneta circolante altrimenti si costretti solo a ricorrere al debito esterno. Proprio come accade ora con l’euro. E’ molto semplice, mi creda, compreso il fatto che se uno stato a
    Moneta sovrana stampa moneta, non si indebita con nessuno. Provi a smentirmi !!!

  3. CARLO BUTTI says:

    Se è una baggianata paragonare il bilancio pubblico a quello familiare, allora anche Adam Smith, non un Carneade quialsiasi, era un gran baggiano(“ciò che in una famiglia è saggezza raramente può essere giudicato follia in un grande reame”). Purtroppo il buon senso dei nostri bisnonni è stato guastato dal grrrrrran Keynes e dai suoi pessimi epigoni. Quando frequentavo la scuola elementare,-era ancora presidente Einaudi- si celebrava la giornata del risparmio. Poi, salito al Quirinale Gronchi, è cominciata”la repubblica delle pere indivise”(Flaiano) e il risparmio è diventato quasi una vergogna. Ormai imperavano i Lombardini e gli Andreatta, che promettevano prosperità per tutti con le loro teorie alla moda inneggianti al “deficit spending”. Venne l’epoca in cui i sessantottini bollavano l’einaudiano Ricossa come un rottame accademico, o qualcosa di simile. Carlo Donat Cattin da ministro del lavoro arrivò a parlare del salario come”variabile indipendente”(forse aveva letto male e mal digerito Sraffa). Guido Carli si vantò di stampar denaro per finanziare il tesoro, definendo la sua sciagurata politica monetaria come un gesto d’amor di patria (il solito rifugio dei mascalzoni). Poi fu l’era Craxi, e il debito pubblico, già pesante, divenne un bubbone spaventoso. Stendiamo un velo pietoso su Ciampi, Prodi, Amato, Tremonti e i somarelli bocconiani al governo.La situazione d’oggi è figlia di tutti i sullodati cattivi maestri… Torniamo al buon senso dei nostri bisnonni, per favore!

  4. ivan bellu says:

    per quanto potranno tirare la corda questi quattro morti viventi ???

    c’è il modo di fermarli???
    noi giovani di 40 anni sappiamo usare il pc ??
    è l’organizzazione il segreto per far fronte ad abusi di pochi, sulle masse ?????

    se tutti non pagavamo l’imu ???????

    fuori dalla banca, c’era la fila di pensionati con i bollettini in mano a spintonarsi per pagare…..

  5. lory says:

    anche i tuoi , non vivi nella luna Fabio !

  6. Mercanzin Marco says:

    L’avanzo sul bilancio primario( esclusi gli interessi sul debito ) e’ avvenuto anche nell’ultimo governo Berlusconi fino all’inizio della crisi mondiale. Andate a vedervi i dati.
    Ma mettere l’obbligo di bilancio in costituzione e’ da deficenti: ve la vedete un’azienda che non possa fare investimenti per qualche periodo, e quindi chiudere il bilancio in rosso per ammodernare gli impianti e restare competitiva? Tanto piu’ un paese che , a differenza di una azienda deve realizzare opere il cui ritorno, per forza di cose, avrà un ritorno solo in un lungo periodo : per esempio, investire nella scuola, o nella ricerca, o nella giustizia efficiente, nella sanità , tutte cose che per i privati sarebbe impossibile investire senza scaricare i costi sugli utenti, dato l’elevato periodo temporale di rientro degli investimenti.
    Certo certo, lo stato dovrebbe essere onesto e fare questi investimenti in modo efficiente ed onesto, ma questo e’ una questione politica non economica. Quindi, obbligare un paese al pareggio di bilancio e’ un ossimoro. La favola di un paese come una famiglia o una azienda e una baggianata sesquipedale: uno stato a moneta sovrana non ha debito pubblico, perché non deve restituire niente a nessuno. E’ padrone della sua moneta e la usa solo per quello che e’, uno strumento e niente di più, fornendone o ritirandone in base alle necessita’ della propria economia, senza doverla chiedere a nessuna banca.

    • Carlo says:

      “La favola di un paese come una famiglia o una azienda e una baggianata” BRAVO !!!
      Finalmente qualcuno che ha il coraggio di ammetterlo, lo stato non è un’azienda, con moneta sovrana può indebitarsi all’infinito.

      • marco mercanzin says:

        ” con moneta sovrana può indebitarsi all’infinito.”
        Errore. Non si indebita affatto. Le parole sono importanti.

        • Leonardo says:

          NON DICA SCIOCCHEZZE, LASCI PERDERE GLI ARGOMENTI CHE NON CONOSCE, NON E’ OBBLIGATORIO COMMENTARE TUTTO. COME DICEVA WILDE “TUTTI COLRO CHE NON SON CAPACI DI IMPARARE SI METTONO AD INSEGNARE”!

          • Mercanzin Marco says:

            Mi elenchi le sciocchezze e se ci riesce una volta tanto le smentisca !!!
            E rimanga calmo. L’uso delle maiuscole nei post corrisponde a gridare.
            Se non desidera che si risponda a tutti i post. Lo dica pubblicamente e mi banni.
            Altrimenti argomenti e smonti quello che io asserisco, non penso che le manchino gli strumenti. Oppure non mi consideri. Me ne faro’ una ragione.
            Saluti.

  7. lory says:

    il rientro dal debito di 50 miliardi di euro all’anno è praticamente impossibile ( possibile solo se vanno in banca a rubare i nostri risparmi)se non sbaglio l’avanzo di bilancio in’italia è stato ottenuto solo una volta con il il Minghetti nel 1875 , ottenuto con grave conseguenze per il popolo (fame, morti ) , gravi conseguenze all’orizzonte se metteranno in pratica tutto questo, noi Veneti subiremo ancora ?

    • Fabio says:

      Se rubare i tuoi risparmi è l’unico modo, vuol dire che te li ruberanno. Dove sarà mai il problema ?!?!

      la parità di bilancio è già prevista in costituzione, dove indica che per ogni legge di spesa va prevista corrispondente fonte di finanziamento, che ovviamente non può essere genericamente un ‘vedremo’ ….Ma chi vuoi che faccia mai caso a simili quisquilie.

      • marco mercanzin says:

        la copertura finanziaria di un provvedimento di legge non corrisponde al pareggio di bilancio, genio !
        Infatti si possono demandare le coperture ad introiti riferibili ad annualità di spesa protratte nel tempo, e quindi generando nel il bilancio annuale, una passività.

        • Veritas says:

          Lory, “possibile solo se vanno in banca a rubare i nostri risparmi” : ti dice niente la faccenda che dal prossimo Ottobre potranno controllare i nostri conti in banca???
          Se non fossimo un popolo pecorone, qualcosa, per evitare una tale violazione di privacy l’avremmo inventata; E i grandi partitoni, che hanno accettato questa cosa, non si vergognano???

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