CRISI ECONOMICA: SUICIDI UN OPERAIO E UN IMPRENDITORE

di REDAZIONE

La crisi economica continua a mietere vittime. Il Governo ha varato un pacchetto di misure a sostegno del credito per aziende e famiglie, dal G20 oggi è arrivata la rassicurazione che la recessione in Europa e nel mondo rallenta, ma non tutti riescono a reggere il peso delle difficoltà, a vedere un’uscita dal tunnel. E a decidere di farla finita non sono soltanto quelli che apparentemente appaiono gli anelli più deboli della catena produttiva. In Liguria un elettricista di Sanremo, 47 anni, si è suicidato ieri sera sparandosi al capo con una pistola. L’uomo potrebbe essersi ucciso a causa della depressione in cui era caduto dopo il licenziamento. Alessandro F. era stato infatti licenziato qualche settimana fa dalla ditta nella quale lavorava da molti anni. Ieri sera ha cenato con la sua compagna, poi è sceso in cantina e si è sparato con una Smith and Wesson calibro 28 di sua proprietà. L’uomo non ha lasciato lettere ma ai carabinieri i familiari hanno riferito della profonda depressione in cui l’elettricista era caduto dopo aver perso il lavoro. In Toscana a scegliere come soluzione il gesto estremo è stato invece un imprenditore. Sessantaquattrenne, residente in un comune vicino a Firenze, si è impiccato all’interno del capannone della sua azienda. Il corpo è stato trovato stamani da alcuni familiari che hanno avvertito il 118 e i carabinieri. All’origine del gesto ci sarebbero motivi economici e finanziari: l’uomo vi avrebbe fatto riferimento in un biglietto trovato vicino al suo corpo. L’imprenditore stamani sarebbe andato nell’azienda dove ha preso una corda e l’ha attaccata a una trave del soffitto. Poi si è lasciato andare nel vuoto. Quando il medico del 118 è arrivato sul posto per l’uomo non c’era più niente da fare. Soltanto pochi giorni fa un altro imprenditore, in Sicilia, a Paternò, ha posto fine alle sue ansie con il suicidio: si è impiccato, in un deposito di proprietà della ditta della quale era titolare, in preda alla disperazione a causa dei debiti contratti dalla sua azienda. L’uomo, 57 anni, una decina di operai alle sue dipendenze, era sposato e padre di due figli.

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