Finlandia, un’economia in salute nel terremoto dell’eurozona

di MANUEL GLAUCO MATETICH

La Finlandia, oltre ad essere la casa degli orsi polari, del pesce in salamoia e dei cellulari Nokia, è ora l’unico paese dell’eurozona con una tripla A stabile di rating sul credito, secondo l’agenzia statunitense Moody’s Corporation. Nella notte di lunedì scorso, l’agenzia di rating ha colpito Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi ed ha tagliato le prospettive sui loro rating a tripla A, passando da una situazione abbastanza stabile ad una decisamente negativa. Ora questi paesi, vittime della pesante scure del declassamento che si è abbattuto anche sulle loro finanze, possono iniziare a fare compagnia a Francia e Austria, già colpite in precedenza. L’unico paese europeo rimasto con una tripla A di rating è attualmente la Finlandia.

Che cosa ha fatto la Finlandia per non essere punita come tutti gli altri Paesi europei? Nonostante la sua popolazione totale non superi i 5,3 milioni di abitanti, distribuiti su un paese più o meno con le stesse dimensioni geografiche della Germania, la sua economia risulta dominata principalmente dai servizi e dal settore terziario. E’ competitiva anche nel settore manifatturiero – principalmente legno ed elettronica – e le esportazioni rappresentano oltre un terzo del PIL del paese. Il reddito pro capite è tra i più alti dell’Europa occidentale e il paese è conosciuto per l’efficienza e la grande diffusione del suo Welfare State, ovvero il suo stato sociale, che risulta essere molto “generoso”.  Moody’s ha dichiarato che la Finlandia, anche se non è immune – com’è ovvio – alla crisi dell’euro, può vantare lo stesso delle caratteristiche introvabili negli altri paesi dell’UE.

In primis è da sottolineare il fatto che la Finlandia non ha debiti esteri su base netta. Il FMI (Fondo Monetario Internazionale) stima che Helsinki riuscirà a raccogliere tasse e altre entrate varie pari ad un totale di circa 105 miliardi di euro quest’anno, rispetto ai 101 miliardi di euro di debito pubblico. La Finlandia ha un piccolo sistema bancario focalizzato sulla gestione dei clienti “domestici” (nazionali), ed ha un’esposizione limitata nel contesto internazionale, e ciò le confluisce un relativo isolamento dall’area dell’euro, in termini di commercio. L’agenzia di rating Moody’s ha anche più volte citato positivamente l’insistenza dimostrata dal paese finnico nel ricevere in cambio di aiuti economici, garanzie solide per la sua partecipazione al salvataggio della zona euro. La settimana scorsa, ad esempio, Helsinki ha accettato di contribuire al pacchetto di aiuti per il salvataggio bancario spagnolo, ma solo sulla base del fatto che la Spagna si impegni ad offrire una garanzia in contanti del valore di 770 milioni di euro, circa il 40% della propria quota del piano di salvataggio spagnolo.

Ogni volta che la Spagna riceve un pagamento dal fondo di salvataggio, sarà obbligata a versare una rata di questo anche alla Finlandia. Questo accordo di garanzia era simile a uno pattuito per salvare la Grecia, colpita pesantemente dalla crisi economica, nel 2011.

La Finlandia ha adottato sempre una linea alquanto dura nei confronti della crisi della zona euro. Oltre a chiedere garanzie in cambio di aiuti, ha minacciato ultimamente di bloccare un accordo per l’utilizzo del fondo di salvataggio europeo, firmato con lo scopo di comprare obbligazioni italiane e spagnole nei mercati secondari.
Il suo atteggiamento aggressivo ha portato alcuni analisti (forse i più realisti) a credere che la Finlandia, e non la Grecia, potrebbe essere il primo Paese europeo a lasciare la moneta unica.

L’economista americano Nouriel Roubini ha scritto sul suo sito EconoMonitor: “Se la Grecia continua ad avvicinarsi verso l’uscita dall’euro, e Italia e Spagna finiscono sul punto di perdere l’accesso al mercato europeo (ciò comporterebbe un ancora più rischioso sostegno finanziario dal nucleo centrale dei Paesi della zona euro), la Finlandia potrebbe decidere che il credito supplementare di rischio non sia molto vantaggioso per la sua economia, e ciò potrebbe farle cambiare idea sul mantenere ancora come moneta nazionale l’euro.”

Visto l’evolversi rapido degli eventi economici in Europa, presto conosceremo quel che vorranno fare i finlandesi

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One Comment

  1. Antonio C. says:

    Orsi polari in Finlandia non ce ne sono, solo qualche esemplare in qualche zoo.

    Auguri, di cuore, a tutti,

    A.C.

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