Finirà mai questa crisi infinita?

di FRANCESCO FORMENTI*

Siamo un paese prossimo all’implosione economica e ci comportiamo come se fossimo in perenne crociera.

Gli organi di informazione, ben lungi dal raccontarci come stanno realmente le cose, ci propinano continuamente programmi ludici e giochi a premi con personaggi irreali e con improbabili storie, verosimilmente inventate di sana pianta, e la gente che fa? Si inchioda davanti al video tutte le sere e, spesso anche di giorno, e si dimentica dei veri problemi quotidiani.

Si passa dai programmi leggeri del pomeriggio in cui i concorrenti/attori, lustrati a nuovo per l’occasione, vincono, chi più chi meno, cifre considerevoli illudendo i cittadini di vivere nel paese di bengodi.

Ora si dovrebbero mettere i piedi ben saldi a terra per cercare di superare questa crisi, nonostante le rassicurazioni del governo sulla fine prossima di questa situazione e di un repentino ripristino della normalità e a questo punto sarebbe opportuno fare alcune considerazioni prima di dare una risposta, forse utile a risolvere, anche solo in parte, questa logorante situazione.

A tal proposito, prima di sviluppare utili considerazioni finali, vorrei sottoporre ai lettori un articolo dal titolo “La crisi che sale dal basso” a firma Uriel Fanelli che, con una semplicissima ed azzeccatissima metafora, ci spiega in parole povere come scoppiano le grandi crisi, quelle epocali:

“ Ho ricevuto una richiesta, ovvero una domanda, che recita più o meno così: ”ma se c’è la crisi e se ci sono milioni di disoccupati in Italia, perché  vedo ancora ristoranti pieni e belle auto in giro? “. La domanda sotto sotto è meno stupida di quanto non sembri a prima vista, e la risposta è che… Le grandi crisi arrivano dal basso.

Provate ad immaginare una ipotetica catena alimentare. C’è l’erba che nutre la gazzella, la gazzella che nutre il leone, il leone che fa arrivare i turisti che pagano il parco naturale per mantenere tutto questo intatto. Avuta l’immagine? Mettetela da parte e andiamo a ragionare, la ritroveremo in seguito.

Partiamo dal presupposto che i 7/8 del paese vivano di rendita. Che cos’è una rendita? La rendita è una posizione tale per cui, una volta raggiunta, non occorre alcuno sforzo competitivo per essere mantenuta.

Facciamo alcuni esempi.

 

1. Ho comperato due appartamenti e li affitto. In tal caso, vivo perché ho comperato due case.  Posizione di rendita classica.

 

2. Una legge dice che ogni azienda debba avere una contabilità certificata e quindi io  faccio il commercialista oppure sono CNA, Conf e offro servizi di contabilità.

 

3. Una legge dice che la scuola è obbligatoria ed io vendo/stampo libri scolastici che le famiglie sono costrette a comperare, perché la legge impone anche il titolo dei libri senza dare scelta.

 

4. Una legge impone che tutti i negozi abbiano una certificazione X sugli impianti elettrici  e io devo andare per forza da un elettricista abilitato a tali certificazioni.

 

5. Una legge impone che le auto debbano essere collaudate e testate ogni tot anni e io ho un’officina automobilistica.

 

6. Per essere ascoltati da una assicurazione dopo un incidente occorre che scriva un  avvocato, e io faccio proprio l’avvocato e il mio lavoro è, per cospicua percentuale, di fare lettere alle assicurazioni.

 

Potremmo continuare all’infinito. Ebbene, se il mondo del lavoro in sé è l’erba, questo è il primo strato di rendite, diciamo che la gazzella mangia l’erba.

Sulla gazzella poi ci sono le aziende di servizi terziari, diciamo ditte di software per commercialisti, case editrici, corsi di qualificazione per elettricisti, corsi di qualificazione per meccanici, tirocini poco pagati di giovani avvocati.

Sopra tutto c’è l’industria dei consumi di lusso, come vacanze, ristoranti, macchine costose e tutti gli indicatori coi quali voi leggete che “non vedete la crisi”.  E’ il leone che mangia la gazzella.

Tutto questo va a vantaggio di chi mantiene il parco, il turista, che in cambio di tutta questa scena mette in atto le tutele che servono (leggi, tribunali, ospedali, strade, etc.) al parco per funzionare.

Ora, adesso andiamo al punto: questa crisi sta colpendo il mondo del lavoro. Si sta, cioè, seccando l’erba. Ma attenzione: siamo ancora in una prima fase.

La famiglia continua a svenarsi per pagare i collaudi all’auto – cui non può rinunciare -, a pagare i libri ai figli – ssò pezz’e core -, i negozi pagano le certificazioni agli elettricisti, i negozi pagano i commercialisti per i bilanci, e così via.

Quindi l’erba è un pochino giallina, insomma non è più un bel prato verde, ma ancora le gazzelle non muoiono di fame.

Così, voi siete come turisti che vanno al parco e si trovano i leoni, le gazzelle e un’erba che sì, è gialla e secca. Poiché loro badano ai leoni e alle gazzelle (semmai volessero vedere erba potrebbero scegliere altre mete), nessuno nota che l’erba è secca. Ci sono i leoni e ci sono le gazzelle: il parco è OK.

Allo stesso modo, quando dite che i ristoranti sembrano ancora pieni e che ci sono le code sulle autostrade per andare al mare e vedete un sacco di macchinoni, state osservando solo leoni e gazzelle. Che ancora vivono. E se guardaste anche l’erba, notereste che è gialla.

In realtà neanche le gazzelle sono quelle di prima: la verità è che voi come turisti non notate se in un giorno incontrate 100 gazzelle o ne incontrate 80. Per voi ce ne sono già abbastanza.

Così quando dite: i ristoranti sono pieni, mi viene da chiedere se avete contato i ristoranti. Forse non sono più 100, ma 80. E cambia, perché fa già –20%. Così il ristorante e la gazzella hanno una cosa in comune: quando hanno abbastanza cibo, li vedete in buona salute. Se non hanno abbastanza cibo, muoiono e non le vedete più. Così vedete ancora 80 ristoranti pieni, ma non vedete i 20 che hanno chiuso.

La crisi, cioè, viene dal basso, e quando potrete finalmente notarla perché i ristoranti da 100 sono diventati 30, ormai sarà troppo tardi.

In Italia il mondo delle rendite è enorme, e spesso si basa su consumi di base: libri scolastici, affitti, automobili, riscaldamento, casa vestiti. Nelle aziende si basa su servizi di base, contabili, burocratici, eccetera.

E se le rendite in Italia sono i 7/8 della ricchezza, significa che anche distruggendo il 50% del lavoro, i pochi sopravvissuti si troveranno a mantenere la stessa catena alimentare.

Se ci pensate, immaginate che da domani l’erba sia la metà. Le gazzelle inizieranno a corre qui e là per mangiarla tutta, e non mangeranno di meno. Ma in percentuale, mangeranno molta più erba. A quel punto, l’erba non si riprodurrà più, e dopo qualche tempo, quando tutto sarà deserto e non ci sarà un filo d’erba, solo in quel momento le gazzelle cominceranno a morire.

Ma, e qui viene il bello, il parco rimarrà in piedi. Rimarrà in piedi perché quando ci saranno più gazzelle deboli per la fame, ai leoni sarà più facile la caccia. Così, inizialmente vedrete una drastica diminuzione di erba, una grossa diminuzione di gazzelle, ma il turista vedrà un bel sacco di leoni. Che bel parco!

Questa è la fase che si ottiene quando si inizia a parlare di “industria del lusso vincente” nel mezzo di una crisi. Le poche aziende forti fagocitano il mercato avendo agio di distruggere quelle deboli, che agonizzano. In questo stato, si nota un aumento di dimensione delle aziende, e persino una crescita di stipendio (perché le grandi aziende hanno i dirigenti che alzano la media).

In un paese come l’Italia, ove le rendite sono i 7/8 della ricchezza, occorreranno ancora ANNI prima che vediate i ristoranti vuoti.

A questa si aggiunge il fatto curioso che i turisti danno da mangiare ai leoni: lo stato, cioè, paga 3.600.000 stipendi ogni mese. I quali finiscono anche a sfamare i leoni ed annaffiare l’erba del parco, sfamando le gazzelle. In questa situazione, cioè, si aggiunge un fattore di inerzia, per il quale lo statale spende ancora quanto prima, e continua ad alimentare il ciclo economico.

3.600.000 famiglie che comprano libri scolastici costosissimi, che pagano automobili, eccetera, sono un bell’aiutino. Che non risolve la situazione, certo, ma se sfamano i leoni, possiamo rivendere il parco come “parco dei leoni”, e alla fine dei conti chissenefrega di gazzelle ed erba? Siamo il parco dei leoni! O meglio, la nazione del cibo biologico, del vestire bene, insomma la nazione del lusso.

Così, avete ancora dei leoni in giro, e dite “ehi, ma dov’è questa siccità? A me sembra che il parco sia bellissimo! E’ pieno di leoni.

Non vi accorgete di tutto questo perché alla fine l’erba non l’avete mai guardata, e anche le gazzelle sono belle ma insomma, voi siete al parco per vedere i leoni.

Allora voi guardate i ristoranti pieni e le code in autostrada, ma quelli non sono i disoccupati o il mondo del lavoro: quello sono gli strati superiori della catena alimentare.

Com’è una crisi che arriva ai livelli alti della catena alimentare? Allora, una crisi che ha quasi ammazzato tutta l’erba e molte gazzelle è la crisi passata dall’Irlanda.

Lavoro a pezzi, privati e PMI nella merda, indebitati sino al collo. Ma i leoni ancora forti e il parco ancora attraente.

Se osservate la Spagna, notate che crepano di fame anche i leoni, cioè banche, assicurazioni, immobiliare e terziario, e i turisti stanno calando sempre di più perché lo stato è in bancarotta.

Se osservate la Grecia, non è rimasto nulla e i turisti non vanno più a sostenere il parco perché lo stato è a pezzi. Erba, gazzelle e leoni sono morti.

L’Italia in questo momento sta per entrare in quella che io definirei “fase irlandese”, quando si sgonfiano i debiti e le aziende si piegano su sé stesse. Il governo irlandese ha reagito declassando le aziende e sistemando i debiti, il governo italiano ha reagito tassando ancora le aziende e sostenendo i debiti, cioè seminando ancora più crisi.

La terza fase è quella spagnola, è ancora in incubazione, con le banche italiane in difficoltà e l’immobiliare che comincia a mostrare il fiatone. Per ora lo stato ha prestato soldi a MPS (nel decreto spending review! ah! ah! ah!), e sull’immobiliare ha piazzato un IMU, cioè ha seminato ancora più crisi.

L’ultima fase è quella greca, in cui lo stato smetterà di essere il turista che sfama i leoni, ovvero smetterà di dare soldi. Tagli, tagli e ancora tagli, licenziamento di statali e tagli alle retribuzioni. Qui sarete nella fase greca, che si sta preannunciando con l’indebolimento dei contratti di lavoro statali.

L’Italia è ancora nella fase pre-irlandese, con due differenze:

 

  1. I rimedi applicati sono peggiori dei mali
  2. Si notano tutti i sintomi delle fasi successive, già presenti e distinti.

 

Quindi no, ancora per il 2012 e forse il 2013 non vedrete, sulle strade, sintomi evidentissimi di crisi. Vedrete meno gazzelle, meno erba, ma ancora molti leoni. A voler cercare potreste notare erba secca e gazzelle molto magre, ma preferite guardare i leoni.

Ma questo è dovuto ad una crisi che sale dal mondo del lavoro, ovvero dalla sua precarizzazione sale dal basso, e siccome i consumi che misurate non sono MAI stati tipici

Della working class, notate poco il loro calo.

Ma questo non significa che non ci sia crisi. Significa che voi non guardate l’erba perché misurate la ricchezza in macchine di lusso, ristoranti costosi pieni, vestiti firmati, e questi non sono i consumi della working class. Così non potete notare il crollo dei consumi che avviene alla base dell’economia.

se misuraste parrucchieri economici avreste notato che la working class si taglia i capelli metà volte di prima in un anno, anche meno. Se misuraste i consumi tipici notereste, anziché il numero uguale di macchine di lusso, un numero sempre più esiguo di utilitarie (un 30% in meno di immatricolazioni non si fa coi SUV, sapete? Non pesano il 30% del mercato, quelli).

Quindi il parco è in piena siccità. Per ora non lo notate quando guardate i leoni, potreste notarlo sulle gazzelle, e lo notereste di sicuro se guardaste l’erba.

Per ora, non noterete nulla.

Le fasi successive sono veloci, scoppiano in fretta (avete visto la Spagna?) e colpiscono in pochissime settimane.

Continuerete così un pochino, convinti che siete stabili, così come dicevano spagnoli e greci. Poi, improvvisamente, il botto: le banche hanno bisogno urgente di aiuto. Sono i leoni che non trovano più gazzelle, e quando andrete a vedere, scoprirete che le gazzelle sono estinte da tempo, e che l’erba non si vede più da anni. Prima direte, come gli spagnoli, che bastano 14 miliardi. Poi 40. Poi 100. Adesso siamo già a 300. Perché mano a mano che andate a cercare di salvare i leoni, prima contate quante poche gazzelle siano rimaste, e poi andate a misurare quanta erba ci sia ancora a terra. E mano a mano che risalite la catena, scoprirete danni sempre più grandi.

Sono crisi che si preparano per molti anni, ma poi scoppiano in poche settimane.

E le vedete solo se guardate l’erba. I leoni, fino all’ultimo vi sembreranno sani.”

Dalla pubblicazione dell’articolo preso in esame sono successe molte altre vicende, un governo che un giorno sì e uno no ci promette che la crisi finirà entro pochissimi mesi ed intanto aumenta l’IVA, il costo della vita ha raggiunto la soglia di sopravvivenza per tante famiglie, l’IMU è diventata un tormentone, oggi la toglie, domani la rimanda e dopodomani la rivuole.

Il presidente Napolitano è tutto lanciato a promuovere l’ennesima amnistia perché, a suo dire, le carceri sono piene e i detenuti soffrono per questo stato di promiscuità forzata e si dimentica di aver urlato ai quattro venti che il primo obbiettivo del governo sarebbe stata la riforma della legge elettorale.

Ora tutto questo, come è già stato ampiamente sottolineato nell’articolo, ci può portare solo verso una catastrofe inimmaginabile ed il movimento “Indipendenza Lombarda” si pone in prima fila per proporre soluzioni che potrebbero, se attuate, farci uscire dal pantano con meno danni possibili.

Visto che la dovolution, il federalismo fiscale, le svariate richieste di referendum, le centinaia di mozioni presentate, le dichiarazioni da ultima spiaggia e quant’altro, non hanno sortito il benchè minimo cambiamento, se non il peggioramento, ci facciamo promotori di una richiesta ai governatori delle tre regioni a presidenza leghista che consiste in:

–     promuovere una campagna rivolta a sensibilizzare tutti i cittadini affinchè effettuino il pagamento di tutte le tasse alla regione di appartenenza;

 

–    aprano un contenzioso con il governo centrale.

A questo punto la palla passa nelle mani dei governatori, non possiamo sapere come la prenderanno, ma è la loro occasione per passare alla storia oppure essere ricordati, non solo con disprezzo, ma soprattutto come dei senza palle.

 

*Indipendenza Lombarda

 

 

 

 

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12 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Geniale.

  2. Albert Nextein says:

    Possiedo alcuni immobili, pochi, e terreno.
    La gestione immobiliare è un vero e proprio lavoro.
    Non a caso esistono i gestori e gli amministratori immobiliari.
    La proprietà immobiliare attualmente non rappresenta una forma di rendita, bensì di impoverimento netto e di confisca rateale.
    Una volta il risparmio entrava nel settore immobiliare.
    Oggi vi è imprigionato e tartassato.
    Esiste una concorrenza spietata nel commercio e nelle locazioni di immobili.
    Gli standard minimi costruttivi ed abitativi si innalzano regolarmente, e costano.
    Le certificazioni imposte dalla legge sono tante, e costano.
    I problemi da risolvere in sede giudiziale sono costanti e costosi.

    La proprietà immobiliare, quindi , non è una forma di rendita per la proprietà.
    E’ una tetta a cui sono attaccati in tanti, dallo stato all’ultimo geometra.
    Per tutti costoro, veri parassiti esenti dalle responsabilità intrinseche del possedere un patrimonio e un risparmio immobiliare, la proprietà immobiliare altrui è una rendita vera e propria.
    Ai veri proprietari restano briciole, calci in bocca, riprovazione sociale.

  3. emilia2 says:

    “Pagare tutte le tasse alla Regione di appartenenza”. E poi, quando arrivera’ Equitalia o la Finanza, che cosa farete?

  4. pierino says:

    in aria di contenzioso con il governo, segnalo la disperazione di un sindaco che si dimette
    http://ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2013/10/09/Sindaco-padovano-dimette-protesta_9434414.html

    • Dan says:

      Ma chiamare a raccolta la popolazione e dare il via ad uno sciopero fiscale ?

      Se i suoi cittadini sono disposti a pagare, che lo facciano fino a morire

  5. LA POLITICA CHE CREA POVERTA’.
    VENDESI STIVALE AL MIGLIOR OFFERENTE.
    Il Paese puzza di marcio esattamente come lo stivale di un randagio sgretolandosi lungo il cammino, accompagnato da sofferenze, suicidi, fallimenti, chiusure, disoccupazione, ingiustizie, corruzione, ecc., tutto abilmente soffocato all’opinione pubblica, attraverso la ferrea censura dei mercenari dell’informazione , che operano alle dipendenze delle varie Redazioni Mediatiche.
    CITTADINI NON POVERI – NON SCEMI – MA DERUBATI DA FORZE DI POTERE OCCULTE E SCONFINANTI.
    Sono ormai cinquant’anni che diffondo ai sette venti o meglio alle sette cadreghe più importanti del Paese, che lo Stivale necessita di un Ente in grado di risolvere le tante porcate giornaliere commesse da Istituzioni Mafiose dello Stato disperse lungo l’intera Penisola.
    Il punto cruciale, quando accade una scorrettezza da parte di un dipendente dello Stato verso un cittadino, molto peggio quando la scorrettezza si compie da parte di una Istituzione, la prima imprecazione che capita di pronunciare è suggellata dalla frase divenuta comune:
    PAESE DI MERDA – MALEDETTI LADRI ISTITUZIONALIZZATI.
    Questa frase pronunciata ripetutamente da milioni di persone che hanno a che fare giornalmente con i vari uffici di rappresentanza della Mafia Istituzionalizzata dello Stato, colpiscono al cuore l’intero Paese, ricordando la disfatta di Salomone con tutti i Filistei.
    I risultati sono più che evidenti, giorno dopo giorno milioni di cittadini augurano la fine di questo Stato che non risponde al rispetto dei Diritti Civili, Umani, Sociali e Spirituali, trascinando nel baratro la Nazione intera.
    Perché gli altri Paesi vanno avanti, mentre noi andiamo sempre più indietro?
    Persino la Compagnia Aerea di bandiera viaggia da lunghi anni sui corridoi del fallimento.
    La spiegazione è sotto al naso di tutti, il Paese è soggiogato da alcuni deretani che occupano le poltrone di comando, di cui giorno dopo giorno la famosa frase di rito pronunciata da milioni di cittadini si allarga sempre più, sino a divenire una evidente realtà che si concretizza con i vari fallimenti Nazionali passati e quelli in corso d’opera.
    Non comprate più vetture Italiane, non sono concorrenziali – non mangiate e non consumate più prodotti Italiani, contengono il sangue dei vostri fratelli – non viaggiate più con Alitalia, potrebbero chiedervi un contributo per il fallimento – non rifornitevi più da compagnie Italiane, i costi sono triplicati – le vacanze passatele all’estero, per distrarvi dalla Politica presente anche nei nostri sogni – andate a pregare nelle Moschee o nelle Sinagoghe, perché il nostro Dio ha abbandonato il Paese sbattendo la porta.
    In definitiva, stiamo vivendo una guerra interna silenziosa per cambiare il sistema Politico deficitario e ripiegare il nemico che abbiamo in casa, attaccando l’Economia generale del Paese con risultati funzionali prima di decadere nel Limbo.
    I fallimenti di importanti gruppi Industriali o di Servizi alla Nazione, Isole e Penisole in vendita al miglior offerente, facendo sprofondare sempre più questo nostro Paese che in epoche lontane fu nella storia come esempio di civiltà ormai decaduta.
    Sono diversi anni che batto il chiodo delinquenziale di comportamento negativo, così come vengono definiti alcuni gruppi mafiosi associati alla Regione Lombardia, fra i quali alcuni ben riconosciuti come ALER Milano.
    Per l’occasione scrissi al Presidente della Repubblica, al Capo del Governo, alla Capessa del Parlamento, del Senato, della Regione Lombardia, al Santo Padre residente in Vaticano, e a tutto il giardino Zoologico presente nello Stivale, ma dai risultati sembrerebbe che le mie lettere si sono volatilizzate nel marasma del sistema Politico Italiano, composto da super uomini e super donne che non vedono ancora lo sfumare del Paese sotto ai loro piedi.

    Dal 1972 al 1992 per decreto legge emesso da Giovanni Leone (considerato l’uomo degli scandali, poi obbligato a dimettersi), allora Presidente della DC, tutti i lavoratori Italiani furono derubati di una tassa addizionale inizialmente programmata per la creazione di un Fondo GESCAL che avrebbe permesso allo Stato di raccogliere miliardi con la causale di fabbricare case popolari per i bisognosi.
    Fu rafforzato l’Ente denominato IACP amministrato da personale Politico ubbidiente al Partito, nel quale furono incamerati una parte dei soldi raccolti e iniziarono a costruire case a costi superiori al valore di mercato, per far fronte al supporto della corruzione Politica Italiana ormai incarnata a livello Nazionale.

    In quanto al resto dei soldi, la parte più consistente della torta costruita in vent’anni di ricavi, migliaia di miliardi, non si sa che fine abbiano fatto. Nel frattempo molti Politici sono diventati ricchissimi. Pare che la DC, o chi per lei, disponesse di molti Palazzi in Svizzera. Pare che il Presidente Moro, in poco tempo divenne miliardario, ma non riuscì a portarsi dietro la sua fortuna, eliminato ante tempo dalle Brigate Rosse. Pare che varie storie di suicidi eccellenti siano collegati a intrallazzi Politici per interessi Economici che sicuramente non porteranno nel al di là.

    Bisognerebbe chiedere alla DC, ai Sindacati e ai Governi ombra di allora, i quali Governarono il Paese per tanti anni, , come nacque il pentolone senza fondo che diede origine al penoso debito Pubblico Nazionale sempre crescente sin dall’inizio della crisi dagli anni 70 sino ai nostri giorni.

    Terminate le costruzioni nel 1975, lo IACP iniziò ad assegnare le case alle famiglie a condizioni di riscatto, in modo che l’Ente rientrasse nei soldi della costruzione attraverso i mutui Bancari. Il colpo di scena, i documenti relativi al riscatto non sono mai arrivati, malgrado proteste e ricorsi alle Autorità superiori. Nessuno risponde. Legge del silenzio per non cascare nell’inganno. Intanto i Condomini pagavano le bollette mensili gonfiate, deprivati persino dei servizi fatturati e mai goduti, il tutto per mantenere una Piramide di corrotti e corruttori al servizio dei vari Partiti.

    Nel 2001 lo IACP viene sostituito in gran segreto dall’ALER, cancellando ogni precedente accordo con gli inquilini. L’ALER subentra come dipendenza della Regione amministrata da rappresentanti della Chiesa Cristiana, la quale con la forza si impadronisce delle case già pagate oltre dodici volte il valore originale, sottraendo sia i soldi iniziali versati dai lavoratori alla GESCAL, sia i pagamenti versati dagli inquilini per oltre 37 anni: le case diventano proprietà della Regione nelle mani del Partito di Comunione e Liberazione.

    L’ALER, come dipendenza della Regione Lombardia, Governata da Roberto Formigoni dal 1995 sino al 2012, apparente autore del colpo mancino del millennio, rappresentante del Partito della Chiesa “Comunione e Liberazione” ubbidiente al gioco Politico del magna tu che magno anch’io, il tutto soffocato per anni dall’informazione, minacciando di sfratto tutte le famiglie che non sottostanno a pressioni e soprusi imposti dal sistema, con l’appoggio dei Sindacati e dei Politici a libro paga.

    Il caso non fu mai risolto nonostante i vari cambi di Governo. Uno scandalo di grandi proporzioni di cui non tutti sono informati, e fu riportato all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale come uno dei tanti reati impuniti dello Stato Italiano.

    Oggi la Nazione oltre alla Crisi, paga le conseguenze dei furbetti, con una recessione causata da diversi decenni di Sciacallaggio Politico e Spirituale, sostenuto da sceneggiate di piazza.

    Non so se avete capito: si sono mangiati i miliardi versati in vent’anni di furti istituzionalizzati, si sono mangiati le case e i versamenti di trenta sette anni di speculazioni e sperano di farla franca.
    Anthony Ceresa.

  6. michela verdi says:

    La tragedia di questo sistema centralista è che non ha formato classi politiche locali con gli attributi, ma solo servitori in attesa di andare a Roma a leccare il didietro di qualche potente. Sarà inutile aspettarsi qualcosa da questi mediocri che verranno completamente dimenticati proprio per la loro incapacità di avere un minimo di coraggio.

  7. Dan says:

    Ogni giorno una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più forte del leone per sopravvivere.

    Ogni giorno un leone si sveglia e sa che dovrà correre più forte della gazzella per mangiare.

    Alla fine non conta se sei leghista, leone o gazzella: pensa a restare saldo alla cadrega.

  8. Non commento la “ricetta” a dir poco ridicola di appellarsi proprio a figure che rappresentano proprio quell’apparato marcio, identificato dai “leoni”. Invece l’excursus sulla crisi è decisamente ben fatto… e incredibilmente, ciò di cui si ha tanta paura, ciò che si cerca di evitare, l’implosione, è quella che ci salverà tutti…

  9. pippogigi says:

    Un articolo perfetto che mi copierò ed imparerò a memoria.
    Vorrei aggiungere solo questo: davanti a noi abbiamo un incubo senza fine, tipo cadere da un grattacielo altissimo, vedere il suolo su cui ci sfracelleremo avvicinarsi ed urlare, ed il suolo che sembra non arrivare mai.
    Oltre alla situazione pessima ed in continuo peggioramento in cui ci troviamo, aziende che chiudono, spesa pubblica e debito in aumento, disoccupazione e tasse in aumento, crollo dei consumi, taglio del credito alle imprese. Dal prossimo anno, per effetto del MES, occorrerà diminuire il debito pubblico del 5% all’anno. Per diminuirlo del 60%, come richiede la Ue, occorreranno quindi 12 anni al termine dei quali l’economia italiana sarà totalmente distrutta. Poi non finirà li, tra 12/20 anni inizieranno ad andare in pensione le persone che attualmente sono disoccupate oppure hanno ricevuto stipendi da fame in questi anni. Occorrerà intervenire per non farli morire di fame, altri vent’anni, fino a che non moriranno, di sacrifici e gente da mantenere. Un incubo senza fine.
    Indipendenza subito

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