Mario Monti, il cavallo di Troia usato da Fini e Casini

di MATTEO CORSINI

Gianfranco Fini, sente aria di elezioni e comincia ad esternare a favore del suo capobastone: “Con l’indicazione dell’economia sociale di mercato come riferimento della sua azione Monti conferma di non essere il difensore della finanza speculativa ma della sinergia tra capitale e lavoro, a garanzia degli interessi tanto degli imprenditori quanto degli operai.”

Più volte Mario Monti ha detto di aver salvato l’Italia da prospettive simili a quelle della Grecia. Il suo primo decreto fu da lui stesso denominato “salva-Italia”, e probabilmente quello era veramente l’obiettivo, anche se la definizione più corretta avrebbe dovuto essere, a mio parere, “tassa-Italia”. Sta di fatto che a Monti andò fin da subito un largo consenso, in Italia e all’estero, grazie anche a un appoggio del tutto incondizionato da parte dei principali mezzi di informazione. Non di rado, negli ultimi 13 mesi, si sono sentite dichiarazioni fotocopia da parte di ministri delle finanze e capi di stato o di governo esteri, frasi del tipo: “Il governo Monti sta facendo un lavoro impressionante”, oppure “le riforme del governo italiano vanno nella giusta direzione”. La mia impressione è che spesso chi rilasciava queste dichiarazioni non sapesse molto chiaramente di cosa stesse parlando: semplicemente si accodava al parere già espresso da altri, seguendo logiche e convenienze politiche. Lo stesso approccio, peraltro, capitava di riscontrarlo nelle analisi delle principali banche di investimento internazionali, dove si cercava di dare una parvenza scientifica a dei copia-incolla fatti dal sito del Corriere della Sera o dalle notizie dell’Ansa. Bastava aggiungere qualche grafico e qualche termine tecnico in più, e il lavoro era fatto.

Non credo che l’Italia possa salvarsi a suon di tasse, anche se indubbiamente l’appoggio a Monti dato dai partner internazionali (quello che in Italia viene definito “ritrovata credibilità”) ha aiutato ad allentare la tensione sui titoli del debito pubblico. Senza dimenticare, tuttavia, che il calo dello spread nei momenti di massima tensione è attribuibile molto più all’azione della Bce che a quella de governo italiano. Che si appoggi o meno l’azione di Monti e a prescindere dall’idea che si ha sulla desiderabilità di un Monti-bis, credo che, con un minimo di oggettività, non si possa negare che, ancorché la tensione sia nettamente diminuita, la situazione reale sia ancora molto precaria. Se, dunque, il giudizio sul salvataggio del’Italia da parte di Monti deve rimanere sospeso anche da parte di coloro che lo appoggiano con grande convinzione, penso che tutti – sostenitori e non – debbano convenire su un altro salvataggio che pare proprio essere in procinto di riuscire: quello della carriera politica di Gianfranco Fini. Il quale, al pari del concittadino Casini, si appresta a festeggiare i trent’anni di permanenza in Parlamento e, da quando ha deciso di mettersi in proprio litigando con Berlusconi, ha visto via via scemare il consenso elettorale che aveva conquistato in tanti anni di carriera politica. Se non fosse stato per Monti, avrebbe potuto andare incontro a più di un problema alle imminenti elezioni politiche, correndo il rischio concreto di essere, nella migliore delle ipotesi, del tutto irrilevante nella prossima legislatura.

E invece la scelta di Monti di guidare la coalizione centrista restituisce a Fini e Casini una buona prospettiva per il futuro. Le stesse esenzioni previste da Monti sui criteri di ammissibilità per le candidature che dovranno essere esaminate da Enrico Bondi sembrano fatte apposta per consentire a Fini e Casini di candidare se stessi e i propri fedelissimi. Si capisce, quindi, il sostegno di Fini all’economia sociale di mercato, che probabilmente non sa neppure bene cosa sia, ma che associa al professore della Bocconi. In effetti la sua frase contiene il nulla tipico delle dichiarazioni di politici di lunga data. Dal Movimento Sociale all’economia sociale di mercato, sempre qualcosa di sociale c’è, avrà pensato…

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2 Comments

  1. Antonino Trunfio says:

    insieme ai due specialisti della chiacchiera, inossidabili culi incollati a vita alla poltrona, vi invito a leggere cose molto lontane del sobrio ragionier Mariugo Montozzi, che spiegano da dove arriva e cosa ha fatto nella vita.
    http://www.informarexresistere.fr/2012/05/04/chi-e-mario-monti-quel-che-viene-taciuto-per-evitare-una-sommossa/#axzz2HaAPBhLw

  2. Albert Nextein says:

    Nulla facenti all’attacco.
    Questi non hanno mai avuto un mestiere.
    Hanno solo occupato il loro tempo in politica, tra intrallazzi,vendita di parole, ricatti, tradimenti,voltafaccia, menzogne.
    Hanno delle facce di bronzo esemplari.
    Sono l’antitesi dello statista.

    E ce li troviamo ancora in campagna elettorale, dopo decenni di niente .

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