Fini: e Napolitano che dice? Che eversiva è l’antipolitica e non Mafia Capitale

di MASSIMO FININapolitano dittatore

Non ho mai avuto alcuna considerazione per Giorgio Napolitano (definito a suo tempo, da qualcuno, «coniglio bianco in campo bianco») e in questo senso ho scritto più volte e in particolare in un articolo pubblicato su Giudizio Universale nel giugno del 2006, quando fu eletto Presidente della Repubblica, poi rieditato in un libro di Chiarelettere del 2010. Ma questa volta l’anziano Presidente, da sempre cauto, cautissimo, cosa a cui deve la propria longevità politica, pare aver perso la testa. In un momento in cui l’Italia è nel pieno del più grave scandalo della sua Storia, che pur è un sequel di scandali, colpita da un fenomeno criminale-politico che è più pericoloso e inquietante della mafia, perché la mafia è perlomeno un cancro individuato e, almeno teoricamente, circoscrivibile, mentre qui siamo in presenza di una serie di metastasi incontrollabili che attraversano l’intero Paese (in questo senso va intesa la contestatissima affermazione di Grillo «era meglio la mafia») Napolitano che fa?

 

Il Colle teme l’antipolitica, non l’eversione mafiosa?

Non indica come prima emergenza del Paese la corruzione politico-criminale, ma «l’antipolitica che in Italia è ormai degenerata in una patologia eversiva», con un chiaro riferimento al Movimento 5 Stelle, che di tutto può essere accusato tranne che di corruzione. E’ anzi l’unico partito che ha restituito 42 milioni che pur, per legge, gli spettavano. Grillo ha replicato: «Napolitano stia attento, rischia che lo denunciamo per vilipendio del Movimento». Ma non è questo il punto. Napolitano ha violato il proprio dovere costituzionale di imparzialità. Il Presidente della Repubblica, che rappresenta tutti i cittadini, non può prendere parte contro un movimento presente in Parlamento e che oltretutto, allo stato, è il primo partito, il più votato con i suoi 8 milioni 688 mila 231 voti. Napolitano dovrebbe essere semmai denunciato per ‘alto tradimento’.

Perché Grillo è eversivo, presidente?

Ma perché mai il movimento di Grillo sarebbe ‘eversivo’? Perché «nel biennio alle nostre spalle hanno fatto la loro comparsa metodi e atti concreti di intimidazione fisica, di minaccia, di rifiuto di ogni regola e autorità». Nessuno meglio di Napolitano può sapere, perché c’era, che quando in Parlamento sedevano i comunisti le botte e le scazzottature, con il capintesta Pajetta, erano all’ordine del giorno (naturalmente Napolitano, che non è mai stato uomo di passioni, a quelle zuffe non partecipava, come quando era ragazzo preferiva stare ai bordi del campo).

Ma l’affermazione più inquietante di Giorgio Napolitano è quando dice che di questa situazione ‘eversiva’ portano «pesanti responsabilità anche alcuni mass media e opinionisti senza scrupoli». Qui siamo in pieno regime fascista o, peggio, stalinista quando ogni critica era considerata «un’attività oggettivamente antipartito» e quindi meritevole di purga, come Napolitano che di quegli orrori fu a conoscenza e, per la sua parte, complice, non può non sapere.

Invoca una scossa civile. La politica e i partiti la danno?

Napolitano afferma anche che «serve una scossa civile che spinga i cittadini a reagire». Se ci sarà una ‘scossa civile’ si dirigerà proprio contro quella politica in cui Napolitano è incistato da quando esiste. Questo non è fare dell’ ‘antipolitica’, ma volere un’ ‘altra’ politica, democraticamente. Ma se la politica persevererà nel derubare sistematicamente i cittadini verrà il giorno in cui la gente, grazie anche alle provocazioni di Napolitano, perderà la pazienza. E non sarà una ‘scossa’. Sarà rivolta. Né civile, né democratica, né indolore.

Massimo Fini

Il Fatto Quotidiano

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One Comment

  1. Dan says:

    Questo va denunciato, quell’altro va denunciato, denuncia di qui, controdenuncia di là… “E tu mi hai fatto vilipendio”, “E tu invece l’hai fatto ammameta…”
    Qui non ci vuole nessuna denuncia ma squadre armate di cittadini che mettano agli arresti tutta questa feccia, la conducano dentro uno stadio e con cinquanta (ma no, facciamo cento, Abbundantis abbuntandum come diceva il loro idolo e mentore culturale Totò) euro di pallottole lavano via la merda da questo paese.
    Peccato proprio manchi la gente che serve… bisognerebbe farsene importare un po’ dall’Uruguay…. leggetevi la biografia del presidente Mujica https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica e ditemi dove, nella molto poco gloriosa storia della nostra repubblica, trovate un tizio che sia solo la metà di questo gigante di moralità.
    I nostri politici hanno combattuto realmente contro il fascismo ? Le palle ! Tutti a svernare al confino per poi rientrare da vittoriosi camminando sui corpi dei veri partigiani (alcuni, non tutti, i restanti avevano anche collaborato e ricoperto cariche col sistema precedente alla faccia della coerenza).
    Dove me lo trovate un politico italiano che si incazza perchè gli danno 8000 euro al mese, accontentandosi di un decimo della cifra perchè “c’è gente che riesce a vivere con ancora di meno” ?
    L’italia necessita di una grossa pulizia fisica e morale e forse a breve, finalmente, ci arriveremo.
    Oggi crollerà la borsa di mosca: a breve seguiranno tutte le altre e finalmente si metterà in moto qualcosa

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