Fine del bluff, la Germania si oppone alla sorveglianza bancaria

di FABRIZIO DAL COL

Era inevitabile. Non doveva accadere mentre invece è accaduto che la locomotiva tedesca si fermasse proprio sui binari morti di una remota stazione di servizio di Francoforte. Avevo scritto, solo pochi giorni  fa,  dei 200 mld di euro di sofferenze  in cui sono incappate le banche regionali tedesche. Le suddette banche regionali, ovvero quel principale motore che fino a ieri contribuiva ad alimentare  l’intera economia tedesca, necessita ora di una revisione completa. Tuttavia, sebbene sia stato fino a ieri volutamente nascosto, quel debito che giaceva nelle banche regionali  e non figurato nei bilanci federali  era in effetti a conoscenza di mezza Europa: nonostante ciò la Germania ha deciso ora di alzare il tiro.  Utilizzando il presunto “conflitto di interessi” tra il ruolo di supervisore e quello di guardiano dei prezzi che verrebbe attribuito alla Bce, la Germania, con il sostegno della Svezia, vuol far ora slittare di un anno l’unione bancaria europea. Tutto ciò  deriva ovviamente dalla funzione che assumerebbe tale  l’unione  che sarebbe detentrice del potere di   “supervisione bancario” necessario a mettere sotto sorveglianza gli oltre 6000 istituti di credito d’Europa. Del resto, la Bundesbank si è sempre opposta a tale progetto in quanto riteneva che da tale potere di supervisione bancario sarebbero poi potuti derivare quei problemi legali con il mandato conferito alla Bce. In sostanza, la Germania non vuole che l’Eurotower possa poi intervenire a controllare le sue banche regionali e per evitare che ciò possa accadere, ha pensato di utilizzare lo strumento del presunto “conflitto di interessi” di cui sopra.

Intanto, Michael Barnier, Commissario Ue al Mercato interno, ha già fatto sapere che con questa unione si eviterebbe che il salvataggio delle banche ricada interamente sulle spalle dei contribuenti, ricordando altresì come dal 2008 al 2011 i salvataggi siano costati all’Europa 4.500 miliardi di euro. Il commissario francese ha poi rincarato la dose affermando: “In futuro le banche paghino per le banche, e i loro dissesti non vengano sanati dai soldi dei governi e dei contribuenti, ma da quelli di azionisti e creditori”. Va tuttavia ricordata la recente proposta della commissione Europea secondo la quale gli istituti di credito dovevano disporre per legge di un fondo cuscinetto per tamponare eventuali crisi passeggere, anche se il grosso degli aiuti, in caso di emergenza sistemica, sarebbe arrivato dal Meccanismo europeo di stabilità Esm che però, sappiamo, attinge alle risorse tramite i contribuenti di tutti i paesi membri della UE.  Se da un lato la Germania  intende persistere a mantenere la sua posizione di contrarietà al potere di sorveglianza affidato alla BCE dall’altro il direttore generale per il mercato interno e i servizi della Commissione, Jonathan Faull, intervenendo al Convegno annuale dell’Amf, l’autorità dei mercati francese, ha detto che “le misure di regolamentazione e di sorveglianza bancaria europea sono urgenti e importanti, e non c’è motivo per cui non dovrebbero essere applicate entro la fine di questo anno”.

Se tale situazione verrà o meno risolta è ancora presto per dirlo, ma ciò che invece appare già certo è il ridimensionamento del potere fin qui esercitato in Europa dalla Cancelliera Merkel che, complici i debiti nascosti delle banche regionali, rischia invece ora di dover fare i conti con quella stretta creditizia che fino ad oggi non si era resa necessaria, proprio grazie al debito nascosto dalle banche regionali, ovvero quelle  Landesbanken che  notoriamente sono molto legate in Germania al sistema politico locale e  che rigorose e trasparenti al 100 per cento non sono mai state.

 

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17 Comments

  1. Bacchus says:

    Visto che anche oggi ha vomitato la sua dose di disprezzo verso la Germania, sono andato a verificare esattamente i punti da lei contestati. Evidentemente lei stesso o la sua fonte ha problemi di traduzione oppure di comprensione:

    – i 200 miliardi fanno riferimento alla sottocapitalizzazione di tutte le banche europee, la parte tedesca è di 35 miliardi
    http://www.welt.de/wirtschaft/article109512628/Deutschen-Banken-fehlen-35-Milliarden-Euro-Kapital.html

    – Angela Merkel è dell’opinione che un organo di sorveglianza bancaria non può essere messo in piedi in due mesi, che ci vuole un po’ più di tempo a trovare le 200-300 persone incaricate di sorvegliare le 6000 banche europee. Nascosto tra le righe di quest’accordo c’è di nuovo una clausola che obbligherebbe le nazioni ricche a sostenere le banche dei paesi poveri. La Germania usa la stessa coerenza che mostra con i cosidetti eurobond
    http://www.zeit.de/news/2012-10/19/eu-merkel-bankenaufsicht-braucht-2013-noch-mehrere-monate-19035404

    – l’importo di 4’500 miliardi di costi finora spesi dall’Europa per il salvataggio delle banche dice tanto e niente. Sono stati applicati diversi meccanismi per togliere dai bilanci delle banche i titoli tossici (tra cui quello della bad bank), che possono essere costati in un primo momento sì 4’500 miliardi, ma i soldi non sono persi e magari dal 2008 ai giorni i fondi hanno riacquistato di valore e hanno distribuito dei dividendi (vedi fondo dell’UBS gestito dalla banca nazionale svizzera). Oppure le banche sono state obbligate a ripagare indietro parte degli aiuti
    http://www.welt.de/regionales/muenchen/article108380111/BayernLB-muss-fuenf-Milliarden-zurueckzahlen.html

    • Fabrizio says:

      Fonte : Welt.de. Se questa è la sola fonte ad essere attendibile, ci spieghi per quale ragione, dovrebbero essere meno attendibili tutte le altre. Il risentimento, è il suo unico problema.

      • Bacchus says:

        Guardi, io leggo indistintamente la stampa di lingua tedesca e quella di lingua italiana e se devo proprio fare una statistica, quella che riporta più strafalcioni è proprio quella che legge lei da buon cittadino dell’Italia veneta: se ne faccia una ragione!

        • Mercanzin Marco says:

          Secondo me , “un po’ ” di tedesco lo parla anche Dal Col…….

          Archivio > AdnAgenzia > 2001 > 12 > 20 > Cronaca > NATALE-JESOLO-HAIDER-INAUGURA-LALBERO 125200

          NATALE: JESOLO, HAIDER INAUGURA L’ALBERO
          Jesolo, 20 dic. – (Adnkronos) – Sara’ il governatore della Carinzia Jorg Haider ad inaugurare, domani a Jesolo, l’albero di Natale che il land austriaco ha regalato, come e’ ormai consuetudine, alla tradizionale alleata veneziana. La cerimonia, che si terra’ alle 10.30 in piazza Marconi, sara’ preceduta da un incontro privato tra il governatore della Carinzia, il sindaco di Jesolo Renato Martin e il capogruppo Fabrizio Dal Col. All’incontro faranno seguito i saluti alla stampa.

        • Giancarlo says:

          Provi a leggere anche qualche fonte non italo-tedesca, magari The Economist o il Financial Times. Hanno il grosso difetto di non essere così pappa e ciccia con la Merkel come Die Welt, ma magari qualche informazione in più la danno.

          • Bacchus says:

            Leggo anche l’Economist, mi è piaciuto ultimamente l’articolo su Hollande!
            Comunque qui non si trattava di avere qualche informazione in più, si trattava di contestare le indicazioni riportate nell’articolo. Non c’è stata nessuna replica da parte dell’autore sui punti da me sollevati, quindi Fabrizio Dal Col era vistosamente in malafede!

            • Fabrizio says:

              Come volevasi dimostrare. Non è riuscito a dimostrare un bel piffero. I punti sollevati da Lei sollevati sono clamorosamente affondati con la decisione di oggi. Quindi in vistosa malafede, e forse a causa delle sue piacenze teutoniche le consiglio di cambiare le sue letture : “Secondo l’intesa raggiunta a Bruxelles, facilitata dal solito compromesso franco-tedesco, la vigilanza unica della Bce si applichera’ a tutte le banche dell’eurozona che abbiano assets superiori a 30 miliardi di euro o pari al 20% del Pil del Paese cui appartengono. Vengono dunque escluse le casse di risparmio tedesche, su cui sin dall’inizio si era impuntata Berlino, che, in vista del voto di settembre, voleva salvaguardare quelle che vengono considerate un bacino importante di voti.”

              http://www.lindipendenzanuova.com/banche-ok-alla-vigilanza-europea-non-sulle-casse-di-risparmio-tedesche/

  2. Mercanzin Marco says:

    Come volevasi dimostrare seconda parte.

    Ma come, 4500 miliardi in 3 anni alle banche, ma come ?
    Non era il debito pubblico il problema? Azz… Vuoi vedere che invece era quello privato il bubbone?
    È poi, ma non era la Germania che voleva mettere sotto controllo i piigs, brutti sporchi e cattivi, per controllarli ed evitare che rovinassero l’Europa, e ora che tocca a lei mostrare il bluff, se ne scappa?
    Ops, ma vuoi vedere che tutti quelli che da tempo sostengono che la Germania ha imbrogliato, con il beneplacito dei pavidi politici europei, hanno ragione??

    Azz….. Il crollo del mito teutonico, delle austerità, e di tutti i deficenti del ” c’è lo chiede l’Europa “.

    Solo l’indipendenza dei popoli e il loro diretto controllo della politica possono rendere più giusta la società europea, fatta di preziose differenze culturali e sociali, vera ricchezza di un crogiolo di popoli che la rendono imbattibile se lasciati liberi di autodeterminarsi e di scegliere le proprie politiche sociali ed economiche.

    • Alberto says:

      No caro mio i tedeschi si sono fatti i caz.. loro, comprensibile, il punto è: e noi? basta ricordare che le fantomatiche riforme tedesche di inizio anni 2000, oltre ad essere effettuate in un periodo di crescita, poterono sforare il “patto di stabilità” per alcuni anni.
      Ripeto sono svegli, si sono fatti in cavoli loro come tutti i Paesi fanno.

      • Mercanzin Marco says:

        Appunto.
        Basta dirlo, e non farli passare per l’esempio che non sono.
        L’esempio invece lo rappresentano in tema di serietà sociale e governativa ( almeno secondo gli standard italioti).

        • Giancarlo says:

          Beh, hai detto niente! Sono quegli stessi standard che gli permettono di conservare un profilo alto, di nascondere le pecche, anche gravi, del loro sistema economico, di nascondere la vera entità del loro debito pubblico, e di mantenere la fiducia degli investitori esteri. Da qui i tassi d’interesse bassi e pertanto la possibilità di spendere ogni euro per spese produttive e d’investimento, per dare carburante all’economia, non per buttarli dalla finestra per ripagare gli interessi sui debiti, non importa se pubblici o privati.

          • Mercanzin Marco says:

            Hanno imbrogliato? Si
            Sono meglio di noi veneti? No
            Hanno una classe politica migliore? Si
            Hanno interesse a che noi restiamo sotto questa merda? Si
            Tutto il resto e’ fuffa.

    • Flit says:

      Trovate un lavoro a Mercanzin !
      Tenetelo impegnato altrove !

      Prima o dopo “L’indipendenza” verrà citata come la testata più comica nel panorama italico !

      Difendete la Vostra immagine, oppure create un’ apposita nuova rubrica: “Fuori di melone” !

      • gianluca says:

        I commenti dei lettori non hanno a che vedere con gli autori degli articoli, cerchiamo di non confondere…

        • Flit says:

          Caro Direttore, buon pomeriggio !

          La mia era ovviamente una battuta che non coinvolgeva i redattori.

          I giornali sono comunque fortemente caratterizzati anche dai commenti: su alcuni quotidiani le “lettere al Direttore” sono seguitissime e contribuiscono alla maggiore diffusione !

          Egregio Direttore, non pensa che qualcuno possa credere a certe elucubrazioni ed investire sciaguratamente i propri risparmi ?

          Non crede che a fianco di certe affermazioni sarebbe utile mettere un simbolo ? Ad esempio un triangolo giallo con una banconota che brucia ?

          Grazie e buona serata !

          • Mercanzin Marco says:

            Ma dai che te si so£o un pajasso sconto drio a un soranome…….
            Gnanca EL corajo de metare EL to nome.
            Te me Fe pisare doso dal ridare.
            E comunque no xe’ obligatorio lexarme, co te vedi EL me nome, pasa vanti e va a gonfiarghe £e rode ai treni, rassa de juin ( juin. = brusco in tel cu£o del contadin, fa anca rima)

            A risentirci, uomo senza nome.

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