Finanziamento pubblico: i partiti non vogliono mollare i soldi

di ALTRE FONTI

ROMA – «Io non ho paura per me. Ho paura per la democrazia. Perché questa è una legge sbagliata, ipocrita, piena di sciocchezze. Siamo rimasti solo io e Peppone a pensarla così». Chi parla è Maurizio Bianconi, tesoriere del Pdl. «Peppone», invece, è Ugo Sposetti, altrettanto battagliero deputato pd e storico tesoriere ds. Ma a difendere la barricata del finanziamento pubblico non ci sono solo loro. Perché il disegno di legge, che arriva molti anni dopo un referendum che abrogava i fondi ai partiti, rischia di essere svuotato di contenuti e fatto slittare dall’arrembaggio (con 150 emendamenti) più o meno palese di molti difensori della mano pubblica nei partiti.

 

 

Definirli semplicemente difensori della Casta sarebbe fare loro un torto. Perché il fronte di chi si oppone alla fine dei finanziamenti pubblici è variegato e porta con sé interessi privati, difesa di indifendibili sprechi e privilegi, ma anche qualche buona ragione. Bianconi parla di ddl ipocrita, perché «se la gente vuole eliminare il finanziamento lo si elimina sul serio e non si usano palliativi come il 2 per mille. E non si introducono cose che fanno morire dal ridere, come i programmi per l’accesso in tv e la sede gratis ai partiti». Lo scenario che disegna il tesoriere del Pdl non è rassicurante: «Da una parte c’è l’opinione pubblica che, più che togliere i soldi ai partiti, vuole ammazzare tutti i politici. Ci vuole tutti morti, impiccati. Fosse per loro chiuderebbero Camera e Senato e farebbero seimila piazzale Loreto. Mica li plachi togliendoci qualche soldo. Dall’altra, una legge come questa ci fa finire dritti nelle mani di poteri ben interessati: tecnocrati e poteri economici che vogliono indebolire una classe politica annichilita e paralizzata dalla paura». Bianconi contesta «la pretesa di disegnare partiti da Unione sovietica, con commissioni nominate dai giudici». E attacca la Corte dei Conti, che ha segnalato come gli incassi dei partiti siano stati di 2 miliardi per soli 500 milioni di euro spesi: «I magistrati sono gli unici che si sono dati l’aumento di stipendio: non hanno diritto di parlare».

Con toni diversi, anche sull’altro fronte politico, quello di Sel, si condivide l’analisi: «È una legge che ci mette fuori dall’Europa – sostiene il giovane tesoriere Sergio Boccadutri – Noi siamo favorevoli al finanziamento: c’è un cedimento culturale a un modello che, in assenza di leggi che regolino il conflitto d’interessi e le lobby, rischia di essere pericoloso». A Boccadutri della legge non piace tra l’altro il meccanismo del 2 per mille: «È fastidioso: alla fine è lo Stato che ci mette dei soldi, quelli incamerati di meno dalle tasse. Soldi donati non sulla base del consenso ma del censo». Il tesoriere sel contesta la mancanza di un tetto alle donazioni private, critica il fatto che le fondazioni possano ricevere soldi e rilancia la proposta del suo partito: «Un finanziamento da 18 milioni per Camera e Senato una tantum, per ogni singola elezione. Solo il primo anno, con il sistema del piè di lista. Come si fa anche in Australia».

Nelle resistenze dei partiti non è estranea la questione dei dipendenti. Pd e Pdl hanno 190 dipendenti a testa e con la riduzione dei fondi pubblici (già dimezzati dalle legge 96 del 2012) i loro posti rischiano. Per questo, però, è stato proposto un emendamento che prevede l’estensione della Cassa integrazione ai dipendenti di partito. Un aiuto arriva anche dalla progressività con cui entrerà in funzione il nuovo sistema.
Quanto al Movimento 5 Stelle, sostiene che il ddl del governo non è nient’altro che una truffa, un modo per far entrare i soldi dalla finestra invece che dalla porta: «Noi del Movimento abbiamo già rinunciato a 42 milioni di rimborsi elettorali – spiega Giuseppe D’Ambrosio -. Ogni voto al M5S non è costato nulla ai cittadini italiani ed è stato pagato con soli 40 centesimi di euro dai sostenitori».

Ufficialmente, la maggioranza è per il varo del ddl Letta (che arriverà in Aula il 26 luglio). Ma Ugo Sposetti, acerrimo nemico di un progetto che «è una violenza alla democrazia», è sicuro: «Farò proseliti per bloccarlo». Anche a questo il premier Letta è pronto. Tanto che ha già avvertito: «Se il ddl si blocca, interverremo per decreto».

 

da: www.corriere.it  di Alessandro Trocino

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10 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Risponde al vero che “I magistrati sono gli unici che si sono dati l’aumento di stipendio: non hanno diritto di parlare.”
    La Consula ha sloccato le loro retribuzioni con un incremento del 5% annuo.

    Risponde al vero che “Da una parte c’è l’opinione pubblica che, più che togliere i soldi ai partiti, vuole ammazzare tutti i politici. Ci vuole tutti morti, impiccati. Fosse per loro chiuderebbero Camera e Senato e farebbero seimila piazzale Loreto.”
    Ma il tale dimentica di analizzare il motivo per il quale essi siano diventati così ostici ai Cittadini.

    Risponde al vero che che il ddl è ipocrita, perché “se la gente vuole eliminare il finanziamento lo si elimina sul serio e non si usano palliativi come il 2 per mille. E non si introducono cose che fanno morire dal ridere, come i programmi per l’accesso in tv e la sede gratis ai partiti.”
    Allora, già che lo capite, vedete di non farci morire dal ridere e togliete le mani dalla marmellata.

    Risponde al vero, ma non detto, una proposta di Renzi di destinare l’importo del finanziamento pubblico alle dieci città pià grandi affinché le giunte possano li avviare grandi progetti di case popolari (mangiandoci su bene e destinando le abitazioni agli amici ed agli amici degli amici).

    Fa girare i ciribei il colmo dell’ipocrisia “Io non ho paura per me. Ho paura per la democrazia.”
    In Democrazia c’è una Costituzione ed in quella italiana sono ammessi i soli referendum abrogativi. I Cittadini si sono “democraticamente” espressi ed i partiti da allora hanno preso a rubare quattrini dopo aver rubato la Democrazia. Non basta la cessazione del finanziamento, ma devono essere resi i quattrini “rubati” per rendere la Democrazia all’Italia.

  2. Dan says:

    http://www.tzetze.it/redazione/2013/07/decreto_del_fare_aula_deserta/index.html

    Signori, basta. O qui ci svegliamo e delegittimiamo questo governo o qui si finisce male.

  3. Dan says:

    Loro sono la violenza della democrazia

  4. Vendicatore Libero says:

    Io sono contro la violenza ma se non si usano le maniere un pochino forti di questa gente non ce ne libereremo mai e il nostro stato andrà sempre peggio.
    Pensate a gasparri quando fa il dito

  5. Albert Nextein says:

    venti anni.

  6. pippogigi says:

    Come ho detto più volte occorre raggiungere l’indipendenza il più in fretta possibile e non occorre inventarsi nulla, basta copiare quello che funziona ed è già esistente: la Svizzera.
    Il futuro Stato indipendente dovrà dotarsi della Costituzione, delle leggi e della fiscalità Svizzera.
    Ad esempio vi riporto cosa prevedono i nostri civili vicini svizzeri in materia di finanziamento ai partiti:
    I partiti politici in Svizzera sono considerati come associazioni. Si gestiscono senza scopo di lucro e si finanziano principalmente mediante i contributi dei membri e le donazioni. Secondo gli statuti dei partiti, i soldi provengono dalle seguenti fonti:

    contributi annui dei membri
    donazioni
    ricavi dalla vendita di prodotti e di servizi
    contributi della frazione
    contributi di parlamentari, giudici e magistrati membri del partito
    Nessun obbligo d’informazione

    Nella maggior parte dei Cantoni, i partiti non devono comunicare da dove provengono le donazioni. Soltanto nei Cantoni Ticino e Ginevra vi sono leggi in materia. Da alcuni anni, in Svizzera si discute intensamente di finanziamento dei partiti. Stando alle critiche, questa situazione risulta però poco trasparente, poiché persone e istituzioni sospette potrebbero alimentare i partiti.

    • Dan says:

      Bisogna qui, bisogna là. L’ho già detto, l’indipendenza non si raggiunge da sola: o ci diamo tutti quanti da fare sul serio, senza fare economia di mezzi e se necessario accantonando anche la morale o non si arriverà ad un bel niente.

      • pippogigi says:

        Io ti do pienamente d’accordo. Non faccio altro che leggere di persone che dicono “prima o poi succede qualcosa” “la gente si ribellerà” “è impossibile andare avanti così” (lo dicono anche gli elettori di Grillo) ma poi allo stato pratico delle cose nessuno fa nulla, tutti aspettano che qualcuno faccia il primo passo peccato che nessuno lo faccia.
        Mi ricordo una ragazza rumena che mi raccontava di suo padre, la persona più tranquilla del mondo, insegnante, che quando ci furono le dimostrazioni contro Ceasusescu scese in piazza a protestare come tutti gli altri, sua madre preoccupata gli impose di mettersi un vassoio di metallo sotto la camicia come rudimentale giubbotto antiproiettili.
        Ecco da noi c’è un mucchio di gente “tranquilla” che attende solo che qualcuno gli dica di andare in piazza, quale piazza e a quale ora, ma nessuno lo fa.
        Più volte ho esortato qualche indipendentista da bar a prendere la sua famiglia, i suoi amici, parenti, colleghi, vicini ed andare a protestare. Sul serio, non a parole su internet. Fino a che restiamo qui a parlare quelli se ne fregano e continuano. E’ lo stesso errore che sta facendo Grillo, se segui le loro regole non otterrai nulla.
        Forse è il caso di chiudere questo blog ed iniziare qualcosa di serio.

        • Dan says:

          Ha ragione Casaleggio: prima ci vuole uno shock nell’economia.

          In altre parole, dobbiamo svegliarci una mattina e scoprire con orrore che non arriva più la corrente, che i rubinetti sparano aria e che i fornelli si spengono dopo pochi secondi. Uscire di casa, andare a comprare, non avere il contante, tentare di usare il pos e trovarlo fuori servizio quindi fare un salto a prelevare e trovare 30 o più persone fare la danza della pioggia intorno al totem perchè questo come quelli delle banche vicine sono misteriosamente finiti fuori servizio. Ah già dimenticavo, le pensioni: non vengono più erogate.

          A quel punto, dai due ai cinque giorni e finalmente si comincia.

  7. Albert Nextein says:

    1993 gli italiani tramite referendum dicono : basta soldi ai partiti che rubano.
    2013 gli italiani sono messi peggio di dieci anni prima, mentre i partiti hanno incassato miliardi di euro.

    Gli italiani appaiono come un enorme branco di coglioni.

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