Finalmente anche Grillo ha capito che mezza Italia sta bene così

di FABRIZIO DAL COL

Quanta ipocrisia, superficialità e analisi politiche completamente fuori luogo. Queste sono le vere notizie propinate ai cittadini dopo il voto amministrativo, quando invece si dovrebbe fare chiarezza sulla sorte che spetta agli italiani da qui a fine anno.  A nessun partito  interessa far capire ai cittadini che il tempo è scaduto, e se il bel Paese è già morto e sepolto, questo lo si deve agli stessi partiti che oggi si ergono a paladini di un salvataggio impossibile. Si e è votato in poco più di 500 comuni, un dato talmente irrilevante dal punto di vista statistico, da meritare forse con fatica delle brevi sulle pagine dei giornali, e invece il carrozzone giornalistico italiano che fa? Si scatena in analisi politiche, in paragoni con elezioni precedenti, ricercando chi ha vinto e chi ha perso, e tutto rendendosi perfettamente conto di voler a tutti i costi far sembrare il voto amministrativo della stessa importanza di quello politico. Chi però capisce di politica sa bene che non è così, e il professor Diamanti, che studia proprio le casistiche dei flussi elettorali, ospite a Piazzapulita, ha ben evidenziato la casistica dei flussi delle elezioni amministrative, e lo ha fatto facendo estrema attenzione e precisando più volte che il voto amministrativo non può assolutamente essere paragonato a quello politico.

Insomma, per i giornali le notizie languono, anzi spariscono proprio, e chissà il perché lo spazio è stato riservato ad ampi servizi sul rinnovo dei consigli comunali di quei 500 Comuni  che, guarda caso, sembrano essere ora divenuti d’incanto i veri protagonisti della vita politica italiana. In sostanza, per la stampa italiana, le elezioni amministrative comunali sono capitate a fagiolo, ovvero come la manna dal cielo, e dato che se ne parlerà ancora parecchio, i giornali potranno continuare a stare tranquilli  che le boccate d’ossigeno dureranno ancora un bel po’.

Proprio ieri Grillo ha fatto sapere che la stampa non ha inciso più di tanto sull’esito del voto che riguarda il M5S, e che il dibattito interno al movimento avrebbe immediatamente chiarito tanti aspetti e modificato ciò che forse non ha funzionato a dovere, ovvero che questa volta la comunicazione non è stata sufficientemente curata. Ma torniamo per un momento alle scarse notizie politiche dei giornali per capire meglio cosa sta succedendo e cosa ancora potrebbe succedere, ed ecco che una domanda sorge spontanea: ma come possono i giornali italiani scrivere di politica quando a maggioranza  sono schierati a destra e a sinistra  La risposta è molto semplice: non possono scriverle per non contraddire il desiderio di un governo che li rappresenta in toto. Ecco allora perché le notizie appaiono o scompaiono a seconda dei casi, ed anche perché le elezioni comunali sembrano avere lo stesso valore di quelle politiche. Personalmente mi sono convinto che Grillo lo avesse già capito e che la delusione del M5S fosse già stata in parte messa in preventivo, in quanto i segnali erano parsi chiari con il voto delle regionali. Alla luce di quanto sopra, e in base all’esito del voto amministrativo che vede penalizzato il suo movimento, Grillo ora scopre che mezza Italia sta bene così e che la differenza tra il voto delle comunali e quello delle politiche, si manifesta completamente diverso solo perché si votano rappresentanti comunali, ovvero persone che si conoscono in quanto candidati residenti.

Al posto di Grillo non starei certo lì a preoccuparmi del dato amministrativo, anzi, lo guarderei invece con molto ottimismo, e questo perché è inevitabile che le stesse persone che oggi hanno votato per il rinnovo dei consigli comunali, quando si tratterà di votare per le elezioni politiche, saranno sufficientemente incazzate e pronte a cambiare idea, il tutto  per aver nel frattempo visto il governo dell’inciucio fallire la sua missione. Per queste ragioni, i giornali continueranno ad enfatizzare il voto amministrativo, e lo faranno per far passare in cavalleria l’inerzia di questo governo e i mancati provvedimenti annunciati ma difficili da prendere.

 

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10 Comments

  1. Marcello says:

    Questo articolo, farcito di errori politici marchiani e voluti stravolgimenti dell’interpretazione dei flussi elettorali, sa proprio della storia della volpe e dell’uva…..

  2. il brambi says:

    Parlo da indipendentista e farò arrabbiare probabilmente qualcuno sedicente tale.
    Grillo subisce ciò che le varie leghe ed i movimenti indipendentisti hanno subito da parte dei mezzi di informazione itaglioni, cioè discriminazione pubblicità negativa e perfino il sabotaggio interno dei sinistri presenti nel suo movimento che tentano di dare man forte al governo comunista-dittatoriale che cerca di insediarsi in questo paese disgraziato.
    Io sono comunque favorevole alla sua linea e non concordo con chi vorrebbe che ci sia maggiore democrazia all’interno del movimento, in quanto, lo abbiamo visto fin troppo presto,
    anche i grillini eletti si sono immediatamente ingolositi e si sono fatti comperare troppo velocemente dal sistema itagliano.
    Ora, cosa aspettano gli indipendetisti a seguire il suo esempio invece di denigrarlo perchè è riuscito ad ottenere ciò che loro non riescono più ad avere e per questo soffrono dell’invidia che troppe volte porta a commettere scelte sbagliate?
    Finalmente anche Grillo fa l’esperienza di testare quanta poca serietà ci sia in questo popolo peninsulare al quale non importa di perdere la faccia per avere qualche briciola che il padrone getta fuori dalla finestra dopo aver banchettato come facevano i vecchi romani all’epoca dell’impero.
    Indipendenza e secessione presto o ci toccherà vivere la disgrazia della guerra civile e della conquista dei mori che il conflitto interno faciliterà.

  3. Roberto Porcù says:

    Anch’io al posto di Grillo non starei certo lì a preoccuparmi, quando tra non molto ci sarà il tracollo, lui sarà l’unico a potersi chiamare fuori.
    Altro fattore a suo favore sarà il finanziamento ai partiti che lui ha affermato di voler cancellare “dalla sua entrata in vigore” in quanto contrario ad una volontà referendaria.
    Letta dice di voler toglierlo “da quando il parlamento ne approverà la legge” e forse dovrei usare l’imperfetto perché mi pare che la cosa più importante per il palazzo sia ora una legge elettorale che premi i partiti dello sfascio e che assicuri lunga vita ai privilegi in essere.

  4. MIGOTTO SANDRO says:

    alla prima meta’ sta bene cosi’.
    L’altra meta’, probabilmente a ragione, si e’ arresa.

  5. Albert Nextein says:

    In effetti grillo ha commesso un errore.
    Ed è quello di partecipare a queste elezioni amministrative.
    Non avrebbe dovuto occuparsene.
    Ormai è in parlamento, e lì deve concentrarsi.
    Nel frattempo 5stelle dovrebbe fare lezioni accelerate di liberalismo.

    • gigi ragagnin says:

      Grillo non è liberale. è statalista più di tutti. Casaleggio poi veleggia per conto suo. bel connubio per fregare i soliti fessi.

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