Finale Emilia: chiudere le tendopoli il 30 settembre e riaprire le scuole a ottobre

di REDAZIONE

Gli obiettivi sono due: chiudere tutte le tendopoli entro il 30 settembre e inaugurare le nuove scuole il 16 ottobre. A dettare i tempi e’ Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia, il Comune del modenese epicentro del primo sisma, il 20 maggio scorso. Ma la meta non e’ facile da raggiungere, perche’ il Comune di soldi in cassa per i cantieri non ne ha molti. “Non arrivano i liquidi dallo Stato e abbiamo problemi di cassa per fare i lavori- denuncia Ferioli- il Comune non puo’ continuare ad affrontare i costi da solo”. Insomma, le cose da fare sono tante e cosi’ Ferioli, invitato questa mattina a Bologna per partecipare a una conferenza stampa su un’iniziativa benefica per il suo Comune, si e’ portato appresso la sua Giunta chiedendo ospitalita’ a Palazzo D’Accursio per fare una riunione in trasferta in una sala del municipio bolognese. “Dobbiamo trovare soluzioni ogni minuto”, spiega il sindaco. A Finale, dopo il sisma, sono stati aperti sei campi di accoglienza per 2.500 persone: oggi ne rimangono due, con 420 sfollati. “Io odio le tende e spingo per chiudere in fretta i campi- afferma il sindaco- perche’ danno grandissime difficolta’ igieniche e di gestione, creano tensioni e costano molto”. Ma chiudere le tendopoli significa dare un tetto a ogni sfollato. E non sara’ facile in un mese. “Il Piano casa e’ partito ma siamo agli albori- spiega Ferioli- le famiglie non vogliono allontanarsi e avremo difficolta’ a trovare case in affitto dentro al cratere. Ma sara’ difficile anche mettere in casa le persone, molte hanno ancora paura”. A parziale soluzione stanno arrivando i prefabbricati, ma “anche i moduli abitativi mi fanno venire il groppo in gola- confessa il sindaco- si tratta anche di mille prefabbricati in alcune aree, quindi significa fare interi quartieri e urbanizzare ettari ed ettari di terreno”.

Capitolo scuole. A Finale Emilia ce ne sono cinque da abbattere per i danni causati del terremoto, le altre vanno ripristinate. “Le scuole superiori saranno ospitate in moduli provvisori per un anno, mentre si faranno i lavori- spiega Ferioli- le elementari e le medie andranno invece nei prefabbricati che, di fatto, diventeranno la sede definitiva degli istituti. Abbiamo chiesto di fare qualche modifica, perche’ durino piu’ a lungo”. Il sindaco conta di inaugurare i nuovi istituti “il 16 ottobre. Ma non vogliamo perdere un mese di scuola”. Per questo, aggiunge, “abbiamo affittato un hotel dove i bambini potranno fare lezione”. Altri alunni saranno ospitati in tensostrutture, dove “ad esempio tutte le terze medie faranno la lezione di storia. Saranno 100 bambini tutti insieme, un po’ come all’universita’”. Ferioli non nasconde l’amarezza per i tempi lunghi. “Forse ci siamo illusi nella speranza di ricostruire in fretta- ammette il sindaco- invece ci vorranno decine di anni. Sono andato in Friuli e in Umbria e sono rimasto spiazzato: ad Assisi, dopo 15 anni, e’ ancora aperto l’ufficio terremoto per chiudere le ultime questioni. E quelli erano tempi in cui i soldi c’erano. Oggi, invece, lo Stato ha grandissime difficolta’ economiche. Problemi che si scaricano sui Comuni terremotati”. La voglia di ripartire e tornare alla normalita’ e’ tanta. “Ho pianto parecchie volte- dice Ferioli- guardando la mia citta’ distrutta e le famiglie o gli operai che facevano di tutto per tirarsi fuori da questa situazione”.

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2 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    gli emiliani sono ancora più tonti dei lombardi.

  2. Marty says:

    Indipendenza , per il bene di questa gente e di quelli che potrebbero rivivere queste situazioni in caso di altri disastri simili.

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