Le violenze dell’Isis come un virus


Soldiers ride in a truck as they patrol a road in Jolo, Sulu

di FABIO POLESE

Il gruppo terroristico filippino Abu Sayyaf – vicino ad Al Qaeda che ha recentemente stretto un patto con l’Isis – ha annunciato l’uccisione dei due tedeschi tenuti in ostaggio nel sud del Paese se entro il 10 ottobre non saranno accolte le loro richieste.

Soldiers ride in a truck as they patrol a road in Jolo, Sulu, in southern Philippines September 25, 2014. Al-Qaeda linked militants in the southern Philippines have threatened to kill two Germans hostages they have been holding since April unless Germany stops supporting U.S. action against Islamic State militants, the SITE monitoring service said. REUTERS/StringerSoldiers ride in a truck as they patrol a road in Jolo, Sulu, in southern Philippines September 25, 2014. Al-Qaeda linked militants in the southern Philippines have threatened to kill two Germans hostages they have been holding since April unless Germany stops supporting U.S. action against Islamic State militants, the SITE monitoring service said. REUTERS/Stringer

Il gruppo chiede a Berlino di non sostenere l’intervento degli Stati Uniti contro i sunniti dell’Isis in Iraq e Siria e un riscatto di 250 milioni di peso, circa 4,37 milioni di euro. “Se entrambe queste richieste non verranno soddisfatte – ha annunciato un portavoce del gruppo terroristico – decideremo sulla sorte dei due ostaggi”.

L’appello dei cittadini tedeschi alle autorità di Berlino e Manila.

I due turisti tedeschi di 74 e 55 anni, identificati come Stefen Okonek e Henrike Dielen, rapiti nelle Filippine nello scorso aprile mentre erano in mare su una barca a vela nelle acque tra il Borneo e le Filippine meridionali, hanno lanciato un appello a Berlino e alle autorità di Manila: “Ci rivolgiamo al governo tedesco e filippino affinché facciano il possibile. Siamo in una situazione difficile”.

Questa volta l’appello dei due prigionieri non è arrivato con un video – come ormai siamo abituati a vedere nella campagna mediatica dei jihadisti dello Stato islamico – ma attraverso un messaggio vocale. Il gruppo terroristico di Abu Sayyaf ha scelto di affidare le sue minacce di morte all’emittente locale Dxrz della città di Zamboanga, nel sud musulmano dell’arcipelago.

“Non cambieremo politica nei confronti della minaccia dello Stato islamico in Iraq e Siria”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri tedesco. “Le minacce non sono il modo adatto per influenzare la nostra politica”. Ed ha ribadito: “Non ci saranno cambiamenti da parte nostra”.

Migliaia di soldati sono stati inviati nel sud delle Filippine.

“Stiamo facendo del nostro meglio per localizzarli”, ha dichiarato Gregorio Catapang, capo delle forze armate di Manila. Intanto le autorità filippine hanno inviato nel sud ribelle del Paese migliaia di soldati e truppe speciali. In particolare nell’isola di Sulo, dove sembrerebbe che il gruppo Abu Sayyaf tenga nascosti gli ostaggi tedeschi. Il ministro della Difesa di Manila, Voltaire Gazmin, aveva annunciato venerdì scorso l’invio dei rinforzi per porre fine “una volta per tutte” alle attività del gruppo islamista.

L’islam radicale nelle Filippine.

Nel sud del Paese ci sono diverse formazioni radicali islamiche. Oltre ad Abu Sayyaf, attivo da molti anni, un altro gruppo fondamentalista è quello del Bangsamoro Islamic Freedom Fighters (Biff), che rivendica l’autonomia in favore di uno Stato islamico indipendente.

http://www.eastonline.eu/it/opinioni/open-doors/le-violenze-dell-isis-fanno-scuola-anche-nelle-filippine

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