La Fiat va bene in America, ma in Europa è un mezzo patatrac

di FRANCO POSSENTI

”Un secondo trimestre buono, grazie ai forti risultati di Chrysler, senza chiuderemmo in perdita”. E’ Sergio Marchionne a sintetizzare così i conti del gruppo Fiat, che presentano un utile di 358 milioni di euro rispetto a 1,38 miliardi del secondo trimestre 2011, ma senza il contributo della casa di Detroit le cose sarebbero ben diverse e ci sarebbe un rosso di 246 milioni. Piazza Affari non apprezza: il titolo perde fino al 6%, viene sospeso per eccesso di volatilità e chiude con un meno 4,4% ma riesce a mantenere quota 4 euro. Il trimestre si chiude con un utile della gestione ordinaria di 1 miliardo di euro, ricavi pari a 21,5 miliardi di euro (senza Chrysler sarebbero in calo del 7,5%) e un indebitamento netto industriale che scende dai 5,8 miliardi di fine marzo a 5,4 miliardi.

E’ l’Europa a pesare sui risultati del gruppo, approvati al Lingotto dal consiglio di amministrazione presieduto da John Elkann. E non c’è alcun segnale che le cose possano migliorare quest’anno, avverte Marchionne che insiste sulla previsione di un mercato italiano dell’auto a 1,4 milioni quest’anno. Il manager italo-canadese, che domani incontrerà’ i sindacati dopo il cda di Fiat Industrial, conferma gli obiettivi indicati per il 2012: un utile della gestione ordinaria fra 3,8 e 4,5 miliardi di euro, un utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi e un indebitamento netto industriale tra 5,5 e 6 miliardi. D’altra parte l’amministratore delegato della Fiat ha sempre detto che per un’eventuale revisione dei target avrebbe atteso la fine del terzo trimestre. Stessa data indicata per chiarimenti sul lancio della nuova Punto che, in un mercato come quello attuale, ”non coprirebbe neppure le spese per svilupparla e produrla”.

Il peso delle diverse aree geografiche sui numeri del gruppo è evidente: nella divisione auto il Nord America contribuisce con quasi 11 miliardi di fatturato, più del 50%, a fronte dei 4,9 dell’Europa e dei 2,6 dell’America Latina. Il risultato operativo dell’area Nafta è positivo per 744 milioni contro i 238 dell’America Latina e la perdita di 184 milioni di euro in Europa. Vanno bene i marchi di Lusso e Sportivi che registrano una crescita dei ricavi dell’8,7% grazie all’Asia e al Nord America. Sui rapporti con Mazda Marchionne precisa che si tratta ”solo si una collaborazione tecnica” e dice di non vedere ”il valore di uno scambio azionario”. Nessuna decisione sul ricorso presentato dalla Fiom contro l’esclusione dei propri rappresentanti sindacali in 21 aziende torinesi del gruppo Fiat: il giudice ritiene necessari approfondimenti sulla questione di legittimità costituzionale sull’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori e rinvia al 6 dicembre.

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3 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    in itaglia fa promesse in amerika investe… ke altri risultati può aspettarsi !? … meglio kosì, se ne vada fuori dai koglioni, ElKan ed il suo Minkionne 😀 …

    se investisse in italia, sarebbe da noi, in Padania (in borbonia nessuno s’arriskia a fare nulla… ilva_taranto ultima, accentua) avremmo un’altra infornata di allogeni (italiani, komunitari dell’est e/o extraeuropei), tutti vogliosi di approfittarne, arraffare, kon il loro klassiko “kiagni e fotti”… a noi rimarrebbero, al solito, le spese, le tasse da pagare , la responsabilità e l’onere dell’intrapresa (a nostro riskio esklusivo), l’inkuinamento il sovradimensionamento industriale…

    • Unione Cisalpina says:

      in Padania è ora d’investire in ricerka e teknologie avanzate… l’italia ce lo impedisce… disfiamoci di kuesto stato razzista !

    • Alberto Moras says:

      Ma scusami un secondo? Tu investiresti su un mercato in flessione del 20%?
      Ragiona un poco. Sarebbero tutti soldi buttati, se non ci sono ordini le fabbriche cosa devono fare? Fabbricare macchine con la speranza di venderle l’anno prossimo?
      Come il caso Irisbus, se non ci sono ordini cari miei, si chiude!

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