Fiat, Mirafiori ne manda 2600 in cassa integrazione anticipata

di REDAZIONE

Ancora polemiche e preoccupazioni sugli stabilimenti Fiat. Dopo l’annuncio di due settimane di cassa integrazione a Pomigliano a fine agosto, ieri si è appreso che la casa torinese fermerà ancheCarrozzeria Mirafiori la prossima settimana.

Il programma prevedeva una settimana lavorativa per gli addetti che montano Lancia Musa e Fiat Idea, ma il mancato rifornimento di un componente del motore ha costretto l’azienda allo stop. Gli operai dell’Alfa Romeo MiTo lavoreranno invece due giorni. La settimana persa verrà in ogni caso recuperata a settembre. A differenza di Pomigliano dove lo stop alle linee è stato inatteso poiché, nonostante la crisi del mercato italiano, la Panda è un modello completamente nuovo che ha importanti richieste anche all’estero (è la vettura più venduta d’Europa nel segmento delle piccole seguita dalla 500), a Mirafiori si tratta solo di un piccolo imprevisto poiché la fine della produzione di Musa e Idea era ampiamente annunciata. Si sa da anni che lasceranno il posto alla 500L il cui assemblaggio è già iniziato in Serbia. Ed è altrettanto chiaro che fino a che non partirà la produzione del Suv compatto con il marchio Jeep e di un eventuale altro modello con brand Fiat o Alfa, i dipendenti dell’impianto piemontese dovranno fare molta cassa integrazione. La Fiom ha commentato: «Un altro duro colpo per i lavoratori, 2.600 operai addetti alla produzione di Idea e Musa verranno messi in cassa integrazione a zero ore senza avere alcuna certezza di rientrare a lavorare. È giunto il momento di esigere dalla Fiat certezza e impegni precisi».

In vista dell’incontro in programma tra i vertici Fiat e i sindacati il primo agosto, il segretario generale della Uil Angeletti ha chiesto alla Fiat di confermare gli investimenti: «Serve un atto di coraggio, bisogna investire ora perché il mercato si riprenderà». Sulla questione fabbriche in esubero del Lingotto si è inserito anche il governatore della Sicilia Lombardo: «Fiat deve dare Termini ai cinesi, ho parlato con la Chery, sono disposti a subentrare. Il viceministro del Lavoro Martone ha ammesso: «È chiaro che la crisi del mercato dell’auto ci preoccupa».

Sergio Marchionne contestato in Italia continua a ricevere consensi all’estero: Goldman Sachs ha confermato il giudizio buy, alzato il prezzo obiettivo da 7,4 a 8 euro e previsto che Fiat tornerà al break even in Europa nel 2014. Dopo l’annuncio, in mattinata, il titolo del Lingotto aveva guadagnato oltre l’1%, ma poi è stato travolto dal tonfo di Piazza Affari perdendo oltre il 4%.

Per il manager italo-canadese che guida l’alleanza Torino-Auburn Hills apprezzamenti anche dalla Germania. Il numero di agosto dell’edizione tedesca di Capital dedica un articolo a Marchionne definendolo «il guaritore di Detroit, è riuscito nell’incredibile impresa di far rivivere la casa automobilistica americana».

FONTE ORIGINALE: http://www.ilmessaggero.it/economia/fiat_mirafiori_anticipa_la_cig_2600_senza_lavoro_per_un_anno_e_mezzo/notizie/209609.shtml

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One Comment

  1. sandrone says:

    Io odio la Fiat e la Juventus e quindi per me Mirafiori può chiudere domattina!

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