Festa degli Schuetzen, tra voglia d’indipendenza e italianità

di REDAZIONE

Molto folclore, avvalorato da slogan politici quanto basta e soprattutto per una volta niente marce: sono stati questi gli ‘ingredienti’ della Giornata dell’indipendenza organizzata dagli Schuetzen a Merano. Rappresentanti di numerose minoranze europee con i loro vestiti tradizionali, come anche una delegazione tibetana, e molti curiosi hanno popolato le vie del centro storico della cittadina termale.

Il tutto si e’ svolto in un clima disteso, senza tensioni. ”Ti possono forse rubare la tua indipendenza, ma non ti potranno mai rubare la tua identità, perchè avrai sempre la tua lingua, la tua cultura e la tua terra”, spiega Jinpa Santu Lama allo stand tibetano. Secondo il cinquantatreenne, che parla un italiano quasi perfetto, ”per avere indipendenza e libertà serve rispetto per il prossimo”. La via verso l’indipendenza è lunga – ammette -, ”ma anche una montagna è alta e può comunque essere scalata passo dopo passo”.

Ci sono anche stand informativi di friulani, veneti, triestini, siciliani e sardi, ma anche catalani, baschi e islandesi. Nonostante il chiaro messaggio politico, non mancano neanche le note di colore. Così i fiamminghi offrono una birra gratis per una firma per la loro indipendenza. ”E’ una festa popolare, un po’ come l’adunata degli alpini l’anno scorso a Bolzano”, commenta un passante sorseggiando una birra. Non sono comunque mancati gli interventi politici, che hanno avuto come filo rosso la volontà di indipendenza.

La leader sudtirolese Eva Klotz non ha dubbi: ”Per l’Alto Adige – dice – la salvezza è fuori dall’Italia. Dobbiamo esercitare al più presto il nostro diritto all’autodeterminazione e lasciare questo Stato”. I liberalnazionali Freiheitlichen vedono il futuro dell’Alto Adige in uno ‘Stato libero’. La Svp boccia invece entrambe le ipotesi. ”Per noi – spiega il segretario amministrativo Philipp Achammer – indipendenza e libertà significano più autonomia e più Euregione”.

Il giovane comandante degli Schuetzen e organizzatore dell’evento, Elmar Thaler, che di solito non teme le parole forti, oggi parla di una ”grande festa”. ”E’ stata – aggiunge – un’occasione per fare incontrare le vari minoranze, scambiarsi le idee e possibili soluzioni”. Secondo Thaler, ”sono state pochissime le critiche a questa iniziativa da parte dei partiti di lingua italiana. Ho particolarmente apprezzato – afferma – le parole di sostegno e gli auguri ricevuti dal coordinatore del Pdl Alessandro Bertoldi”.

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8 Comments

  1. Heinrich says:

    peccato non sia stata presente una delegazione di ProLombardia Indipendenza

  2. Gino says:

    I Freiheitlichen che vogliono uno stato del Sudtirolo forse pensano in questo modo di avere più possibilità di coinvolgere la minoranza italiana, che sarebbe più ostile nel caso di un ritorno con l’Austria.
    Ma se fossi sudtirolese non rinuncerei a sanare l’ingiustizia del Tirolo diviso, vorrei tutta la terra tirolese dal confine con la Baviera al Lago di Garda dentro lo stato austriaco.

    • Salice triestino says:

      Non “ritorno”.
      L’Austria di oggi è uno degli Stati eredi della vecchia Austria alla pari di altri Stati, solo che il nome uguale (imposto nel 1919) confonde tutto. Per cui il Sud Tirolo ne farebbe parte per la prima volta da quando quello Stato esiste.
      Ed hai ragione sul Tirolo ntero fino al Garda, ma un passo alla volta, che già così le cose sono complicate.

      • Sandi Stark says:

        Del tutto errato, l’Austria esiste dal medioevo. L’Impero AU nasceva solo nel 1867 come “confederazione” tra Austria ed Ungheria. Quello che esiste dal 1918 è l’Austria repubblicana ma la terra è sempre la stessa: la nostra cara Cisleithania.

        Uno “Stato AU” non è mai esistito: due Stati, due Parlamenti, due Legislazioni. Con due Corone diverse indossate dallo stesso sovrano, un ministero degli esteri, uno della guerra ed una commissione economica in comune. Oltre a questo c’erano due eserciti Statali ed un terzo esercito in comune.

        Affermare che l’Austria non esisteva prima del 1918 o che si sarebbe annullata nel 1867, sono errori gravissimi.

  3. gio says:

    Scozia,Catalogna,Fiandre,Paesi Baschi,Islanda,Tibet,Friuli,Trieste e Veneto.Grande giornata.

  4. Giuseppe says:

    E non di Lombardia e Piemonte…

  5. Diego Tagliabue says:

    Erano presenti delegazioni da Scozia, Catalogna, Veneto, Friuli e Tibet.

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