Confederazione, l’identità che contagia il mondo

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Dal 1891, il primo agosto è il giorno della Festa nazionale del moderno Stato federale. È però solo dal 1994 che è un giorno festivo ufficiale.

La leggenda narra che nel 1291 i rappresentanti dei cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo si sono riuniti sul praticello del Rütli per fondare la Confederazione svizzera. Dal XIX secolo il 1° agosto è diventato il giorno della Festa nazionale, tra fuochi d’artificio, bandiere rossocrociate e cervelat alla griglia.

Sul praticello del Rütli non è permesso costruire edifici o alberghi. In questo luogo storico della Svizzera, tra i più famosi del paese, non vi è nemmeno un centro per visitatori né un negozio di souvenir. È qui che il 1° agosto di ogni anno viene celebrata la Festa nazionale svizzera.
Il terreno che si affaccia sul Lago dei Quattro Cantoni, meta di pellegrinaggio per numerosi svizzeri, non è cambiato molto rispetto al 1291, anno in cui si fanno risalire le origini della Confederazione.
I rappresentanti di Uri, Svitto e Nidvaldo si incontrarono su questo prato per promettersi lealtà reciproca di fronte al dominio degli Asburgo. Il giuramento del Rütli è considerato il primo passo verso la creazione della Svizzera.
Nel 1940, il generale Henri Guisan, a capo dell’esercito svizzero, tenne sul Rütli uno storico discorso in cui disse agli ufficiali di resistere a qualsiasi invasione di truppe dalla Germania.
Oggi è vietato utilizzare il Rütli a scopi politici o commerciali. In seguito alle intemperanze di alcuni neonazisti, che nel 2005 avevano perturbato le celebrazioni ufficiali per la Festa nazionale, sono state introdotte regole molto severe.

Musica, tradizioni, bandiere e fuochi d’artificio sotto le palme.
Ogni anno la Colonia Helvetia, fondata nel 1888 da quattro famiglie emigrate a Indaiatuba, nello Stato di San Paolo in Brasile, celebra con bandiere e campanacci la festa nazionale svizzera del 1° agosto.

L’ambasciata svizzera in Israele ha invitato a Tel Aviv il governo e il parlamento dello Stato ebraico in occasione del 1° agosto. Ciò costituisce una novità: negli ultimi anni le celebrazioni per la Festa nazionale elvetica erano infatti state sospese.
L’attuale ambasciatore elvetico a Tel-Aviv, Walter Haffner, ha deciso di ridare vita a una tradizione che in passato era solidamente ancorata nella vita sociale della metropoli israeliana: il ricevimento alla residenza dell’ambasciatore svizzero, situata a Ramat-Gan, nella periferia di Tel-Aviv.

Per motivi che non sono mai stati realmente chiariti, i titolari che si sono succeduti nel corso degli ultimi anni hanno deciso di non organizzare più alcuna manifestazione in occasione del 1° agosto. Unica spiegazione ufficiale: «L’ambasciatore è in vacanza».

Animato dal dinamismo che lo contraddistingue, Walter Haffner ha voluto mettere fine a questa strana situazione. La rappresentanza rossocrociata ha quindi organizzato il 28 luglio – il 1° agosto coincide infatti con il riposo sabbatico – un «ricevimento diverso dagli altri» al Teatro Nalaga’at di Jaffa. L’obiettivo, spiega Haffner, era cancellare gli stereotipi e mostrare l’immagine di un paese multiculturale e aperto verso il mondo.

Per raggiungere questo obiettivo, Walter Haffner non si è risparmiato: l’ambasciatore ha fatto spedire inviti ai ministri del governo israeliano, ai deputati della Knesset – anche se all’orizzonte si sta profilando un’altra crisi tra i due paesi, stavolta causata della visita a Ginevra di una delegazione di Hamas –, a tutti gli ambasciatori accreditati in Israele, ai corrispondenti della stampa svizzera e a molte altre persone.

Dopo la parte ufficiale dell’appuntamento, sul palco del Teatro Nalaga’at è andato in scena uno spettacolo teatrale intitolato «Non di solo pane» e interpretato da undici attori ciechi e sordi. I protagonisti hanno condotto gli spettatori in un viaggio attraverso il mondo dell’oscurità, del silenzio… e del pane.

Tra attori e spettatori si è creato dunque un legame unico: un modo sottile per dimostrare che nel mondo attuale dobbiamo essere tutti solidali e che soltanto il dialogo riesce ad aprire le porte dell’incomprensione, persino quelle chiuse dalla cecità e dalla sordità.

La compagnia teatrale guidata dalla direttrice Adina Tal, di origine svizzera, ha già ricevuto molti attestati di stima, sia in Israele sia all’estero, segnatamente a Zurigo e Ginevra.

Il budget del ricevimento organizzato dall’ambasciata svizzera è stato assicurato nella misura del 10% dalla Confederazione e del 90% da sponsor privati. Numerose aziende elvetiche presenti sul mercato israeliano hanno contributo in ampia misura: in particolare UBS, Credit Suisse, Crédit Agricole suisse, Roche, la compagnia di assicurazione Zurich e l’aviolinea Swiss.

(fonte swiss.info)

 

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One Comment

  1. caterina says:

    non vedo l’ora che anche noi Veneti possiamo celebrare in un’unica giornata la (ri)nascita della nostra Repubblica Veneta, indipendente e sovrana…il giorno di San Marco? o il 21 marzo? …decideremo chiedendolo ai Veneti, appunto con un referendum… e senza quorum!
    Democrazia diretta vuol dire anche questo! e saremo più vicini alla Svizzera.

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