Festa del 2 giugno: quale repubblica dovremmo festeggiare?

di MASSIMO BITONCI

La parata militare di Roma è costata un milione e mezzo di euro. Poco rispetto all’anno scorso. Troppo rispetto alle vittime della crisi, ai debiti dello Stato nei confronti delle imprese, alle pensioni da fame di migliaia di anziani, ai servizi pubblici scadenti e alla marea di tasse dirette e indirette che ciascuno di noi è costretto a versare. Annullarla non sarebbe stato possibile? Pare di no, perché la Repubblica deve essere omaggiata, nonostante tutto. Nonostante che quella nata nel 1946 sia la Repubblica che ha sistematicamente rifiutato di riconoscere l’identità del popolo veneto, da un lato imponendo riti e inventando mitologie patriottiche, dall’altro emendando dai libri di testo e dai programmi delle agenzie formative ogni riferimento alla storia dei veneti, che pure una Repubblica prospera, libera e pacifica l’hanno avuta per centinaia di anni.

Per questo, chiediamoci quale Repubblica dovremmo festeggiare. Quella che impone un trattamento fiscale da strozzinaggio, che preleva risorse sul nostro territorio per distribuirle altrove? Quella che paga gli stipendi di lavoratori cosiddetti “socialmente utili” col sangue dei commercianti e degli artigiani veneti? Quella che crea esodati per un banale errore di calcolo? Quella che ci vorrebbe obbligare incondizionatamente all’accoglienza dello straniero, ma non riconosce nemmeno la nostra storia, la nostra lingua, che pure è parlata correntemente, e la nostra cultura di veneti? Quella che salda i debiti della sanità meridionale a scapito di quella del Nord? Quella delle opere pubbliche mai compiute, vedasi la Salerno-Reggio Calabria? Quella dei forestali siciliani e calabresi, più numerosi che in Canada? Quella degli istituti scolastici che cadono a pezzi, dei treni strapieni e in ritardo, della burocrazia asfissiante, dei tagli lineari, dell’Imu che si paga in Veneto ma non al Sud (a Caserta è stato recentemente scoperto un quartiere con 1500 unità immobiliari, tutte abusive)? Quella che non si cura quando terremoti e alluvioni devastano le nostre terre, ma è sempre prodiga quando qualche clientela attacca con il solito piagnisteo? Quella delle bollette salate, degli studi di settore, del redditometro, del patto di stabilità che vale per molti ma non per tutti, dei prelievi forzosi, del costo del lavoro più alto, della pressione fiscale più pesante del mondo? Quella della corruzione, delle stragi di stato, della mafia, dell’impunità dei criminali, dell’omertà e della connivenza?

Oppure, forse, dovremmo festeggiare una Repubblica che ancora possiamo costruire, che è viva nel ricordo e nella storia veneta così come ce la tramandano le nostre piazze, i nostri palazzi, le nostre chiese, la nostra capitale affacciata sul mare? Prospera, libera e pacifica: i veneti si meritano una Repubblica diversa. Una Repubblica che i loro rappresentanti eletti hanno il dovere di ricostruire.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

26 Comments

  1. luigi bandiera says:

    No so se me lexare’ (non so se mi leggerete),

    ma ci tengo a sottolineare che, come ebbe a scrivere qualcuno (non ricordo il nome) qua ne L’INDIPANDENSZA, che si parte (si dovrebbe partire) dalla LINGUA PER SEPARARCI DALL’ITALIA.

    Lo spunto mi e’ arrivato prima quando ho scritto un intervento. Solito sproloquio.

    Scrivevo:

    La lingua e’ il CONTENITORE. L’ABITO che poi fara’ il monaco..?

    Noi dobbiamo valorizzare il CONTENUTO. Il VERO MONACO e trascurare l’abito..!

    Non ho mai sentito parlare in questi termini, ma solo che se uno parla e scrive bene in italiano (il CONTENITORE) e’ sapiente o culturato. Altrimenti NO..!

    La MALATTIA DEGLI INTELLIGHENTIs… di cui l’intellighenzia.

    Io li capisco… lo si pretende tutti che uno si presenti vestito bene.

    Kome da giovane mi presentavo al mio magari nuovo datore di lavoro. Ero vestito da festa.
    Ma anche come rappresentante sindacale mi presentavo “in alta uniforme”. So quanto vale.

    Ma la lingua non serve entrare in un negozio e comprarla per indossarla e quindi parlarla e scriverla. O diventa un fatto naturale o diventa un ostacolo.

    Ma non deve essere motivo di DISCRIMINE… (leggersi le carte varie ed igieniche per capirla).

    Ma non e’ questo il motivo del mio intervento attuale.

    Il motivo e’: IL CONTENITORE. LA LINGUA O LENGOEA.

    Un tempo era cosi’: si trovavano e si univano tutti quelli che PARLAVANO LA STESSA LENGOEA. (parola vecchia ma attuale venetha).

    Ed ecco che la LENGOEA FACEVA DA CONTENITORE DELLA COMUNITA’ O DELLA TRIBU’..!

    Il cancellare (REATO) le nostre parlate di cui le nostre lingue per farci parlare e scrivere quella di stato (mai piu’ richiamare chi non parla e scrive in talibano perfettamente), e’ proprio il voler FARE GLI ITALIANI..!

    Vuol dire costruire un CONTENITORE (psicologico) POTENTE per tenerci SOTTO… spontaneamente..!

    Gia’ dal concepimento il nuovo cittadino italiano sente che il contenitore e’ TALIBANO..!!

    Mika scemi i presunti sapiens trikoglionitori..!!

    Sanno queste cose ma se ne guardano da diffonderle. Da renderle note.
    Beh. Sarebbe un farsi la legge contro. O no..??

    QWUINDI..??

    L’INDIPENDENZA, non la separazione che potrebbe mantenere il contenitore (la lingua), AVVERRÁ PROPRIO PARTENDO DALLA LENGOEA..!!

    Amen

    • luigi bandiera says:

      VOGLIAMO PARTIRE DAL VENETHO CHE E’ IL PIU’ PARLATO..??

      DAI MO, O SI COMINCIA O SPROLOQUIAMO PIU’ O MENO DA INTELLIGHENTIS MA INVANO.

      Poi sugli intellighentis ce ne sarebbero da dire ma temo di colpire anche qualche amico. Non voglio essere uno che adopera il FUOCO AMICO..!

      uno degli ultimi dei “MOHICANI”…

  2. luigi bandiera says:

    Ma adesso, i FURBI, xe drio farne pensar sul PRASIDENTE… da elexar diretamente.

    Kusi’ xe pexo el takon del buxo… savendo kome ke i rajona i toxati ea’ in poidega.

    Kusi’ pardemo tenpo ankora…

    Se ghe rivemo e no ea kapimo ke votar NULLA xe l’unika strada, ndaremo vanti kusi’ kome el dì de unkuo’ in eterno.

    Se a savaremo kontar pì vanti…

  3. Pietro says:

    Bitonci, se sei un minimo coerente vai via dalla lega e aderisci a un movimento realemente venetista, come IV…senò lascia perdere questi lamenti che non portano a nulla e che si sentono ormai da 30 anni…

  4. silvia says:

    Lo so ma le autorita’sono andati a celebrare il 2 giugno sul sacrario, Zanonato e co.

  5. Alberto Pento says:

    Bitonci co te jeri sinico a Çitadela, el to paexe, no te ghè gnanca meso el cartelo col nome en veneto.
    Te dovarise vargognarte, anca ti te si on fanfaron.

    • luigi bandiera says:

      Deso mi no so sel sipia’ un fanfaron (da fanfara) ma i leghisti pena cia’ squaxi el poder i dovea metar el segno. Ne pi’ e ne manko de kome fa i animai ko i segna el so teritorio: na pisada de kan su ogni entrada del komune ndava fata.

      Mi go proa’, ma gnente: masa infiltrai a posta pa stuar tuto.

      Infierir, caro Pento no serve… no se pol copar un omo morto.
      Qualsiasi nome el gabia.

      Ghe vol toxatei e no sapiens talibani se voemo risolvar ea menada…

      Varda, sensa saverlo go troa’ el karton inanema’ sul re dea foresta…

      KALZAaa..!!!!!!!!!!!!!!

      Va ben, speremo tra mie ani.

      I ga’ fato i taliani e cioe’ i MINOTAURI.

      Questi kome farai a vegnergane fora dal labirinto TALIBAN fato dai DEDALI MAFIOSI..?

      Sim sala bim e

      PSM

  6. Tito Livio says:

    Caro Massimo vorrei sapere se valuta soddisfacente l’attività ventennale della lige veneta- lega nord in Veneto e a Roma. Come valuta l’alleanza decennale con il PDL che ha molti consensi del sud “assistito”? Pensate di avere ancora un briciolo di credibilità dopo più di 20 anni di promesse, miti e prese in giro?

  7. giuseppe battista says:

    Scusa ma tu sei il Bitonci portavoce del Prima il Nord? Dalle tue parole sembrerebbe che hai avuto una crisi di rigetto verso quella vergognosa nuova Lega che rappresenti oppure ci prendi per il culo? Capisco che la cadrega va difesa ma un po’ di dignità non guasterebbe. Per favore
    smettetela.

    • Miki says:

      Cordialità (nel senso: prenditi un cordiale). Bitonci è uno dei tanti malpancisti che vede il progetto “Macronazione del nord-Itaglia una&indivisibile” con la gioia di un’ispezione fiscale. Sono ormai tanti nella Ln, diciamo una trascurabile maggioranza.

  8. Alterego says:

    Che bello sarebbe cominciare proprio il 2 giugno da parte di tutti i sindaci leghisti, autonomisti, secessionisti, separatisti ecc. ecc. a NON PARTECIPARE ALLE CERIMONIE UFFICIALI.
    sarebbe UN OTTIMO INIZIO.

  9. luigi bandiera says:

    Caro Massimo,

    non e’ possibile governare come si deve se non dopo una sana e al piu’ presto SEPARAZIONE..!

    Fin che faremo parte dello stato italia sara’ impossibile ottenere un qualsiasi traguardo. Un qualsiasi tenore di PACE come eravano abituati noi venethi sebben passavano sulle nostre terre eserciti piu’ o meno civili (?) e barbari. (!)

    Sono e rimarranno solo buone proposte e buone intenzioni, e null’altro.

    E mi suonano nelle orecchie, come delle api, alcune canzoni:

    l’estate sta finendo… (i Righeira)
    il sole se ne va…

    Parafrasando:

    la lega sta finendo…
    Il sole delle Alpi se ne va…
    Oppure: L’indipendenza della Padania se ne va…

    Quindi..??

    Vamos a la playa…
    oh oh oh oh…
    Vamos a la playa…
    oh oh oh oh…

    Ri quindi..??

    Niente di nuovo… (Zucchero, Madre Dolcissima)
    Tranne l’affitto per me…

    Purtroppo, caro Massimo, continueremo a pagare da bravi ILOTI o SCHIAVI de roma da sempre predona.

    A meno che…

    At salüt

  10. BrunoSeparatista says:

    Ricorda che il tuo Segretario Nazionale tal Tosi ha avuto buone parole per NapolEtano e per la sua bandiera e Repubblica……o sbaglio…??

  11. fai skifo kome indipendentista… io non festeggio nessuna repubblika italiana…

    sparite balordi e traditori !

    • la mia Patria è in Padania… l’italia è una espressione geografika ke indika la penisola appenninika…

      Padania NON è PENISOLA,pur avendo il mare di Genova e Venezia…

    • La Patria è il luogo dove sei nato e la Terra dei tuoi padri … la tua patria è tra la gente ke ti vuol bene e dove vivono i tuoi parenti… dove c’è un komun sentire e modo di komportarci, di volerci bene, di aiutarci, rispettarci, d’intendere la vita nella kuotidianità, kompartirne ansie ed aspettative e kompartirne tradizione, virtù, valori e debolezze pure …

      la repubblika tua e della patria ke servi è a me tiranno e x i komportamenti ke deskrivi ke in essa si evidenziano, non solo mi è estranea, ma anke detestabile nemika e feroce espropriatrice dei miei diritti, ke konkute …

      sei solo un servo, spregevole xkè kosciente, di padroni vessatori della tua gente … traditore “!

      • luigi bandiera says:

        Ocio, che lui ha i soldi, noi la fame.

        Chiamalo come vuoi… tanto si e’ sistemato.

        Io militavo e lui studiava…

        Lui ha preso i soldi con la caregheta ed io la pellagra…

        Ki e’ il mona dei due..?

        Vedi tu…

        PSM

  12. Silvia says:

    Mio trisnonno venne prelevato dai carabinieri e mandato a morire sul Carso. Morì colpito da una granata italiana. cosa c’è da festeggiare?

  13. Silvia says:

    Mio trisnonno venne prelevato dai carabinieri e morì dilaniato con una granata italiana. Sua moglia morì di crepacuore (lasciando quattro bambini) perchè dei soldatini “nemici” le chiedevano un pezzo di polenta”. Non seppe mai della morte del marito. Cosa c’è da festeggiare?

  14. Albert Nextein says:

    Dei ladri e dei coglioni.
    Ladri, coloro che comandano.
    Coglioni coloro che eseguono.

Leave a Comment