FESTA CELTICA DI “IMBOLC” A MARCALLO CON CASONE

di REDAZIONE

Sabato prossimo, 4 febbraio 2012, a Marcallo con Casone (in privincia di Milano), presso il Parco Ghiotti situato in via Vitali al civico 18, si svolgerà la “Festa celtica di Imbolc”.

L’evento, è organizzato dall’associazione culturale “Terra insubre”, con il patrocinio del Comune di Marcallo con Casone e la collaborazione dei “Lupi del Ticino”.

Ecco il programma della festa:

Si comincia alle16.00, con una visita guidata al riconoscimento degli alberi, accompagnati dall’amico Giovanelli. Alle 17.30 ci sarà l’accensione del fuoco sacro di Brigit.

Alle 19.30, in maniera conviviale una cena della tradizione celtica. Il costo del menù, per coloro che desidereranno parteciparvi è di 25 euro. Il menù comprende:

Involtini di formaggio e pere; caprini freschi con olio e pepe; sottaceti e sottoli; risotto al latte; bocconcini di maiale alla boema; spinaci in umido; acqua, vino, idromeleP

Per informazioni e prenotazioni:

telefono: 342-1969474; mail: marcallo@terrainsubre.org

 

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4 Comments

  1. re ribalta says:

    Tanto per farti una cultura…..

    di GIAN ANTONIO STELLA

    ……………………
    Intendiamoci: tutto il mondo è paese. Lo ricordava già, ai suoi tempi, il cardinale Enea Silvio Piccolomini diventato Papa col nome di Pio II: «Quand’ero solo Enea / nessun mi conoscea / ora che sono Pio / tutti mi chiaman zio”. La scelta del fratello e del primogenito del Senatùr per quelle due cadreghe europee, tuttavia, sia pure preceduta da altri piacerini a parenti e amici, segna il punto d’arrivo di un cammino che pareva partito con altri itinerari. Basti ricordare alcuni dei moniti di Umberto contro il «familismo amorale» e i regali ai clientes: «La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». «Il nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini». «Non si barattano i valori-guida con una poltrona!».
    «Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!».

    Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al mitico «Sciur Cüràt». E impresse nel marmo della storia da un gesuitico comunicato dall’allora addetta stampa della Lega Simonetta Faverio: «In un movimento che si propone di far la rivoluzione non ci può esser posto per gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, “i pentiti” e i lottizzatori. Chi si è proposto di cambiare questo nostro povero Paese non può nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici, non può usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini politici della partitocrazia. Non può insomma parlare bene e razzolare male, prendendosi così gioco della base pulita, dei militanti, e di quei dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto». Parole d’oro. Premiate un paio di anni fa con la nomina di Simonetta, in quota leghista, a vice della ancillare Anna La Rosa alla direzione dei servizi parlamentari della lottizzatissima Rai.

    11 novembre 2004

  2. re ribalta says:

    E alla fine canti popolari siculi con Simonetta “non c’e’ posto per i leccaculo…”

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