Ferrari Nasi: la destra ha un problema e si chiama NORD

di ARNALDO FERRARI NASI

Il contesto della destra politica italiana, dopo lo scioglimento di Alleanza Nazionale e il fallimento del PdL, vede oggi unico partito strutturato in Parlamento Fratelli d’Italia. Di orientamento post-missino, a livello elettorale e nelle stime dei sondaggi è sempre poco sotto il 3-4%, valori che indicano un difetto di rappresentanza politica per un’area che con AN arrivava al 12-14%.

 

 

 

Ad un bacino elettorale di centrodestra sono state sottoposte tre differenti ipotesi per verificare quale potrebbe essere la migliore soluzione per ritrovare un voto che si è rifugiato nell’astensione, in Grillo ed in Salvini. Solo il 14% ritiene che Fratelli d’Italia debba “continuare la sua politica ed aspettare, i voti di destra convergeranno”. Valore che riportato a livello nazionale significherebbe quel già visto 3-4% e che, soprattutto, fa il pari con quel 4% nazionale (10% nel centrodestra) che già nel 2013 voleva “che si riformasse un vero partito della destra italiana, in ogni caso”. Neanche piace troppo l’alternativa che vede la struttura di Fdi come “centro di un nuovo partito per aggregare le altre forze della destra che sono sparse, come fu Alleanza Nazionale per l’Msi” (19%). E’ forse proprio il nome di AN che non funziona più: nel 2014, poco dopo che i media rivelarono i grandi attriti fra gli ex colonnelli la valutazione del simbolo cadeva al 3%, mentre solo pochi mesi prima era stimata al 6-8%. E’ l’opzione del nuovo partito con dirigenti di nuova generazione, quella che piace di più, al 46% del centrodestra; soprattutto maschi, 35-55enni, del Nord e ancor di più del Nord-Est, quasi a voler sottolineare come neanche la Lega riesca a conquistare certi settori. Netta è invece la posizione di Giorgia Meloni, viene riconosciuta dal 57%, la maggioranza assoluta, come “il leader del nuovo partito che potrebbe formarsi”. Anche da molti di coloro che vogliono un nuovo partito con nuovi dirigenti; hanno circa lo stesso profilo visto in precedenza ed è indicativo che fra di essi vi siano anche tutti coloro che dal sondaggio risultino aver votato, nel 2013,  Futuro e Libertà.

 

 

 

Fdi è forte nel Centro Italia ed ha un elettorato giovane, d’altronde alle prossime Politiche saranno 7.500.000 gli elettori che non avranno mai votato una scheda con il simbolo di AN: per essi la destra è Fratelli d’Italia. Ma il Nord vale demograficamente due volte e mezzo il Centro ed i giovani, nel centrodestra, sono solo il 29%. Se la destra politica italiana rivuole un partito di una certa forza e che abbia una propria identità, deve tornare ad essere presente in Settentrione e deve riconquistare chi ha più di trent’anni (chi ha conosciuto anche un’altra destra). Giorgia Meloni non è il nuovo, è stata ministro con Berlusconi, ma ottiene lo stesso la fiducia dei più, anche di chi non vota Fratelli d’Italia. Qual’è dunque la conclusione? I dati sembrano fornirci un’indicazione chiara, la novità deve essere politica: se Fratelli d’Italia non funziona, neanche può fare molto ormai il simbolo di Alleanza Nazionale; e non è necessario che la faccia sia nuova, ma pulita sì.

Fonte: Analisipolitica.it

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2 Commenti

  1. Padano says:

    Cosa c’entra la destra italiota con il Nord?

    • Stefania says:

      Perché forse al Nord non c’è la destra? e un partito come la Lega non è posizionato ormai a destra?

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