Ferrari Nasi, Analisipolitica.it: “Sorpresa”, in campagna elettorale è cresciuta solo Forza Italia. Gli altri fermi o in calo

di ARNALDO FERRARI NASI – Un farmacologo che deve provare gli effetti di un nuovo trattamento per ridurre la pressione arteriosa, agisce nel seguente modo. Convoca un certo numero di soggetti e, prima di effettuare qualsiasi sperimentazione, misura loro la pressione, definendo “il punto di partenza”. Poi somministra il farmaco e dopo un periodo stabilito rieffettua le misurazioni. Continua con la terapia e quando essa è terminata prende ancora la pressione a tutti. Sui dati rilevati, esegue un test che si chiama Analisi della Varianza a Misure Ripetute e verifica se ci sono state variazioni reali, in statistica si dice significative, tra le tre misurazioni. Ovvero, se il farmaco ha funzionato o no.

Come analista politico, invece, a me interessa capire se e quanto stiano funzionando le campagne elettorali dei principali leader. Quindi, prendo i sondaggi di dicembre, quando ancora la campagna non era iniziata, di nove istituti importanti demoscopici: Demos, Demetra, EMG, Euromedia, Index, Ipsos, Ixé, Piepoli, Tecné. Li riprendo a fine gennaio, quando la campagna stava iniziando ed i programmi erano quasi del tutto definiti; li prendo ancora nell’ultima settimana disponibile, a metà febbraio, prima dello stop di legge. Eseguo le misure ripetute sui singoli partiti e verifico se e quando ci sono state variazioni significarive, ovvero se la campagna elettorale del partito, stia funzionando o no.

 


Diciamolo subito: fino a metà febbraio, il vincitore, il solo, di questa campagna elettorale sembra essere stato Silvio Berlusconi. Forza Italia è l’unico partito cresciuto con significatività statistica. In pratica, l’incremento medio registrato, dal 16,1% di dicembre al 16,6% di febbraio, non è frutto del caso ma di un’azione esterna.

Alla Lega, invece, fino a quindici giorni fa, la campagna non pare aver portato risultati particolari, le variazioni osservate risultano essere frutto della fluttuazione statistica e il partito di Salvini rimasto stabile intorno al 13% dal periodo pre-natalizio.

Per Fdi il discorso è ancora diverso. Il partito ha subito una brusca e significativa decrescita tra dicembre e gennaio, ma alla presentazione dei programmi, ovvero al reale avvio della campagna di fine gennaio, la Meloni ha saputo fermare e stabilizzare la caduta poco sotto il 5%.

Nel centrosinistra la situazione è ferale. Il dato del Pd è calato costantemente da dicembre (da 24,1% a 22,6%) con significatività statistica massima e grande forza del fenomeno osservato. Inoltre, ulteriori approfondimenti, indicavano un intensificarsi del decremento proprio nelle settimane di febbraio.

Allo stesso modo il partito di Grasso e della Boldrini. L’ininterrotta discesa di Liberi e Uguali da dicembre a metà febbraio è risultata essere non casuale, ovvero significativa e con parametri tali da far ritenere importate l’effetto del fenomeno registrato.

In ultimo i 5 Stelle, le cui oscillazioni non possono essere ritetute significative. Va ricordato, però, che neanche gli ultimi sondaggi apparsi, possono aver registrato un eventuale influsso del fenomeno “rimborsopoli”, scoppiato proprio nei giorni in cui avvenivano le interviste. Di questo aspetto si avrà contezza solo il giorno delle elezioni.

Tendenzialmente, nell’urna, il voto indeciso si riposiziona in buona pecentuale sui partiti più grandi e moderati e su questo aspetto, da quanto visto sopra, Forza Italia e con esso gli alleati, ossono essere avvantaggiati. Nel contempo, il centrodestra è l’unico dei tre poli che, in questi ultimi giorni di campagna, non riesce a presentare un’ipotetica squadra di governo, né nuova, come quella dei pentastellati, né conosciuta, come quella del centrosinistra. Lo stesso Berlusconi, in passato, ci ha insegnato che forte può avere questo tipo di comunicazione.

Arnaldo Ferrari Nasi

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One Comment

  1. Paolo says:

    Anche vendere la luna a qualcuno porta voti in questo paese!

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