Fermate l’Europa politica: ha provocato la crisi e genererà disordini

di FABRIZIO DAL COL

Monti dice di aver salvato l’Italia e reso più forte l’Europa, invece  dovrebbe dire di aver salvato l’Europa rendendo debole l’Italia. La Merkel vuole ancora più austerity perché l’unica alternativa sarebbe un’Europa a rischio. La Francia e le nuove politiche di Hollande stanno dimostrando che l’austerity non è sufficiente a superare la crisi: una crisi, quella che ha investito i transalpini, che rischia di divenire una emergenza difficile da affrontare. Nonostante ciò, il pesante e costoso intervento militare francese in Mali, scaturito da una decisione quasi istantanea, fa intendere che i benefici sarebbero più alti dei costi e potrebbero far scaturire vantaggi economici non da poco.  Il premier britannico Cameron ha dovuto rinviare il suo discorso sulle problematiche europee, originariamente programmato per ieri,  a causa di una telefonata della Merkel che gli precisava di essere contraria alla data scelta. Detto ciò, quelli sopra citati sarebbero i massimi interpreti della futura Europa e quindi anche i veri responsabili delle decisioni fin qui prese nel consesso europeo. Quello che però ancora non si riesce a capire è il motivo per cui  questi leader europei non riescano a prendere la decisione più importante, ovvero quella che riguarda il futuro modello politico europeo.

Ci sono però i retroscena a fare la differenza e uno di questi riguarda chi sarà il leader europeo che guiderà la futura Europa, e guada caso solo uno di questi sta lavorando alacremente per ritagliarsi il ruolo politico del futuro comando europeo: Angela Merkel. Che la Merkel sia oggi considerata la donna più potente del mondo è abbastanza noto, non è invece altrettanto noto che sia l’unica donna ad avere una sete di potere fuori del normale. Basterebbe ricordare l’agosto del 2011 quando ci fu il botta e risposta Kohl-Merkel sul  futuro ruolo della Germania per capire chi veramente è Angela Merkel. La cancelliera, infatti, non avendo digerito le critiche politiche ed economiche in Europa lanciategli Kohl, ovvero il padre della unificazione tedesca e mentore della sua carriera politica, lo ha attaccato su tutti i fronti  per far scaturire una clamorosa spaccatura all’interno della CDU tedesca al fine di difendere così la  politica del suo governo. La carriera politica della Merkel è decollata proprio sotto il cancellierato Kohl, nel 1991: all’epoca Angela, ministro più giovane del governo, si conquistò il soprannome di “das Mädchen” (“la ragazza”). Ben sapendo le intenzioni della sua ex “ragazza”, Helmut Kohl aveva allora sostenuto: «Dobbiamo dire di nuovo molto chiaramente dove siamo e dove vogliamo andare», aggiungendo che la politica estera della Merkel è priva di obiettivi e rischia di minare l’influenza della Germania a livello mondiale. La Merkel da par suo aveva risposto: «Ogni momento ha le sue richieste specifiche. Il governo cristiano-liberale sta lavorando per vincere in modo decisivo le sfide del nostro tempo insieme ai nostri partner in Europa e nel mondo».

ovvero l’italiano Monti e la tedesca Merkel, che alla luce di quanto sopra appare fin troppo chiaro.  Dopo che si saranno tenute le elezioni in Italia come in Germania, si potranno vedere anche gli esiti delle finalità  politiche messe in campo dai due, e se le stesse potranno poi trovare continuità  grazie alla rielezione dei due interpreti.  L’Italia, come ha  fatto in passato con le guerre che ha sostenuto, sceglie sempre il cavallo migliore del momento, salvo poi cambiarlo in corsa quando ciò si rendesse necessario, ma con l’indebolimento economico italiano che continua la sua corsa l’eventualità che l’Italia cambi in corsa il cavallo è pressoché nulla, e questa è la ragione dell’asse forte delle due “ M”  Merkel e Monti, dove per entrambi la scelta dell’asse è inevitabile in quanto finalizzata all’aiuto reciproco a salvare i propri Paesi prima dell’inevitabile disastro europeo. Se gli intenti politici europei rimarranno quelli di costituire a tutti i costi l’Europa politica, i vari leader europei si ritroveranno a dover fare i conti con gli euroscettici, i quali avranno gioco facile nel dimostrare da dove sia partita la crisi, per quali finalità è stata volutamente provocata e chi veramente ne è stato responsabile.

 

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4 Comments

  1. Nicola Busin says:

    Fermiamo QUESTA Europa politica, non l’unione politica dei popoli europei. Con le nostre montagne ancora intrise di sangue per assurde e inutili guerre, l’unione politica dell’Europa può essere solo una grande risorsa per i popoli europei. Lasciamo stare il contingente, l’attualità e pensiamo al futuro. Solo in una europa unita politicamente ed economicamente potranno crescere e progredire le varie popolazioni europee, libere da stretti vincoli imposti da apparati statali estranei alla propria storia che, come un cancro, stanno distruggendo ed omologando ogni ricchezza culturale ed economica: vediamo ad esempio come si comporta lo stato italiano con il Veneto.

    • Dan says:

      Fermiamo qualsiasi forma di unione.
      Un’unione politica si concretizza quando c’è un’unità di popoli e noi semplicemente non abbiamo niente in comune le altre genti d’europa.

      • Nicola Busin says:

        Miglio costruire un bunker antieuropa e chiuderci dentro isolati a vita, così evitiamo qualunque possibile contatto fisico con le altre genti d’europa: non si sa mai, date le malattie pericolose che ci sono in giro…….

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