Fermare il declino, obiettivo realizzato: ha fermato se stesso

di FABRIZIO DAL COL
“Fermare il declino” ovvero il movimento nato e voluto da diversi intellettuali ed economisti più o meno conosciuti, si è clamorosamente fermato prima del traguardo. Ricordo di aver scritto in data 29 luglio 2012 questo articolo sul giornale l’Indipendenza che qui ringrazio. Avevo fin da quel giorno paventato il rischio a cui sarebbe inevitabilmente andato in contro il movimento  di Giannino e di quali problematiche insuperabili  l’avrebbero poi costretto alla rinuncia. Il primo timore che avevo prospettato era l’idea del manifesto che non ritenevo certamente nuova, mentre invece i suoi contenuti, oltre ad essere nuovi erano anche forti e, proprio perché erano chiari e condivisibili ai più, difficilmente avrebbero potuto poi tradursi in una linea politica condivisa da altri partiti e tanto meno utili alla costituzione di un nuovo partito liberale che intercettasse un consenso ancora in divenire. Sempre nell’articolo evidenziavo come il movimento sarebbe stato prima o poi costretto a fare un nuovo partito o una lista o le alleanze con i “reduci” del passato, per poter poi sperare nell’applicazione dei contenuti del manifesto.

Le buone intenzioni c’erano tutte ma il silenzio assordante tenuto da Montezemolo sul manifesto faceva già allora presagire quella nefasta rinuncia determinata da problematiche politiche che ne sarebbero derivate. Avevo altresì precisato come nel tempo si sarebbe reso necessario che a detto movimento dovesse necessariamente poi corrispondere anche un leader e una classe dirigente e che, dato il poco tempo a disposizione in vista delle elezioni del 2013, sarebbe divenuta un’operazione di difficile realizzazione. Infine, mi ero spinto in un accorato invito a Giannino: “ Data la personale stima che nutro da molto tempo verso Oscar Giannino, mi spiacerebbe molto se non volesse valutare attentamente gli aspetti sopra citati in quanto, con la decisione di costituire un movimento o una lista elettorale liberal, rischia di prestare il fianco ai soliti noti pronti a tutto pur di non finire estinti”.

Alla luce dei fatti successivi e con la discesa in campo di Montezemolo, sono oggi comparse chiare, le problematiche che denunciavo allora, alle quali si sono anche nel frattempo aggiunti almeno tre problemi sostanziali: 1 ) le singole personalità del movimento non hanno saputo fare squadra, 2) le scarse capacità politiche nell’evitare gli opportunisti di turno (vedi Montezemolo ), 3) il non aver saputo sfruttare l’idea di una costituzione dei comitati cittadini a sostegno del manifesto. Ovviamente  è mancata anche la guida politica che avrebbe permesso di costituire in tempi certi quel contenitore politico nuovo, fatto da gente comune, necessario poi a presentare una vera novità nel panorama politico italiano. Ecco perché, alla luce delle analisi di cui sopra e al titolo di quell’articolo pubblicato qui il 29 luglio laddove, sostenevo che il manifesto “Fermare il declino” avrebbe dovuto avere anche una marcata matrice politica, alternativa alle ideologie, ma necessaria per evitare di finire poi nel tritacarne del sistema italiano. Il movimento, invece, vuoi per un motivo o per l’altro, è finito col bloccarsi in casa propria, e invece di fermare il declino dell’Italia è riuscito a fermare solo se stesso.

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33 Comments

  1. Davide Merigliano says:

    Fabrizio
    Sono senza voce per aver urlato e incitato Oscar ieri in piazza a Treviso
    Facevo parte fino allo scorso mese di quelli che come lei pontificano e certamente non sarebbero mai andati a votare
    Il contenuto ed il senso del movimento mi ha invece convinto a metterci la faccia convinto che ci siano professionalità e proposte capaci di cambiare questo paese
    Siamo pieni di commissari tecnici capaci di commentare da una comoda poltrona di casa
    È il momento di scendere in piazza e provare a ricostruire un paese consapevoli che solo un vero rinnovamento ci salverà
    Noi di fid ci mettiamo la faccia anche per chi come lei è disposto ad attendere un cambiamento non facendo nulla
    Oscar e Michele sono solo la miccia e le assicuro che il 50% degli italiani attende solo di vedere persone pulite e preparate
    Difficile …certo
    Necessario…assolutamente
    Noi ci crediamo e vogliano fermare il declino

    • Fabrizio says:

      Prima di scrivere stupidate, leggi almeno quanto ha scritto Giannino sul vostro sito. Dato che il tiolo è di per se fin troppo eloquente, prima di scopiazzare tra di voli la frase ” Siamo pieni di commissari tecnici capaci di commentare da una comoda poltrona di casa” vi suggerisco una sana lettura. Diversamente dai vostri sogni che qui vi ostinate a postare, Giannino ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno, e non mi pare proprio, che siano differenti dall’analisi fatta dall’articolo che commentate

      • Davide says:

        Giannino come il sottoscritto non è interessato al partitino e quello che afferma mi è ben noto avendo parlato con lui anche venerdi sera
        Per cambiare il paese serve una grande discontinuità con il passato
        Il partitino vorrebbe dire ritornare al gioco delle alleanze e della spartizione di potere
        Dovrebbe sapere bene che oltre il 50% della nostra spesa è rappresentato dal costo della politica.
        Mantenere inalterato lo stesso modello inciderebbe su questo?
        Noi con Giannino siamo convinti di questo.
        Una riforma radicale si realizza solo cambiando dalla base questa classe politica
        Se non saremo capaci a far questo e a coagulare il 50% delle persone che sono stanche di questo modo di fare non solo cercheremo il posto in panchina ma cercheremo un altro paese dove portare i nostri figli.
        Noi crediamo che ci sia lo spazio per comunicare e far aprire gli occhi a tanta gente
        Sono convinto che anche lei fabrizio se venisse ad ascoltare Oscar, Michele e gli altri fondatori si ricrederebbe ascoltando proposte concrete, non sentendo solo la protesta e parlando con le tante persone che come me sono pronte per metterci la faccia.
        Smetta come tanti di criticare e scenda in campo con proposte. Renzi è l’unica vera proposta di discontinuità e tifo per lui pur non potendo per etica andare a votare.
        Lega e PDL ci hanno preso in giro per troppi anni
        UDC…ha capito dove vuole stare ??
        Sostenga pure il vecchio sistema
        Noi ci proviamo a cambiare questo paese

  2. Albert Nextein says:

    Giannino parla bene.
    Ma non è del tutto incisivo.
    Si accontenta un pò troppo,per i miei gusti.
    Troppo civile,nonostante gli strilli in radio.
    Troppo per bene, troppo inserito.
    Io penso che qui sia necessario,ormai, qualcuno che butti il mazzo di carte per aria.
    E purtroppo ,sul genere, vedo attualmente solo Grillo.
    I cui propositi non mi trovano certo consenziente, e sul quale mantengo sospeso il giudizio.

  3. Fabrizio says:

    Sarebbe interessante leggere anche i post che seguono all’articolo pubblicato da Giannino sul suto ufficiale di fermarei ll declino. chiissà il perchè, sono tutti commenti in controtendenza a quelli che sono stati scriti qua.

    http://www.fermareildeclino.it/articolo/sara-dura-fermare-il-declino-armati-solo-di-vecchie-e-nuove-primedonne

    Pubblicato: Ven, 23/11/2012 – 16:45 • da: Oscar Giannino

    È fantastico come i media siano convinti che il più delle prossime evoluzioni della politica italiana sia segnato. Io ho le idee ancora molto confuse. O meglio, le mie idee sono chiare ma le incertezze fattuali sono ancora numerosissime.

    Primo, abbiamo capito che i partiti vogliono e otterranno con ogni probabilità l’election day. Così la sinistra allinea in tutte le regionali le sue alleanze a quella nazionale, mentre ciò che resta dello scombiccherato Pdl evita di andare alle politiche in ulteriore depressione, effetto della vigorosa mazzata che incasserebbe alle regionali. Ok, ma come si vota? Non si sa, ed è fondamentale. Perché è la legge elettorale a stabilire la convenienza di alleanze e apparentamenti. I soloni del parlamento raccontano a voce bassa che il Pd può scordarsi il Porcellum che renderebbe vieppiù improbabile il Monti bis, visto che il sovrappremio di maggioranza renderebbe poi pressoché impossibile a Bersani (nel caso in cui vinca le sue primarie, ovviamente) la rinuncia a guidare il governo. Ma per quanto paradossale, è del tutto possibile che la disperazione berlusconiana induca il Pdl a preferire comunque il Porcellum: i bastoni tra le ruote ai vecchi e nuovi centristi servirebbero a trattenere qualche voterello moderato sulla lista Berlusconi, a costo di accrescere enormemente il vantaggio democratico.

    Secondo. Che fa Monti? Non siamo più all’atarassia verso l’ipotesi di succedere a se stesso. Ormai si sprecano gli ammiccamenti alla prosecuzione del mandato, se le circostanze dovessero consentirlo. Il premier si è lasciato sfuggire la disponibilità a una patrimoniale aggiuntiva al fisco da rapina attuale, tanto per non complicarsi la vita domani, con un Pd che giunga sino a Vendola e diventi perno di maggioranza politica. In un viaggio estero è arrivato a dire che tanto vale comprare asset italiani finché al governo c’è lui, perché un domani chissà. Dichiarazione sgradevole, “non” da Monti. O meglio, di un Monti che prova a cimentarsi col teatrino della politica, incespicando. Ha dovuto correggersi, ovviamente, come sulla patrimoniale. Ma il segnale di disponibilità a restare c’è eccome. Obama e Merkel già gliel’han detto, che deve restare. Il problema è spiegarlo agli italiani.

    Terzo. Cosa farà il Pd ormai è chiaro. Con le primarie catalizza l’attenzione, con Renzi sul versante più moderato rispetto al ceppo storico, che resta tutelato appieno dal segretario (è lui ad aver stretto l’alleanza con Vendola e Sel). In Lombardia con Ambrosoli si aggiunge un bell’innesto di società civile, più l’alleanza con l’Udc modello Crocetta, in via di replica a livello nazionale. Ma cosa avviene a destra, a un anno di distanza dalla caduta di Berlusconi, è un’incognita. Non c’è un gruppo dirigente che sia stato capace di atti di autonomia credibili, rivolti verso il futuro e dunque basati su una sana autocritica e discontinuità. Berlusconi continua a picconare un giorno Monti e l’altro Alfano, per smentire l’indomani lasciando a tutti l’impressione che gli serva solo per tirar fuori all’ultimo secondo una sua nuova lista di guerrieri fidelizzati personalmente e votati alla difesa di una periclitante azienda, i paladini della parabola rotonda. Vedremo quanto pesante sarà il bastone degli elettori.

    Quarto: e la società civile? Montezemolo, Cisl, Acli e Sant’Egidio hanno tenuto la loro convention. Montezemolo nei contenuti ha fatto un buon discorso: dismissioni pubbliche, la patrimoniale la paghi lo Stato come da anni ripeto anch’io, concorrenza, merito. Ora si tratta di capire tre cose: se crederanno di essere autosufficienti; se si estenderanno con una logica “proprietaria” (e in entrambi i casi non è un match che possa agevolmente riaprirsi per Fermareildeclino di cui sono fondatore); oppure se si riapre un processo di confronto, basato su alcuni punti chiari di programma. Lo scoglio del Monti bis, da loro indicato come pregiudiziale, semplicemente non esiste: se si facessero le cose di cui ha parlato Montezemolo e di cui parliamo noi, è ovvio che l’agenda del Monti bis sarebbe ben diversa da quella del Monti attuale.

    Considerazione amara e finale. La società civile vede oggi crescere due tentazioni. Innanzitutto la giusta invocazione del tutti a casa, con sempre più evidenti toni settari e da mozzorecchi. La politica se l’è voluta. Secondo, anche nella società civile abbondano i primadonnismi, al cui confronto i politici appaiono consumati miscelatori di composizione psicologica (nel Pd sono riusciti a correre alle primarie contenendosi fin troppo per non compromettere il risultato congiunto). Anche in Fermareildeclino c’è chi chiede il micropartitino come vera urgenza, e se sono contrario è perché non siamo nati per creare una microformazione identitaria ma per contaminare idee. I due rischi non mi piacciono. Se constatassi che per le mie idee non c’è declinazione diversa dal mozzorecchismo, in quello eccelle Grillo. E se poi si viene considerati anche dai grandi registi della società civile come incontrollabili perché senza padrone, allora per me è identica la conclusione. Io resto a casa, e non muore nessuno perché nessuno è indispensabile, figuriamoci poi chi qui scrive.

  4. Luca says:

    Io aspetterei almeno di vederlo alla prova delle urne, prima di dire che Fid ha fallito…anche se sono dell’idea che un programma del genere può trovare sostenitori quasi solo al nord, e di conseguenza non credo riuscirà mai ad avere i numeri necessari, su scala nazionale, per cambiare davvero le cose.

  5. carlo says:

    Dal Col, se ritiene di dovermi moderare lo faccia, ma lei è totalmente sconclusionato!

  6. Roberto Porcù says:

    “… non aver saputo sfruttare l’idea di una costituzione dei comitati cittadini a sostegno del manifesto …”
    Appunto, nonostante qui sopra diversi si siano presentati come attivisti, a naso, che alla puzza della politica me ne sono assuefatto, dicevo a naso ho impressione che quello di Giannino sia un esercito con un ottimo generale, ma senza truppe, ed alle elezioni vedremo chi ha preso una cantonata.
    Il sentore che avverto è di profona insoddisfazione per tutti coloro che fanno politica dei quali non se ne salva uno, per l’infinità di dipendenti pubblici e per i medici e gli impiegati dell’Inps che certificarono l’invalidità di tanti falsi invalidi dei quali ora, chissà perché, lo stato dà a vedere di accorgersi.
    Contrariamente a tanta pubblicità di regime, non avverto attorno a me altrettanto odio per il commerciante che non fa scontrini o per chi lavora in nero, magari come secondo lavoro.

  7. Dan says:

    Come si può sperare di fermare il declino mettendosi nelle mani di finti imprenditori come Montezemolo ?
    Il declino ha tra le sue molte cause anche questa categoria di personaggi: degli incapaci del mondo delle imprese, buoni a mettere e mantenere in piedi un’attività fin tanto che arrivano i soldi dallo stato che si tratti di cash o sgravi dedicati.
    Tizi completamente estranei alle logiche del mercato proprio perchè hanno sempre potuto permettersi il lusso di agire fuori dai suoi limiti grazie ai nostri soldi.
    Pensiamo al Olivetti: fino a quando ci sono stati i soldi dello stato ci si poteva permettere di tutto e di più, da prodotti che nessuno avrebbe comprato al prendere largamente sottogamba il R&D, poi i soldi sono via via finiti ed a breve chiuderà l’ultimo rimasuglio in val d’aosta di una ex grande azienda oramai decotta da troppo tempo.

    Si deve fare una pulizia quasi infinita qua

  8. Fabio says:

    ma ti rendi conto da solo che quello.che dici non é vero si?

  9. luca Leonardi Paris says:

    Sono rimasto scioccato da questi vostri interventi. Ho paura veramente che l’italia farà una brutta fine. Le nostre teste pensano purtroppo per schemi. mi ricordo che quando ho saputo del movimento “fermare il declino” sono andato a vedere il programma e devo ammettere che era quello che ognuno di noi senza retorica e senza servilismo partitico avrebbe voluto fare per l’italia. Credo che in questo momento di assoluta confusione, la gente che vota per grillo come voto di protesta non abbia niente altro in mente di buttare nella spazzatura tutti i partiti politici, con i politici dentro. Ho sperato che fermare il declino schivasse la forma partitica classica, e ciò è avvenuto. é potenzialmente in grado di raccogliere l’elettorato di grillo dopo che si scoprirà che dietro al movimento dignitossissimo non vie sono ne ricette ne idee attuabili. La propaganda fa credere a tutti noi che ci siano dei programmi dei partiti……..voi probabilmente non li avete scaricati e letti..allora vi dico che i programmi sono nella maggior parte frasi populistiche e prive di cifre..quindi tutto e il suo contrario…il come fare non c’è..mi sono spiegato…non c’è. se guardate il programma di FIL non solo è l’unico che lo sia veramente, ma è anche dotato di cifre e grafici..INCREDIBILE!!!!. invito tutti noi a valutare bene tutti i movimenti..ma non per finta….queste elezioni sbaraglieranno molte certezze..di tutti noi..alcuni partiti faranno la fame ….a mantenere i loro carrozzoni. pensateci bene…le forme partitiche classiche non funzionano…il consenso viene dalla base di coloro che sono delusi e vogliono essere attivi e fare qualcosa, non da chi vota con la pancia. FIL è nato come il movimento 5 stelle..spontaneamente e così crescerà, credo, senza dovere scendere a patti.l’italia è con le toppe al….e non si tratta più di schierarsi ideologicamente ma di affrontare e risolvere. basta questo. non può essere che anche questa volta le stesse facce in politica ci dicano che bisogna mettersi ad un tavolo, decidere , studiare una soluzione..ai problemi veri dell’italia…..ma cosa hanno fatto di utile prima..sono competenti? sono responsabili? sono prestati alla politica o sono dei professioni della politica di vecchia data dove si occupano le poltrone e non si sa cosa fare ? io dico basta..ma capisco che io sono la minoranza rumorosa…voi la maggioranza che può dare la carica. non vi fate abbindolare ancora.
    Luca L.P.

    • Fabrizio says:

      In primis, non mi pare proprio che oggi ci sia qualcuno in grado di credere a qualcun altro. Detto ciò, la visione della situazione politica da parte del Cittadino, è fin troppo chiara e confermata dai fatti. Chi crede di poter cambiare un sistema entrandoci, ha già fallito e fallite saranno anche le idee o le soluzioni per quanto buone che siano. E’ mai accaduto che un sistema di potere riformi se stesso ? Certo che no, e quello che spiace è che tutti coloro che ci hanno provato, hanno sbattuto contro il muro. Se poi qualcuno pensa di poter conseguire il 51 % si accomodi pure.

    • Flit says:

      Macché programmi politici !
      Il miglior programma di Giannino è su Radio 24, perché almeno non lo si vede !

      Giannino è maestro nel dire agli altri quello che devono fare: se le cose van bene, il genio è lui ! Se tutto va a catafascio, la colpa è di chi non ha capito, di chi non ha saputo fare….degli altri, insomma !

      Di profeti, di teorici del gessetto…e del gessato, di fini affabulatori di casalinghe ed incantatori di massauie rurali, di gagà a gogò salottieri non sappiamo che farcene: servono personaggi che vogliano fare e dimostrino di aver saputo fare….un po’ più di qualche apparizione televisiva e di sporadiche conferenze in cui s’acchiappano i sempliciotti !

      Giannino scriveva su “La voce Repubblicana ed è stato capo Ufficio Stampa del PRI fino al 1995: nel 2011 era ancora membro della Direzione Nazionale repubblicana, ora non so…!
      Forse sarebbe stato meglio “arrestare il declino” colà !

  10. Claudia says:

    …caro Fabrizio,

    mi sfugge il motivo per cui sostieni che Fid si sia arrestato.

    A onor del vero…si continua a galoppare.

  11. Davide says:

    Sono un attivista come molti, certamente con un sacco di dubbi ma certamente con la voglia di FARE e di METTERCI LA FACCIA
    Il monolite…da abbattere
    lo stato …da ridisegnare
    Il debito …da ridurre
    E’ certo Signor Da Col che come tutti gli italiani siamo tutti degli ottimi commissari tecnici e lei lo dimostra assieme a molti che amano scrivere e commentare
    E’ certo che come me ci sono molti italiani che invece voglio scendere in campo per metterci la faccia e provare a scrivere delle nuove regole
    Sono stanco di vedere che sono sempre altri e i soliti burocrati a scrivere le regole pensando prima di tutto ai soliti privilegi/privilegiati.
    Io e tutti gli attivisti di FID scenderemo in campo e al contrario di quanto lei afferma giocheremo in tanti per cambiare questo paese e dare un futuro ai nostri figli stanchi di vedere “tecnici” sul divano e desiderosi di dimostrare che esiste una italia che vuole e sà giocare per cambiare il paese e che anche questa sera numeroso come ieri sera a vicenza sarà presente a chiedere a Giannino in pazza dei signori a Treviso ELEZIONI !!!!!

    • Fabrizio says:

      Molto commovente e molto idealista. Si capisce l’impegno come si capisce il desiderio, che qui appaiono molto nobili e sinceri. E’ senza dubbio un suo merito come lo sono anche le sue volontà. Mi spiace. Quando però si critica ad un fatto, si risponde con un altro fatto altrimenti, chiunque può pensare quello che vuole.

    • Allora magari cominciamo col mettere nome e cognome quando si commenta…

    • dante says:

      Anch’io, che stimo Oneto e la penso molto come lui sono un attivista del FID mi do da fare per movimento e mi fa piacere vedere che anche tra i lettori dell’indipendenza ce ne sono che hanno capito.. Giannino è un vero Federalsita. e Liberista..
      Ma ci sono un mucchio di persone che pontificano e fanno finta di sapere tutto. Son i soliti poltronisti alla Dal Col.
      Mi spiace solo che Facco non dia un appoggio chiaro al FID.

      • Leonardo says:

        Spettabile Dante, continuo a provare rispetto per Giannino, ma non per le idee incarnate nel Fid. Come lei saprà ho avuto modo, proprio su questo quotidiano, di spiegare le ragioni.

      • Fabrizio says:

        Toh ! ecco che arriva il bandierina di turno. Quello che fa l’attivista di FID senza nessuna preoccupazione. Quello che ha capito tutto e tutti ma manco sa qualcosa del movimento di cui fa parte. Ma roba de matt

  12. giovane padano says:

    Questo è il tizio con cui gordo salvino voleva farci alleare.
    Maroniti peggio dei finiani.

  13. Anthony Ceresa says:

    Il declino Italiano é iniziato dagli anni settanta e da allora abbiamo avuto tanti ciarlatani che si sostenevano a vicenda per nascondere il progressivo fallimento di una classe politica fatta da barboni che pensavano esclusivamente ai propri interessi.
    Questa masnada di barboni ha continuato ad allargarsi sino alla situazione attuale in cui la sola soluzione per salvare l’Italia é una sostenuta marcia su Roma oppure votare tutti uniti per il Grillo parlante il quale se non altro sono certo che i furfanti li manderà tutti a casa, iniziando dall’alto della Piramide sbrandellata che rappresenta il nostro Paese.
    Quel Giannino con l’aria da scienziato scappato dal Burundi, sarà meglio che passasse da un barbiere per una adeguata presentazione.

    • Le ricordo che la “masnada di barboni”, come li chiama Lei, non sono andati al potere con il mitra, ma con i voti di milioni di beneficiati dalle tasse e dai debiti dello Stato italiano.
      Intanto il nord tirava la carretta e pagava a piè di lista.
      E quei milioni di parassiti ora chiedono il patrimonio del nord, o almeno quello che è rimasto.

      PS non ho alcuna voglia né interesse di salvare una italia mafiosa e parassita.

  14. carlo says:

    Probabilmente lei che scrive deve essere (o essere stato) un attivista per qualche motivo deluso. D’altro canto mi piacerebbe conoscere le sue fonti, sicuramente disinformate. Il movimento é tutt’altro che fermo. I comitati locali sono in veloce crescita ed ed attivissimi, nonché prodighi dibuone idee. Non voglio dire sia tutto rose e fiori, non c’èdubbio che qualche problema esiste. Masono problemi di gioventù, problemi che denotano proprioi il contrario di ciò che scrive. Fid é cresciuto in fretta,più in frette delle regole organizzativeinterne. E questa carenza di regole crea, a tratti, qualche momento di caos. Si sbaglia anche quando diceche predicevache saremmo stati costretti ad alleanze con i reduci delpassato:fid eé nato dichiaratamente quale movimento aggregatore con la volonta di soppiantare la cattiva politica ed i cattivi amministratori, non i politici in quanto tali…..si confonde con un movimento un po’ più “vecchio” di noi!

    • Fabrizio says:

      Certo che, è piuttosto singolare che non si voglia prendere coscienza di quello che accade. Problemi di gioventù ? contrari ai fatti ? affermazioni come “si sbaglia anche quando diceche predicevache saremmo stati costretti ad alleanze con i reduci delpassato:fid eé nato dichiaratamente quale movimento aggregatore con la volonta di soppiantare la cattiva politica” che significano ? che significa è nato aggregatore ? aggregatore di chi ? di che ? e con chi ? Se per aggregare, si intende solo la società civile, lo si dica. Mi sa che, il poco informato qui sia qualcun altro.

      • carlo says:

        Caro Fabrizio, aggregatore significa molto semplicemente “disponibile a discutere ed a convergere con chi è disposto a condividere i 10 punti del manifesto”. Società civile in primis, ma non solo! Stiamo discutendo, e non vi è alcun problema a dire che lo stiamo facendo anche con chi fa parte di vecchi partiti! Sottolineo: con chi ne fa parte, non con i vecchi partiti in sè! Detto questo, non avendo alcuna intenzione di fomentare la polemica, sarebbe il caso di capire quali siano le sue fonti. Non si preoccupi, non si parla di giornalismo di’inchiesta in cui il dirigente dissidente potrebbe perdere il posto di lavoro, ma di una discussione da bar su un piccolo movimento politico. Perchè ribadisco, io sono molto informato: sia dai fondatori del movimento che dalla base dello stesso, temo che la sua fonte lo sia molto meno. “E’ singolare che non si voglia prender coscienza di ciò che accade”….le frasi fatte come vede possono essere ribaltate senza alcun impatto sulla veridicità……….

        • Fabrizio says:

          Mi sa tanto che l’arte della polemica regni sovrana anche a casa vostra. Abbiate almeno la cortesia di rileggere perchè appare veramente il contrario di ciò che qui sopra si vuol evidenziare, e che è ben diverso, da ciò che intende chi scrive.

          • Fabrizio says:

            Comprendere due nessi politici, tra loro in perfetta conraddiizione, non sembra un esercizio assai facile : società civile in primis,“disponibile a discutere ed a convergere con chi è disposto a condividere i 10 punti del manifesto”. Stiamo discutendo, e non vi è alcun problema a dire che lo stiamo facendo anche con chi fa parte di vecchi partiti! e Sottolineo: con chi ne fa parte, non con i vecchi partit in sè.

            E chi non condivide il manifesto dei 10 punti ? basta rileggere e si scopre come io per primo, li abbia non solo condivisi ma anche sottoscritti. Se a condividerli, come voi sostenete, sono anche i politici che hanno fatto parte dei vecchi partiti , significa che “tutto fa brodo” in quanto, la buona parte di essi, sono esuli e quindi disponibili a tutto, pur di garantirsi il posto alle prossime elezioni. Ciò signifca, che si e disposti anche a riciclare coloro che sono responsabili del fallimeto italiano. Ecco che,. far condvidere la società civile con ex espondenti di partito, è una perfetta contaddizione. Ah! precisiamo, sono frasi fatte, Aspetterò comunque a rileggervi, dopo che sarà approvata la legge elettorale.

  15. Vittore Vantini says:

    Caro Dal Col, condivido sostanzialmente il tuo articolo. Vorrei solo aggiungere una considerazione:chiunque voglia riformare il Paese dal di dentro, si troverà sempre (salvo ottenesse una maggioranza oltre il 50%) a lottare contro quello che io chiamo il monolite, cioè uno status irriformabile. Questo è probabilmente il motivo più grave che spinge a ripensare dalle fondamenta una diversa aggregazione socio-politica, che dovrà necessariamente iniziare dalle idee e procedure indipendentiste. Abbiamo bisogno di un vestito nuovo. Basta con le toppe abborracciate.

  16. Secondo me è solo un bene che Giannino non abbia imbarcato Montezemolo, vari politici da salotto, ed altri succhiaruota.
    Il vero errore di Giannino è tentare di creare un movimento italiano quando il suo decalogo obiettivamente può essere raccolto solo al nord e non certo al centro-sud da sempre statalista-parassitario.

  17. Don Ferrante says:

    La brutta copia di Mariannini, emulo di Scaramacai ed antagonista mediatico di Platinette, aveva creduto che bastassero la visibilità televisiva ed una manciata di banalità a dare il successo politico nell’attuale, drammatica situazione in cui versano quasi tutti i cittadini !

    Lo scrissi, facile profeta tra molti, ai primi vagiti di “Fermare il declino” ed un po’ mi vergogno a rimarcarlo ora, ma lo faccio perché spero che questa lezione venga capita ed assimilata da tutti coloro che, anche su questo quotidiano, si entusiasmano e partono alla carica del “sistema” appena sentono qualcuno che pontifica di economia, finanza etc. ad usum Delphini o, meglio, Tructae !

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