Fenestrelle, la storia è diversa da come l’hanno raccontata

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Chi abbia studiato un po’ di contro storia risorgimentale saprà che negli ultimi anni la fortezza sabauda di Fenestrelle è stato più volte descritta come luogo di prigionia per migliaia di soldati borbonici che vi sarebbero stati reclusi e uccisi a migliaia. Gli scrittori più infervorati hanno parlato di un vero e proprio lager, di un campo di sterminio ante litteram accumunando la sorte dei soldati borbonici prigionieri a quella dei deportati nazisti.

Nel 2008 a Fenestrelle è stata persino inaugurata una lapide che testualmente recita “Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella fortezza di Fenestrelle migliaia di soldati dell’esercito delle Due Sicilie, che si erano rifiutati di rinnegare il re e l’antica patria. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti. I pochi che sanno si inchinano.” Durante l’inaugurazione della lapide si affermò che a Fenestrelle erano morti 8.000 uomini e che i prigionieri meridionali che vi transitarono furono stati 40.000.

È vero tutto ciò?

No, assolutamente no, si tratta di una bufala colossale che Alessandro Barbero, professore di storia all’Università del Piemonte Orientale, ha smascherato in modo ineccepibile con la sua ultima fatica: “I prigionieri dei Savoia – La vera storia della congiura di Fenestrelle”.

Si tratta di un’opera serissima e molto precisa, ben 316 pagine dove minuziosamente vengono ricostruiti con pazienza e precisione gli eventi, basandosi su di un’accurata ricerca archivistica, testimoniata da più di 40 pagine di note.

Allora quanti sono stati i prigionieri borbonici trasferiti a Fenestrelle, quanto vi hanno soggiornato, come sono stati trattati e quanti di loro sono morti in questo presunto campo di stermino?

1) Fra il 9 e il 10 di novembre del 1861 giunse a Fenestrelle una colonna di prigionieri borbonici catturati a Capua il 2 di novembre, in totale si trattava di 1.186, ben lontani quindi dai 40.000 favoleggiati.

2) La maggior parte di questi prigionieri ha soggiornato a Fenestrelle per non più di tre settimane, dato che con una circolare ministeriale del 20 di novembre si prevedeva che tutti i prigionieri borbonici fossero inviati ai depositi e ai reggimenti dell’esercito italiano per esservi arruolati. Anche da Fenestrelle già il 28 di novembre partirono, dotati di viveri per il viaggio, i primi contingenti di prigionieri borbonici, tanto che il primo di dicembre il contingente di prigionieri si era ridotto a 70 uomini, tutti ospedalizzati e per tanto al momento inabili a partire.

3) Sulle condizioni della prigionia e dello sterminio si è detto e scritto di tutto: i soldati borbonici sarebbero stati rieducati col freddo, ovvero in una fortezza posta a 2.000 metri sarebbero stati costretti a vivere in locali da cui erano stati volutamente rimosse porte e finestre, i prigionieri non sarebbero stati in alcun modo curati, l’aspettativa di vita media era pari a 3 mesi, ecc, ecc. È evidente che queste descrizioni che Barbero cita e che campeggiano su internet, ma anche in molti testi che pretendo di avere valore storiografico sono palesemente infondate. Barbero dimostra come i soldati giunti a Fenestrelle, effettivamente stremati dal viaggio, furono regolarmente curati e ospedalizzati, chi a Fenestrelle, chi distaccato in altri ospedali per essere meglio curato, a Pinerolo gli affetti da malattie veneree, a Torino quanti erano stati colpiti da oftalmia bellica. I registri militari parlano chiaro e annotano i movimenti di ogni singolo soldato, pertanto è possibile stabilire quanti furono gli ospedalizzati, che raggiungessero il picco massimo di 143 il 17 di novembre: alla faccia di quanti sostengono che non furono curati! È poi veramente assurda la diceria secondo cui l’aspettativa di vita media a Fenestrelle non superava i tre mesi, dato che la prigionia non ha superato le tre settimane! Infine una nota sulla presunta “correzione con il freddo”, se proprio li si voleva ghiacciare e surgelare, perché mandarli via da Fenestrelle entro il primo di dicembre e non farvi trascorrere invece tutto l’inverno? Per dimostrare l’infondatezza e la mostruosa macchinazione che in questi anni è stata creata ad arte per inventare il caso, Barbero cita un sito internet con tanto di fotografia in bianco e nero di presunti prigionieri borbonici, per lo meno il sito li descrive come tali, peccato che Barbero nel suo certosino lavoro abbia scoperto che l’immagine ritrae in realtà un gruppo di deportati in un campo nazista! La grossolanità delle mistificazioni è tale che persino io, che non sono certo uno storico, ne ho scovata una piccolina: da più parti gli inventori di questa bufala sostengono che il forte di Fenestrelle sia a 2.000 metri di quota, in realtà il forte si trova a 1.200 metri, per cui o si tratta di una voluta esagerazione o di un errore di battitura che è stato ripreso tal quale e in modo acritico da tanti altri scrittori che non hanno verificato neppure i dati più banali: esperti in “copia e incolla”.

4) In definitiva quanti sono stati i prigionieri borbonici morti a Fenestrelle? 5, dicesi cinque, sich, five, cinco, cinq, fünf e sono stati regolarmente annotati sui registri parrocchiali della chiesa di Fenestrelle. Questo dà l’idea di quanto sia colossale la bufala, 5 morti diventano migliaia e migliaia, neppure 1.200 prigionieri diventano decine di migliaia di segregati, tre settimane di prigionia divengono anni e anni con prospettive di vita non superiore ai tre mesi.

Di fronte ai dati dei registri parrocchiali i sostenitori dello sterminio replicano che quelli furono i pochi morti registrati, gli altri sono stati fatti sparire, sciolti nella calce viva e non hanno lascito traccia, neppure negli archivi, neppure in parrocchia: insomma il governo sabaudo scientificamente avrebbe pianificato il loro inconfessabile sterminio.

A parte il fatto che di tutto ciò non esiste uno straccio di prova, l’idea che si volesse sterminare i soldati borbonici è assolutamente insostenibile, perché come ho anticipato più sopra i Savoia e tutti i vari governanti risorgimentali avevano ben altre intenzioni. Non ci pensavano affato a sterminare i borbonici, anzi volevano arruolarli quanto prima e pensavo di inquadrarli rapidamente nelle fila del neo costituito esercito italiano, perché la guerra con l’Austria sarebbe presto ripresa e avevano bisogno di uomini!

Stimavano di poter arruolare almeno 50.000 ex soldati borbonici, erano convinti che liberati dalla schiavitù del Borbone, questi “fratelli italiani” avrebbero gioiosamente aderito alla causa nazionale. A leggere certe cose cascano le braccia, quanto dovevano essere alienati i politici che hanno fatto l’Italia? Come potevano pensare che i soldati borbonici, cui fino al giorno prima i garibaldini avevano sparato addosso, aderissero gioiosamente e si sentissero liberati?

Ciò nonostante la stragrande maggioranza degli ex soldati borbonici venne in seguito arruolata nell’esercito italiano, certo non gioiosamente come credevano gli illusi politici risorgimentali, ma di sicuro senza il minimo spargimento di sangue, al massimo vi furono casi di diserzione o di tentata diserzione e casi di insubordinazione puniti dai tribunali militari.

Anche questi soldati sono stati inviati a Fenestrelle negli anni successivi, perché Fenestrelle era un luogo di punizione, come più tardi lo sarebbe stata Bolzano e poi la Sardegna e vi venivano mandati tutti i soldati problematici compresi quelli sorpresi a commettere reati comuni e reati di camorra. In questi casi non si può più parlare di prigionia, bensì di punizione che consisteva nel trascorrere parte del periodo di leva in forza ai Cacciatori Franchi di stanza al forte, né si può sostenere che la misura abbia colpito solo gli ex soldati borbonici, bensì ha riguardato tutti i neo sudditi italiani: se qualche ex soldato delle Due Sicilie è stato punito per aver urlato “Viva Francesco II, re d’Italia”, al posto di “Viva Vittorio Emanuele, re d’Italia”, allo stesso tempo qualche militare di leva lombardo è stato trasferito a Fenestrelle “per aver impunemente gridato Viva Giuseppe II, Imperatore d’Austria”.

In sintesi non si vuole negare che l’occupazione delle Due Sicilie fu una semplice guerra di conquista e non di liberazione, una aggressione bella e buona, una violenza pura e semplice, ma come dice Oneto, prendere atto e riconoscere questo torto è già sufficiente, non è necessario favoleggiare che il sud fosse un Eldorado, né inventarsi stermini e genocidi che fortunatamente non sono mai esistiti.

 

 

 

 

 

 

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64 Comments

  1. Prisco nicola says:

    I piemontesi vinsero a Napoli…grazie ai malavitosi napoletani “camorristi”, scarcerati e usati contro il proprio popolo e poi dopo sono stati inseriti nelle forze dell’ordine ….e poi chiamiamo eroi Garibaldi Cavour ecc…che schifezz

  2. Francesco says:

    I neoborbonici di Napoli e d’intorno inventano bufale per elogiare i briganti e parlare male dei grandi della storia italiana ossia Garibaldi, Mazzini, Cavour, Pisacane,Vittorio Emanuele II, i garbaldini, e tantissimi altri. Eppure basterebbe che i neoborbonici di Napoli si affacciassero dalle loro barconate per constatare de visu che sotto di loro ci sono i camorristi, discendenti diretti della malvagia stirpe dei briganti,e continuano ad ammazzarsi tra di loro e ammazzano chi non paga il pizzo.
    Francesco Cillo
    Cervinara (AV)

    • Stefania says:

      Credo proprio la storia sia un’altra. I briganti, come li intende lei, arrivavano dal Piemonte. I briganti come li intende la storia, fecero la resistenza per difendere le popolazioni massacrate dai savoiardi.

    • Giuseppe says:

      Desidero ricordare al Sig. Francesco che la camorra e/o la mafia fu un fenomeno che si manifestò dopo l’unificazione, ricordo anche che tali fenomeni grazie all’accordo tra Massoneria di cui il buon Don Peppino era una delle massime espressioni, ed il potere economico militare che gli Inglesi misero a disposizione della tanto decantata spedizione dei Mille.
      Non si vuole assolutamente fare del becero revisionismo, ma fare soltanto chiarezza, su episodi accaduti 157 anni fa incombe ancora il segreto militare cosa assai assurda ma Lei se lo spiega come mai.
      Giuseppe

    • Toni says:

      Buon giorno. Le rispondo solo per dirle che definire eroi i vari garibaldi cavour vittorio emanuele II è come parlare di che guevara e considerarlo un martire della libertà. Toni

  3. Aquila says:

    Se noi siamo come siamo è perché L’Unità d’Italia è stata fatta in questo modo… ma non si poteva fare diversamente.
    I confini geografici dell’Italia sono molto ben delimitati ( mare e alpi ) eppure se L’Unità d’Italia è stata fatta in questo modo e così in ritardo è perché dalla fine dell’impero romano abbiamo avuto all’interno del nostro corpo un cancro che ha lavorato per 1500 anni con l’intenzione di tenerci divisi.
    Eppure eravamo un popolo , l’unico in Europa, ad avere confini certi.
    Ma questa quinta colonna, questo cancro , ha brigato.. si è accordato… si è avvalso di sotterfugi più torbidi … ha ha arrostito migliaia di persone … ha mosso guerre dappertutto… e tutto questo solo per il Proprio Potere Temporale.
    Dello spirito, cosa di cui si doveva occupare , non gliene importa niente!!!
    E voi venite a cianciare… a becerare che i Savoia hanno fatto questo… quello … ma cosa dovevano fare!
    Garibaldi è stato aiutato finanziariamente … e allora ? Le guerre costano… costano molto !
    I Savoia hanno internato… ucciso…
    Fenestrelle… Lamarmora… e allora ?
    Non entro nella diatriba ma dico che Andava Fatto !( come Andava Fatto se L’Unità d’Italia fosse stata fatta dai meridionali e quindi a parti invertite)!
    Nel periodo caldo del risorgimento 1861/3 nel sud c’erano quinte colonne- agenti segreti, di potenze Straniere le quali agivano affinché L’Unità Non di realizzasse!!
    Infatti sono stati loro a foraggiare e manipolare i briganti .
    ( I briganti : questi c’erano già sotto i Borboni come potevano già nel 1861 combattere contro i Savoia? Vuol dire che erano delinquenti comuni ? O erano disperati che i Borboni in tutti gli anni che hanno governato non sono stati capaci di alzare le loro condizioni economiche con riforme adeguate- la cosa certa è che dal 1861 erano manipolati da agenti segreti).
    Ma come credete che sono stati costruiti gli altri Stati nazionali?
    La Francia l’Inghilterra la Prussia per arrivare ad essere stati unitari hanno forse fatto cortei sindacali e hanno scelto’ molto democraticamente ‘ di esseri così o colà?
    No… hanno avuto guerre intestine molto più terribili di noi .
    L’Europa è stato campo di battaglia per secoli.
    La civile Europa ha avuto morti in guerre come nessun altro continente .
    Ma gli stati nazionali si sono formati… noi non potevamo…
    Avevamo un cancro… una quinta colonna .. che chiamava i Francesi gli Spagnoli gli Austriaci.. e tutto per i propri interessi temporali.
    Di questo le potenze europee ne hanno approfittato Sfruttandoci Calpestandoci Deridendoci in tutti i modi!
    La Francia ci ha rubato la Corsica e Nizza
    Malta poteva essere italiana
    Gli inglesi volevano prendere la Sicilia
    Ricordatevi che Roma fino al 1870 era difesa dai francesi!
    E perché? Voleva bene ai romani ? Ai Cattolici?
    No… semplicemente voleva tenere divisa l’Italia per poterci rubare ancora qualcosa !
    L’isola d’Elba ? La Sicilia? Chissà …
    Paradossalmente dobbiamo ringraziare la Prussia la quale sconfisse Luigi Napoleone e la Francia se ne andò aff….
    A.

  4. Stufa says:

    Dopo più di 150 anni state a sindacare cosa sia successo e cosa? A farvi la guerra Nord e Sud? La storia e’ importante, ma il futuro di più: invece di fare i soliti italiani del cazzo, pensate cosa potete fare ORA per migliorare questo Paese.
    Non siete detentori della verità e questa mai sarà certa. Però e’ certo cosa sta facendo ora il popolo per vivere meglio: NULLA.

  5. Io so soltanto una cosa. Durante le celebrazioni del 150° anniversario ho partecipato a Pont St. Martin (AO) ad una conferenza dove era presente anche l’ex Ministro del Lavoro, Nereo Nesi, che avevo conosciuto a Bologna in una riunione dei Comitati Regionali Unipol, di cu ero componente.
    In quella sede feci osservare il calvario dei militari del Regno delle 2 Sicilie reclusi a Fenestrelle, San Mauro torinese, ed in altre amene località di villeggiatura in cui i Savoia li avevano deportati. A chi contestava i dati forniti una signora del pubblico si alzò e spiegò che anche nel forte di Bard (AO), località poco distante da Pont St. Martin, erano stati reclusi dei prigionieri dell’ex esercito borbonico disciolto. Lei ha asserito che per provare questa presenza basta consultare i registri di morte parrocchiali dove appaiono, in quel periodo, registrati decessi con nomi non valdostani e chiaramente di provenienza meridionale. Mi colpì molto la precisazione di questa signora perché io non ci avevo pensato. Ma mi sono chiesto: Ma quei registri esistono ancora anche a Fenestrelle, a San Mauro, ecc… oppure troppo scomodi e sono stati fatti sparire? Quando cambiano i sistemi politici i nuovi vogliono lasciare una traccia pulita del loro passaggio ma, per esperienza, sappiamo che tutti i governi sono spesso composti da personaggi squallidi e senza decoro, pronti a saltare da un carro all’altro per ottenere vantaggi personali e prebende. Vergogna a chi mistifica la storia e non ha il coraggio di ammettere le nefandezze dei nuovi conquistatori e dei nuovi padroni delle nazioni!

  6. paolo says:

    Se quanto affermato da.Barbero è vero, perché quella lapide nel 2008? Forse perché altri storici, magari più credibili di lui, la pensano in maniera diversa?

  7. antonio says:

    Non capisco il senso che ha portate i borboni a quell.altitudine.Cosa cera da nascondere?

  8. Giuseppe says:

    L’immagine del decreto prodittatoriale.
    Un cordiale saluto
    Giuseppe

  9. Giuseppe says:

    Ritengo che fare chiarezza su determinati fatti accaduti oltre 150 anni fa, sia sempre molto difficile se non si ha la possibilità di poter visionare documentazione storiografica di assoluta attendibilità, ho avuto modo di poter leggere diversi articoli riportati dal giornale l’Omnibus del 13 Agosto 1861 che faccio notare era l’organo di stampa ufficiale nelle neo Province Napoletane, detto articolo cita che in data 9 Agosto 1861 erano arrivati da Napoli oltre 300 soldati Duosiciliani, la stragrande maggioranza di essi erano andati ad ingrossare le fila delle bande di “Briganti” e/o “Partigiani” che erano stati catturati dall’esercito Unitario, gli stessi venivano inviati al Forte di Fenestrelle dove erano già presenti diverse migliaia di prigionieri borbonici.
    Di fatto posso affermare che ci troviamo di fronte ad una discrepanza notevole riguardo al numero dei soldati Duosiciliani presenti a Fenestrelle, in quanto il Prof: Barbero riporta una colonna arrivata la notte del 9 Novembre 1860 formata da 1186 individui, di cui molti furono ospedalizzati mentre il restante nelle settimane successive furono trasferiti in altri centri.
    Come si evince chiaramente dall’articolo pubblicato sul giornale l’omnibus del 13.08.61 ben 10 mesi dopo quanto riportato dall’Autore, abbiamo la presenza di diverse migliaia di prigionieri nella fortezza di Fenestrelle, quindi di fatto prima di indicare come il Nuovo testamento il lavoro dell’Eccelso Prof: Barbero, usiamo cautela ed obiettività.
    Inoltre voglio ricordare che un decreto prodittatoriale emesso a Palermo in data 3 Novembre 1860, da la facoltà al Sig. F. Crispi di poter attingere da tutti gli archivi statali dell’ex Regno delle Due Sicilie tutte le notizie atte a far rilevare il “Neguittoso” comportamento dell’abborrita dinastia borbonica in modo da poter compilare memorie da servire in seguito come materiali storici di sorgente autentica da trasmettere ai posteri.
    Da tutto ciò possiamo comprendere come siano andate per certi versi le cose, ma soprattutto come sono state utilizzate determinate fonti storiche.

  10. marco says:

    Chi vince una guerra è sempre il più bravo, il più buono, il più onesto. Sono state spese milioni di parole sul male fatto dai piemontesi al sud, ma loro sono i vincitori. Non entro nel merito dello studio dell’ esimio professore ma nel mondo le uniche vittime degne di questo nome dpno gli ebrei.

  11. gfieramosca says:

    I fautori di ” fenestrelle lager ” quando sono in difficolta ‘ si arrampicano sugli specchi tirando fuori argomenti che niente hanno a che vedere con l’articolo . E’ una vecchia maniera per ” sviare il discorso ” A me interessa sapere se Fenestrelle e’ stata quella fortezza lager dove migliaia di soldati sono stati uccisi sciogliando i loro corpi nella calce viva o no . E la risposta e’ un no secco . Tantio secco che i fautori del lager si sono abbassati a vergognose menzogne sulla menzogna pubblicando foto di ebrei deportati nei lager nazisti presentandole come ” soldati duosiciliani deportati ” episodio vergognoso
    Ma la domanda che dobbiamo farci e’ ; perche’ qualcuno si e’ inventato quella infame bugia ? E se si e’ inventato quella infame bugia quanto e’ credibile quando parla di temi come il brigantaggio? ( ormai il conteggio delle ” vittime dei piemontesi sfiora i 6 milioni su otto milioni di abitanti ) E la risposta non puo’ che essere una ; dietro questa ” invenzione c’e il piu squallido meridionalismo , quello dei ” camaleonti ” che cercano di riciclarsi sotto un’altra bandiera dopo averle usate tutte . E ci sono ” gli intellettuali revisionisti ” che come Lorenzo dal Boca e ‘ a libro paga di Cota . Occorre dire altro ?

  12. ciro says:

    Monte pinaio, dove e’ eretto il forte, e’ a 1780 metri. Branco di ignoranti! Ma dove avete preso i 1200 metri?

  13. Gianfranco LILLO says:

    Anche per Pontelandolfo e Casalduni si disse che si trattava di “balla” neoborbonica, salvo, successivamente, appurare che si trattò di una strage pensata, pianificata e fortemente voluta dai porci piemontesi. Barbero Spaccia una menzogna per verità dopo aver visionato 20 fascicoli su un totale di oltre 2400, a Torino, e 16 a Roma . Caro “professore” Barbero…non le pare un po’ modesto e poco come “sforzo” di indagine? E’ così che si ricostruisce la storia dalle sue parti? …Nulla di strano, è lo stesso metodo usato per 153 anni dalla storiografia italiana che a malapena si è fermata al “libro cuore” vendendocelo come BIBBIA, come verbo assoluto, come dogma.

    Di vero c’è che 58.000 soldati delle DUE SICILIE si sono persi nella storia: portati al Nord (e questo è certo e certificato dai documenti), non si è saputo più niente di loro. Barbero dice che furono congedati o arruolati nell’esercito piemontese(e non italiano, come afferma arrogantemente Barbero). Ma se questo è vero, perchè Barbero non supporta la sua teoria, perchè di sola teoria e supposizione si tratta, fornendoci congedi, arruolamenti, schede di servizio presso le unità militari piemontesi dove prestarono servizio? Veda, caro “professore” Barbero, la storia si fa con i fatti e non con le supposizioni, soprattutto quando le supposizioni vengono da quella parte che per 153 anni è stata dispensatrice di MENZOGNE spacciate per storia .
    Per quanto riguarda l’editore Laterza, che si è prestato a questo infamante progetto mistificatorio, posso solo dire che: sono 153 anni che certa classe meridionale, servile e traditrice, lecca i piedi del padrone piemontese e il signor Laterza è parte integrante di questa quinta colonna che da 153 anni stampa menzogne per incamerare quattrini e produrre a Sud una classe di inferiori, così come lo fà Gianfranco Viesti: parolai, mentitori, venditori professionisti di propaganda spacciata per storia per accaparrarsi la benevolenza dei PADRONI PIEMONTESI che, di tanto in tanto, passano loro un osso sbavato da rosicchiare .

    Il conte Bianco di Saint-Jorioz, ufficiale piemontese che partecipò alla mattanza nelle Due Sicilie, così si esprimeva in un momento di lucidità: “ … il Piemonte si è avvalso di esuli ambiziosi, inetti, servili, incuranti delle sorti del proprio Paese e preoccupati soltanto di rendersi graditi, con i loro atti di acquiescente servilismo, a chi, da Torino decide ora sulle sorti delle province napoletane. E accanto a questi uomini, adulatori e faziosi, il Piemonte ha posto negli uffici di maggiore responsabilità gli elementi peggiori del paese: spioni pagati dalla polizia, sono ora giudici di mandamento o giudici circondariali, sotto prefetti o delegati di polizia; negli uffici sono ora soggetti diffamati e ovunque personale eterogeneo e marcio che ha il solo merito di essersi affrettato ad accettare il programma ITALIA E VITTORIO EMANUELE ed una sola qualità, quella di saper servire chi detiene il potere.”

    Questa è la classe dirigente del Sud impostaci dai savoia prima e dalla repubblichetta delle banane poi, fino ad oggi … tutti figli vostri, caro Barbero, … figli della depravazione e della barbarie piemontese!

    E’ in questa categoria che rientra il signor LATERZA! … Un KAPO’ di triste memoria, una intera classe dirigente meridionale fatta di traditori della propria terra, di volgari collaborazionisti, di ascari infami, sono coloro che hanno determinato le condizioni delle Due Sicilie ad oggi, compreso Aldo Moro (per rispondere a LATERZA) che nel 1938, in qualità di delegato del G.U.F. di BARI (Gruppo Universitario FASCISTA), interveniva al convegno del PNF di Palermo, trattando l’argomento della “purezza della razza”. Il Sud è quello che è, perché ebbe ed ha, gente come CRISPI, MORO e LATERZA .

  14. gfieramosca says:

    Il Prof. Barbero ha scoperto un verminaio .. e le reazioni piuttosto stizzite ( ma anche violente ) che ha provocato con il suol libro (documentissimo e molto pignolo nella indagine ) hanno messo con le spalle a muro su chi ha speculato e vuole speculare su quella vicenda . Personaggi piuttosto squallidi .

    Solo ora qualcuno afferma che ‘”” ma mancano ancora tanti documenti da consultare . ” !!!! Ma questo vale anche per chi afferma che a Fenestrelle sono stati sciolti nella calce viva i cospi di 40 mila soldati borbonici . Chi ha visitato la fortezza sa bene che questo era impossibile anche dal punto di vista logistico . La camera che faceva da ” pozzo ” della calce e’ sufficente a malapena per contenere un uomo .. Sarebbero stai necessari 120 anni per compiere questo massacro ..

    Se qualcuno ha le prove di quel massacro non ha che da fare i nomi dei soldati che sono stati uccisi Oppure rilevarli dalle documentazioni esistenti .. . E’ facilissimo .. basta rilevarli dalle liste dei soldati in arrivo al forte , detrarre quelli che sono stati arrullati nell’esercito Italiano nel periodo successivo , detrarre quelli che risultano inviati a casa e di cui quindi si trovano le tracce nei registri parrocchiali del luogo di residenza

  15. Luigi says:

    il prof. barbero ha consultato appena il 2% degli archivi militari, non sa niente di niente. Basterebbe citare i 1800 soldati borbonici mandati a morire nella guerra di secessione americana. Quando si commette un crimine si distruggono le prove. A fenestrelle distrussero i registri dei ricoverati in infermeria, tutti morti per tisi. il prof barbero e’ il solito “scrittore salariato” al servizio dei “poteri forti del nord” che hanno fatto del Sud la loro colonia interna.

  16. Vincenzo Tedesco says:

    Sto leggendo il libro di Alessandro Barbero, che trovo corretto e documentato. Scopo dello storico è capire gli eventi utilizzando fonti attendibili, cioè quelle archivistiche. La memorialistica e gli articoli di giornale sono fonti da prendere con maggiore prudenza. Se la ricerca apporterà nuovi contributi documentari, ben venga, ma al momento la ricostruzione di Barbero è molto sostanziosa e ben condotta. E poi, ci si dovrebbe limitare all’argomento “detenzione a Fenestrelle”, per non confondere le acque.

  17. giorgio says:

    Su Fenestrelle gli amici di Borghezio del sud hanno montato una vergognosa e infame speculazione . Tanti infame quanto stupida perche le cifre che loro danno del presunto ” sterminio ” sono cosi’ folli che vengono smentite dalla ragione . Nessuno puo’ essere cosi’ stupido da pensare che ogni giorno centinata di soldati morivano e ” venivano sciolti nella calce ” Intanto perche la calce corrode la carne ma non le ossa . Ci sarebbero enormi fosse comuni con migliaia di scheletri . E poi perche i loro nomi mancherebbero negli archivi dei comuni . Invece ognuno di loro e’ facilente rintracciabile nel loro percorso civile dopo il 1860 ( matrimoni , licenze di vario tipo , morti , cause civili o penali ecc ) chi ha montato questa ignobile farsa ha voluto fare opera di sciacallaggio per motivi politici . Una speculazione infame . Ma il castello di bugie sta crollando . E speriamo che gli infami speculatori rimangono sotto le macerie

  18. ciro di giacomo says:

    Come da confronto visibile su youtube (neoborbonici contro barbero) barbero ha letto 65 unità archivistiche sulle oltre 2700 presenti nel solo archivio di Torino sul tema e non è mai stato presso altri archivi. E questa sarebbe la ricerca “definitiva”??? Ma di che parla/parlate???

  19. Lorenzo Terzi says:

    Se questo giornale on line è la continuazione di una testata che si chiamava “Indipendenza” e usciva in forma cartacea, allora non mi meraviglia che abbia dato voce al pallone gonfiato Barbero. Il giornale che conoscevo io era pronto a versare calde lacrime su tutte le forme di indipendentismo, anche le più improbabili e ridicole; salvo fare la faccia feroce di fronte ad analoghe istanze provenienti da Sud.
    Quanto a Barbero, costui dice di essere professore di storia medievale. Sarà. Di fatto, ultimamente, è salito agli onori delle gazzette per le sue avventate incursioni nella storia contemporanea. Naturalmente, essendo un anti revisionista, è immediatamente diventato il “golden boy” della storiografia italiana, ospite prediletto delle case di tolleranza televisive pseudoscientifiche gestite da Augias, Angela, eccetera.
    Invece si tratta di un ringhioso dilettante, come dimostra la figura da peracottaro rimediata dal “grand’uomo” in occasione dell’incontro da lui sostenuto, a Bari, con il presidente del Movimento Neoborbonico Gennaro De Crescenzo. Se non ci credete, potete guardare il relativo filmato andando al seguente indirizzo web: http://www.youtube.com/watch?v=7k3lR5JWdE8.
    Ovviamente la stampa e la TV hanno omesso o del tutto falsato il resoconto di questa “sfida”, dalla quale il professorino “sabaudo” – il cui risentimento è peraltro dettato da bieco campanilismo piemontese, nemmeno da patriottismo italiota – è uscito con le ossa rotte! C’era da aspettarselo: solo in questo sporco paese, unito esclusivamente dall’ipocrisia e dall’avversione alla verità, un tizio del genere avrebbe ancora il coraggio di farsi vedere fuori casa e, addirittura, di continuare a pontificare in televisione!
    Riguardo al leghista Oneto, si tratta del solito revisionista “pro domo sua”: ci riserviamo di conciare per le feste, “pubblicisticamente” parlando, a tempo debito.

    • Luigi says:

      Per Lorenzo Terzi, che dirti? Sante Parole, pienamente d’accordo con te.

    • beppe tapparelli says:

      Ho visto il filmato del dibattito da lei citato.
      Onestamente emerge con estrema chiarezza, per chi voglia giudicare senza partigianeria ideologica, che la figura del peracottaro, anzi del modesto imbonitore da fiera , spetti decisamente, al “neoborbonico” (e già tale qualifica lo promuoverebbe in quel senso) De Crescenzo.
      Che parla…parla…parla…e ancora parla…..Ma mai nel merito del dibatto storiografico, e nella migliore delle ipotesi con melenso sentimentalismo fuorviante e fuori luogo…..Questioni di punti di vista, forse..Ma certamente il mio sguardo non sofre di “strabismo” neo-qualcosa….

  20. Marco says:

    Finalmente uno studio serio che fa chiarezza su questa vicenda.

  21. Trasea Peto says:

    Mi sono sempre chiesto, ma se sono stati i Piemontesi a conquistare la Sicilia e la Napolitania come mai anche mio nonno non sentiva parlare il piemontese negli uffici pubblici, ma lo stesso italiano pieno di doppie che sento anch’io attualmente?

  22. fabio ghidotti says:

    per una volta sono d’accordo con Lucano. Non ho la possibilità di giudicare le prove, ma è difficile pensare che dei non mesotalassici abbiano interesse a esagerare le malefatte sabaude contro quella gente. I Piemontesi sono stati capaci di tutto, come ricordato anche da altri commenti. Insistere su questi fatti non è revanscismo di qualunque tipo: è ricordare che la cosidetta “unitàd’italia” non sta in piedi neanche nel nome…

    • Gian says:

      che l’unità di italia sia una fesseria è dimostrabile in mille modi, non serve inventarsi uno sterminio inesistente di cui nessuno sapeva nulla fino a che del boca, che non è uno storico, ha scritto un libro.

  23. Gianni says:

    Sarà come x il famoso Olocausto dove invece di 6 milioni secondo alcuni storici ne morirono 200000 ?Così come secondo questo storico a Fenestrelle invece di migliaia e migliaia di morti ce ne furono 5…Negazionismo o verità?Forse la verità sta nel mezzo?

  24. onvisentin says:

    non credo alla versione del presente articolo.
    che i sabaudi si siano concentrati per anni a massacrare migliaia di civili al sud e, nel contempo, abbiano trattato con i guanti bianchi i soldati borbonici catturati prigionieri… non regge!!!
    l’italia (è storicamente provato!) si fonda sulla falsità e sulla menzogna, sul sopruso, sulla violenza e sulla guerra, sui massacri e le ruberie.
    l’unico modo di “convincere” i meridionali era l’ammazzarli… o prenderli con la fame e la mafia.
    come hanno fatto in veneto.

    • Gian says:

      il presente articolo riferisce solo ciò che dice il libro e il libro non è una versione ma uno studio approfondito ed accurato fatto da uno storico che prima di parlare ha scartabellato archivi su archivi.

      lo stesso Barbero non si sogna minimamente di smentire come fu condotta la repressione nel sud, ma il fatto che la repressione al sud sia stata condotta in modo brutale non autorizza a ritenere che allora ad ogni angolo d’italia c’era un piemontese che compiva un genocidio.

      Continua pure a credere a ciò che vuoi… continua pure a credere che abbiamo una volontà di ferro come scozzesi e irlandesi e che siamo stati piegati solo con la violenza, nel frattempo ieri 7 comuni che potevano passare da una regione a statuto ordinario in una a statuto speciale non son neppure riusciti a raggiungere il quorum… che indomiti, che indomita massa di mollaccioni!

      Ci manca solo di credere a certa pubblicistica per completare l’opera.

      • Gian says:

        preciso che il mollaccioni era riferito a noi padani, che di certo non dimostriamo combattività, neppure quel minimo che servirebbe per andare a votare in un referendum.

    • Trasea Peto says:

      …o si poteva dare loro in gestione interi apparati dello Stato(Regno all’epoca) e questo evidentemente non è stato fatto nelle Venezie, nel litorale o in Sudtirol… Ho le prove! 😀 …basta andare in qualsiasi Ente pubblico o parlare con un carabiniere a caso.

  25. Lucano says:

    L’articolo è pietoso e i commenti non ne parliamo!
    la ricostruzione dei fatti operata sui registri parrocchiali (sarebbero queste le prove inoppugnabili?) è semplicemente risibile basta leggere i libri di DEL BOCA (storico Piemontese) o di Giordano Bruno GUERRI (altro storico settentrionale).
    Ma poi cosa centra questo con le presunte condizioni di Eldorado del Sud al momento dell’annessione piemontese???
    Chi ha mai parlato o scritto di Eldorado?
    Non ci sono state stermini?? allora questo Ruggeri sei legga questo:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Pontelandolfo_e_Casalduni

    La realtà è un altra: questa è subcultura da bar!
    ma dove volete andare voi??? compratevi un bel bigliardo e invitate quello con le K cisalpino, a farvi divertire

    • Gian says:

      ancora una volta si fa casino, si mescola casalduni con fenestrelle senza sapere di cosa si parla.

      per del boca ho già risposto, si legga il libro di barbero e vedrà come smonta pezzo a pezzo il libro di del boca.

      buona lettura.

      • Lucano says:

        Si mescola?? chi scrive: non è necessario favoleggiare che il sud fosse un Eldorado, né inventarsi stermini e genocidi che fortunatamente non sono mai esistiti??

        Ma chi ha favoleggiato di presunti eldorado?? ha mai letto Giustino Fortunato? o lei è uno studioso da inteRnet?
        gli stermini non sono esistiti? e Casalduni cos’è?

        ulteriore sciocchezza: quanto al rifiuto di arruolarsi di cui parla La Marmora questo è confermato dai fatti, finchè i soldati furono considerati prigionieri di guerra e gli si chiedeva volontariamente di passare nelle file dell’esercito sabaudo credendo che si sentissero fratelli italiani appena liberati. Quando con la circolare del 20 dicembre 1860, si è stabilito che tutte le provincie del sud italia entravano a far parte del nuovo regno e che i prigionieri non era più tali, ma sudditi e avrebbero dovuto e non pouto fare la leva come gli altri, l’hanno fatta, a malincuore come gli altri, ma l’hanno fatta!

        Certo che l’anno fatta ma a MALINCUORE!! chi non la faceva si dava alla macchia!! Ha mai sentito parlare di legge Pica? di fucilazioni e barbarie variie??
        guardi qua..
        http://www.storiadelleimmagini.it/2011/06/fotografie-di-briganti/

        • Gian says:

          quando uno non vuol capire non c’è niente da fare…
          quando uno vuole continuamente mescolare quello che è successo nel sud italia con quello che NON è successo a fenestrelle per il solo scopo di avere ragione, il discorso non porta da nessuna parte.

          adesso rispondi ancora una volta che nel sud c’è stata la repressione dura, fai altri 28 messaggi, poi magari al 29 renditi conto che l’esistenza di un repressione dura dei cosiddetti briganti, per quanto sia riconosciuta da tutti, non conferma l’esistenza di uno sterminio a 2000 metri di quota.

  26. maurizio says:

    Civiltà cattolica scrive: (la chiesa non vedeva di buon occhio i Piemontesi, questo è bene dirlo) ma questo fu scritto:
    «Per vincere la resistenza dei prigionieri di guerra, già trasportati in Piemonte e in Lombardia, si ebbe ricorso a uno spediente crudele e disumano, che fa fremere. Quei meschinelli appena coperti da cenci di tela e rifiniti di fame furono fatti scortare nelle gelide casematte di Fenestrelle e d’altri luoghi posti nei più aspri luoghi delle Alpi. Uomini nati e cresciuti in clima caldo e dolce come quello delle Due Sicilie, eccoli gittati, peggio che non si fa coi negri schiavi, a spasimar di fame e di stento fra le ghiacciaie! E ciò perché fedeli al loro giuramento militare ed al legittimo Re».
    Le parole del Generale Lamarmora a Cavour:
    “Non ti devo lasciar ignorare che i prigionieri Napoletani dimostrano un pessimo spirito. Su 1600 che si trovano a Milano non arriveranno a 100 quelli che acconsenton a prendere servizio. Sono tutti coperti di rogna e di vermina, moltissimi affetti da mal d’occhi o da mal venereo e quel che è piú dimostrano avversione a prendere da noi servizio. Ieri a taluni che con arroganza pretendevano aver il diritto di andar a casa perché non volevano prestare un nuovo giuramento, avendo giurato fedeltà a Francesco II, gli rinfacciai che per il loro Re erano scappati, e ora per la Patria comune, e per il Re eletto si rifiutavan a servire, che erano un branco di carogne che avressimo trovato modo di metterli alla ragione. Non so per verità che cosa si potrà fare di questa canaglia, e per carità non si pensi a levare da questi Reggimenti altre Compagnie surrogandole con questa feccia. I giovani forse potremo utilizzarli, ma i vecchi, e son molti, bisogna disfarsene al piú presto”.
    Arruolarli era difficile, per stessa ammisione del Generale Lamarmora. Disfarsene al più presto fa pensare subito ai lager nazisti. Smettetela con i termine borbonici, cercare la verità non significa piangersi o appartenere a questo o a quella fazione.

    • Gian says:

      la storia fatta con i “fa pensare” partorisce i mostri!!!!

      disfarsene al più presto significa che sono stati mandatati o al Corpo Veterani o in congedo illimitato, così come gli ammogliati! Non diciamo scemenze! Migliaia di soldati borbonici delle leve precedenti il 1857 che erano ancora in servizio sotto Francesco II sono stati rimandati a casa, perchè non ritenuti idonei, così come molti soldati ammogliati, perchè l’esercito sabaudo non permetteva ai militari di sposarsi.

      a un certo punto lo stesso La Marmora scrisse di non mandare più nessuno ai Veterani perchè il corpo era già strabocchevole!!!!!!!!!!!!!!! Ne avevano troppi e se tu conoscessi la Relazione Torre, che era beneventano e non un piemontese, sapresti che racconta come il 1 giugno del 1861 il corpo Veterani contava già 7328 uomini e che hai veterani si mandavano quanti pur non essendo più abili per la guerra non avrebbero avuto altro modo per vivere!!!!! altro che sterminio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      quanto al rifiuto di arruolarsi di cui parla La Marmora questo è confermato dai fatti, finchè i soldati furono considerati prigionieri di guerra e gli si chiedeva volontariamente di passare nelle file dell’esercito sabaudo credendo che si sentissero fratelli italiani appena liberati. Quando con la circolare del 20 dicembre 1860, si è stabilito che tutte le provincie del sud italia entravano a far parte del nuovo regno e che i prigionieri non era più tali, ma sudditi e avrebbero dovuto e non pouto fare la leva come gli altri, l’hanno fatta, a malincuore come gli altri, ma l’hanno fatta!

      non capisco perchè non li si possa chiamare borbonici, io non ci trovo nulla di offensivo in questo termine e non lo uso certo con l’intenzione di offendere.

      • maurizio says:

        che i sabaudi si siano concentrati per anni a massacrare migliaia di civili al sud e, nel contempo, abbiano trattato con i guanti bianchi i soldati borbonici catturati prigionieri… non è credibile. Ci sono prove che hanno processato per brigantaggio bambini di 11 e 7 anni, fucilato bimbe di 9 anni.
        Il termine usato dal Generale Lamarmora “bisogna disfarsene al piú presto” proprio contestualizzando assume un significato sinistro. Lei, invece, non contestualizza, è questo non la rende obiettivo.

        Il termine Borbonico è usato in senso dispregiativo, anche se il suo significato profondo non è negativo per chi conosce la loro storia. Hanno compiuto misfatti peggiori i Savoia e di gran lunga, è questo è un fatto.

  27. angin51 says:

    Beh… Uno storico 2″professore di storia all’Università del Piemonte Orientale” ha finalmente scoperto e provato che i Piemontesi erano e sono “brava gente”.
    Lapalassiano.
    Angelo Pierobon

  28. Giovanni S. says:

    Il professor PAUL RASSINIER, socialista francese , arrestato e torturato dalla Gestapo, fu deportato nel campo di sterminio di Buchenwald. Sopravvissuto, nell’immediato dopoguerra scrisse il libro “Le menzogne di Ulisse”, in cui ha affermato che ci sono “PROVE INOPPUGNABILI” che i nazisti non avevano mai organizzato l’annientamento degli Ebrei. E che non ci sono prove che attestano l’esistenza delle camere a gas. Si è scoperto successivamente che il professore, deluso dai “compagni” socialisti, molti dei quali di origine ebraica, aveva iniziato a frequentare ed a condividere le idee del fascista-collaborazionista Maurice Bardèche. Il professor MARTIN BROSZAT,tedesco, Direttore dell’Istituto di Storia Contemporanea dell’Università di Monaco di B.,riprendeva le affermazioni dell’ex deportato Rassinier e, da “onesto” patriota tedesco, riproponeva in un suo scritto del 1960 che a Dachau e Buchenwald, con “PROVE INOPPUGNABILI”, non c’erano camere a gas. L’illustre professore universitario ROBERT FAURISSON, docente nell’ateneo di Lione, riprese le argomentazioni dei due predetti e scrisse che , con “PROVE INOPPUGNABILI”, le camere a gas non erano mai esistite, che i forni servivano a sterminare i pidocchi (causa dell’alta mortalità tra gli internati) , e che fosse tecnicamente impossibile annientare un così grande numero di persone in “locali” così angusti. Il suo scritto fu pubblicato nel 1978 nella rivista di estrema destra del suindicato fascista-collaborazionista M.Bardèche. Ora un professore universitario piemontese, con “PROVE INOPPUGNABILI”, smentisce l’annientamento di migliaia di prigionieri borbonici a Fenestrelle, attestato, da oltre un secolo, da testimonianze di sopravvissuti e da decine di storici. A questo punto, ritengo che il tedesco Broszat fosse anche convinto, con “PROVE INOPPUGNABILI” che i forni dei lager servissero a preparare enormi pizze-formato-famiglia per sfamare gli Ebrei pigri ed inappetenti. E che il piemontese Barbero, anche lui con “PROVE INOPPUGNABILI” , abbia intuito che i prigionieri borbonici fossero stati inviati a Fenestrelle dal suo corregionale, il magnanimo generale Govone, per imparare a sciare.

    • Luca says:

      La differenza sta nel fatto che mentre gli studiosi da te citati cercavano di smentire la storiografia “ufficiale”, condivisa da pressochè tutti gli storici, riguardante l’olocausto, il professor Barbero col suo libro smonta le tesi di una piccola minoranza interessata e arrabbiata.

      • Giovanni S. says:

        Chi abbia letto documenti o libri inerenti il trattamento dei prigionieri, catturati alla fine dei sanguinosi conflitti del XIX e XX secolo, sa che la preoccupazione dei vincitori -in caso di progettata eliminazione fisica dei detenuti- era quella di non lasciare prove. Per evitare,poi, successive accuse o processi. Esemplare l’eliminazione degli Armeni da parte dei Turchi (1915-16) : oltre 1 milione di persone. Oggi , tutti sanno che sono stati sterminati, ma pochissime sono le prove rinvenute. Anche i nazisti usarono procedure analoghe. I deportati avviati all’immediata eliminazione nelle camere a gas, subito dopo l’arrivo nel lager, non venivano registrati. Al contrario di quelli più “sani”, avviati al lavoro. Pertanto, l’affermazione del Ruggeri “..non esiste uno straccio di prova” è semplicemente ridicola ! La maggior parte degli storici che hanno indagato sull’argomento (Palatucci, Izzo, Grilli, Del Boca, ecc..)confermano che su 80.000 prigionieri borbonici, 40.000 fecero ritorno a casa ed altri 40.000(ritenuti inaffidabili) furono avviati nei campi di prigionia del Nord (Fenestrelle, Priamar, S:Maurizio Canavese, ecc..). Di questi, 8.000 furono rilasciati successivamente. E così ebbero la possibilità di emigrare in Francia, nel Veneto(austriaco), in Svizzera e negli Stati Uniti. E gli altri 32.000 ? Scrive lo storico piemontese Lorenzo del Boca : “Fenestrelle..a 1200 metri..per essere certi che lassù..la vita dei prigionieri fosse davvero dura, i piemontesi si preoccuparono di strappare le finestre dei dormitori..Quanti morti ? Quanti storpiati per sempre? Quanti lasciati impazzire dal dolore ?..Certo le vittime dovettero essere migliaia..Morti senza onore, senza tombe..ecc.” (LORENZO DEL BOCA- MALEDETTI SAVOIA- PIEMME POCKET 2001, pag.145-146). A proposito della mancata registrazione degli uccisi, a Gaeta, città assediata (1860-61) e distrutta dai piemontesi, i vincitori -guidati dal “mansueto” Cialdini- continuarono vergognosamente a fucilare civili e militari prigionieri, anche dopo la resa. In quella città, un secolo dopo (1961), degli operai scavavano per costruire una scuola. Improvvisamente “Si trovarono di fronte ad uno spettacolo orrendo : trovarono una fossa profonda 12 metri., 20 di diametro, piena di scheletri. Erano i resti di dei partigiani e civili di idee borboniche fucilati dai piemontesi…ossa umane per trasportare le quali , nel cimitero di Gaeta, gli operai impiegarono un mese; si contarono circa 2.000 scheletri. Che indossavano cappotti borbonici..l’ultimo mezzo metro della fossa era impregnato di sangue..”(GIORDANO B. GUERRI- IL SANGUE DEL SUD- MONDADORI 2010, pag.68).Per l’esimio storico Barbero e per il succitato Ruggeri, gli scheletri contenuti nella fossa non costituiscono uno “straccio di prova” sui crimini commessi dai piemontesi , perché i nomi delle vittime(con divise borboniche) non sono stati annotati dagli assassini sui..registri parrocchiali !

        • Gian says:

          però se si vuole discutere di storia è un conto se si vuole fare solo casino è un altro. Nè io né tanto meno barbero abbiamo parlato di Gaeta o della repressione del sud italia, non mescoliamo tutto per buttarla in vacca, perchè non sappiamo cosa altro dire.

          secondo non è affatto vero che non vi sono prove dello sterminio degli armeni, diplomatici internazionali tedeschi ne hanno descritto buona parte delle persecuzioni.

          aggiungiamo poi che gli armeni e gli ebrei hanno ben chiaro nelle loro coscienza di popolo il ridordo di ciò che han patito, non hanno bisogno del libro di Del Boca per ricordarselo, com’è che fino a 10 anni fa nessuno ne sapeva nulla a Napoli e dintorni?

          per quanto riguarda il campo di San Maurizio è un’altra palla mostruosa leggiti il libro di Barbero e lo scoprirai.

          come è una palla mostruosa che i prigionieri borbonici fossero 80.000, perchè non dici che erano 180.000 mila così puoi parlare di uno streminio di 100.000 in più?

          infine Del Boca: Berbero definisce il suo libro “un ammasso di falsità e di errori”: a dire il vero si tratta di errori anche grossolani tanto che sostiene che nel campo di San Maurizio, aperto nell’agosto del 1861, siano transitati anche i prigionieri pontifici, già tutti liberati nel novembre del 1860.

          ma per favore…

          • Giovanni S. says:

            Sulle stragi degli Armeni, è risaputo che esistono testimonianze di diplomatici e libri , come “Quattro anni sotto la mezzaluna” dell’ufficiale turco , di origine venezuelana, Rafael Mendez. O il best seller di F.Werfel. Ma io, a proposito di prove, mi riferivo ai “parametri padani” adottati dal Prof. Barbero e dal suo recensore Ruggeri. Parametri che, per essere attendibili, devono essere basati “su di un’accurata ricerca archivistica”. Quindi non fondati anche su testimonianze soggettive (per me validissime) ma soltanto su registrazioni tratte da REGISTRI MILITARI e REGISTRI PARROCCHIALI, come quelli compilati dai carnefici piemontesi di Fenestrelle (sic) . Questa è l’onestà professionale del suo prof. Barbero ! Lei poi aggiunge “..fino a dieci anni fa nessuno ne sapeva niente, a Napoli e dintorni..” Lei vaneggia ! Il piemontese Del Boca non è stato il primo a descrivere questi massacri. Il giornale “L’Armonia”, lo storico De Sivo, già in quegli anni, raccontavano le testimonianze dei pochi superstiti sul trattamento subito in quei luoghi. L’ambasciatrice statunitense a Torino, C.Marsh, in un suo libro (Un’americana alla corte dei Savoia-Allemandi,Torino 2006) scriveva : “..a Fenestrelle ci siano quasi seimila prigionieri ed è un numero eccessivo che potrebbe causare problemi”(pag.20). G.Di Fiore scrive :”A Fenestrelle ci fu il maggior numero di morti. La calce viva scioglieva i corpi di chi non ce l’aveva fatta a superare il rigore del freddo e della fame …morti senza lapidi e senza identità. IN NUMERO MAGGIORE DI QUELLI REGISTRATI…si usò una grande vasca di calce viva per gettarvi i cadaveri..la vasca dietro la chiesa principale del forte..” (G.DI FIORE-CONTROSTORIA DELL’UNITA’ D’ITALIA-RIZZOLI 2011, pag.178). Quanto al totale del numero dei prigionieri meridionali , Lei definisce “una palla mostruosa” il numero di 80.000 individui. Vada a leggersi gli atti parlamentari del Senato piemontese del 1861. Intervento del Ministro della Guerra Della Rovere : “80.000 prigionieri meridionali rifiutarono di servire sotto la bandiera italiana “. Chi vomita “palle mostruose” ? Che la ferocia dei “liberatori” fosse ormai conosciuta in tutta Europa lo attestano tante testimonianze. Nonostante la censura degli invasori. Il deputato Mancini, in Parlamento, disse : “Preferisco non fare rivelazioni di cui l’Europa potrebbe inorridire”. Lord Lennox riuscì ad ottenere il permesso di visitare le prigioni dove erano detenuti i soldati napoletani. Infrangendo, con un sotterfugio, la disposizione impartita dal Ministro dell’Interno di Torino, che vietava il permesso agli stranieri. Dagli atti del parlamento Inglese (8 maggio 1863) : “la descrizione di queste prigioni[piemontesi] ha fatto fremere d’orrore tutti i cuori di questa assemblea..[bisogna ]impegnare il governo inglese ..perchè si interponga a prevenire la continuazione delle atrocità[piemontesi]..”. Al senato francese, il generale Gemeau accenna alla differenza che si fa tra polacchi e napoletani . I primi definiti insorti, i secondi [per i piemontesi] briganti. E nel 1920 A.Gramsci :”Lo Stato Sabaudo..una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le Isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri, che SCRITTORI SARDI (=settentrionali) TENTARONO DI INFAMARE COL MARCHIO DI BRIGANTI”. E , a quanto pare, tipi come Barbero, Ruggeri ed altri..hanno ereditato il compito di continuare a disinformare.

            • Gian says:

              ancora un altro che non vuol capire, quello che è successo al sud non giustifica un presunto sterminio pianificato a fenestrelle, dove 6000 prigionieri, più la guarnigione neppure ci stavano.

              quanto agli autori che lei cita, sono tutti dettagliatamente presenti nel testo di barbero che ne conosce tutti i testi, li richiama tutti, cita in molti casi i medesimi passa e li smonta sistematicamente uno a uno. vi è un intero capitolo destinato al del boca, izzo, l’alfiere, di fiore, ecc,

              vada a leggerselo e poi mandi una letterina dettagliata di controdeduzioni a Barbero, però con tanto di note e di ricerca archivistica.

              • Giovanni S. says:

                È Lei che si rifiuta di capire. Che me ne faccio di uno ” storico” che afferma che Fenestrelle era un ameno “sanatorio alpino” , dove i prigionieri venivano ospedalizzati, curati, rimessi a nuovo e rinviati felici a casa. Perché ciò è attestato dalle registrazioni della parrocchia della fortezza e dagli archivi dell’esercito piemontese. Figuriamoci…Il revisionismo padano continua la tradizione censoria della storiografia sabauda, di cui parlava Gramsci. Io leggero’ il libro, come ho letto Faurisson. Che ha scritto un sacco di stupidaggini perché è un mascalzone nazistoide.

      • Marco says:

        Bè allora è più coraggioso Rasssinier di questo storico piemontese che difende le verità ufficiali dei vincitori.Ad es la verità ufficiale ci dice l’evasione fiscale è la prima causa dei problemi italiani,e quindi gli storici e gli scrittori che fanno libri sui 220 000 milioni evasi contro una piccola minoranza interessata e arrabbiata sono più autorevoli?

    • Gian says:

      in realtà è vero l’esatto contrario, non è che Barbero ha prove inoppugnabili, sono gli altri, quelli che sostengono lo sterminio dei borbonici che non hanno uno straccio di prova!!!!!!! si citano l’un l’altro, se la cantano e se la suonano tra di loro, fanno a gara a chi la spara più grossa, ma non sanno neppure dove è Fenestrelle, che non è a 2.000 metri di quota!!!!!!

      La verità fa male…

  29. Unione Cisalpina says:

    la rete è intasata, su kuesti argomenti, dai merdionali levantin_borbonici tutti presi dal loro solito fervore furbistiko di stravolgere verità e storia x farsi vanto d’un passato ke, miserabile kome il presente, li vede sempre pezzenti, violenti, truffatori e ladri, di giustizia, dignità, verità e vita civile morale e produttiva degna … ieri kome oggi …

    • Meridionale says:

      Tralasciando le barbarie e gli stermini commessi dai piemontesi-massoni che si vantano di essere gli artefici dell’unità d’italia, che con le armi e l’inganno hanno sottomesso il popolo meridionale e grazie ai mafiosi e camorristi del posto hanno mantenuto il controllo per un secolo. Di una cosa noi meridionali dobbiamo essere orgogliosi: visto che ci avete depredati di tutto, siamo migrati al nord e vi abbiamo ammorbato la vita e adesso voi siete una piccola minoranza e noi vi controlliamo… e voi schiattate dalla rabbia. hahahahahahhaahaha e dopo di noi sono arrivati i musulmani ……. ancora peggio !

  30. Luca says:

    Ed ecco che un altro baluardo dei meridionalisti d’accatto finisce nel cestino.

  31. joe says:

    Bene, smascheriamo la mitologia neoborbonico-italiota.
    Alla pagliacciata della lapide fra l’altro partecipò il clown mardano Porkezzio sempre pronto ad arruffianarsi neobarbonici e napoletani vari.

  32. Trasea Peto says:

    Di sicuro l’Esercito, Polizia e Carabinieri attuali sono borbonici e non me li ricordi diversamente. Addirittura il corpo degli alpini di alpino ha solamente il nome…

    • oirevas says:

      Due settentrionali a quel tempo furono persone oneste nei confronti del sud; il generale Alfonso Lamarmora con i suoi rapporti militari da cui ne trasse la sua relazione l’onorevole milanese Antonio Mosca dando una motivazione sociale e non politica al fenomeno insurrezionale, chiamato poi brigantaggio. Ma questo ai baroni, politici del sud non andava bene e così fecero loro una commissione d’inchiesta, guidata da Giuseppe Massari, parlamentare di Taranto (del sud) che li definì briganti, assassini, mangiatori di carne umana, bevitori di sangue e………l’elenco è lunghissimo (leggere la relazione Massari). In forza di questa relazione un altro parlamentare del sud, l’abbruzzese Giuseppe Pica propose una legge che prese poi il suo nome
      (legge Pica) questa istituiiva la legge marziale nelle zone dove avveniva il fenomeno del brigantaggio. Incaricato di farla rispettare fù il generale Cialdini che da militare obbedì agli ordini, che altro poteva fare un militare? noi del sud dobbiamo finirla di piangerci addosso, e se vogliamo fare un po’ di revisionismo storico cominciamo a togliere il nome dalle strade e le statue da tutte le città della puglia e dell’abruzzo, intitolate a quei due signori. Ancora una cosa, nessuno si chiede perchè non insorsero le città del meridione? Indaghino gli storici su questo , troveranno molti nomi di camorristi che diventarono poliziotti. Signori con questo non voglio significare che sono contro la mia gente, siamo stati trattati molto malamente all’unità d’Italia, perchè siamo stati traditi dai nostri stessi fratelli.

      • Giovanni S. says:

        Seguendo le Sue argomentazioni, Petain e Quisling erano i peggiori criminali dei loro ripetitivi Paesi (Francia e Norvegia), responsabili dell’invasione e dell’occupazione tedesca. Invece,Hitler, Himmler,ed i capi delle forze armate naziste erano, come Lamarmora e Cialdini, persone per bene. Che meravigliosa obiettività..

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