Felix Austria alza le frontiere al Brennero: stop stranieri.

austriadi GIULIO ARRIGHINI – Mancava all’appello l’Austria e ora c’è. Brennero chiuso per i migranti. Basta così, ha deciso il governo austriaco. Lo aveva preannuciato il giornale regionale austriaco Tiroler Tageszeitung, dando notizia di una carreggiata stradale di controllo, contornata da container per la registrazione dei profughi.

Austria: “Ancora un mese e poi chiudiamo le frontiere” – Si legge anche questo, infatti, visto che l’Austria sostiene di aver  ha quasi raggiunto il numero massimo di rifugiati che prevede di accogliere entro l’anno.

Il ministro degli Esteri austriaco, che non è Gentiloni, ma Sebastian Kurz, nel corso di una visita in Macedonia, ha annunciato la decisione visto che manca poco a raggiungere  il limite massimo dei 37.500 migranti.

Proteste dalla Chiesa austriaca? Non si alzata ci risulta nessuna voce di dissenso solidaristico. Intanto, mentre il progetto del Brennero va avanti (realizzato tra la polizia del Tirolo e i responsabili del management di confine di Spielfeld (tra Austria e Slovenia) dove è già presente un sistema di recinzioni), procede a ritmo serrato lo sgombero dei migranti nel campo di Calais. Ordine del prefetto. Proteste della Chiesa locale? Nessuna lamentela pervenuta.

L’Austria, ha ancora spiegato il cancelliere austriaco, “lo ha detto chiaro e tondo: non ce la possiamo fare da soli e non possiamo permettere che quattro o cinque Paesi possano farlo da soli. O lo facciamo insieme nell’Ue o questo porterà a delle difficoltà in Europa, cioè chi ha diritto all’asilo non potrà più ottenere questo asilo. Ma se noi vogliamo che l’Europa faccia vedere che è in grado di far sì che ventotto Paesi siano coinvolti nella solidarietà, significa che dovremmo ancora discutere in modo molto strenuo”.

Insomma, è a rischio il diritto di chi ha davvero diritto all’asilo. Ma sentite cosa afferma ancora il cancelliere austriaco Faymann: “Non crediamo che questa solidarietà si verifichi dall’oggi al domani. Da nove mesi ci sono discussioni molto dure e oggi non possiamo comunicarvi che ormai abbiamo realizzato il cosiddetto ‘piano a’. Questo non perché non crediamo alle soluzioni complessive europee, ci crediamo e lavoreremo ancora. Però nel frattempo dovremo controllare i confini e creare misure per quanto riguarda il numero di profughi da accettare. Però sui valichi di confine facciamo delle cose che nessuno cinque anni fa ha discusso, cioè creare di nuovo degli impianti: fisicamente, personalmente ci prepariamo per poterli controllare. Lo possiamo fare solo concordandolo con i vicini: Tirolo del nord e Alto Adige. Ma vale per tutti i nostri valichi di confine”.

E l’Italia? Zero assoluto.

 

Segretario Indipendenza Lombarda

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