Federmanager al mago Renzi: succhiate solo le pensioni di chi ha pagato

di GIORGIO AMBROGIONImago

Presidente  FEDERMANAGER 

“Illustrissimo Signor Presidente,

la presente per esprimerle tutto il nostro sconcerto per le dichiarazioni e le iniziative poste in atto dal nuovo Presidente dell’INPS in merito alle pensioni dei dirigenti industriali. Dichiarazioni ed atti che giudichiamo denigratori e fonte di strumentalizzazioni inaccettabili ed ingiuste.

Non possiamo e non vogliamo essere additati come privilegiati, sulla base di affermazioni sommarie e con la esibizione di dati, sul sito dell’INPS, del tutto approssimativi e parziali.

Operazione opaca…

Quella che il Presidente dell’INPS chiama “operazione trasparenza” è, in effetti, un’operazione opaca perché basata su simulazioni in quanto l’istituto non dispone dei dati contributivi relativi alle storie professionali dei dirigenti in quiescenza prima della confluenza dell’INPDAI nell’INPS. A tale riguardo ed all’insegna della vera trasparenza, gradiremmo disporre del database su cui gli Uffici INPS hanno lavorato.

I conti Inpdai

Il Presidente dell’INPS non può affermare che la gestione contabile ex INPDAI risulta negativa nell’ordine di 3-4 miliardi di €uro all`anno, limitandosi semplicemente a dire che dal 2003 la gestione non può più beneficiare di nuove iscrizioni di dirigenti attivi “ deve precisare doverosamente e con tutta evidenza, che ormai tutti i dirigenti attivi vengono iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e che nella gestione contabile separata c’è un naturale svuotamento dei dirigenti in servizio e una crescita corrispondente di dirigenti in pensione. Quello che deriva da questa analisi assolutamente parziale è, quindi, un dato totalmente privo di significato.

Il Presidente dell’INPS sa perfettamente che le pensioni INPDAI non sono sempre più favorevoli rispetto a quelle calcolate con il sistema dell’AGO e non può dimenticare che le pensioni INPDAI avevano e continuano ad avere un massimale pensionistico sulla quota calcolata fino al 2002, anno di confluenza dell’INPDAI nell’INPS.

Cosa sfugge a Boeri

Forse al Prof. Boeri sfugge che nel 1997 c’è stata un’apposita legge di armonizzazione dei trattamenti pensionistici all’AGO e che le nostre pensioni vengono solo parzialmente adeguate all’Istat e sono state oggetto di ben 5 blocchi totali di perequazione. Non ricorda, che sulle stesse pensioni grava già un contributo di solidarietà che durerà fino al 2017 (e che riguarda anche i dirigenti in servizio) ed un ulteriore contributo di solidarietà per quelle superiori a 90.000 Euro. Non basta tutto questo?

Solo negli ultimi 4 anni si sono risparmiati in termini di mancata rivalutazione delle pensioni : ebbene la parte più rilevante di questa somma ha inciso e incide sulle nostre pensioni.

E’ inaccettabile che qualcuno possa pensare di intervenire ancora ed autoritariamente sulla vita delle persone, nel momento in cui sono peraltro più deboli e dopo che hanno fatto delle scelte di vita per il futuro, facendo affidamento su un determinato quadro normativo.

Il Prof. Boeri avrebbe dovuto cominciare questa cosiddetta “operazione trasparenza” da chi ha ricevuto davvero di più, ad esempio, dalle pensioni dello Stato o dei corpi militari, che beneficiano di avanzamenti di carriera dell’ultimo momento, etc,.

 

Però difendono le baby pensioni

Non capiamo (o forse si) perché non ha messo in evidenza l’assurda situazione delle baby pensioni, o delle pensioni riconosciute con appena 5 anni di contribuzione. Non ha ricordato le pensioni sociali riconosciute a chi ha evaso, totalmente o parzialmente, contributi e imposte: pensioni di importo basso, si dirà, ma regalate.

Ci si accanisce, invece, (forse perché crea consenso facile) contro una categoria che paga e ha pagato onestamente contributi e imposte dovute, con aliquote che non hanno simili negli altri paesi e che non si è mai sottratta ad un giusto impegno solidaristico. A questo proposito, basta leggere i dati sul gettito fiscale, per scoprire che il 2,3% dei contributi (gran parte da noi rappresentati), concorre per oltre il 34% al gettito complessivo IRPEF.

Quando si fanno comparazioni con altri sistemi previdenziali, non viene mai messo in evidenza l’effettivo gettito fiscale che deriva dalle pensioni nel nostro Paese: forse perché si scoprirebbe che, soprattutto per i trattamenti pensionistici medio-elevati, la somma dei contributi e delle imposte versate durante il periodo di lavoro e durante quello di percezione della pensione risulterebbe superiore a quanto si riceve.

Il calcolo retributivo

Se poi bersaglio è il sistema retributivo, allora per equità i conti si dovranno rifare per tutti e non saranno certamente i dirigenti ad essere i più penalizzati. Lo stesso Prof. Boeri ha infatti ammesso che in caso di ricalcolo con il contributivo sarebbero le pensioni di importo meno elevato ad accusare una differenza maggiore, visto che, nel sistema retributivo, i coefficienti di calcolo delle pensioni decrescono con il crescere della retribuzione.

La soluzione per i nostri figli non è quella di penalizzare i padri, bensì quella di creare opportunità di lavoro stabile, in cui premiare chi si impegna di più e realizza valore per sé e per la società. La solidarietà si realizza attraverso la progressività del sistema fiscale, per cui chi guadagna di più versa le imposte con un’aliquota marginale superiore. Non attraverso odiosi balzelli che sottintendono una maggiore e camuffata fiscalità. Questo è il Paese che vorremmo e che siamo convinti anche Lei cerca di perseguire.

La nostra vuole essere la denuncia di un atteggiamento che consideriamo grave che rischia di innescare delle tensioni sociali, in un Paese che invece ha bisogno di essere compatto e affidabile anche e soprattutto per le future generazioni. In sintesi una società più inclusiva e veramente più equa.

Nel ringraziarLa anticipatamente per l’attenzione che vorrà concederci, saremmo molto gratificati di poterLa incontrare personalmente per poter discutere con Lei di questo tema con nuove soluzioni e sulla base di dati reali, ma anche per poterLe offrire nostre riflessioni sui temi più generali che riguardano il nostro Paese.

 

 

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