TANTE BANCHE FALLITE E TANTA LIQUIDITA’ IN CIRCOLO

di REDAZIONE

Il totale dei fallimenti bancari registrati negli Stati Uniti lo scorso anno ha raggiunto quota 84. Per la cronaca, a lasciare il sistema bancario della prima economia del mondo figurano la Community Bank of Colorado (nello Stato sono così sei i default registrati dal 1 gennaio ad oggi), la Community Capital Bank e la Decatur First Bank le cui sedi centrali erano presenti in Georgia, ed infine la Old Harbor Bank, in Florida. Tra gli ultimi crack, il principale per dimensioni è quello che ha visto protagonista la Community Bank of Colorado: la banca presentava asset complessivi per 1,38 miliardi di dollari, e 1,33 miliardi di depositi, secondo i dati riferiti dalla Federal Deposit Insurance Corp., organismo che garantisce una copertura assicurativa su parte dei risparmi custoditi presso gli istituti di credito falliti. Meno onerosi per il sistema sono stati i crack di Old Harbor (215,9 milioni di dollari di asset totali), Decatur (191,5 milioni) e Community Capital Bank (181,2 milioni).

Il costo che è stato sostenuto dalla Fdic per i nuovi quattro fallimenti è stato pari a 358,8 milioni di dollari.

Ciononostante – come ha scritto l’economista Francesco Carbone – bisogna ammettere che il vero protagonista del 2011 appena terminato è stato Ben Bernanke, il presidente della FED, la Banca Centrale americana. In maniera defilata, dietro le quinte del fallimento europeo in fieri, è riuscito a conseguire, praticamente su ogni fronte, il migliore dei risultati che poteva sperare. Innanzitutto le borse americane che hanno chiuso praticamente invariate da inizio anno, laddove quelle europee hanno registrato perdite di circa il 20%. Grazie al rafforzamento del dollaro nei confronti della valuta europea la performance risulta decisamente positiva se valutata in euro. In altre parole, per la prima volta da diversi anni, gli Stati Uniti sono tornati a essere, almeno agli occhi dei concorrenti europei, un paese assolutamente vincente.

Eppure, il 2012 – soprattutto dopo l’ultima operazione di quantitative easing (iniezione di liquidità, che ha fatto rimbalzare verso l’alto l’oro), non è escluso che il conto al governatore americano verrà presentato.

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