Fatto il funerale a Doddore Meloni, il giorno dopo processo contro di lui. La morte non mette la parola fine a una certa giustizia italiana

doddore6 Al Tribunale di Oristano il 10 luglio, si è svolta un’udienza, che doveva essere quella conclusiva, in uno dei tantissimi processi a carico di Doddore Meloni, seppellito domenica sera, 9 luglio.

Ma il funerale non è bastato a mettere la parola fine, e siccome il certificato di morte non era presente nel fascicolo processuale, il giudice dr.ssa Marson ha rinviato tutto al prossimo lunedì. Intanto però il legale di Doddore Meloni, l’avvocato Cristina Puddu, ha anticipato di voler sollevare una questione di costituzionalità in merito alla formula da utilizzare nella sentenza “non doversi procedere perché il reato è estinto per morte del reo”, in quanto in contrasto con la norma costituzionale che afferma il principio di non colpevolezza, fino alla sentenza di condanna.

“Possono apparire questioni di lana caprina, ma le questioni di diritto non lo sono mai, nel modo più assoluto, perché riguardano il rispetto della dignità della persona, quel rispetto che a Doddore è mancato durante i mesi della detenzione e dello sciopero della fame, e che adesso, dopo la sua morte, gli deve essere tributato con ogni mezzo ed in ogni occasione, a maggior ragione dentro i tribunali.Ho promesso a Doddore Meloni di non fermare le nostre battaglie, perciò continuo, oggi e sempre”, ha commentato l’avv. Puddu.

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2 Comments

  1. Malgher says:

    Toc. . . Toc. . .
    Riflessione: “ Che giustizia è mai questa? . . . Forte con i deboli e debole con i forti ”.

    La vicenda dell’indipendentista sardo Doddore Meloni, incarcerato a 75 anni per reati di natura fiscale e morto dopo due mesi di sciopero della fame, è l’emblema di cosa sia la giustizia in questo paese.
    Una giustizia che imprigiona, rigorosamente senza sconti, un settantacinquenne per quei reati NON è giustizia.
    Una giustizia implacabile contro i piccoli e magnanima, garantista e “distratta” con i grandi evasori e con i manager bancari, essi sì criminali, NON è indipendente ma al servizio del potere.
    Una giustizia che si guarda bene dal far rispettare gli impegni dello stato nei confronti di quegli imprenditori, che spesso per questo falliscono e/o si suicidano, verso cui deve migliaia di crediti è una giustizia lassista e omertosa.
    Abbiamo assistito e assistiamo a: scarcerazioni per decorrenza dei termini di intere combriccole di mafiosi, fughe rocambolesche dalle carceri di massima sicurezza, impunità nelle grandi stragi di stato.

    Doddore andava incarcerato non già perchè era un “evasore” ma perchè rappresentava la volontà di indipendenza.
    E la stampa?
    Tre righe in cronaca.
    Non era un vip né un delinquente di grido era solo un uomo che credeva in quello che faceva ma lo stato lo ha condannato a morte.

    Corruptissima re publica plurimae leges. Moltissime sono le leggi quando lo Stato è corrotto. (Tacito)

  2. luigi bandiera says:

    Ho un senso di vuoto e conati continui nel leggere ste robe fatte da uno stato senza senso e pudore.
    CONTINUA… la vergogna ben s’intende.

    Doddore riposi in pace.

    PS:
    adesso si comprende bene del perche’ siano duri con i serenissimi…
    Sono davvero segnali di fumo rossonero…
    Bello vero parlare dei fatti che succedono all’estero quando uno stato va contro i diritti umani e magari pure condannarlo: se invece di guardare fuori guardassero dentro… ne avrebbero tantissimi per indignarsi.
    Come con l’i9nvasione: si spacciano patrioti (ANPI) ma sono felici di essere invasi.
    TRADITORI SEMPRE e credo per sempre.
    BASTA KOMUNISMO..!
    KOMUNISMO BASTA..!

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