FATE CAPIRE AGLI INDIPENDENTISTI CHE SI DEVONO UNIRE

di ALBERTO VESENTINI
Con “Tutti i partiti venetisti, una repubblica troppi leoni” avete scritto proprio l’articolo che avrei voluto che voi scriveste. Ora vi spiego il perché. Qualche tempo fa ho conosciuto su FaceBook il signor Massimo Busato e mi sono così avvicinato al mondo dell’indipendentismo veneto. Busato ed io frequentiamo sul social network più o meno gli stessi gruppi (io più monarchico asburgico, lui più venetista, ma comunque entrambi “anti” Italia). Incuriosito dalla sua militanza in Veneto Stato mi sono appassionato alle vicende del partito e sono andato a vedermi per bene il loro sito…cosa fanno, cosa vogliono, l’organigramma… successivamente ho letto della candidatura della Sig.ra Badii alle comunali di Verona  ed ho sentito alcune voci di spaccature interne, con tanto di sfiduciamento dei segretari, di elezioni interne clandestine ecc, non capendoci però molto.
Un paio di giorni fa ho voluto visitare ancora il loro sito web ed ho trovato tutti altri nomi… non più Massimo Busato, non più la Badii… non riuscivo a capire, poi ho scoperto che esiste Veneto Stato.com e .org…stesso nome, stesso simbolo!! Sono rimasto esterrefatto. Addirittura ho letto sulle Vostre pagine che VS (.com) ha candidato una persona in concorrenza alla Badii  (.org) a Verona, sono cose per me inconcepibili. Ho visto il filmato che avete inserito sul Vostro portale della Badii che interrompeva una cena per chiedere di non fare doppioni a Verona. A prescindere dalle simpatie che io possa avere per l’una o l’altra ala del partito, trovo disgustoso che un partito così piccolo si sia già diviso in due correnti, con tanto di aspra lotta interna, di sgambetti…e le poltrone sono raddoppiate. Come e peggio che nella peggiore politica romana. Come si fa a dare appoggio a questi personaggi? Come si può votarli? Cercate Voi di fare capire a questi zucconi che così non si combina niente. IL discorso vale sicuramente anche per gli altri partitini indipendentisti.
Ho fatto tutto questo discorso per farne uno più generale: tutti questi partitini e movimenti dove pensano di andare in questa maniera? Non si rendono conto che con questa frammentazione, con tutti questi distinguo (c’è quasi un partito per ogni persona direi) non possono essere credibili agli occhi dell’opinione pubblica? Ed ancor meno lo possono essere con la loro fastidiosa litigiosità e slealtà interna. Dovremmo farci guidare da queste persone nel nuovo Veneto indipendente?
La grande massa poco o niente sa dell’indipendentismo, ed ancor meno della storia passata (spesso distorta ad arte); figuriamoci poi cosa possa sapere dell’iter e delle possibilità giuridiche per ottenere l’indipendenza. La gente vede la facciata e non sa distinguere ormai tra un partito serio ed uno meno….con il risultato che qualunque ridicolo gruppuscolo che si presenti alla ribalta, con proclami roboanti e simboli strani, squalifica nell’opinione della gente, anche i gruppi seri.
Ecco allora la mia gratitudine per il Vostro articolo sui “troppi leoni” ed anzi, vi esorto a battere costantemente sulla necessità di unire le forze per i raggiungimento dell’obbiettivo comune. L’iter burocratico da seguire è comune a tutti i partiti/movimenti, il territorio da battere per raccogliere eventuali firme è vasto, farsi vedere litigiosi è controproducente, ed allora perché non costituire un comitato, un raggruppamento di tutte le forze indipendentiste per fare assieme almeno il lavoro iniziale? Spero che si riesca a fare il famoso meeting di Jesolo e che le forze in campo vadano con la volontà di lavorare insieme e non per insultarsi.
E voi intanto battete continuamente sulla necessità di unirsi, solo così si potrà forse giungere all’indipendenza (Veneto, Lombardia… altri, non importa).
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39 Comments

  1. Nuova Era says:

    Il veneto è un entita’ multietnica e multi zazziale…ma non li vedete i marocchini di Padova,San Bonifacio che trombano con le venete ? Non vedete i nuovi nati che colore di pelle hanno ? siete rimasti ai tempi della Serenissima…una citta’ oltretutto dall’architettura turca e orientaleggiante ! Fatevene una ragione…il futuro è il meticciato e l’islam.

  2. Stefano Z says:

    Perchè dovrebbe essere un fatto negativo avere tanti movimenti che ambiscono all’Indipendenza del Veneto?

    L’importante è che l’obiettivo sia comune a tutti, le strade percorribili tutte opinabili per carità, ma adottare strategie e movimenti diversi io lo ritengo un fatto molto positivo, cotruttivo e strategico fino a quel punto in cui non mi dilungo…

    Non sono quindi d’accordo con l’articolo.
    E basta piangerci addosso, trovare mille scuse, incolpando prima uno poi l’altro, sono atteggiamenti di chi ha già perso.

    L’importante è essere uniti in quell’unico obiettivo comune.

    Daghe un tajo e na mossa!

  3. Radimiro says:

    E’ quello che ripeto io fino all’esasperazione. Questi micromovimenti servono solo a frammentare. In Veneto c’è la Liga che basta e avanza !

  4. marolla gianna says:

    Bravo Visentini! Hai visto che bel dibattito e quante persone sul tuo articolo? Sempre cos’ si deve fare per cercare di unire. E non come certi asociali sempre pronti a dar dei cretini a quelli che aprono ai giovani o alle donne! Ma il popolo ha il cuore aperto e gli occhi spalancati, vede e giudica. Grazie Visentini. Saluti

  5. Giacomo says:

    Ricordatevi tutti che l’obiettivo è la libertà e l’indipendenza per il POPOLO Veneto, non per lo STATO Veneto. Quest’ultima non è che una conseguenza della prima. Date al popolo il potere, la SOVRANITÀ, e il resto verrà da sé. Costruite le vostre liste sul principio di SOVRANITÀ POPOLARE e DEMOCRAZIA DIRETTA, affiancata a quella rappresentativa ed esercitata mediante referendum. Le classi dirigenti verranno indicate dal basso anziché formare scuderie di fedelissimi a cui essere debitori di poltrone e prebende. I CITTADINI Veneti avranno il potere di eleggere i loro rappresentanti e anche di REVOCARE loro la nomina, oltre che di RIBALTARE le loro decisioni. Proprio la vostra litigiosità dovrebbe indurvi a capire queste cose e a prendere esempio dalla vicina e lontanissima Svizzera. In Svizzera quasi si dimentica il nome del presidente della confederazione, che resta in carica un ano e poi sloggia. In Svizzera, sovrano è IL POPOLO (http://www.admin.ch/org/polit/00054/index.html?lang=it), non le Durigon. Rinsavite, Veneti. Tutti noi guardiamo a voi con speranza. Non fateci assistere a un nuovo tradimento.

    • John Braida says:

      Ma queste Durignon chi sono? Ho visto che ci sono un paio di gran pezzi di figliole che corrispondono a questo cognome ma… come mai vengono tirate così in ballo?

      • giusva says:

        domandighe chi son a Migotto sandro marco o a Sante che son esperti dela cosa…e i se incasa come mati!.

        • migotto sandro marco says:

          Sig. Giusva io non Ti conosco, ma mi citi quale nemico di altre persone che non conosco. Non ce l’ho con nessuno. Leggi bene quando scrivo, perche’ sono responsabile solo di quello che scrivo, non di quello che capisci Tu. Se in un Forum che ritengo importante quale l’adesione alla Convention di Jesolo leggo in continuazione poesiole, lodi sperticate a persone che sicuramente sono belle, brave, intelligenti etc. invece che di parlare su cosa e come fare, mi fa arrabbiare. Mi da’ l’idea che si voglia mandare sul cesso tutto. Credo peraltro, che questo tipo di tifo da stadio sia controproducente per le persone in oggetto. Spero di conoscere queste persone a Jesolo, ma sicuramente non ci saranno tappeti rossi per nessuno.

      • belanda says:

        tu sei il troll di Sante!!!! non fare l’ingenuo! ce l’avete su e siete rancorosi e biliosi! 🙂

    • livignot says:

      Sono in accordo con Giacomo su tutto o quasi. Sempre. E anche in questo caso concordo con la sottigliezza esposta nella prima riga del suo intervento. libertà per il Popolo veneto non per lo Stato veneto. Bravo. Del resto in Padania, con Bossi e i suoi servitori sciocchi (compreso l’ufficio stampa e propaganda di quell’ex partito che è la Lega in Rai) ci siamo abituati a dimenticare cosa è la sovranità popolare visto che Bossi ha prosperato sull’arte di far dimenticare (il suo passato, anche quello recente) e ricominciare sempre daccapo dopo aver eliminato chi nella sovranità popolare credeva: Tuttavia io lascerei un piccolo spazietto, uno spiraglio appena, aperto per questo fenomeno spontaneo e amagri spontaneistico delle sorelle Durigon e per l’entusiasmo che suscitano tra i lettori. Chissààà…d’altre parte che male possono fare rispetto alla pletora di cani morti della Lega di potere e di affari?

    • luigi bandiera says:

      Condivido..!

    • floriano says:

      COGLIONI E RASSEGNATI 2

      MEGLIO TARDI CHE MAI.

      I VENETI COERENTI DELLA SITUAZIONE DISPERATA CHE STANNO VIVENDO ORMAI DA DECENNI, CHE SI LIMITANO A LITIGARE FRA LORO AL BAR O AL LAVORO, COME IN FAMIGLIA, CHE AGLI INVITI AD INCONTRI SERALI, DI VENETO STATO.org, NON PARTECIPANO PER PIGRIZIA O PER RINCOGLIONIMENTO TELEVISIVO SERALE, SI SONO STERILIZZATI DELLA LORO DIGNITA’ E DELLA LORO COLTURA, DI POPOLO LIBERO, RESTANDO INERMI DIFRONTE A TANTA BARBAGITA’ ITALICA, ABITUANDOSI AD ELEGGERE UN POLITICO DI TURNO DELEGANDOLO PER RISOLVERE I LORO PROBLEMI A ROMA, E QUESTO E’ IL RISULTATO, DI ESSERE DIVENTATO UN POPOLO DI COGLIONI E RASSEGNATI.
      O FORSE E’ ANCORA POCO QUELLO CHE STA SUBENDO PER NON AVER ANCORA REAGITO?
      MEGLIO TARDI CHE MAI!!!!!

      W SAN MARCO

      W L’INDIPENDENZA DEL POPOLO VENETO

  6. norma says:

    Chi no va drio ae Durigon
    no vol el Veneto nazion
    chi no vol ben a ste tose
    nol capisse molte cose
    Sol con brio e con la beltà
    prenderemo le città
    a partire da Verona
    cosa bela e molto buona
    Viva viva el gran Lion
    e le grandi Durigon!

    • luigi bandiera says:

      Bea sta cantiena, ma no serve cantiene pa far poidega.

      Go da ripetarme ancora sul fato dei poentoni..??

      A presto, con le comiche. Anzi. Con le TRAGICOMICHE.

      • berta says:

        E invece noi cantimo e gli spiriti lugubri scacciamo. Canta anche tu con noi e non morirai mai! Canta questa canzone di libertà e di allegria, di pulizia. Nel segno di allegria e bontà, di intelligenza e serietà, la Durigon trionferà:

        • luigi bandiera says:

          Gia’, fin che Berta filava…

          femo fiastroche dai, forse vinseremo anca poidegamente… tra mieni.

          Saeudi

          LB

          • berta says:

            Ma dai! Sii positivo, ridi e canta con noi! Dai che ce la facciamo! Non è con la seriositò italica (che non c’è mai stata peraltro) che si vince! Allegria e fantasia al potere e metti anche la tua esperienza al servizio del futuro Luigi! Ciao

            • luigi bandiera says:

              Varda cara Berta che mi me piaxe schersar e ironixar e baear e pi’ de quel che se lexe qua.

              Pero’, el momento deso no eo’ parmete se femo diskorsi sul SALVARSE el da drio..!

              E te savara’ che el nostro SALVARSE xe l’INDIPANDENSA..!

              SARIA L’AUTODETERMINASION che no ricognosendo el POPOEO VENETHO no ghe sara’ mai..!

              E carte de i tratai XE TUTE IGIENIKE..!!

              E ghe serve ai poteri pa NETARARSE EL SO DA DRIO.

              No va ben deso cantar e baear, ma bisogna INKAXARSE e KUSI’ TANTO DA FARGHE CIAPAR PAURA..!!

              Capio mo..?

              Dai Berta, va a fiar… eco, ea’ si te pol cantar…

              Naolta e cantava quee che fiava… (bekate anka a rima).

              LB

    • Fame peste carestia says:

      Norma-berta, se hai intenzione di sputtanare quelle due ragazze ci stai riuscendo benissimo con le tue filastrocche.

  7. luigi bandiera says:

    Ripeto:

    i polentoni sono primi sul lavoro ma ultimi in politica.

    Non sanno che ci vogliono LE MOLTITUDINI.

    Pensano, per caso, che bastano dieci di loro per ottenere la POLTRONA anche strapagata..?

    E’ umano mirare al posto in ALTO… del PALAZZO che poggia da sempre verso il BASSO. Pero’ come molti anni fa, circa 2.000anni, vinsero quelli che ebbero dalla loro le MULTITUDINI..!

    Ma i polentoni di questo tempo impegnati in politica, domando: COSA CERCANO VERAMENTE..??

    An salam

    Ah, e ne vedremo delle belle davvero tra non molto.
    Kax, che peccato avere il mio tempo che sta per scadere e cosi’ non poter vedere le COMICHE prossime.

    Ri salam

  8. liugi says:

    Io credo che innanzitutto bisognerebbe fare fronte comune di fronte al nemico, che è lo stato italiano. Lo stato italiano ha sede a Roma: tutto il resto sono solo succursali del potere romano. Se anche un partito venetista serio avesse in mano la regione Veneto, in breve arriverebbero i carri armati (vi ricordate quanto accaduto a Finocchiaro nella Sicilia “liberata” degli anni Quaranta?). Idem in qualsiasi altra regione italiana, anche autonoma.
    Teniamo poi conto che noi non abbiamo, come gli scozzesi o i catalani, una etnia egemone che tenta di assimilarci. In poche parole, o siamo tutti italiani, o non lo è nessuno. Per questo non ha senso, secondo me, pensare che “noi siamo un popolo, gli italiani sono gli altri”. Il nostro problema è unicamente lo Stato che vuole farci italiani. Tutti. Dal Brennero a Lampedusa.

    L’unica soluzione è creare una coalizione di partiti indipendentisti a livello nazionale. Tutti: veneti, sudtirolesi, lombardi, sardi, siciliani, neoborbonici, ognuno con i propri obiettivi e con le proprie diversità, ma con un obiettivo comune: non la semplice indipendenza della propria regione dallo stato italiano (che poi risponderebbe con i carri armati) ma la dissoluzione dell’entità statale italiana partendo dal potere centrale, con abrogazione ufficiale della Costituzione, ammainamento dei tricolori, scioglimento degli organi di governo, divisione del debito pubblico tra i nuovi stati ex-italiani, gestione oculata della fase di transizione in modo che non scoppino disordini sociali. Soprattutto, a monte, occorre individuare le scappatoie giuridiche che possono portare al diritto all’indipendenza e puntare su quelle. Altrimenti l’unica soluzione sensata è sperare che lo stato italiano collassi economicamente e socialmente. Con buona probabilità lo farà da solo nei prossimi anni, ma preferisco sperare che non costruiremo sulla terra bruciata e poi non è nemmeno detto che si divida. La retorica nazionalista ha insegnato agli italiani che potremo anche diventare parte integrante del Terzo Mondo, ma l’importante è rimanere uniti!

    Certo, è ovvio che se si vuole fare un Partito degli Indipendentisti Uniti vanno decise linee direttive comuni e non accettare alleanze con la vecchia partitocrazia, anzi si devono respingere intrallazzi con altre forze politiche e accogliere a braccia aperte gli esuli da contesti indipendentisti che si sono rivelati fallimentari.

    In caso contrario, a mio avviso, è tutta fatica sprecata.

    • rosario says:

      Hai detto bene, bisogna lottare per la dissoluzione. A maggior ragione ora che il potere italo-romano ha trasferito sic-et-simpliciter quasi tutti i poteri di polizia all’eurogenderforce…

      Sti briganti di roma , tutti bravi a rubare soldi nostri, è ora di non dargli più da mangiare…

      Solo la disgregazione e una sorta di confederazione di stati uniti liberi e indipendenti puo’ risollevarci… !!! Ognuno con le sue capacità. Chi scalpita ancora per un’italietta unita si tenga pure il debito pubblico e il papa… rappresentante di un potere che di cristiano ha solo il nome ma non fa niente di cristiano per perpetuarsi…

      Sicilia Libera!

    • Domenico says:

      Niente carri armati, tranquilli. Oltre alla storica vigliaccheria, i soldati italiani, ormai tutti provenienti dalla terronia, “tengono famiglia”!

  9. Ferdinando says:

    E così farete la fine delle coalizioni di partito. Non c’è soluzione, se si è radicali si è da soli, se si fanno alleanze diventa una porcata.

  10. Tunda says:

    Caro Visentini, lei si definisce asburgico, quindi le scrivo in primo luogo che simpatizzo per lei, acriticamente. Ma vorrei farle notare che il suo appello all’unione si scontra con un concetto che proprio come asburgico dovrebbe esserle ben chiaro. Lei è per sua natura centralista con , spero, una forte spinta federalista. Spero. Perchè come ben sa noi gialloneri godevamo di un impero perfettamente centralizzato e solo le punte più avanzate (Rodolfo, per dirne una o FRanz Ferdinand) tentarono di trasformare la monarchia bicipite e bipartita in tricpite, innescando il rpcoesso di avvicinamento degli slavi al centro del potere. Quado poi al Lombardo-Veneto era una provincia ben servita e ben governata ma alquanto sfruttata (specie il Lombardo…). Quindi ben venga l’analito asburgico che ancor è vivo ma bisogna intendersi sulla questione della unità delle forze. Senza infatti un centro agggregatore ‘forte’ come è la figura del Kaiser o della famiglia imperialregia è difficile unificare e riunione così come concedere libertà e federalismo…E anche per questo non sottovaluterei certe spinte innovative e certi richiami a personaggi giovani che qui e la, anche su queste pagine, sono fatti da gente che scrive. Saluti. Tunda

  11. Alberto Pento says:

    La questione è facile da capire ma difficile da risolvere o districare:

    1) comandare per servire o comandare per farsi servire?

    2) comandare dando il buon esempio con l’impegno, il sacrificio e la coerenza o imponendosi con l’illusione, la menzogna, il ricatto, la violenza ?

    3) democrazia vera o finta democrazia?

    4) segretari padroni alla Bossi e alla partitocrazia italiana o segretari servi al servizio dei soci che detengono il potere sovrano e democratico?

    5) fare politica per far carriera personale, per avere privilegi e ricchezze a spese dei cittadini, del popolo, dei soci di partito, degli altri in genere o per migliorare la realtà nell’interesse altrui?

    6) abbiamo l’esperienza di almeno 20 anni di politica autonomista. federalista, secessionista, indipendentista (con numerose sigle) e abbiamo assistito soltanto ad una miserabile lotta “a tutto sangue-ricatti e calunnie”, per la supremazia, la carega, il privilegio, il seggio in parlamento o al consiglio regionale, …, per la pensione d’oro e il finanziamento pubblico o il dorato rimborso spese … una miseria a non finire con una lunga lista di nomi da far venir “el bulegoto” (volta stomaco o mal di pancia).

    Come si fa a star insieme con chi non ha altre mire che la carega e il suo potere personale ?

    • Albert says:

      Ciao caixine te dago razon so tuto ! e te si drio parlar anca talian! brao!

    • Interdetto says:

      Tutte considerazioni sacrosante, ma in un momento come questo passano in secondo piano.
      Continuo a pensare che l’obiettivo di importanza capitale, prevalga su ogni forma di divisione o su qualsiasi altro distinguo di natura ideologica o etica. Io e te siamo in una grotta: io sono un diavolo e tu sei un angelo, ma se non ci diamo una mano ad arrivare all’uscita moriamo entrambi, tu con le tue ali e io con le mie corna. Beh, a quel punto rimane una cosa sola da fare: collaborare fino alla libertà, chiunque tu sia, chiunque io sia! Ogni altra forma di comportamento che diverga da questa, è stupida, irrazionale e suicida. E speriamo che nessuno debba pentirsi di queste prese di posizione, fra 30 anni, guardando un economia nuclearizzata e un tessuto sociale esploso. Me lo auguro per tutti.

      • marco says:

        Hai perfettaqmente ragione. Purtroppovedo (e leggo) oramai dappertutto, anche sull’Indipendenza, che dobbiamo volerci bene e batterci tutti “uniti” contro lo stato i-tagliano …. ma mai con i leghisti brutti e cattivi. Di questo passo non si va da nessuna parte! A volte mi assale il dubbio che lo stato … paghi moooolto bene ….. e ringrazi.

  12. Giorgio Milanta says:

    “E voi intanto battete continuamente sulla necessità di unirsi, solo così si potrà forse giungere all’indipendenza (Veneto, Lombardia… altri, non importa).”

    Su questo punto i padani tutti non hanno orecchio per sentire. Da secoli. E a roma si sfregano le mani.

  13. Interdetto says:

    Che dire? te ghe raxon su tuto. El problema de VS “comorg” poe esar capio a fadiga anca dai stexi indipendentisti radegoxi come mi, figurate da quei che xe drio avixinargehese dexo par la prima ‘olta.

    MI credo che le divergenxe interne ai do grupi i raprexenta xa i schieramenti de l’embrion del parlamento Veneto. Solo che me pare che no i gabia ben capio che se se pol dividare in grupi parlamentari DOPO ver rajunto l’obietivo primo de l’indipendenxa, DOPO ver posà el dadrio su na carega del neonato parlamento Veneto e no ‘deso!!
    ‘Deso anca le faxion più estreme dovaria far corpo unico e inoxidabie in vista del colpo de reni tremendo che ghe vorà par saltar fora da sto bastimento marxo e pien de buxi che xe drio afondar a na veocità spaventosa.

    Me auguro che i lo capisa asap, parchè no ghe xe più tempo.

    WSM

  14. Michele Bendazzoli says:

    Secondo me per venirne fuori, dovrebbero impegnarsi in prima persona i serenissimi, gli unici che possono dare garanzie di essere al di sopra delle parti, gli unici che possono riunire il popolo veneto sotto l’unica bandiera dietro alla quale ha senso farlo. Se non vogliono farlo sporcandosi le mani, gli si ritagli specificatamente un ruolo di rappresentanza e garanzia. Tutti gli altri un passo indietro e chi non ci sta, al rogo. Dal programma del partito devono essere tenuti fuori tutti gli argomenti suscettibili di dividere l’elettorato come, solo per fare un esempio, quello di preannunciare politiche di pianificazione economica stile “proibire il trasporto su gomma”. Le decisioni politiche di questa natura verranno prese (o meglio, a mio avviso, “non” dovranno essere prese) quando il Veneto sarà indipendente, dopo che i veneti avranno deciso a chi affidare, le scelte per decisioni di tipo politico ed economico all’interno di una cornice istituzionale che riconosca l’indipendenza del Veneto e nel quale possano confrontarsi liberamente le varie formazioni politiche. Per il momento la priorità deve essere una sola, rendere il veneto indipendente e credo che solo i serenissimi abbiamo il carisma, la statura morale per ergersi a paladini di un movimento di liberazione nazionale, la credibilità e la forza per coinvolgere tutti i veneti.

    • Pietro Caldiera says:

      Concordo in pieno! Credo, peró, come lei suggerisce, che “ritagliare” uno specifico ruolo di rappresentanza e garanzia ai Serenissimi sarebbe la soluzione ideale. In nome de San Marco e Bepi Segato!!

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