Fassina (Pd) a Draghi: ricreiamo l’Unione Sovietica in Europa

di FRANCO POSSENTI

La rotta è tracciata. Per chi non lo avesse ancora compreso, il fallimento degli Stati potrà essere dimenticato – o momentaneamente superato – dalla creazione del Super-Stato europeo. Lo abbiamo sentito dire da Monti, ma anche dai suoi ministri, poi da Casini e da diversi esponenti del Pdl. Altri si accoderanno nei prossimi mesi di crisi.

L’ultimo in termini di tempo è il “responsabile economico del Pd”, braccio destro di Bersani: “Bene Draghi a rilanciare il dibattito sulla proposta tedesca per il super commissario per le politiche di bilancio e a ricordare la perdita di sovranità degli Stati nazionali”. E’ quanto ha dichiarato in una nota Stefano Fassina, responsabile economico del Pd. “Il potere di intervento da parte della Commissione europea sui bilanci nazionali di tutti i paesi euro – ha sottolineato – è caratteristica fondamentale della fiscal union, tappa decisiva e urgente dell’integrazione politica della zona euro”. Decisiva e urgente, certo, per evitare il sicuro default italiano, considerato che nonostante le cure da cavallo del premier, questo paese continua a spendere troppo e ad accumulare debito, ormai giunto al 126,1% del Pil..

“Va chiarito – ha detto ancora Stefano Fassina – che il potere di intervento deve fondarsi su una legittimazione democratica diretta attraverso la scelta del presidente della Commissione nelle elezioni europee quale leader di una coalizione politica e attraverso il coinvolgimento del Parlamento europeo nelle decisioni”. Come dire, almeno diamo agli italiani l’illusione del voto. Secondo l’esponente democratico “va anche chiarito che il potere di intervento deve consentire di ripristinare nell’area euro lo spazio per politiche di bilancio anticicliche da affidare sia ai bilanci nazionali sia a strumenti specifici dell’area euro, come gli euro-project bonds per investimenti finalizzati a ridurre gli squilibri macro-economici tra le diverse aree della moneta unica. Infine, va chiarito che il potere di intervento, oltre che sui bilanci pubblici, deve estendersi al coordinamento delle altre politiche macro-economiche”. Ma c’è di più: nelle parole di Fassina si delineano i controni del futuro inferno fiscale continentale: “Serve coordinamento anche sulle politiche di tassazione e di contrasto dei paradisi fiscali, oltre alle politiche retributive affinché in ciascun Paese la dinamica delle retribuzioni sia agganciata all’andamento della produttività così da evitare svalutazioni interne”. 

Fassina è un comunista, scuola Visco per intenderci, e non gli par vero poter ricreare dalle ceneri l’Unione Sovietica, che stavolta potremmo chiamere Unione delle Repubbliche Socialiste Europee.

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9 Comments

  1. Andrea Zucchi says:

    Quand’ero ragazzo, se uno era intelligente e sapeva studiare e apprendere, se capiva le cose insomma, si occupava di fare business ad alto livello.

    Se uno aveva meno dimestichezza con i libri ma era comunque dotato di vivace intelligenza e senso pratico, costruiva imprese più piccole, produceva ricchezza e dava lavoro ad altri.

    Quelli che proprio, poverini, non erano attrezzati per combinare nulla di utile andavano nelle sedi dei partiti a passare giornate e giornate e fatalmente, avendo tutto questo tempo, vi facevano carriera entrando in politica.

    Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

    E c’è ancora gente che pensa di andare a votare…

    • calimandin says:

      Caro Zucchi devono altrimenti vanno i soliti noti. Se non semplificano la burocrazia andremo a ramengo e spunteranno i forconi.

  2. sandrino speri says:

    Margherita Belgioso di Limes intervista Boris Nemcov,leader del partito delle forze di destra.
    Domanda Lei è stato tra i più giovani e promettenti governatori della Federazione,qual’è oggi il rapporto tra centro e periferia? Nemcov Esattamente quello che c’era nell’antica Roma tra cittadini e schiavi.Mosca è la metropoli,e la Russia è la sua colonia.Quando Putin ha iniziato il suo mandato,la distribuzione delle risorse era paritaria.Oggi il 65% va a Mosca e solo il 35%va alla provincia.Inoltre non bisogna dimenticare che nel 2000 tutti i governatori erano eletti dal popolo,mentre oggi sono nominati dalla capitale.La loro responsabilità è ridotta e anche per le più piccole questioni è necessario contattare Mosca….-Centralismo romano e sovietico- europeo sono varianti inessenziali del dominio di elites oligarchiche o caste che usano solo a loro vantaggio le economie dei rispettivi popoli europei o sovietici,ma preferibilmente schiavi.

  3. Edoardo says:

    sono sbalordito. un articolo taglia e cuci, strappa e rammenda, scribacchia e sputa.
    nulla offre al lettore se non una confusa e faziosa rappresentazione di ciò che una persona dice in un’intervista fatta da un giornalista (se tale è) con evidenti problemi cognitivi o biechi intenti manipolatori.

    • Prego?
      Di che si sbalordisce Edoardo?
      Fassina è proprio quello descritto nell’articolo, ne ho lette altre di sue dichiarazioni per esempio ben più orientate all’esproprio proletario a favore dello “Stato etico”, “comunista” è termine desueto, da evitare accuratamente.

      • giorgio lidonato says:

        Non occorre certo una capacità sovrumana per capire che ciò a cui mirano questi politicanti, considerata anche la cultura dalla quale partono (interventista in economia, dirigista, protezionista e tassatrice, socialista) è la creazione di un super-Stato europeo che sostituisca gli Stati nazionali ormai incapaci di giustificare un prelievo fiscale che se fosse anche solo della metà giustificherebbe una rivoluzione (come è stato per secoli).

      • calimandin says:

        Perchè non si comperano le aziende,anche a debito. ora costano poco. Potranno valorizzarle loro e assumere anche quelli senza lavoro. Il circolo virtuoso si innesta così se scappa la voglia di intraprendere attuale.

  4. Luca says:

    Fassina si commenta da solo. Ogni volta che lo vedo vorrei tirare una martellata al televisore. Sembra uscito da un romanzo comunista di inizio novecento. Qualcuno può dirgli per favore che siamo nel 2012? Se non gli piace il paese perchè non emigra a Cuba o in Corea del Nord dove le sue politiche sarebbero apprezzate e comprese?

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