FASSA: LEGA CORROTTA? NO, E’ COME LA DC

di FEDERICO BIANCHESSI

Varese – Lega ladrona? No, e non solo per un senso di buon gusto, Raimondo Fassa, ex sindaco di Varese che dal Carroccio scese nel ’98, non ci sta a unirsi al lancio di sentenze anticipate contro Davide Boni. E men che meno a sostituirsi ai giudici nel processare il partito nel quale ha militato “perché offriva la sola speranza di cambiamento” e grazie al quale ha ottenuto incarichi importanti.
Anzi, la prima stangata la rifila invece al presidente del suo secondo partito, l’Udc, di cui è stato, a Gallarate, segretario. Vedeva dunque giusto Rocco Buttiglione a dire in un’intervista del 28 settembre scorso che la Lega “è corrotta fino al collo”? “E’ stata una delle varie occasioni in cui Buttiglione ha dimostrato la sua non comune pochezza intellettuale e politica. Mi stupisce sempre che uno di così bassa levatura abbia fatto tanta strada…”
Vuol dunque dire che Buttiglione sbagliava? “Dico che su quanto riportano le cronache in questi giorni non si può, nel merito, dire nulla. E non solo perché per me, da ex leghista, sarebbe troppo facile sparare a zero, con la iattanza di chi fa credere di aver capito tutto prima. Il motivo è che il problema della Lega è tutt’altro”.
Non le tangenti, vere o presunte, a suoi esponenti di prima fila? “Posso solo augurare a Boni, che conosco e con il quale ho avuto anche buoni rapporti, di dimostrare la sua estraneità alle accuse. Non so assolutamente nulla della vicenda, che è nelle mani dei magistrati, che hanno l’obbligo dell’azione penale, e dei diretti interessati. Ma so dire altro, a proposito della Lega. Che resta vero anche se tutte le accuse di questi giorni si dimostreranno infondate e Boni e gli altri saranno dichiarati innocenti”.
Intende riferirsi alla Lega ormai integrata nel sistema di potere che voleva demolire? “Sì, in due sensi: la Lega non ha mantenuto le sue promesse e ha perso un’occasione storica di essere una forza davvero riformatrice. Leggo le reazioni stizzitte di Maroni, del tipo “ci vogliono colpire”, “non ci lasceremo intimidire” eccetera: ma non si rende conto che è l’identica reazione dei democristiani e dei socialisti ai tempi di Tangentopoli? Ma come? Per la questione morale in Regione la Lega chiedeva a Berlusconi di staccare la spina a Formigoni…e adesso? Possibile che gli inquisiti degli altri sono sempre colpevoli e i propri sempre vittima di complotti?”
Un meccanismo di difesa elementare, no? “No, la Lega proclamava di voler ridurre il settore pubblico. Al contrario, si è limitata a occuparlo. E i nuovi padroni non hanno fatto che gestire le rendite politiche, rendite legali intendo, di quelli che c’erano prima di loro, e elargire le stesse prebende. Ma non basta. Hanno messo in piedi il baraccone di Credieuronord, hanno appoggiato incondizionatamente uno come l’ex governatore di Bankitalia Fazio, ultimo gran boiardo di Stato, hanno sostenuto il salvataggio di Alitalia, hanno scaricato sui contribuenti le multe per le quote latte di una settantina di imprese fuori legge…uno scenario di vecchia politica delle cui logiche Bossi è ormai completamente prigioniero e di cui sta facendo giustizia proprio il governo Monti”.
Al quale però solo la Lega, in Parlamento, si oppone. Sbagliando? “No, non sbaglia. Anzi, è giusto opporsi a una politica economica che distrugge le basi della ripresa in nome di una logica strettamente monetaria e di bilancio. Ma un conto è fare opposizione, un altro è la difesa corporativa di interessi non del Nord ma dei gruppi di potere che oggi sostengono la Lega: e che la porteranno verso una sconfitta ignominiosa, anche se forse non nell’immediato”.
Non già alle prossime amministrative, quindi. “Lì mi aspetto comunque un buon risultato della Lega, perché se perderà qualcosa tra i militanti più arrabbiati, quelli che Radio Padania silenzia, incasserà in cambio la protesta di molti elettori delusi dal Pdl e anche dal Pd. Non mi unisco al coro che da vent’anni annuncia ogni giorno la fine della Lega, errore nel quale molti stanno ricadendo. Ma il fallimento della Lega è nei fatti: in Regione invece di fare azione di risanamento ha badato solo a consolidare le posizioni del partito. Per il resto, ha finto di nulla. Guardi il caso della cava di Cantello”.
Perché la cava? “Perché la stessa maggioranza politica Lega-Pdl, che dicevano avebbe garantito il territorio, al Comune e alla Provincia di Varese ha sostenuto la chiusura della cava, in Regione ha risposto picche. Alla faccia della difesa del territorio, la Lega ha pensato a difendere altri interessi. E ribadisco: non dico illegittimi, non dico illeciti, ma interessi di potere”.
Colpa di Formigoni, allora? “Perché mai? Che colpa ha Formigoni se ha riempito un vuoto che nessun altro è stato ritenuto capace di occupare?”
Vince la sfiducia, quindi, e l’antipolitica? “Perché? Non esiste l’antipolitica: è solo l’etichetta usata dai politici contro quelli che vogliono prendere il loro posto. Tramonta invece la politica dei vecchi partiti, Lega compresa: e proprio il governo dei cosiddetti tecnici di Monti è solo l’inizio di una nuova stagione politica”.

 

FONTE ORIGINALE: www.prealpina.it

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