Fascisti e comunisti, ma non si erano estinti?!

fascio e antifascio

di Mario di Maio – Si vota in Emilia Romagna e Rai3 e “la sette” mobilitano il pacioso Bersani a salvaguardia del territorio di un rosso un po’ sbiadito e sotto minaccia dell’ elezione di Lucia Borgonzoni a presidente.

E Bersani  puntualmente smette di pettinare le bambole, trattiene a guardia del suo laboratorio da parrucchiere una mucca nel corridoio, e si precipita a ripeterci che se anche non ci sono più i fascisti permane il pericolo fascista. Di conseguenza bisogna continuare a votare a sinistra. Bersani è però intellettualmente onesto e ammette che la sinistra perde perché da un bel po’ si è dimenticata di combattere le disuguaglianze e quindi deve cambiare e ritornare alle origini. Se ne deduce che a differenza dei fascisti scomparsi i comunisti ci sono ancora ma non fanno più il loro lavoro.
A questo punto però mi domando quando e dove la sinistra ha combattuto le disuguaglianze. Forse in U.R.S.S.? o in Cina? o in Corea? o nell’est Europa? o Altrove? Probabilmente Bersani lo sa, ma non lo ha ancora spiegato.
E perché tutte le volte che la sinistra è andata al potere lo ha perso non a seguito di elezioni libere, ma per auto disgregazione o, peggio, a causa di rivoluzioni ?
E perché la sinistra ha ripetutamente tentato di instaurare un comunismo “dal volto umano”? Qual è il volto reale?
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1 Comment

  1. La sinistra è una malattia mentale, sono posseduti dalle loro allucinazioni. Una di queste è la “giustizia”. Questa giustizia vuole che tutti diventino uguali. Ovviamente nessuno diventerà uguale, è solamente un delirio

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