IN RETE IL 99% DELLE FARMACIE SAREBBE ILLEGALE

di REDAZIONE

In un mercato del farmaco l’aumento dei negozi online è il primo responsabile del proliferare a livello mondiale dei farmaci contraffatti, come del Sorbitolo che ha causato la morte di una donna Barletta. Le cifre dimostrano che il fenomeno criminale della vendita illegale di farmaci su Internet ha avuto una crescita esponenziale: basti pensare che la ricerca della voce «buy viagra» su Google restituiva nel maggio 2011 29.200.000 risultati, mentre oggi siamo a 106.000.000, mentre per la voce «buy anabolic» si è passati dai 4.960.000 risultati nel maggio 2011 ai 9.990.000 di oggi (+ 101%).

A circolare sono soprattutto psicofarmaci, antidepressivi, tranquillanti, ipnoinduttori, diuretici, antiepilettici, steroidi e antiasmatici. Ma in Italia i farmaci contraffatti restano una percentuale molto bassa: lo 0,1% grazie soprattutto al sistema di tracciabilità del farmaco che consente il monitoraggio attraverso il bollino a lettura ottica. «L’Italia – ha spiegato il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) – è capofila in Europa nella lotta alla contraffazione dei farmaci, grazie ad un lavoro che da anni l’Aifa svolge in collaborazione con il ministero della Salute, con i Nas e con la guardia di Finanza. Solo l’1% delle 40.000 farmacie online censite sarebbe legale, ovvero controllato dalle autorità competenti, sottolinea in proposito l’Aifa citando l’ente statunitense LegitScript, il servizio di verifica e controllo delle farmacie on line, l’unico riconosciuto ufficialmente dalle federazioni dei farmacisti. Mentre il resto dell’esistente sarebbe rappresentato da farmacie false o illegali. Le prime dedite esclusivamente alla frode, le seconde alla diffusione di prodotti sospetti e non conformi agli standard.

“L’incremento registrato a livello mondiale nella diffusione di farmaci contraffatti o illegali è in larga parte riconducibile al proliferare di negozi virtuali su Internet che offrono alla vendita medicinali di dubbia provenienza, ovvero in gran parte dei casi non conformi alle informazioni riportate sull’etichetta”, spiega nel dettaglio l’Agenzia del farmaco, evidenziando che nonostante una serie di dubbi ipotizzabili sulla provenienza di questo tipo di farmaci essi continuano tuttavia ad attirare clienti inconsapevoli dei rischi grazie a una serie di promesse (difficili da mantenere) come la riservatezza della spedizione, la qualità della produzione e le caratteristiche naturalI degli ingredienti, ma soprattutto grazie a un prezzo di vendita sensibilmente più basso rispetto al prodotto legale autorizzato.

Basti pensare al riguardo, che un prodotto per il trattamento delle disfunzioni erettili viene promosso su Internet con un prezzo dieci volte inferiore rispetto a quello del farmaco autorizzato, distribuito attraverso i canali legali. Le indagini che i Carabinieri del Nas stanno conducendo in queste ore si inseriscono nel quadro di un’attività operativa che dal 2005 a oggi ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria di 5445 persone (1742 nel 2011), all’arresto di 337 persone (84 nel 2011) e al sequestro di 3.664.000 tra fiale e compresse (1.335.000 nel 2011).

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