Fare rete dai Comuni per conquistare il territorio

di GIORGIO BARGNA

Ho dedicato la maggior parte del mio tempo libero (degli ultimi otto anni della mia vita) alla politica; a quella attiva ed a quella filosofica.

Posso considerarmi soddisfatto a livello personale, ho contribuito alla vittoria di una vera lista civica, concretamente svincolata dai partiti, in una città di 40.000 abitanti (Cantù, n.d.r.) ed i miei scritti sono stati spesso ospitati su vari giornali on-line.

Nella mia rete di amicizie WEB, non enorme, ma ben sviluppata, sono raggruppati seguaci di ogni opinione: autonomisti, federalisti, localisti, no global, anarchici, fascisti, comunisti, “democristiani”, disillusi e ribelli di ogni sorta.

Mi considerò quanto qualche “esperto” mi disse non poter essere coincidente: un localista, autonomista, federalista votato alla sostenibilità ed ad una moderata decrescita.

Ho letto con gioia quanto scritto su “L’Indipendenza” da Gianluca Marchi (a Cantù molti se lo ricordano) sulle occasioni “perse” dalla Lega e sul bisogno di confederare tanti movimenti separatisti.

Negli anni sono passato da un pensiero secessionista (irrealizzabile senza sommosse), all’idea che la libertà si conquista sul territorio, praticando la politica locale e poi, una volta raggiunto il successo, facendone rete.

Nemico comune di tutti è questa classe politica autoreferenziata, nemica di federalisti, autonomisti, unionisti e di ogni genere e grado di persone che non siano in combutta con la classe dirigente.

Sono convinto anch’io che vadano confederati tanti movimenti politici locali, sono però anche convinto che il collante non debba essere necessariamente il separatismo, anzi sono pienamente convinto che il collante necessario sia composto essenzialmente dall’onestà, dal cuore e dalla voglia di fare del “bene comune”.

Io credo molto nelle “liste civiche”, in quelle vere, composte da cittadini vergini da certe pratiche; sono convinto che la conquista dell’amministrazione di migliaia di comuni da parte di chi si riconosce nei principi qui sopra elencati faccia tremare il nemico comune.

Oggi pur mantenendo il mio piccolo ruolo nel mio movimento sto mobilitandomi alla nascita di una lista civica in un comune limitrofo convinto di questa necessità di fare rete, di farla con chiunque, di qualsiasi pensiero politico precedente, ma con un impegno collettivo: il “bene comune”.

Forse sbaglio, forse sarà un percorso lungo e contorto per il quale non abbiamo più tempo, ma solo in questo percorso vedo una strada non violenta verso la risoluzione, poi dopo della vittoria dell’onestà, del cuore  e del “bene comune” decideremo lo status giuridico migliore per proseguire di comune accordo.

 

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21 Comments

  1. Carlo De Paoli says:

    Convintamente indipendentista, convengo con l’Autore dell’articolo, Giorgio Barna, sulla necessità di fondare liste “civiche” per estromettere gradualmente i politici di professione dalla conduzione della, come si dice, “cosa pubblica”.
    Grazie a Statuti comunali modificati nel senso di “concedere” ai cittadini di occuparsi della politica si può pensare di arrivare all’indipendenza per mezzo di tanti referendum di tanti comuni che, gli uni aggiunti agli altri, obblighino i servi delle banche che ci s-governano a prendere atto della nuova situazione.
    Attualmente, con i movimenti indipendentisti regionali non si cava, come si suole dire, un ragno dal buco.
    Sembrano, e sono, dipendenti di banca/e che, nell’interesse di quelle, affiancano i partiti tradizionali.

  2. il brambi says:

    D’accordo sull’onestà ed il bene comune, ma nella mia vita ho realizzato, magari sbagliando, che il bene comune, a sinistra ed a destra, si sovrappone alla sottomissione dei popoli ed all’assunzione di potere da parte di ignoranti sempre pronti a diventare nel loro piccolo pericolosi dittatori.
    Si elimini, a mio parere, la parentela con la sinistra che sa solo proporre di rendere legittimo l’obrobrio, sotto qualunque forma, spacciandolo per progresso.
    Via la destra totalitaria che soffoca la libertà di pensiero.
    Tra gli altri restano davvero poche persone oneste ed intelligenti al punto da comprendere cosa sia meglio.
    Sono poi convinto che mettere tutto nel calderone nel nome dell’onestà e di un ipotetico mondo migliore è stupido, perchè ogni corrente reclamerebbe i suoi punti di forza cercando di diventare egemone.
    Fare contenti tutti oltre che dispendioso è inutile se non impossibile.
    Meglio decidere e seguire una rotta rimettendosi al giudizio solo dopo aver toccato terra.

  3. Castagno12 says:

    Mi rivolgo a tutti: guardate che il territorio se lo stanno “conquistando” gli invaori, gli stranieri, che sono agevolati nell’impresa dai vari governi votati dagli italiani.

    Destra, Sinistra, Centro, PDL2 e dintorni, nei fatti condividono ed approvano questa immigrazione/invasione organizzata, voluta da Lorsignori.
    Riprovevole, non per problemi razziali, ma per la situazione del territorio italiano.
    Per capire, basta conoscere i dati della densità di popolazione e della sopportabilità del nostro territorio.

    Sig. Bargna, cosa dovrebbe realizzare la popolazione italiana, disinformata, allo sbando, che non capisce neanche quello che vede ed aiuta i mondialisti ?

    L’ingenuità, oltre un certo livello è dannosa, provoca irritazione ed è controproducente.

    Segnalo il libro di Giuli Valli “Il vero volto dell’immigrazione” – la grande congiura contro l’Europa – Editrice Civiltà – Brescia – Operaie di Maria Immacolata – tel.030. 370.00.03.

    SVEGLIA !

  4. Intervengo nuovamente per aggiungere due cosette.
    La prima è che cisalpini o aragonesi se non si è onesti si fotte comunque il prossimo, la dimostrazione è che negli anni milri componenti della classe politica sono di origine cisalpina e che una grandissima parte dei seggi elettorali si trova al nord, eppure si vota (anzi votate) sempre a legittimare la succitata classe politica.
    Tra voi qualcuno non ha capito bene un passaggio, o forse non lo ho spiegato bene io:jo non parlo di creare una rete di enti comunali, ma una rete di movimenti politici svincolati dai partiti che governando i territori rivoltino come un calzino questa nazione flaccida.
    Come scritto nell’articolo mi considero un localista, autonomista, federalista municipale votato alla sostenibilità ed ad una moderata decrescita, tanto e’ vero che i miei articoli sul mio blog sono catalogati in categorie quali:autogoverno, autonomia locale, cittadino, comunità locale, democrazia diretta e partecipata, federalismo

    • Sì, è kiara la tua idea ed il tuo agire e direi anke OTTIMO … solo ke la parola “federalismo” ke, tout court, skrivi alla fine, ti lascia nel vago e non fughi il sospetto del tuo volere italia …

      l’itaglia è uno Stato non Nazione … di stampo koloniale e centralista… ridiamo dignità e koscienza alla nostra Gente cisalpina, ai nostri Popoli, Nazioni, Famiglie … partendo certo da posizioni lokaliste, kome tu ben deskrivi …

      • … kredo ke il primo kollante di kuesto Movimento Indipendentista Cisalpino in gestazione (M.I.C.), abbia konnotati (formula kimika) ben precisi e si karatterizzi, in primis, kon l’idea e/o komun denominatore del SEPARATISMO … kondizione sine kua non x aggregare, kollaborare, identifikarci e battagliare …

    • 01/09/10 http://www.agoravox.it/Cos-e-il-federalsimo.html
      17/02/11 http://www.agoravox.it/Io-non-festeggio-i-150-anni.html
      17/05/11 http://giorgiopartecipativo.myblog.it/archive/2011/05/12/individui-comunita-forma-locale.html
      i primi tre che mi sono capitati tra le mani, ce ne sono di più vecchi e di più nuovi, c’è l’azione sul territorio…non è che per essere di una certa aria serva scrivere con la k

      • lokalismo kontro i poteri forti mondialisti (banke e lobby ekonomike) … ma dimentiki kuelle ideologiko_religiose, ben + nocive accentranti, egemonike ed esproprianti …

        forse xkè cerki l’inkontro + ke lo skontro… x kuesto l’itaglia rimane sempre sullo sfondo del tuo agire onesto, koscienzioso, koerente e demokratiko, cisalpino ruspante …

        sei uomo intelligente, preparato e d’azione e x di + kon una faccia simpatika ke ispira fiducia ben ripagata x i kontenuti degli skritti ke mostri…

        e xò kuesto stato non solo espropria i cisalpini, ma li diskonosce nella loro stessa identità ke kombatte in tutti i modi, anke kon l’immigrazione selvaggia mal gestita e peggio legislata… in kuest’ambito kualsiasi Paese terzomondista è + morale e degno … leggere le loro kostituzioni, konoscere le loro leggi e pratike al riguardo… ed imparare.

        “l’aria” di mia appartenenza, nonostante le k, è ben diversa … e nemmeno flatulenza è 😀 (stò skerzando eh ! … so benissimo k’è un errore di battitura… dannata fretta ! … manka sempre il tempo necessario x fare le kose e non s’arriva dappertutto… )

        SEPARATISMO CISALPINO e KONFEDERAZIONE
        … magari da sviluppare sul lokalismo ke ben prospetti e cerki di realizzare, da subito e nei fatti …

        komplimenti sinceri.

    • Toscano Redini says:

      Bravo Giorgio Bargna. Mi prendo la licenza di darti del tu per dirti che sei sulla strada giusta. Insisti, non ti far scoraggiare da chi vorrebbe tutto e subito, e che poi è quello che godrà dei tuoi augurabili successi. E definisciti pure, infine, campanilista, come colui cioé che vuol fare del suo Comune il miglior Comune del mondo: se tutti facessero così, avremmo il miglior mondo possibile. Grazie. Il tuo precedente dell’8 u.s. l’ho girato agli amici della mia lista civica, citando ovviamente l’Autore e la Fonte, l’Indipendenza. Forza.
      Se tutte le formiche si compattano, smuovono un elefante (proverbiio del Burkina).

    • Dan says:

      “movimenti politici svincolati dai partiti”

      Toglierei il “politici” e metterei “popolari”. Quello che ci vuole è un movimento di gente comune non di nuovi furbi che cercano di fare le scarpe ai vecchi.
      Servono dei movimenti dove il personaggio di riferimento è quel tipo di persona semplice ed orgogliosa che nient’altro chiede di poter vivere del proprio sudore e non di quello del vicino.
      Servono movimenti dove la gente comprende in toto che la politica non è il fine per asservire se stessi ma il mezzo per fornire un servizio alla comunità, che a sua volta non deve mai permettersi di dormire sugli allori in quanto pronta ad intervenire qualora qualcuno cercasse di sviare da questo “sacro” compito.
      Se la gente fosse sufficientemente matura da capire questo sarebbe questione di un attimo smantellare questi vecchi ordinamenti oramai in cancrena conclamata quali sono gli stati.

  5. afro silvio says:

    sono pienamente daccordo
    per me dovrebbe partire tutto dai comuni e gli stessi
    sanno cose bisognerebbe fare nel loro territorio
    di conseguenza eliminazione delle provincie
    ma leggo che sono quasi tutti daccordo ma al momento
    di unirsi,ognuno pensa solo a se stesso senza poter
    dialogare per potersi unire e fare il bene del territorio
    come dice un detto – l’unione fa la forza-
    fino a che noi tutti non lo facciamo, non riusciremo a migliorare .
    afro silvio

  6. Castagno12 says:

    Preferisco non entrare in merito alle iniziative e alle proposte dell’autore dell’articolo.
    La mia opinione non sarebbe di alcuna utilità.

    Mi limito a ricordare che non sono raggiungibili risultati positivi di alcun tipo, se il popolo, nel quotidiano,continua a sostenere il Progetto Mondialista rigorosamente perseguito anche dal governo di turno.

    Problema quotidiani in edicola.
    Domanda: “Danno le informazioni che fornisce questo quotidiano on-line sia con gli articoli che con alcuni (anche se rari) commenti ?”.
    La risposta è “NO”.
    Allora a che titolo vengono acquitati ?

    Segnalo il blog: http://www.kidon.com
    fare click su Europe e poi su Italy
    Potrete così fare un confronto gratuito senza sostenere chi tace sui problemi fondamentali.

    Problema carta di credito:
    Al pari delle informazioni negate dai media, costituisce un pilastro del Governo Mondialista.

    Gli autonomisti, gli indipendentisti, i secessionisti, e via così, che la usano, dimostrano incoerenza, mancanza di buonsenso e tanta, tanta imprudenza, costi a parte.
    Non si aiuta chi si dovrebbe combattere.

    Se la maggioranza del popolo non si adopera, nel quotidiano, per modificare l’attuale contesto, nessun uomo, nessun partito potrà mai arrestare l’organizzazione che ci sta distruggendo.

    Solo i tonti non hanno ancora capito che delegare e aspettare è solo una scelta suicida.

    Comunque le iniziative incomplete, cioè “castrate” (vedi Giannino, Grillo, ecc.) fanno il gioco del Governo Mondiale: danno l’impressione che esiste una possibilità di salvezza, intanto Lorsignori procedono indisturbati ed aiutati dal popolo.

    Solo i sognatori (si fa per dire) hanno l’iniziativa, o meglio, la presunzione di programmare, per l’italia unita, riforme e governabilità.
    Infatti la realtà dimostra che, così combinati, riusciamo solo ad essere SOTTOMESSI.

  7. … sono però anche convinto che il collante non debba essere necessariamente il separatismo, anzi sono pienamente convinto che il collante necessario sia composto essenzialmente dall’onestà, dal cuore e dalla voglia di fare del “bene comune”. …

    karo Borgna …
    la premessa alla nostra azione è:” padroni a kasa propria… kolonia di nessuno”
    ed è proprio nello stato cisalpino ke i nostri popoli, autonomi, indipendenti e konfederati, troveranno soluzione a kuesta esigenza improkrastinabile oramai ed inalienabile nel diritto universale delle Genti e Komunità koese…

    senza una forte azione separatista dei Padalpini dagli Appenninici ed italo_levantin_pelasgici (merdionali) a noi kosì avulsi x kultura, usi e kostumi, tradizione, mentalità e modo di rapportarsi nella vita sociale di tutti i giorni, l’abbiamo visto, porta alla nostra dissoluzione totale …

    il tuo evokare onestà e kuore è solo buonismo unitarista ke vuol perpetuarsi…

    Muoia kuest’italia merdionale e pezzente, figlia del romanesimo centralista, accentratore, autoritario ed espropriatore katto_fascio_komunista … tutti nemici della nostra libertà…

  8. Dan says:

    Ma quale rete dei comuni: l’abbiamo vista l’anno scorso con l’imu com’è finita.

    Si organizzavano i no imu day con i sindaci in testa poi appena monti ha promesso qualche ossicino sono tutti corsi a leccare. Con queste premesse non si può organizzare nessuna rete.

  9. L’infiltrato per anni ha cercato di coordinare movimenti autonomisti e localisti verso una confederazione ed ha trovato spesso faccendieri miranti al puro potere quasi più li che in altri ambiti, inoltre come scrive oggi anche Leonardo Facco, fatta una conta non siamo poi così in tanti. Sul territorio nel mio e nel nostro abbiamo invece fatto ed a Cantù presentammo, se non erro, già nel lontano 2008 una mozione comunale che era il primo passo verso la creazione di una regione autonoma insubre, naturalmente cassata, in primis dalla lega.
    Chi non ha pazienza di attendere gli eventi e sogna azioni dirompenti abbia la cortesia di prendersi la responsabilità di provocarli, sono decenni che li sento evocare, direi che chi li evoca, visti i risultati, risulta più paziente di me che ho optato per un’altra via.
    Sia chiaro che io indico una via, non che la imponga, buona domenica a tutti coloro che sognano un cambiamento.

  10. Bargna, sei un provocatore italiano infiltrato, fai il paio con Di Pietro, l’onestà al potere è un’utopia più irrealizzabile della secessione.
    Affamare la BESTIA è una delle soluzioni, non certo creandone altre in rete.
    Saluti

  11. Albert Nextein says:

    E’ un tentativo.
    Ma temo che si vadano a creare tanti piccoli nuovi burocrati che, assaggiato il potere, lo gestiranno in base ai basilari motti italici e approfittandosene di tutto il possibile.
    Anche rubando.
    Mi risulta infatti che le persone oneste sono una specie in via di rapida estinzione.
    Tengo famija, siam tutti uguali, tirammo a campà, volemose bene, accà nisciuno è fesso.
    Caro Bargna i tuoi sogni avranno una qualche realizzazione solo quando i succitati motti non avranno più cittadinanza nel cervello della gente comune.
    Ritengo che solo eventi traumatici e anche violenti, se non drammatici, faranno rinsavire, anche se solo in parte, un insieme di popolazioni abituate a dipendenti dal ben noto sistema di governo degli antichi romani “panem et circensens” e ” divide et impera”.

    Non condivido la tua paziente visione delle cose,e i tuoi sensatissimi propositi.
    Non hai la materia prima per realizzarli.
    Non attualmente.

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